il puntino brilla

un puntino giallo

Scrivo questo post con un enorme magone. Spero che mi perdonerete gli inevitabili svarioni.

Se avete mai messo ai piedi un paio di scarpe da running, e siete collocati più o meno nel Nord Italia ma non solo, non potete non sapere chi sono i Podisti da Marte. Se non lo sapete, eccovi il loro manifesto:

Podisti da Marte è un’associazione no profit che realizza progetti sociali per generare attivismo civico e solidale.

Il motto dei Marziani è: No profit. No stop.

E’ dal febbraio 2009 che i Podisti da Marte cercano di contagiare la città con iniziative, incursioni e collaborazioni con altre no profit. Inoculiamo cambiamento positivo, e noi siamo i primi a sperimentarlo.

E se avete mai partecipato a qualsiasi evento di corsa organizzato, a Milano in particolare, ma anche nel Nord Italia in generale e non solo, non potete non averli visti. Gente che offre fiori agli automobilisti incazzati che strombazzano (quando va bene) contro chi corre. Gente che, correndo o camminando, ha raccolto decine di migliaia di euro (e sto andando per difetto) per decine di organizzazioni e cause sociali e benefiche. Avrete visto le magliette gialle, i travestimenti buffi, e le bandiere. LA bandiera. Quella gialla con scritto “Alien crossing“. Io l’ho intravista la prima volta quando stavo per tagliare il traguardo della maratona di Milano, fatta a staffetta, nel 2012. Perché i Podisti da Marte sono (anche) charity coordinator della maratona di Milano. E hanno (anche) pubblicato un libro, naturalmente per beneficenza; un libro che ha un titolo bellissimo, e se avete mai corso per strada, insieme a altre persone, vi farà dire “È proprio così!”.
Si chiama “Sudato Bagnato Affaticato In Mezzo Alle Moltitudini”.
Che è esattamente come ci siamo sentiti noi quel giorno della staffetta, quando ha piovuto ininterrottamente a secchiate dalle 9 del mattino al momento in cui l’ultimo membro della nostra squadra (io) è passato sul traguardo. Eppure è stato (davvero) uno dei giorni più belli ed emozionanti della mia vita, e se ci penso, quando ci penso, mi commuovo sempre. Ho anche scritto un post, su quel giorno, che è finito sul libro dei Podisti da Marte, con un’impaginazione e una grafica bellissime (molto più del mio post). Ed è una cosa di cui sono talmente orgogliosa che ogni tanto me lo riguardo e sorrido e mi si gonfia un po’ il cuore.
Tutte queste cose meravigliose i Podisti da Marte le hanno fatte grazie al lavoro di tante persone, ma il minimo comune denominatore, il motore di tutto, era sempre Fabrizio. Fabrizio Cosi era il Capitano, il fondatore, la locomotiva, il portabandiera (gialla, ovviamente), il cuore dei Podisti da Marte. Abbiamo fatto una chiacchierata al telefono quando ho comprato la mia copia del famoso libro. Abbiamo parlato di tante cose, compresa una potenziale cronaca sul blog, con raccolta di fondi, della preparazione della mia prima maratona. Mi ha chiesto se avevo voglia di far pubblicità ai marziani qui su minimo (che è come chiedere a una squadretta da oratorio di supportare la Juventus, praticamente). Mi ha lasciato l’impressione di una persona incredibilmente determinata, focalizzata, come una specie di raggio laser umano.
Poi (se leggete minimo lo sapete) mi sono fatta male e di correre ho dovuto smettere. Niente più maratona (non sono arrivata nemmeno alla mezza). E dato che sentir parlare di corsa mi faceva molto soffrire, ho smesso di seguire blog di running, account Twitter di runner, e anche i Podisti di Marte.

Venerdì notte, all’improvviso, Fabrizio Cosi è mancato a causa di un aneurisma. Pur non avendolo mai conosciuto di persona, ho provato una sensazione di grande vuoto, di grandissima ingiustizia.

A tutti quelli che corrono: questo post sarà inutile, sono certa che sapete già tutto e che avete già contribuito.
A tutti quelli che non corrono: lo so che la gente che parla di running è insopportabile. Lo so che i runner vi sembrano davvero marziani, e magari vi stanno pure un po’ sulle scatole.
Ma Fabrizio e i Podisti da Marte hanno fatto la differenza in un milione di modi, e sempre con il sorriso sulle labbra.
Se volete, andando qui potete partecipare a una raccolta di fondi per la moglie e per il bimbo di Fabrizio (che, si vede dalle foto, a due anni ha già lo stesso sorriso di suo padre).
E la prossima volta che vedrete una torma di persone sudate bagnate affaticate in mezzo alle moltitudini, pensate che (forse) stanno facendo la differenza, magari anche per voi, anche per quelli ai quali i runner stanno un po’ sulle scatole. Con il sorriso, e una bandiera gialla.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

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