guardaroba minimo: la teoria

sfingeCome ricorderete, ho deciso di dedicarmi all’impresa semi-eroica (!) di sistemare finalmente e una volta per tutte il mio guardaroba, e l’ho divisa in due fasi: eliminazione del superfluo e creazione del guardaroba minimo “ideale”.
Le risorse sull’argomento abbondano: io ne ho selezionate due che mi sembrano sufficientemente esaurienti. La prima è decisamente centrata più sulla fase di decluttering; la seconda, molto più semplice e meno definitiva.

  1. The Spring Closet Cure di The Apartment Therapy: si tratta in pratica di un decluttering specifico in dieci passaggi. Qui tutti i post in originale, di seguito un piccolo sunto.
  • Preparate scatoloni/sacchi/sacchetti da utilizzare, almeno uno per ognuna delle categorie necessarie: “incerti”, “da portare in lavanderia”, “da far sistemare”, “da vendere/scambiare, “da regalare”, “da lavare”, “da buttare”
  • Selezionate i vostri capi preferiti
    “Fate finta che qualcuno verrà a fare selezione spietata nel vostro guardaroba e mettete da parte i capi di cui non potete assolutamente fare a meno. Per ridurre il panico al minimo, per ora concentriamoci sui vestiti e lasciamo perdere le scarpe”. (!) Limitatevi non solo all’abbigliamento, ma anche a quello della stagione in corso (primavera- estate, quindi).
  • I capi invernali
    “Selezionate questi capi, con onestà, in base a quanto spesso li avete indossati durante lo scorso inverno. Datevi 30 minuti per dividerli, il più rapidamente possibile, in due gruppi:
    – Capi che avete indossato regolarmente: riponeteli insieme ai “preferiti” del passaggio precedente, o metteteli nel contenitore “da lavare”, “da portare in lavanderia” o “da far sistemare”. Se qualcuno è arrivato a fine vita, andrà ovviamente nel contenitore “da donare” o “da buttare”.
    – Capi che avete indossato poco o nulla: contenitore “da donare” o “da vendere”. Se siete realmente e onestamente indecisi, optate per il contenitore “incerti”.”
  • I jeans (croce e delizia)
    “Radunate tutti i vostri jeans. Selezionate quelli da tenere sicuramente: vi stanno bene, sono comodi, sono in buono stato. Sarà abbastanza facile, così come selezionare quelli sicuramente da eliminare: vi stanno male, sono rovinati, non vi piacciono, non si adattano più al vostro stile…” E gli incerti? Potete riporli nel contenitore apposito; oppure, nell’articolo trovate un’infografica per aiutarvi a prendere subito una decisione definitiva.
  • Quattro giorni per quattro categorie: calze/collant e biancheria intima; vestiti e gonne (abiti e giacche/pantaloni formali per gli uomini); pantaloni e abbigliamento sportivo; top, giacche e outerwear
    Domande utili per decidere cosa tenere:
    Lo porto regolarmente? Se la risposta è no, ma solo perché si tratta di un capo particolarmente formale ed elegante, ok. Se la risposta è sì, passate alla domanda successiva.
    Mi sento bene, sicura di me e comoda quando lo porto? Siate realistici e selettivi. Se la risposta è sì, passate alla domanda successiva.
    Mi sta bene, davvero e adesso? Se no, può essere modificato? Se la risposta è sì, passate alla domanda successiva.
    È rovinato o macchiato? Se sì, può essere sistemato/pulito?
  • Iniziate a definire un “profilo di stile” personale: taglie (reali!), tessuti, colori, marchi/negozi “ricorrenti” nel vostro guardaroba, forme; e infine gli elementi di cui avete già troppi esemplari e quelli che, invece, scarseggiano e meritano un po’ di shopping.
  • Round finale di eliminazione: scarpe, borse e accessori. Prevedo grossi (GROSSI) problemi in questo reparto…
  • Il contenitore “incerti”: “sigillate il vostro contenitore con lo scotch, spostatelo dall’area guardaroba e riponetelo in un altro armadio o comunque in un’altra zona della casa (anche cantina o garage vanno bene ovviamente), dove rimarrà per qualche mese (diciamo sei?)”. Avete già capito: se vi servirà qualcosa che avete messo tra gli incerti, potrete facilmente recuperarla. Altrimenti, scaduto il termine senza aver mai toccato il contenuto del vostro sacchetto/scatolone (e, in base alla mia esperienza, è quello che succederà), potrete donarlo/venderlo/eliminarlo nella certezza di aver fatto la scelta giusta.
  • Creare un mini-guardaroba per l’estate: molti, moltissimi consigli e collegamenti utili
  • Last but not least: come fare per mantenere i risultati ottenuti. Donare i capi da donare, mettere in vendita quelli da vendere, ma soprattutto impegnarsi a dedicare un’ora al mese, ogni mese, a fare pulizia. Sperando che non ce ne sia bisogno!

2. Project 333 (un classico!): 33 capi per 3 mesi, inclusi accessori, gioielli, giacche/cappotti etc. e scarpe; esclusi invece i gioielli che non togliete mai, come la fede; biancheria, pigiami, abbigliamento “da casa” e da palestra/corsa/allenamento. Selezionate i vostri “magnifici 33”, e mettete via tutto il resto. Facile, no? E anche relativamente indolore, perché potete provare cosa significa utilizzare un mini-guardaroba, senza l’ansia e la fatica dell’eliminazione vera e propria. E probabilmente, dopo aver toccato con mano che gestire un guardaroba minimo è assolutamente fattibile, la fase di eliminazione verrà in qualche modo da sé.

Questa è la teoria: per la (mia) pratica, ci rivediamo nel prossimo post!

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