Scambio casa Val d’Orcia edition

santantimoAll’inizio di maggio abbiamo avuto la fortuna di passare una settimana in Val d’Orcia: un altro posto dove probabilmente non saremmo mai andati spontaneamente, e che abbiamo visitato perché ci è arrivata una proposta di scambio casa. Come spesso facciamo in questi casi, non ci siamo posti troppe domande, abbiamo semplicemente detto “sì”. E dato che la settimana appena precedente la partenza è stata delirante dal punto di vista lavorativo, non ho nemmeno potuto dedicarmi a cercare una guida, o almeno qualche informazione di massima su cosa fare, dove andare e così via.

La prima sorpresa è arrivata immediatamente, a Pisa, da dove siamo passati per scambiarci le chiavi: la nostra “collega di scambio” ci ha informato allegramente che non poteva più venire a Valenza a causa di qualche problema logistico, “ma voi andate, godetevi la vacanza, non vi preoccupate”. Ci siamo quasi rimasti male…
Dopo una breve visita in Piazza dei Miracoli, dove facciamo un mini pic-nic sull’erba e assorbiamo la prima di una serie di dosi massicce di bellezza, ripartiamo alla volta di San Quirico d’Orcia, la nostra meta.

E qui arriva la seconda sorpresa. Perché una cosa è sapere di vivere in uno dei paesi più belli del mondo. Una cosa è sentirne cantare le lodi a destra e a manca, tipicamente da stranieri invasati che darebbero un rene per vivere qui. Una cosa è vederlo nei film. E un’altra è sbucare da una curva e trovarsi davanti un paesaggio che sembra davvero preso da un film. Sembra un fondale, un’enorme JPEG panoramica. E invece è vero. Talmente vero e bello da sembrare davvero finto. Roba che dopo un po’ ti prende quasi il nervoso!

San Quirico è in tutto e per tutto conforme all’idea di “borgo toscano” che un inglese o un americano potrebbe sognare. E casa “nostra” non fa eccezione. Terratetto in un vicoletto (“Salita del Poggio”: perfino il nome sembra uscito da un film!). Pietra, muri larghi un metro, travi in legno, gradini e mezzi gradini, finestre piccine.
Una delle cose che amo di più dello scambio casa è che mi permette di provare esperienze di vita diverse, a volte diametralmente opposte alla mia, che abito in un condominio, circondato da altri condominii, in una cittadina di 20.000 abitanti non particolarmente attraente. Scambiando casa ho potuto vivere in un quartiere californiano alla Wisteria Lane, in un sobborgo residenziale di Vancouver, in una villetta nel verde delle Fiandre, in una casa parigina ai confini del Père Lachaise, in un appartamento sulla 106° a New York…
Anche in questo caso l’esperienza è parecchio “diversa”, e ti fa pensare. Il paese è stupendo, incastonato in una zona ancora più stupenda. Gli unici rumori sono i cinguettii degli uccelli. Ma per avere tutto questo devi rinunciare ad altre cose: cinema, teatro, ristoranti etnici, di supermercato ce n’è uno solo e non è certo enorme, sul corso principale i negozi sono praticamente solo per turisti. Viverci come sarebbe? Quanto freddo fa, d’inverno, in quelle case così caratteristiche dai muri spessi un metro? Che atmosfera si respira fuori stagione, magari a novembre? Ma anche: quanto devono essere belle quelle colline coperte di neve?

Della settimana in se stessa non posso dire altro che questo: in Val D’Orcia, ovunque ti giri sei assalito dalla bellezza.
Pienza, San Quirico, Montepulciano, perfino Chiusi, che in sé non è niente di che, ma ospita un museo archeologico notevole; sempre a Chiusi abbiamo avuto l’opportunità di visitare due tombe etrusche in compagnia della guida e di una sola altra persona, domandandoci com’è possibile che dei reperti del genere non vengano presi d’assalto…  E naturalmente Siena: consigliatissime la salita alla Torre del Mangia (se non vi fanno paura i gradini e le altezze!) e la visita alla “Porta del Cielo” del Duomo, 15€ davvero ben spesi per vedere il Duomo e tutta la città da una prospettiva completamente diversa. E poi, sulla strada tra San Quirico e Pienza, c’è questa: guardatevi le foto e ditemi se non sembra davvero finta, messa lì apposta per far fermare i turisti a fotografarla (per la cronaca, è stata usata ne “Il Gladiatore”, tra gli altri)

La palma, però, per me va sicuramente all’Abbazia di Sant’Antimo. Essendo a) ignoranti b) come dicevo, poco “preparati”, abbiamo rischiato di non andarci pur essendo lì vicino. La vedete anche nella foto, ma non sono in grado di descrivervi la pace, gli ulivi, l’alabastro delle colonne, i canti gregoriani, l’interno finalmente non violentato da aggiunte sei-sette-ottocentesche. Solo muri a gesso, un crocifisso di legno, panche e un’enorme lastra di marmo irregolare come altare.

La cosa più strana? Che quando sono tornata a rivedere le “mie” colline, ho capito, o meglio ho avuto conferma, che anche qui ci sarebbe tanta, tantissima bellezza. La differenza è che la Val D’Orcia è patrimonio dell’Unesco da decenni, mentre qui da noi quei decenni sono stati impiegati per costruire e sventrare e snaturare.

Ho apprezzato la mia casa tutta su un livello, non-umida, non-fredda, anche se decisamente meno caratteristica e romantica, la connessione a Internet che va senza problemi, lo spazio per stendere. Certo, fuori non c’è un mondo di case in pietra e spettacolari colline verdeggianti. Anzi. Non posso definire casa nostra “rumorosa” (tranne quando i vicini danno di matto…), ma i rumori (o l’assenza di) non sono, ovviamente, quelli di un borgo medievale.

E così, non per la prima volta mi domando: a cosa sono (sarei) disposta a rinunciare per un po’ di bellezza in più? Cos’è più “minimo”? Vivere in un posto bellissimo ma dove serve prendere la macchina per fare tutto, e dove gli immobili ovviamente costano più che a Valenza (e ci vuol poco); oppure vivere in una cittadina come questa, dove scarseggiano certe risorse (bellezza, ad esempio, ma anche iniziative culturali, concerti…), ma che non è un paesino, dove tutto è a portata di mano e dove abbiamo potuto permetterci una casa decisamente grande senza indebitarci in modo insostenibile? Oppure, ancora, vivere in una grande città (ricordate che ci avevamo provato?) dove potremmo dimenticarci dell’auto e dove avremmo mille possibilità a disposizione, dal punto di vista del tempo libero, lavorativo, “logistico”… ma dove la metratura che potremmo permetterci sarebbe davvero risicata?

Domande senza risposta, che forse solo uno scambio casa può suscitare…

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2 thoughts on “Scambio casa Val d’Orcia edition

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