il mio mantra per il 2016

tibetNei primi giorni del 2016, e pure negli ultimi del 2015, la mia pazienza e la mia tolleranza (già scarsine, devo dire, quando devo avere a che fare con certi atteggiamenti) sono state messe a dura prova. Abbiamo trascorso giorni davvero difficili; incrociando le dita, ne stiamo uscendo, ma vi assicuro che non è stato semplice gestire la situazione. Dove “gestire la situazione” significa “evitare di mettersi a gridare come aquile frantumando tutto il frantumabile” o, se volete”, “rimanere civili e civilizzati mentre il resto del mondo… non tanto”.

Una situazione che, per quanto oggettivamente priva di lati positivi (hai voglia a guardare il bicchiere mezzo pieno quando ti trema la casa mattino mezzogiorno e sera, domeniche comprese), tra una crisi di nervi e l’altra mi ha portato a fare alcune riflessioni, scaturite dai concetti con cui sono venuta in contatto in questi 8 mesi circa di meditazione giornaliera.

Ho ancora tantissima strada da fare: non sono per niente “zen”. Sono diventata consapevole di certi miei meccanismi mentali e comportamentali (l’avevo già scritto), ed è sicuramente importante; ma non sono certa di essere riuscita a modificarli, anche in minima parte, in conseguenza di questa consapevolezza (o forse, chissà, la consapevolezza implica di per sé una modifica dell’atteggiamento. Speriamo!).
La situazione in cui mi trovavo aveva tre caratteristiche: a) (non era di vita o di morte ma) era fastidiosa e difficile al punto da non consentirmi di vivere serenamente nel quotidiano b) era profondamente ingiusta, nel senso che stavo subendo un torto c) non potevo risolverla, non in modo immediato o diretto.
Mi sono resa conto che questi tre elementi sono comuni a tutti i momenti veramente negativi della mia vita: che non sono necessariamente quelli in cui mi sono successe le cose più gravi, ma quelli in cui, anziché reagire, far su gli stracci e le maniche, pensare a come affrontare la situazione, a come risolvere il problema, ho desiderato solo di farmi a palla, dormire e svegliarmi quando tutto fosse (magicamente) passato. In altre parole, i momenti in cui mi sono sentita veramente persa sono dipesi da me, almeno in parte; non necessariamente dalla gravità della situazione in assoluto, ma dal mio essere incapace di reagire a certe sue caratteristiche, indipendenti dall’evento in sé; e non sto parlando di “reagire” nel senso di “trovare una soluzione”: come dicevo, si tratta di situazioni in cui ero essenzialmente impotente.

“Non possiamo modificare quello che succede nella nostra vita, ma possiamo cambiare il modo in cui lo affrontiamo: ed è un cambiamento enorme”.

Quando non c’è niente da fare, cosa puoi fare?

L’unica risorsa disponibile, per definizione, ce l’hai dentro.

Voi direte, filosofia Zen da strapazzo. E vi assicuro che lo dico anche io pensando a come mi sentivo in alcuni di quei momenti. Almeno nel senso che dicevo sopra: posso essere consapevole di certe cose, meccanismi, loop mentali, ma questa consapevolezza cambia qualcosa in concreto? Una domanda alla quale non sono ancora riuscita a dare una risposta. Forse (forse) nella vita di tutti i giorni sì; di fronte a situazioni più estreme, non credo, almeno non ancora, non in questo momento del mio percorso. Come dicevo, ho tantissima strada da fare.

Se di questa massima, questo mantra se volete, riconosco razionalmente la validità senza poi riuscire ad applicarlo nel concreto (resta un po’ un’astrazione, insomma), mi ha invece aiutato moltissimo un altro concetto, forse ancora più semplice e apparentemente banale:

“Tutto cambia”

Che poi (ho scoperto; sono proprio ignorante!) è una delle tre verità del Buddhismo: l’impermanenza.
Se tutto cambia, e noi riusciamo a percepirlo e ad accettarlo, siamo liberi: nella consapevolezza che qualsiasi situazione, condizione, evento è destinato a passare (negativo o positivo; ma sull’impermanenza del positivo concentriamoci un’altra volta, che è meglio!).

Questa è una verità che sperimentiamo tutti in ogni momento, nel piccolo e nel grande (basta farci caso), e che di conseguenza non è difficile “fare propria” anche quando siamo stressati, ansiosi, nervosi. Non è una bacchetta magica che risolve tutti i problemi, ovviamente, però… aiuta.

Il problema, se mai, è che di norma facciamo molto più caso alle difficoltà quando sorgono, con l’ansia, la preoccupazione, il nervosismo che le accompagnano, che non quando vengono risolte. Passiamo una mattinata/un giorno/un mese/inserire tempo a piacere a preoccuparci per una riunione, una telefonata, un lavoro, un esame, una causa, un rapporto problematico, un qualsiasi cosa che vi venga in mente; e poi, quando arriva la soluzione, difficilmente ci soffermiamo altrettanto a lungo sulle sensazioni positive che ne derivano. Archiviamo e passiamo semplicemente oltre; spesso, alla preoccupazione successiva (giusto per chiarire, anche questa è una riflessione non mia, ma che ricorre all’interno di Headspace, che è l’app che uso per meditare… quindi, insensata o geniale che vi sembri, non è farina del mio sacco;) ).

Il mio mantra per il 2016, quindi, sarà questo (sperando di non averne troppo bisogno) 🙂

Che ne pensate? Come gestite (o cercate di gestire) le situazioni di stress?

(Nota: mai mai mai nella vita avrei pensato che mi sarei messa a scrivere di Buddhismo, qui o altrove. Il che conferma che davvero tutto cambia. La vita è un loop! Concetto anche questo molto buddhista, se ci pensate ;))

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6 thoughts on “il mio mantra per il 2016

  1. Ma essere zen cosa significa esattamente? non incazzarsi se subisci un torto? cioè essere superiore a qualsiasi cosa ti capita, tanto tutto è impermanente? osservare i sentimenti senza farcisi trascinare?

    Secondo me è normale avere le crisi di nervi se si subisce un’ingiustizia che peraltro ti impedisce di vivere serenamente la quotidianità (come lo descrivi tu). La meditazione ti aiuta solo a vivere la crisi di nervi quando si presenta, e poi lasciarla andare, non rimuginarci su o portartela dietro tutto il tempo.

    Citando il grande Liguabue “quando questa merda in torno, sempre merda resterà, ne riconoscerai l’odore, perchè questa è la realtà”.

    1. Che sia “normale” avere una crisi di nervi sono d’accordo con te, però non serve a niente… ed è ben diverso dal reagire, nel senso di non farsi mettere i piedi in testa e trovare una soluzione (cosa che, ti assicuro, sto facendo ;))

  2. ciao,
    quando ho letto questa pagina, sembrava fosse scritta per me, ho capito davvero come ti senti e nemmeno io sono la persona più zen della terra, ma ogni volta che mi sono trovata di fronte a certe situazioni sono andata in crisi profonda e guarda un pò, mi ci trovo proprio in questo periodo.
    anche io ne ho dedotto la stessa soluzione: bisogna che siamo noi a cambiare di fronte a questi eventi, non dovremmo permettere che certe energie negative ci penetrino dentro, ho capito che devo essere io ad ostacolare questo processo e forse, come dici tu, l’unica cosa possibile è cambiare il nostro atteggiamento.
    ci vuole molta costanza e perseveranza, doti che non possiedo, ma che avrei sempre desiderato avere, per fare tutto ciò.
    dobbiamo controllare il nostro istinto di fuga o reazione e ascoltare e analizzare ciò che ci sta capitando, distaccarcene e respirare a fondo.
    comunque il buddismo ha molto da insegnare a noi occidentali, noi vorremmo arrivare alla soluzione dei problemi velocemente e direttamente, ma alle volte il percorso potrebbe essere più articolato, bisogna portare pazienza, quella dei saggi intendo…ed essere forti come una roccia.
    namasté

  3. Ciao Laura è stato un piacere scoprire il tuo blog. Mi ritrovo in molto di quello che scrivi in questo post. Anche io sto cercando di fare il tuo spesso percorso, lo stesso nel quale neanche io avrei immaginato di leggere di Buddismo.
    Per quanto riguarda poi la consapevolezza, penso sia un passo molto importante, il primo probabilmente per andare avanti pur stando fermi. Per passare alle azioni e abbandonare le reazioni. Penso che tu avendo coscienza di quello che sta accadendo dentro e fuori di te sia già passata alle azioni.
    A presto

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