4 mesi

4 mesi dall’ultimo post (che blogger incredibilmente indisciplinata e pigra che sono)

4 mesi molto brutti, molto belli, molto difficili, molto facili.

Un rogito che è stato praticamente un parto (senza epidurale). Questo sarà il nostro primo Natale da non-proprietari di casa da molti anni a questa parte. Ma soprattutto, sarà il primo totalmente senza debiti. È una sensazione bellissima, di liberazione e di leggerezza immensa, che ogni tanto ci ripenso e non mi sembra ancora vero.

L’ansia, fino all’ultimo secondo, fino all’ultima firma. Dei messaggi con le richieste senza senso, delle telefonate con i tentativi malcelati di estorsione di chi è pagato per fare i tuoi interessi, della sensazione netta, troppo netta, che ci sia qualcosa che non va, qualcosa che non ti dicono, perché se lo sapessi manderesti tutto a monte e non importa se dovrai mantenere due case.

Un trasloco che si è trascinato e trascinato, weekend infiniti a svuotare una casa che in teoria doveva essere già vuota e invece, annunci per (s)vendere quei due mobili due non dell’Ikea che mai più per carità mai più, una quantità di tempo incalcolabile sprecata per spiegare che no, la cucina non ha i pensili, e sì la cucina si trova dove c’è scritto che si trova, e ci vediamo quel giorno a quell’ora, mi raccomando veniamo apposta, e poi devi telefonare, devi insistere, perché uno si dà, l’altro fa finta di niente, il terzo ti dice che le misure (quelle che gli avevi dato precise al mm) non corrispondono (e allora cosa mi hai scritto a fare).

(“Parto” l’ho già detto?)

Un lutto, del quale non ho parlato praticamente a nessuno e del quale continuerò a non parlare, se non per dire che in questi casi capisci veramente chi sei, prima di tutto; e poi chi sono certi altri. A quelli che ci sono stati (molto pochi, ma anche per scelta mia… la paragnosi ancora non la pretendo), il mio grazie per aver capito che il fatto che non mi lasciassi andare a scenate di pianto incontrollato non significava che non avessi bisogno di loro. Semmai il contrario.

Un’intossicazione alimentare (esattamente il giorno prima del rogito di cui sopra). Non dite niente che non è il caso.

Un glicine di fronte a casa che diventa da verde verde a giallo e rosso e poi marrone. Un giardino che cambia colore. Un gatto che scopre le cose (“questo secondo me si chiama albero), ma quando lo chiami dal balcone arriva al galoppo, con la coda a scovolino, rientra, si scuote e si schianta sul divano (“Bello tutto, però anche qui non è che si stia male”)

Una casa che prende forma piano (piano) e diventa sempre più mia (nostra), ma che in realtà nostra lo è stata fin dal primo momento.

Un quartiere strapieno di persone, di esperienze, di cose, da fare da vedere da mangiare da bere. Una città che tutto è a portata di mano (o di tram. O di metro). Più cose, e soprattutto più persone, in quattro mesi di quanto ne ho viste fatte e conosciute in (troppo tempo).

La colazione da Cova, il gelato buonissimo sotto casa (questa è l’unica cosa che c’era anche a Valenza), la spesa consegnata fino alla porta (credeteci o no, budget per la spesa calato di 1/3), il cinese libanese turco giapponese friulano il ramen i bao la frittata cinese il panettone artigianale la pizza di Spontini.

I negozi, tutti i negozi del mondo. Dove non faccio fatica, come avrei fatto una volta, a non comprare. Dove, a volte, mi aggiro sorridendo al pensiero di tutto quello che non ho voglia di comprare.

I musei le mostre i film in lingua originale la newsletter del Comune con una lista lunga così di “cose da fare questo weekend a Milano”.

Il tram 1, che è meglio di qualsiasi autobus turistico, da Greco alla Centrale a Montenapoleone al Castello.

Le cose che succedono esattamente quando devono succedere. Tu riesci a vederlo solo dopo, quando si dirada la nebbia della stanchezza, dell’esaurimento, della confusione, dell’ansia (vedere sopra).
Ma ti serve saperlo (ah se ti serve) per le nebbie che verranno: che ti sembrerà soltanto di navigare a vista, a caso, ma in realtà starai andando esattamente dove devi, e ci arriverai esattamente quando devi.

Il Natale che ho addirittura addobbato casa (! Poco. Sobriamente. Però). Il Natale che non dobbiamo più fare chilometri. Il Capodanno che si può anche organizzare all’ultimo. Le cene che non serve più mettersi d’accordo tre settimane prima, o andare via alle undici “altrimenti non arriviamo a casa più”.

Un anno fa abbiamo deciso di vendere casa. Passato un anno l’abbiamo venduta, ci siamo trasferiti, e la nostra vita è completamente diversa, infinitamente migliore. Tutto questo per dirvi cosa?

Che sono esausta come raramente mi è capitato nella vita. Ma che ne valeva la pena.
E che se volete qualcosa, ma sul serio, e vi sembra che non arriverà mai, sappiate che effettivamente è vero: non arriverà. Siete voi che dovete farla arrivare. Farvi “il culo a tombolo” (vedere qui, che non c’entra ma c’entra). Se vi fate il culo a tombolo, poi di culo arrivano anche le botte. È il modo tutto particolare dell’Universo di dirvi che state andando nella direzione giusta, anche se non sembra.

Vi auguro un 2018 pieno di glicini, tomboli, divani su cui schiantarvi, nebbia fitta e stanchezza anche, brioche di pasticceria, bao, radio di quartiere, persone, cose, tram, mostre e musei e tutto quando di bello mi è successo in questi quattro mesi. Il brutto no, ovviamente non ve lo auguro; ma dato che purtroppo arriverà, in una forma o in un’altra (spero per voi la più lieve possibile), vi auguro (quello sì) di riuscire a navigare a vista senza perdere la fiducia nel fatto che la strada è quella giusta… anche quando non riuscite a vederla.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

5 thoughts on “4 mesi

  1. Bellissimo post ! Sai scrivere bene ed altrettanto efficacemente ci fai partecipi di questo tuo trasloco. Anche l’augurio finale mi piace e direi che in questo momento mi sta a puntino 😉

  2. Ciao benvenuta nel mio quartiere!! Sono felicissima!
    vedrai che qui starai e starete benissimo .
    Grazie per gli auguri , come al solito mi emoziono sempre a leggere i tuoi post.
    Navigare a vista è il mio mood.
    La veterinaria di Nolo…

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