La Svezia è bella e io ci vivrei

peace(English version)

Come qualcuno di voi sa già, il nostro scambio casa più recente ci ha portato in quel di Karlstad, Svezia, l’ennesimo posto che non conoscevamo prima e del quale adesso ci siamo innamorati. Al mondo c’è davvero tanta bellezza, e in quell’angolo di mondo in particolare è stata distribuita a piene mani.

Eccovi allora il solito post “riepilogativo”, questa volta all’insegna dei… colori

Blu, come il blu della bandiera, che sventola ovunque, fuori dai palazzi pubblici e nei giardini delle case; blu come i meravigliosi cieli di Svezia, che non finiscono all’orizzonte; blu come l’acqua dei fiumi e dei laghi, grandi come piccoli mari (nemmeno tanto piccoli)

Giallo come il giallo della bandiera (vedi sopra), ma anche dei limoni, che gli svedesi mettono nell’acqua, a pezzetti, per aromatizzarla. L’acqua “ai frutti” (limone, ma anche pera, pesca, frutti di bosco, che come forse saprete nei paesi scandinavi si possono liberamente raccogliere ovunque, come i funghi) è diffusissima e venduta ovunque. Un’abitudine che abbiano acquisito subito 🙂

Rosso come il rosso delle fragole, che in questo periodo sono in vendita ovunque, per strada e fuori dai supermercati (ma non dentro!), a prezzi variabili tra 15 e 40 corone (1€= 10 corone circa). Sono enormi, e buonissime, ma mai quanto quelle che abbiamo raccolto nel “nostro” giardino…

Verde come il verde degli alberi, dei boschi, dei prati. Abbiamo capito che ci saremmo innamorati della Svezia fin da subito, quando il nostro aereo ha iniziato ad atterrare e attraverso le nuvole siamo sbucati sopra una distesa di verde e di blu, acqua e alberi, alberi e acqua, con qualche casetta color pastello qua e là. Solo a Karlstad (che fa circa 82.000 abitanti) ci sono tre parchi maggiori, più una serie di altri più piccoli; e sono enormi, pulitissimi e di una bellezza da togliere il fiato. In uno, il principale, hanno organizzato un festival musicale gratuito, durato tre giorni, proprio mentre eravamo là. Ci siamo andati, sia per sentire gli Steve’n’Seagulls (che sono bravissimi!), sia per la curiosità di vedere cosa sarebbe successo al parco in questione, invaso da una marea di gente.
La risposta: assolutamente nulla. La marea di gente c’era, intendiamoci, ma tutta sempre assolutamente civile. Non si entra con cibo e bottiglie di vetro portati da fuori, e se si vuole bere alcol ci sono aree apposite, recintate e sorvegliate in ingresso e in uscita. La morale è che non ci sono ubriachi in giro, con tutti i fenomeni che li accompagnano, e che è pieno di famiglie, bambini, persone che si godono la musica, il verde e il sole senza problemi e senza danni. No, non dite niente, è meglio…

Mi ha colpito molto anche il fatto che ogni parco è perfettamente curato e attrezzato (giochi per bambini, bar/ristoranti, musei, campeggio, piste ciclabili, aree per cani, percorsi per il running e il trail, birdwatching…), ma senza che le sovrastrutture “umane” diventino fastidiose o eccessive. C’è una grande armonia, e nessuno di questi posti si trasforma in un luna park, come spesso ho visto succedere da noi, in luoghi anche bellissimi (penso ad esempio a certe nostre località di montagna). Né in luna park, né in discariche a cielo aperto, visto che da nessuna parte, nemmeno nei prati al margine dell’autostrada, abbiamo visto una cartaccia o un rifiuto per terra.

Anche senza considerare i parchi, comunque, il verde è dappertutto. Ci bastava attraversare la strada per immergerci in un bosco di conifere con km di sentieri; ogni parte della città, compresi centri commerciali, zone industriali, quartieri periferici, è raggiungibile tramite pista ciclabile/pedonale. E poi, naturalmente, c’è il lungo fiume (glom). Si legge che gli svedesi sono una popolazione che ama stare all’aperto: dopo aver visto cosa significa “stare all’aperto” in Svezia, posso solo dire “come dar loro torto” (e invidiarli da morire: ecco un’altra cosa verde: la mia bile!). Non ci sono scuse per non essere attivi fisicamente, che si tratti anche “solo” di una passeggiata: un’altra cosa che mi ha fatto innamorare della Svezia.

Ma anche

I colori pastello, il bianco, il rosso mattone, delle case. Sì, proprio come nelle foto che si vedono all’Ikea (!).
La nostra era gialla, con le finiture bianche, una bellissima veranda e un altrettanto bel giardino; che ci ha fatto venire una gran voglia di riarredare la nostra terrazza per renderla più accogliente, e iniziare finalmente a sfruttarla come si deve. La voglia sarebbe anche quella di avere un po’ di verde intorno, ma quello è un filo più complicato!

Alcune case sono vere e proprie ville, altre sono semplici, ma ognuna ha almeno un pezzetto di giardino, una veranda, magari un barbecue, una piscinetta gonfiabile e un tappeto elastico per i bambini. Qua è la c’è anche qualche condominio, e non mancano ovviamente i quartieri che definiremmo “popolari”: ma a fare la differenza, rispetto alle nostre città, è sicuramente il verde, sempre lui. Anche le case meno lussuose sono circondate da una tale quantità di verde che, per averne di paragonabile in Italia, bisognerebbe abitare tutti dentro il parco di Monza…

E per finire il nero velluto del pelo di Pingu, il nostro “padrone di casa”, che ci ha fatto compagnia durante tutta la vacanza con fusa, strusciatine e testate varie.

Menzione speciale merita poi la luce: in questo periodo il sole tramonta verso le 22.30 e sorge verso le 4.30. Non fa mai veramente buio e, nelle parole del nostro collega di scambio, “The mornings are very long” (!). La qualità della luce è indescrivibile.

Unico rimpianto: non essere riusciti a visitare Stoccolma. Ma torneremo. OH, se torneremo!

Noterella minimalista finale: siamo finalmente riusciti a partire con una quantità di bagagli da persone normali, arriverei perfino a dire “minima”.
Abbiamo fatto uno sforzo cosciente e consapevole per limitarci: due paia di jeans a testa, tre maglie a maniche lunghe, tre felpe, qualche maglietta, la biancheria. Sono bastati, grazie naturalmente alla presenza di lavatrice e asciugatrice in casa (e alla voglia di usarle!), anche se abbiamo dovuto fare i conti:
– con un clima piuttosto variabile, freddino e piovoso i primi 4 o 5 giorni e poi soleggiato e caldo per il resto della vacanza
– con il fatto che un paio di jeans mi ha lasciato a piedi strappandosi irrimediabilmente (dopo, credo, 20 anni!). Ho ovviato comprando un paio di pantaloni neri leggeri, economici ma molto carini; tutto sommato mi è anche andata bene, perché con i jeans sarei morta di caldo 😉

Insomma, si può fare. Bisogna mettersi molto d’impegno, ma si può fare.

State pensando che d’estate sono bravi tutti, e “vi voglio vedere d’inverno con un metro di neve e tre ore di luce al giorno”? Beh, in realtà anche noi vorremmo vederci. E niente vieta che ci riusciremo sul serio…

…L’ho già detto che lo scambio casa è una cosa meravigliosa? 😉

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6 thoughts on “La Svezia è bella e io ci vivrei

  1. Però una cosa è andarci in vacanza e un’altra viverci.. non so, gente che vive in scandinavia (Danimarca) mi ha detto che le persone sono molto riservate e fredde, praticamente per entrare in relazione devono prima ubriacarsi.. è molto più facile fare amicizia con stranieri o immigrati di seconda generazione.. c’è molta insofferenza nei confronti degli immigrati, soprattutto se musulmani o di pelle scura.. poi andare lì per fare cosa? il mercato del lavoro è piuttosto competitivo, la lingua ostica..

    Certo, è davvero PROFONDAMENTE sconfortante constatare gli anni luce di differenza che separano l’Italia dalla Svezia in quanto a verde pubblico, pulizia, qualità della vita, consapevolezza ecologica.. noi il verde lo abbiamo cementificato, devastato, abbandonato, trasformato in discarica..

    1. La lingua si impara (anzi, per me quello è un plus), e dal punto di vista lavorativo ho (abbiamo) la fortuna di non avere problemi. Emigrare all’estero comporta sempre delle difficoltà, e quanto al mercato del lavoro competitivo… in Italia forse non lo è? E dell’atteggiamento verso gli immigrati non mi far nemmeno iniziare a parlare, che è meglio.

  2. Siamo stati in Svezia in vacanza qualche anno fa (quest’anno tocca alla Norvegia!) e al ritorno ho avuto una seria crisi esistenziale, per gli stessi motivi che hai scritto tu: la natura, che io amo moltissimo, è predominante, stupenda, da togliere il fiato. L’educazione civica è a livelli che noi ci sogniamo, la qualità della vita altissima. Senza contare il welfare ecc..
    E’ vero però anche quel che ha scritto Alice sopra:parlando con italiani trasferiti li ho riscontrato come tutti abbiano avuto una grossa difficoltà ad accettare e capire il modo di essere degli svedesi, così diverso dal nostro. E, per chi vive più a nord, c’è da mettere in conto anche il doversi adattare a condizioni climatiche abbastanza estreme: noi ci siamo andati sia in estate che in inverno, e se certo è piacevole che d’estate la sera alle 23 c’è ancora chiaro, non è stato molto piacevole a dicembre vedere il sole sorgere alle 10 della mattina e tramontare alle 15.00.
    Poi chiaramente, nulla è impossibile e tutte le difficoltà sono superabili, se se ne ha voglia!
    Francesca di recente ha scritto Letter from faraway

  3. Ho scoperto oggi il vostro Blog e condiviso subito un post su fb! sono affascinata da questo modo di viaggiare e condividere e scoprire e scambiare case e storie , mi piacerebbe molto ma sono sola e devo ancora fare il mio primo “vero ” viaggio da sola , chissà magari un giorno troverò anch’io qualcuno che condivida la medesima passione , come voi!
    Intanto leggo delle vostre avventure e sogno.
    saluti
    Virginia

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