All good things must come to an end

Sicuramente non sarà una gran sorpresa, ma questo è l’ultimo post di minimo.

Sono mesi che non scrivo nulla, per mancanza di voglia e di tempo. Ovvero per mancanza di voglia, perché come sappiamo tutti benissimo il tempo per le cose cui teniamo davvero lo si trova, sempre.

L’unico legame chiamiamolo “continuo” che ho mantenuto con l’esperienza di minimo in questi mesi è stato il gruppo su Facebook, che inizialmente si era affiancato alla pagina e poi l’aveva sostituita, perché non mi interessava tanto condividere articoli e post, quanto confrontarmi su certi temi.
All’inizio il gruppo era formato da persone che, se non addirittura mie amiche nel vero senso della parola, comunque mi erano affini; poi, inevitabilmente, è cresciuto, e oggi la stragrande maggioranza dei membri (che sono 1280 circa, ma in teoria potrebbero essere molti di più) arrivano al gruppo direttamente da Facebook e, spesso, non sanno nemmeno che il blog esiste. Ho cercato di ovviare chiedendo ai potenziali membri a) come sono arrivati al gruppo b) eventualmente di dare un’occhiata al blog e anche c) di presentarsi dopo l’iscrizione.
La stragrande maggioranza delle persone non rispondono; molti lo fanno dicendo che no, l’occhiata al blog non l’hanno data (!). E anche tra chi risponde (magari mentendo?), solo una percentuale veramente ridicola fa lo sforzo di presentarsi.
A parte questo, comunque, dall’andamento del gruppo mi è chiara una cosa: che per il 99% delle persone minimalismo e decluttering sono sinonimi. E che il decluttering è, a sua volta, sinonimo di un qualcosa di simile alle pulizie di primavera: a marzo butto, ad aprile ricomincio ad accumulare, a settembre sono daccapo.

Ora, ognuno è chiaramente libero di pensare e di fare quel che vuole e come vuole, ma a me, oggi, questa idea di minimalismo non interessa (più). E non mi interessa di certo gestire un gruppo dove finisce per essere sempre l’argomento principale.
Dove chi arriva pensa sia normale postare ottanta foto storte della propria spazzatura, e se glielo si fa notare nel migliore dei casi se ne va senza un “crepa”. Dove mi sono sentita dare della cafona (o peggio) perché volevo dare al MIO gruppo la direzione che IO volevo. Dove è costantemente necessario intervenire diciamo con decisione (!) per evitare le peggio derive.
Dove, soprattutto, si ripetono sempre le stesse quattro banalità, perché quando io o pochi altri cerchiamo di indirizzare la discussione su altri argomenti, pubblicando materiale che parlando di tempo, di priorità, di spese, di scelte… insomma, avete capito; le persone o non commentano proprio, oppure lo fanno a caso, evidentemente non avendo letto il testo ma solo il titolo (e anche anche). In un caso particolarmente macroscopico, quando l’ho fatto notare, mi sono sentita rispondere “certo che su pubblicassi roba in italiano magari sarebbe più facile” e altre cose del genere. Niente scuse, anzi: sono io che sbaglio, ad avere certe pretese; la normalità è essere superficiali, ignoranti (nel senso letterale del termine), e fregarsene, anzi vantarsene.

Ebbene, vi dico la verità: sono stanca, e non credo che ne valga più la pena. Se (da noi?) il minimalismo è questo, ci sono altri mille gruppi dove parlarne, e non è certo necessario che io continui a farmi sangue amaro avendo a che fare ogni giorno con cafoni, analfabeti funzionali e compagnia cantante anche da amministratrice di un gruppo (visto che, come tutti, devo confrontarmici quotidianamente in tanti altri contesti).

Certo, potrei chiudere il gruppo e continuare a scrivere sul blog delle tematiche che mi interessano. Ma se in questi (tanti) mesi l’ho fatto così poco, vorrà dire qualcosa.
Probabilmente, che sotto sotto non credo che ci sia tutto questo spazio e tutto questo interesse per il minimalismo inteso come qualcosa di diverso dal piegare le magliette a pacchettino e dal pinnare le scrivanie bianche su Pinterest.

Ho scritto altrove che luglio per me è un mese topico: è il mese in cui mi sono sposata, ho cambiato casa (due volte), mi sono quasi azzoppata. È anche il mese in cui ho scritto il primo post di minimo. Ci sta che sia il mese in cui pubblico anche l’ultimo; e in cui vi saluto e ringrazio tutti per avermi seguita e letta con così tanto affetto e così a lungo.
Senza minimo non sarei mai entrata in contatto con alcune persone che oggi sono così fortunata da chiamare amiche. Il suo vero valore è sicuramente questo, ed è inestimabile.

PS = Il blog resta attivo fino al 3 agosto, quando scadrà il dominio (e anche il fatto che la scadenza sia proprio in questi giorni credo sia indicativo…); il gruppo, credo, verrà eliminato prima.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

23 thoughts on “All good things must come to an end

  1. Hai tutta la mia comprensione e solidarietà! purtroppo ormai il web è questo: ignoranza e superficialità e per questo lo frequento sempre meno. Per parlare a fondo di certi argomenti, è meglio trovare altre sedi! Ciao!

  2. Te l’ho già scritto anche nel gruppo… e come la penso lo lo sai già. Fortunata di averti conosciuta qui, grazie di aver fatto parte di un (ancora lungo) percorso… un abbraccio Laura! 😊

  3. Sei stata tra le mie prime letture sull’argomento e continui ad essere un riferimento. Capisco la tua decisione attuale, grazie della condivisione.

  4. Devo dire che mi spiace. Ti ho scoperto tardi ma ti ho letta con interesse. Io non sono certo minimalista ma forse potrei diventarlo se non dovessi costantemente combattere con tre accumulatori seriali. Io comunque Facebook non ce l’ho ma capisco la frustrazione di parlare di un argomento che viene liberamente interpretato alla cavolo. Ti saluto e se dovessi scrivere da altre parti mi piacerebbe saperlo

  5. Mi spiace tantissimo sentire questo e mi spiace perché ho commentato e letto con vivo interesse i link che hai postato (non so se ti ricordi di me, ero quella che era arrivata prima al tuo eBook e poi al blog).
    Ti auguro un buon vento e buone nuove avventure.
    Con affetto,
    Valentina

  6. Che peccato! Una piccola isola in questo mare desolante. Leggevo volentieri.
    Spero di trovarti altrove 🙂 buon tutto a te!

  7. Mi dispiace tanto. Aspettavo il Tuo post nuovo ma mi dispiace per il contenuto…anche se capisco la decisione..Come nella vita di tutti i giorni, siamo circondati dall’ignoranza in vari aspetti della vita, e prima o poi arriva il momento quando non ci va piu’ di spiegare proprio nulla…Buona fortuna! Un abbraccio

  8. Mi dispiace molto, il tuo blog era uno dei pochissimi che leggevo con interesse. Comunque ti capisco, con tanta ignoranza in giro i social media sono diventati frustranti, ormai li uso con il contagocce. Grazie mille per avermi fatto scoprire il minimalismo (anche se la mia strada è ancora lunga) e in bocca al lupo per tutto!

  9. Minimo è uno dei pochi blog che ho seguito nel tempo, dove, anche se raramente, ho vinto la timidezza e lasciato qualche commento. Senza non avrei mai avuto il coraggio tempo fa di prendere un periodo di part time, di fare riflessioni sull’acquisto di casa, sul come il lavoro si stesse prendendo troppi di me, sulle vacanze…anche sullo sperimentare la corsa (che, mi ero sempre detta, non facesse per me). Il passaggio da carta a digitale è stato inaugurato con il tuo e-book, e questo mi consentirà di ritrovare un pezzo di “minimo” quando ne sentirò la nostalgia (un sacco di post erano salvati tra i preferiti del pc). Grazie per aver dato tanto, a tante persone, che anche silenti hanno cambiato pezzi della loro vita grazie alle tue parole e, soprattutto, al tuo esempio. Anche questo ultimo post, coerente con quello che emerge leggendoti, lo apprezzo molto. Buon tutto!

  10. Ciao,
    Mi spiace tantissimo che ti sia scontrata con la cafonaggine, la superficialità e ignoranza che ci attanagliano in modo continuo… però vorrei dirti una cosa, ho amato fin dal primo momento il tuo blog di minimo ! Per me è tutto ciò che rimane di un epoca della mia vita che è definitivamente passata, lo so è un attaccamento nostalgico ma ogni volta che arrivava la mail di minimo era il.mio momento di relax. Io per scelta non ho più Facebook , il blog era un modo meno social e più intimo per collegarmi alle tue idee e a te….ti ringrazio per tutte le ottime letture e spero di incrociarti di nuovo nel mio percorso.
    “Minimo”rimarrà sempre il mio blog, l’unico che ho continuato a seguire senza annoiarmi mai.
    Grazie
    Ilaria

  11. Sono veramente dispiaciuta. I’m very sorry. Io ti leggo sempre, anche se in silenzio. Ho sbagliato. Dovevo farti sentire la mia voce. Però ti capisco perfettamente. Gestisco un piccolo gruppo, e non ho voglia di seguirlo più, i motivi sono uguali come tuoi. Non vale la pena. Con affetto, Joanna.

  12. Ciao Laura, ti ho conosciuta grazie al tuo primo ebook acquistato sul Kindle e poi ho scoperto il tuo blog, per scelta non ho Facebook, ma seguo anche i tuoi articoli su Flipboard, che trovo estremamente interessanti!!
    Volevo semplicemente ringraziarti, con tutto il cuore, per aver generosamente condiviso le tue opinioni, i tuoi pensieri ed il tuo modo semplicemente di essere!
    Non riesco a scrivere tutto quello che è stato per me minimoblog.. ma ti assicuro che ha rappresentato molto.
    Ti saluto con affetto,
    Erica

  13. Mi dispiace moltissimo Laura. Seguivo da molto tempo con vivo interesse sia il blog che il gruppo (uno dei pochissimi a cui ero iscritta) anzi io che vivo Facebook con insofferenza e ho spesso la tentazione di abbandonarlo proprio perché non reggo più il degrado e l’ignoranza dilaganti, i tuoi post erano tra le poche boccate di ossigeno per interesse, intelligenza e sensatezza di contenuti e nondimeno di modalità (tolleranza, rispetto, toni comunque pacati, desiderio di confronto con gli altri ed altre caratteristiche che ormai sembrano diventate merce rara).
    Sono amareggiata, ma ti capisco perfettamente. Sicuramente non ho reso esattamente la portata del mio dispiacere e forse non l’ho ben argomentato ma ti assicuro che è tanto. Ti auguro tanta fortuna, a te ma anche a me, a noi che siamo (mi permetto di associarci in questo ) percorso temo che ci aspettano tempi duri. Un abbraccio.

  14. Ciao Laura, sono contenta di essere arrivata in tempo a leggerti e ti ringrazio perchè mi hai fatto “annusare” il minimalismo. Sono all’inizio del cammino ed invidio affettuosamente chi già lo percorre con fierezza ed eleganza come te. Buona vita. Chiara

  15. Ciao, mi dispiace per la tua decisione, ma sinceramente secondo me hai sbagliato un po’ target e medium.
    Tu ormai sei ad un livello (di consapevolezza, esperienza, conoscenza) per cui il confronto orizzontale con il mondo dei “wanna-be minimalists” modaioli di Facebook non ha senso.
    Cioè, tu a questa gente non devi porti come “discutiamo insieme di questo argomento” perchè ciò presuppone che gli altri siano al tuo livello, il che tranne rari casi non succede.
    Il tuo contributo, a mio modesto parere, potresti darlo scrivendo libri/manuali, facendo coaching, o aprendo un nuovo blog ancor più “elitario” di questo, magari in inglese, così almeno ti potresti confrontare con le migliori menti pensanti a livello globale e non solo con la deprimente scena italiota.
    Insomma, spero che il tuo prezioso contributo non vada perso, ma che cambi semplicemente forma.

    1. Condivido in pieno. Facebook ormai è diventato (mediamente) un contenitore di feccia in cui anche, anzi direi soprattutto, i soggetti più beceri si sentono titolati a intervenire il più delle volte senza alcun intento costruttivo o collaborativo ma al contrario proprio per seminare odio o, se va proprio bene, a dire stupidaggini. Infatti mi sembra che almeno qui sul blog i commenti siano già di un altro livello.
      Mi associo alla speranza che il contributo di questo blog non vada perduto.

  16. E’ un vero peccato che tu chiuda il tuo blog. Era un piacere leggere i post specialmente quelli in inglese ricchi di notizie e curiosità da oltreoceano. Sono sicuro che mancherà a molti, anche e soprattutto a chi si limitava a fruirne passivamente senza partecipare alle discussioni ma traendone spunto per modificare il proprio comportamento.

  17. Ciao Laura,
    come ti ho già scritto sul gruppo (da cui mi sono tolta qualche giorno fa, prima della sua chiusura) mi dispiace moltissimo per la scelta, ma la capisco. Minimo è stato anche per me il primo inizio di minimalismo e il confronto con i tuoi post e i membri del gruppo è stato sempre molto prezioso.
    Lo chiedo assolutamente solo per curiosità: hai pensato di lasciare aperto il blog senza il dominio proprietario? Se fosse qualcosa tipo minimo blog.wordpress.com sarebbe visibile comunque senza i problemi del dominio. Ma capisco perfettamente che tu possa volere anche mettere uno stop al “mondo” di minimo.
    Spero davvero in una raccolta su Amazon di tutti i post, la prenderei volentieri. 🙂
    Ipotesi a parte, grazie per tutto ciò che hai condiviso e grazie anche a titolo personale, perché minimo è stato per me (ed è ancora) fonte di ispirazione e di cambiamento ed è anche stato una lucina accesa in alcuni momenti meno facili del solito.

    Grazie mille!

    Giulia

  18. Ciao Laura
    Anche io ho seguito il tuo blog con grande interesse (pur avendolo scoperto tardi) e mi pento di non averti mai scritto prima. È un dispiacere leggere che minimo chiuda, ma sinceramente capisco lo sconforto che ti ha portata a questa decisione. Quando leggo i commenti che spesso vengono postati su Facebook è Instagram mi spavento e mi domando se davvero non sia più possibile scambiarsi opinioni costruttive senza offendere o lanciare epiteti irripetibili.
    Il tuo garbo e i tuoi articoli sempre interessanti mi mancheranno.
    In bocca al lupo
    Magda

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