10 categorie di spese da tagliare subito per risparmiare

controluceLa vita vi ha giocato un brutto scherzo e avete necessità di tagliare le spese ora-subito-adesso?
Oppure volete diventare più frugali, ma senza prendere “grandi” decisioni (come vendere casa e ridimensionarvi)?

Eccovi 10 suggerimenti (più uno)  per iniziare a risparmiare da subito.
Premessa: sicuramente molte scelte di risparmio citate di seguito possano richiedere più tempo e sforzi dell’alternativa più costosa; e chiaramente anche il tempo è una risorsa importante. In questo caso, però, parto dal presupposto che la priorità vada data al risparmio economico rispetto ad altri fattori.*

1) Tagliare colazioni e pranzi al bar, cene al ristorante, aperitivi, apericene e compagnia.  Una colazione al bar costa un paio di euro, un pranzo veloce 7, una pizza 15 (e sono stime molto conservative, nel senso che con 7 euro vi danno se va bene un panino, oppure un piatto, acqua e caffè). Cinque colazioni e cinque pranzi la settimana fanno 40+140 euro al mese=2160 euro l’anno. Andare a mangiare una pizza fuori tre volte al mese in due, 90€, 1080 euro l’anno (considerando tre volte al mese, che possono essere tante, per tenere conto di uscite più costose). Ovvio che mangiare si deve: ma restando a casa (o portandoci il pranzo da casa) spenderemo decisamente meno: ai fini dei nostri calcoli, diciamo un 1/3 rispetto al totale delle spese di cui sopra, che è pari a 3240€ in un anno.

2) Evitare la spesa non pianificata. Lista della spesa sempre alla mano, spesa una volta la settimana, fare sempre attenzione ai prezzi al kg/litro, preferire i prodotti a marchio del supermercato, se ha senso differenziare tra supermercati, magari andando ad acquistare alcuni prodotti nei discount; e di fronte a un’offerta, chiedersi sempre se vi serve o meno.
Alternativa uguale e opposta, che alcuni consigliano: andare a fare la spesa in modo mirato ogni giorno, comprando solo quel che serve. A me convince poco perché a) richiede molto più tempo b) richiede (credo) più disciplina, nel senso che aumentando le visite al supermercato aumentano anche le occasioni di sforare. Ma anche questo può essere un metodo.
Un ottimo indicatore di quanto bene stiamo facendo la spesa (e anche di quanto bene stiamo mangiando): la proporzione sullo scontrino tra prodotti alimentari che sono materie prime/fresche e quelli che sono cibi confezionati. E anche la rapidità con cui si riempie il bidoncino dell’umido.
Non tutti hanno tempo per autoprodursi tutto, ma se siamo onesti dobbiamo ammettere che spesso è un problema di voglia e di comodità, più che di tempo (e mettiamoci pure un po’ di pigrizia mentale).
Esempi banalissimi:
Pasta pizza pronta: 3,01 €/kg
Pasta pizza fatta in casa: 1 kg di farina 00 0,48 + lievito, acqua, sale e olio diciamo 50 centesimi = oltre 2 euro di differenza al kg. In realtà, però da 1 kg di farina si ricavano 1,5 kg di pasta, quindi la pasta pronta viene a costare effettivamente 4,5 volte più di quella preparata da noi… senza contare che la pizza fatta in casa è decisamente meglio! (Pizza pronta presa al banco panetteria: 11,99€/kg. Argh.)
Flacone di ammorbidente: 1,79€
Bottiglia di aceto: 0,90€
Acqua in bottiglia naturale:  0,20€/litro
Acqua del sindaco (anche frizzante): costo variabile. In alcune città (come Milano) è gratis, in altre si paga una tantum una tessera del costo di pochi euro. Anche si paga a consumo, parliamo comunque di pochi centesimi al litro.

etc. etc. etc.

3) Tagliare gli acquisti di prodotti di bellezza e makeup (almeno) per un mese. Usiamo quel che abbiamo senza farci ingolosire dall’ultima palette, da quello smalto così carino, dalla nuova crema miracolosa al sangue di vergine. Alla fine del mese, come minimo avremo capito cosa ci serve davvero (e comunque sì, di creme, acque micellari, gel, primer, basi, ombretti, matite… si può fare a meno).

4) Tagliare le visite dall’estetista e dal parrucchiere. Della piega possiamo fare a meno, la tinta e la ceretta possiamo farcele in casa. Vado molto a spanne, ma diciamo che una piega costa 15€? Fatta quattro volte al mese vi costa 60€, 720€ l’anno; stessa cifra per una ricostruzione unghie (refill) base di costo medio/basso. Siamo già a quasi 1500€ l’anno, senza considerare trattamenti molto più costosi.

5) Ridurre al minimo l’uso della (seconda) macchina. Per molti rinunciare alla macchina non è oggettivamente fattibile. Ma per almeno altrettanti, il problema vero sono la voglia e la comodità. Rinunciare all’auto richiede una certa pianificazione, di conseguenza non mi sento di includerlo tra le misure “immediate” per risparmiare, ma per chi volesse farsi un’idea dei potenziali risparmi, vi segnalo questo (con un grazie a Eugenio).

6) Tagliare tutti gli acquisti di abbigliamento. Nessuno di noi ha un solo paio di scarpe, o un solo maglione o vestito. Anche se un certo capo non è più indossabile, ci sono ottime probabilità che nell’armadio abbiamo a disposizione un’alternativa (o quattro, o dieci).  

7) (Più estremo, ma a mali estremi…) Tagliare tutti gli acquisti diversi dal cibo e/o dai “consumabili” utilizzati in casa. In altre parole, se un elettrodomestico si rompe, non precipitiamoci subito a ricomprarlo. Due eccezioni ovvie: la lavatrice e (almeno in molti casi), il cellulare, se ci troviamo a doverli sostituire proprio durante questo periodo di magra. Ma tenendo presente che esiste l’usato; che “cellulare” non equivale necessariamente a “smartphone di ultima generazione”. E che, per la lavatrice, può darsi che sia papabile l’opzione lavanderia a gettone, almeno temporaneamente. Meglio quello, che comprare a rate una lavatrice di scarsa qualità.
No, la televisione non fa eccezione (!). E sì, il discorso vale anche per i saldi, le offerte sottocosto etc.. In altre parole, tagliamo tutto il superfluo.

8) Tagliare (o ridurre) gli abbonamenti. Cose come la TV satellitare, Netflix, le versioni “Premium” e “Pro” di qualsiasi cosa (Spotify, Dropbox, Evernote, Runkeeper… app e servizi digitali vari insomma), il collegamento Internet tramite fibra (non basta l’ADSL?), Amazon Prime/Unlimited, riviste varie, le formule flat per il cellulare… Possono sembrare piccole cifre, ma mettiamole tutte insieme. E soprattutto: ci servono davvero? Le usiamo davvero? Possiamo farne a meno, o optare per un’alternativa meno costosa oppure gratuita? Proprio sicuri sicuri che Spotify non sia sufficiente anche nella versione free?
Sky TV (versione base)= 19,90€/mese, quasi 240€/anno

9) Tagliare la domestica (no, non nel senso di segarla in due, poveraccia!). 10€ all’ora per quattro ore la settimana (di nuovo, sono conservativa) sono 160€/mese, quasi 2000€ all’anno. Fare le pulizie nel weekend è una palla? Sì, lo è. Ma si può fare.

10) Tagliare le occasioni di svago che presuppongono una spesa. Palestra (possiamo allenarci in casa, o uscire a correre), cinema, teatro, musei, laboratori, corsi vari, concerti, serate nei locali…
Lo so, è triste, e non per niente lascio questa voce per ultima; sapete che sono totalmente a favore dello spendere in esperienze. Se ci rendiamo conto che questo tipo di rinuncia ha un effetto realmente negativo sulla nostra vita (e lo capisco), sforziamoci di trovare alternative più economiche (anche se magari meno comode, o meno “prestigiose”), o altre spese da ridimensionare ulteriormente per compensare.
In questo momento della mia vita, ad esempio, rinunciare alla palestra sarebbe davvero l’ultima cosa che farei: ognuno ha le sue priorità, e se una determinata attività ci fa felici e aggiunge davvero qualcosa alla nostra vita, è importante cercare di tenercela stretta. E se proprio non sarà possibile, stringiamo i denti almeno per un po’: verranno tempi migliori. E verranno più rapidamente, anche grazie ai sacrifici che stiamo facendo.

Bonus: le sigarette. 5€ a pacchetto diciamo per 2 pacchetti la settimana? 40€ al mese, 480€ l’anno. Il pippone sul perché dovreste smettere di fumare a prescindere dal fattore economico ve lo risparmio.

I tagli che ho citato presuppongono un certo stile di vita: sicuramente molti storceranno il naso sentendo parlare di aiuto per le faccende domestiche, connessione a Internet, servizi che presuppongono di possedere uno smartphone… E in un certo senso avranno ragione. Tutte le cose che suggerisco di eliminare sono definibili come “lussi”. Il punto è: quanti di questi lussi, grandi e piccoli, diamo per scontati (mentre, per definizione, non lo sono)? Quante volte, leggendo questo elenco, siete inorriditi al pensiero di rinunciare a questo o a quello?

Questo non toglie che farne a meno sia una privazione. E privarsi di qualcosa, o di quasi tutto (per quanto superfluo), non è facile, non è piacevole.
Non si tratta però “solo” di arrivare a fine mese (hai detto niente!). Si tratta anche di recuperare un po’ di tranquillità mentale. Di rendersi conto, di fronte all’imprevisto che ci coglie in contropiede e ci mette al tappeto, o rischia di, che non siamo impotenti, che possiamo fare qualcosa, prendere in mano la situazione, riprendere (almeno in parte) il controllo. Non è poco, anzi: penso che possa essere essenziale.

(PS: conto della serva considerando solo le voci di spesa che ho quantificato sopra: 2160 (ovvero due terzi di 3240)+1500+240+2000+480 = 6380€ annui, pari a 531€ al mese di risparmio. E non è incluso il potenziale risparmio sulla spesa, che può essere molto considerevole)

Che ne pensate? Avete altri suggerimenti? Quali sono le vostre priorità dovendo pensare di tagliare le spese in modo immediato?

*i prezzi citati sono quelli riportati dal sito per la spesa online di Esselunga, per i prodotti a marchio del supermercato o comunque di prezzo medio all’interno della loro categoria (quindi non prodotti primo prezzo)

PS = non c’entra ma… ho finalmente messo insieme una copertina decente per “50 sfumature di minimo“! Ditemi cosa ne pensate 🙂

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9 thoughts on “10 categorie di spese da tagliare subito per risparmiare

  1. sante parole, tutto!
    grazie per i consigli, nel mio caso mi sono accorta che il maggiore “sperpero” è dovuto al bar e alle spese per il cibo, non attenersi alle liste è davvero destabilizzante, conti alla mano….

  2. Sono di Torino e per risparmiare al cinema ho fatto una tessera all’UCI Lingotto (costo 1 euro) che mi permette di entrare ad ogni spettacolo con 5,50 euro al posto dei 9 e passa. Sabati e domeniche sere comprese.
    E per le mostre la sempre meravigliosa Carta musei, 52 euro l’anno e ingresso a tutti i musei e le mostre illimitatamente. Con 4 visite mi ripago la carta.
    Ottimi consigli comunque, grazie!

  3. una cosa che faccio per risparmiare ed evitare spese compulsive è acquistare frutta e verdura dal fruttivendolo anziché al supermercato. Il prezzo al chilo è maggiore , ma dato che non ci sono altri prodotti non si rischia di tornare a casa con il carrello pieno di sfizi vari e in offerta e un’insalata in busta

  4. Ciao, leggo il tuo blog da tempo ma non mi sono mai soffermato a commentare.
    Sto passando un periodo molto difficile sul lavoro, che presto perderò.
    In questo momento penso a tutti i soldi “inVestiti” in oggetti griffati di cui pensavo non poter fare a meno… e che adesso scambierei volentieri per una sicurezza economica maggiore. Però poteva andarmi peggio, almeno grazie ad i tuoi post ho cominciato a ragionare su costo e valore reale di molte cose.
    Complimenti per il blog e per la copertina (opinione di grafico).
    Grazie per i tuoi consigli, S

    1. Grazie a te e… In bocca al lupo. Spero che questo momento difficile passi presto lasciandoti “solo” una nuova consapevolezza di quali siano le spese veramente importanti!

  5. Allora. Mi prometto (e ti prometto) una riflessione molto approfondita su questo post. Leggendolo mi sono resa conto di far già parte di una schiera che quello stile di vita non lo ha già da molto tempo, ma credo fermamente, ne sono convinta e voglio proprio che sia così, che sia possibile fare altro, che ci sia ancora qualcosa di fattibile per tagliare e risparmiare.
    Mentre medito, mi leggo anche altri post che mi paiono connessi, quando ho digerito torno, ok? 🙂

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