come non sbagliare mai un acquisto

streetdealersGiorni fa ho comprato una borsa.
Direte voi: “Embè? Ma qui non si parlava di minimalismo? Sei diventata una fashion blogger e non ci hai detto niente?” (NO. Decisamente NO)

In effetti non ricordo l’ultima volta che ho fatto un acquisto del genere. L’ho valutato spesso, dato che (ebbene sì) non sono l’equivalente consumistico del Budda: come tutti, ho le mie tentazioni (consumistiche e non), amo le cose belle, e come tutti nei momenti meno positivi (ma non solo) ho l’impulso di “tirarmi su” comprando qualcosa, senza stare troppo a disquisire sul cosa, sul come,  sul perché e sul quanto. Mi salvo solo perché ho imparato a riconoscere l’impulso e quello che ci sta dietro: e ormai so che una scopa elettrica non mi renderà più felice, ma solo un pochino più povera.

Detto questo, ho comprato una borsa. Vi risparmio il procedimento che mi ha portato a scegliere proprio quella borsa lì, composto in parte di attentissima pianificazione (!) e in parte di caso fortunato (penso che alla fine siano gli acquisti migliori); ho applicato comunque la regola dell’uno, e spero che questa diventerà LA borsa. Ma a parte questo, mi sono fatta alcune domande e (meraviglia) sono anche riuscita a darmi qualche risposta.

Ho capito finalmente che non è tanto questione di non comprare, o comprare poco, che è un concetto relativo. L’unico fattore veramente importante, l’unica regola per non sbagliare mai un acquisto, se volete, che si tratti di borse, abbigliamento, elettrodomestici o case, è comprare per la persona che siamo, e non per quella che vorremmo essere.

Che non è facile, perché presuppone di sapere chi siamo; e anche di ammettere con noi stessi alcune verità.

Esco poco e quando esco lo faccio per andare a sudare, oppure per farmi un giro o per cenare fuori con marito e amici; non frequento persone o posti particolarmente chic; preferisco vestirmi in modo casual; non ho esattamente una vita sociale rutilante > non ha senso che spenda per avere il guardaroba di una che esce un giorno sì e un giorno sì, deve andare in ufficio e magari deve mantenere un certo tipo di immagine

Nel corso degli anni abbiamo ospitato amici per la notte forse tre o quattro volte (anche perché, diciamolo, Valenza non è proprio densa di attrattiva). Cene e pranzi da noi sono più frequenti ovviamente, ma è ben raro che siamo più più di quattro persone > inutile ostinarsi ad tenere in casa un divano da letto, e in cucina stoviglie per 12. E quando di recente abbiamo cambiato il divano, ci siamo resi conto che va più che bene anche se non è da 18 posti

Non mi piace cucinare e non sono esattamente la perfetta donna di casa > per quanto mi facciano teoricamente gola, Kitchen Aid e similari forse (forse eh) sarebbero sprecati

Vorrei tanto correre ma non posso più farlo in modo costante > inutile che mi faccia ingolosire dal sito Nike Running e dai tessuti tecnici

Anche quando devo uscire truccarmi mi dà noia, e non sono capace > meglio che spenda per prendermi cura della mia pelle che per mille prodottini rutilanti che poi non saprei usare

Se voglio evitare di soffrire, devo portare un plantare >  meglio che eviti certi tipi di scarpe

Passo gran parte del mio tempo in casa e ci lavoro > non posso vivere in un monolocale, né rinunciare alla tranquillità della mia sistemazione attuale

… e così via.

A volte vorrei essere diversa. Una donna supersofisticata che sa (e può) camminare sui tacchi; si trasforma in diva passando una mezz’ora davanti allo specchio; una che non è mai a casa, che vede e conosce un sacco di gente, frequenta i locali; che, di conseguenza, vive in un monolocale al centro del mondo e ha bisogno di una (bella) macchina. Una che corre maratone. Una che imbandisce pranzi e cene (e poi ovviamente li fotografa e li pubblica su Instagram…), e organizza feste.
Ma arrivata alla mia verde età ho capito che non sono tutte queste cose, che non sarò mai quella persona; e che se continuo a spendere i miei soldi in base a quello che (peraltro non sempre) vorrei essere continuerò a fare acquisti sbagliati, dissociati rispetto alla persona che sono davvero. Avrò sprecato risorse e le cose che mi circondano non mi rispecchieranno: tutto questo contribuirà a rendermi infelice.

Ovvio che tutto questo non significa che non possiamo cambiare, e migliorare. Significa solo che non è il caso di partire dalle cose per farlo.
Se voglio iniziare a correre, PRIMA corro (almeno un po’), POI metto mano al portafoglio (sì, faccio sempre gli stessi esempi).

Voi che dite?

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8 thoughts on “come non sbagliare mai un acquisto

  1. A me gli acquisti sono sempre serviti a sviluppare il mio lato più, diciamo “aspirazionale” per non dire “wannabe”. Un lato che peraltro non ha nessun bisogno di essere sviluppato , anzi andrebbe sedato e ridimensionato visto che sono già bizzosa a sufficienta.
    Con moderazione, però, ogni tanto continuo a farlo. Investo quantità di denaro modeste in oggetti non aderenti alla me di ora, ma aderenti a una me che forse c’è, devo solo trovare dov’è finita. Qualche volta mi ha aiutata a trovarla.

    1. Diciamo che dagli oggetti aspirazionali legati a una me potenziale ma realizzabile (e magari auspicabile…) io tendo facilmente (cioè, negli anni ho teso, ora meno) ad arrivare agli oggetti aspirazionali legati a una me che “te piacerebbe pure tanto anzi forse a pensarci no insomma no non sono io cosa c’entra arrrrghhhh”. E così probabilmente preferisco tagliare la testa al toro. Non che sia facile capire cosa è legato alla me “vera”, a quella “auspicabile” e a quella che “proprio no”. Anzi diciamo pure che è un gran casino. Però ci proviamo.

  2. Un post incisivo. La mia personale chiave di lettura l’ho trovata nella frase “…non è facile, perché presuppone che sappiamo chi siamo”. Impresa ardua. Sapere chi siamo, intendo.

  3. D’accordissimo con te: anche io cerco sempre di comprare pezzi super basici che poi posso alternare e abbinare in modi diversi. inutile comprare cose all’ultima moda che poi sono troppo legate a una moda, appunto, o a un gusto passeggero e che poi si accumulano. Quindi nel mio armadio ci sono gli stessi pezzi, in colori diversi, tipo t-shirt girocollo bianca, beige e nera, cardigan grigio, nero, bianco.
    Una cosa a cui ho rinunciato sono le scarpe con il tacco: adesso riesco ad ammettere a me stessa che seppur mi piacciono, non le porto mai per il mal di piedi..quindi evito addirittura di comprarle per poi metterle via intatte ad ogni cambio di stagione!
    Francesca di recente ha scritto Size Matters

  4. Tendenzialmente non mi interessa molto l’aspetto estetico delle cose che porto addosso (vestiti, borse, scarpe), quanto il fatto che siano comode.
    Trovo poi un insulto alla miseria che un paio di scarpe costi più di 25-30 euro, e non è vero che se non paghi non hai qualità, perchè tendenzialmente vedo che scarpe che stiano intorno ai 15-20 euro mi durano una vita (ma qui si torna alla prima frase: non mi interessa molto se sono un po’ rovinate ecc.).
    Quindi, ora che leggendo questo post mi sono posta la domanda, e per quanto non so quanto questo possa interessare a chi legge, ecco come regolo i miei acquisti di vestiario/abbigliamento:
    – scarpe: ne prendo in media un paio all’anno, a rotazione fra ginnastica/sandali/scarpe eleganti. Quelle da ginnastica sono quelle che mi durano di più e che quindi “rinnovo” ogni due-tre anni
    – borse: non le compro, usavo quelle vecchie di mia madre, ora lei me ne regala una un compleanno sì e uno no. Uso quella finchè non me ne arriva un’altra (da mia madre o come “riciclo” da parte di amiche che ne hanno mille e me ne cedono una nei loro momenti di “ho troppa roba, devo diventare più minimalista”
    – vestiti: ci sono un paio di grandi magazzini dalle mie parti dove trovi un po’ di tutto a prezzi abbordabili (anche qui per me è un’eresia spendere una giornata di stipendio in un vestito o in una camicetta), e di solito compro “a colori”, in modo da avere sempre abbinamenti pronti. anche qui molti dei miei vestiti arrivano da amiche pentite di un acquisto =)

  5. Ho letto il tuo articolo e devo dire che mi ha fatto riflettere.
    Anch’io sono impegnata in un’opera di minimalizzazione della mia vita e, come te, acquisto solo quello che mi serve perciò sono d’accordo con quello che scrivi. E’ necessario acquistare per la persona che sono adesso, con le esigenze che ho adesso e per la vita che faccio adesso.
    Questo vale anche in parte per lo stile che si ha che deve venire incontro alle nostre esigenze pratiche. Però penso anche che si debba sempre tendere a migliorare, a trasformarsi in quello che si vorrebbe essere. Io vorrei essere più elegante e sofisticata, quindi, se devo comprarmi, ad esempio, una borsa penserò ad un pezzo non in tessuto (visto che ho il misterioso potere di sporcare le cose senza manco toccarle), con la tracolla (anche staccabile, volendo), rigida, facilmente chiudibile… ma con un occhio particolare per lo stile che vorrei arrivare a raggiungere.

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