perché

casettaLeggo su Repubblica (purtroppo l’articolo è disponibile in versione integrale solo sul cartaceo, o a pagamento) dell’odissea (sic) di una coppia di trentenni, con un contratto a tempo indeterminato e con un co.co.pro., che in tre giorni hanno girato 12 banche per ottenere un mutuo prima casa, incassando altrettanti schiaffi in faccia.

Stipendio da 1500€ (tempo indeterminato) + 1200€ (co.co.pro), casa da 200.000, 50.000 raccolti tra risparmi e aiuti della famiglia, somma richiesta 150.000; una rata mensile prevista di circa 800 euro “meno di quello che spendiamo di affitto“.
Si tratta in realtà di una simulazione, per evidenziare cosa l’avete già capito: che “per una giovane coppia la casa di proprietà è un miraggio”, perché l’unico reddito considerato è quello derivante dal contratto a tempo indeterminato.

Lasciamo perdere la “fotogallery con le frasi degli impiegati di banca”, che è ridicola; e magari anche il fatto che, tra le frasi in questione e il tono dell’articolo, sembra che si voglia creare un caso dove il caso non c’è.
Le banche non sono organizzazioni senza scopo di lucro (purtroppo?), e compiono valutazioni rigorosamente economiche, o almeno dovrebbero: se il richiedente non ha reddito sufficiente a sostenere la rata, è normale che richiedano l’intervento di un garante (il requisito dei 50 anni di età lo sento per la prima volta, ma in fondo le mie esperienze di richiesta mutuo risalgono ormai a quasi 10 anni fa).
Che il finanziamento può essere pari al massimo all’80% del valore (come periziato) della casa, lo sanno anche i sassi; l’eccessiva liberalità nel non rispettare questa regola ha contribuito alla situazione attuale, in cui in tanti si ritrovano con una casa che vale meno del capitale da rimborsare.
Chiaramente l’impiegato di turno lo stesso messaggio lo può comunicare in tanti modi, più o meno cortesi (o arroganti), ma questo è un altro discorso.

Io, leggendo questo articolo, non posso fare a meno di domandarmi “Perché”. Perché sottoporsi a questo calvario? In genere le risposte sono due.
a) Perché il mutuo costerebbe meno dell’affitto.
Peccato che da nessuna parte nell’articolo si citino notaio, agenzia, trasloco, spese accessorie varie, spese di condominio/di manutenzione, magari (chessò), i soldi necessari a comprare due mobili oppure (divinità non voglia) a fare qualche lavoro in casa. Decine di migliaia di euro in parte clamorosamente a perdere, che la convenienza del mutuo rispetto all’affitto finiscono per eroderla.
Inoltre, dando per scontato che l’eventuale mutuo sia variabile (quello fisso è decisamente più costoso): al momento i tassi sono ai minimi storici e quindi, da un lato, le banche si rifanno applicando spread altissimi; dall’altro, bisogna tenere conto che prima o poi questi benedetti tassi risaliranno (anche se non nel breve periodo. Sempre sul Sole24Ore, peraltro, si dice che ultimamente i mutui sono cresciuti quasi del 30%, proprio grazie ai tassi ai minimi).
b) Perché quelli dell’affitto sono “soldi buttati”.
Lo sono anche tutte le spese che ho citato sopra, e soprattutto lo sono gli interessi sul mutuo. Specie di questi tempi, io sarei molto più tranquilla con 50.000€ in banca e una casa in affitto, che in qualsiasi momento posso lasciare (per cercarne una più piccola, se sono in difficoltà; o più grande, se serve e posso permettermela), piuttosto che con una casa di proprietà (in realtà, di proprietà della banca), 25 anni (30? 35?) di mutuo sulle spalle e zero liquidità o quasi.

Alla fine affittare casa è una forma di noleggio a lungo termine: paghiamo per il godimento di un bene, senza dovercene accollare l’acquisto. Un modello finanziario sempre più diffuso, che accettiamo senza battere ciglio in una serie di contesti, ma non in questo. Qui entrano in gioco tutta una serie di valutazioni “altre”: il desiderio di avere una casa “nostra”, che però in realtà nostra non è, “un posto da cui non mi può mandare via nessuno” (!). Ma anche, se vogliamo essere onesti, di dimostrare che possiamo permetterci di comprare casa, più o meno bella e grande che sia. La casa è e resta uno status symbol, forse il principale.

Ecco, mi piacerebbe davvero che questo dogma della casa di proprietà si iniziasse finalmente a metterlo in discussione; che si smettesse di dare per scontato l’acquisto della casa come una sorta di tappa fissa della vita, un risultato senza il quale non si è arrivati non si sa bene dove. Mi piacerebbe che, anche sui mezzi di comunicazione in genere, si smettesse di (tentare di) riempire la testa di chi legge con questi preconcetti.
Non voglio dire che l’affitto sia la soluzione giusta per tutti, ma solo che non esiste una soluzione giusta per tutti, e che questa ipotetica coppia di trentenni dovrebbe riflettere sulle alternative. Prendere un impegno che dura 20 anni o più, legarsi a doppio filo a un determinato posto, è un passo enorme, da valutare, non da dare per scontato, dannandosi l’anima per compierlo non appena umanamente (im)possibile. Voi che ne dite?

minimo è anche su Facebook e su Twitter

36 thoughts on “perché

  1. Io sono d’accordo, se non ci sono i presupposti ed è troppo complicato è meglio restare in affitto, conosco gente in situazioni critiche che si imbarca in mutui e poi passa 30 anni a contare il centesimo. Però è anche vero che se io e tante persone che conosco possono andare a vivere da sole con uno stipendio relativamente basso è perché qualcuno prima di noi i sacrifici lì ha fatti e ci troviamo con la casa in più che era dei nonni o di uno dei genitori o dello zio. E anche se magari non sarà la casa definitiva non pagare l’affitto quando si è da soli e lo stipendio è quello che è non vuol dire poco in termini di qualità della vita. Mi chiedo sulle generazioni future quanto peserà non avere investito in questo senso.

    1. Ciao Bianca e grazie per il tuo commento, sul quale però sono d’accordo fino a un certo punto.
      Anzitutto perché la situazione dei nostri genitori e nonni era radicalmente diversa da quella attuale, in un milione di modi; e in secondo luogo perché, sinceramente, non trovo molto sensato che la generazione attuale si indebiti e, come dici giustamente tu, “passi 30 anni a contare il centesimo”, per rendere la vita più facile ai propri figli e nipoti. Ricevere una mano dalla propria famiglia è normale e ci sta; dare per scontato che quella mano debba arrivare, magari addirittura sotto forma di una casa bell’e pronta, beh… forse è un filo esagerato.

      1. No ma infatti mica è scontato, però è innegabile quanto salvi un sacco di situazioni critiche, di recente ho conosciuto una ragazza da poco separata con figlio, va via di casa e per fortuna c’è una casa dei nonni in cui andrà senza pagare l’affitto, uno di mille esempi. È vero che le generazioni precedenti avevano uno stile di vita diverso, si concedevano meno cose, i miei nonni erano allevatori e contadini, quindi non hanno MAI fatto una vacanza fino alla pensione, ecco se il mutuo significa privarsi di troppe esperienze per me non ne vale la pena, ma se uno può farlo concedendosi comunque ciò di cui ha bisogno è un’occasione per offrire anche ai figli più serenità.

    2. Secondo me però l’affitto ha comunque degli svantaggi, e cioè:
      1) Di media il contratto dura otto anni (4+4), e può essere disdetto anche prima dal proprietario con un certo preavviso e per una serie di motivi (ad esempio perché il proprietario intende abitare personalmente la casa di sua proprietà). Quindi ogni otto anni si possono verificare due scenari:
      a) il proprietario rinnova il contratto di affitto con un certo aumento, di solito sostenibile dall’inquilino (in fondo se possiedo una casa e l’inquilino è una brava persona, che paga puntualmente, conviene sicuramente anche a me rinnovargli il contratto incentivandolo a restare);
      b) il proprietario non vuole fare un altro contratto, e quindi l’inquilino deve essere pronto a traslocare.
      Cercare casa in affitto richiede comunque delle spese, e cioè:
      1) Ovviamente trasloco;
      2) Possibilità di dover cambiare una parte dei mobili (se i miei non si adattano alla nuova casa);
      3) Spese (mediazione dell’agenzia, caparra per la nuova casa, imbiancatura della casa vecchia).
      Inoltre, se devo cambiare casa non è detto che trovi casa allo stesso prezzo, o che la nuova casa sia in una zona per me ugualmente comoda.
      Comunque, in generale anche io sono per l’affitto, molto meno vincolante, e per tenere i soldi in banca che, se ben investiti, consentono una piccola rendita e fanno da paracadute per qualsiasi evenienza.

  2. L’affitto di per sé è una pratica civilissima ma che in Italia sta diventando sempre più irrealizzabile. I prezzi nelle grandi città sono al limite dell’assurdo. Faccio un esempio pratico: sono venuta via da Roma, dalla mia città, otto anni fa perché non potevo più permettermi di pagare l’affitto. Un mutuo non me l’avrebbe mai concesso nessuno, quindi l’unica soluzione è stata andarsene. Il punto è che ormai nemmeno l’affitto è una scelta praticabile (a Roma si parla tranquillamente di mille euro per una casa di tre stanze, con due siamo poco sotto). E quando arriva lo sfratto la sensazione di aver buttato soldi per anni è fortissima.

  3. 12 anni insieme al mio compagno ho acquistato la mia prima casa, piccola ma molto carina, il mutuo ce l’hanno dato senza problemi perché entrambi abbiamo un contratto a tempo indeterminato (poi la ditta di lui ha chiuso ma alla banca frega solo della tua situazione al momento della richiesta) . la differenza con l’affitto era minima e abbiamo preferito comprare. Poi da 2 siamo diventati 4 e la casina era davvero minuscolissima e allora due anni fa abbiamo comprato un’altra casa questa volta davvero molto grande anche troppo. una delle riflessioni che abbiamo fatto è stata anche quella di essere pronti ad aiutare in futuro i nostri figli, al momento i privilegiati siamo noi che abbiamo un lavoro stabile come sarà il loro futuro ? Per cui adesso abbiamo due case e un mutuo di 25 anni pesante ma attualmente sostenibile. cosa succederà in futuro non lo so in realtà l’unica certezza che ho è proprio che la casetta piccola è sempre li in caso di bisogno. non riesco ancora a fare calcoli per capire se ho buttato via soldi per niente oppure no, se i sacrifici che facciamo saranno stati utili oppure no. il grosso ostacolo che vedo nel comprare rispetto all’affitto è che la casa di proprietà è una zavorra se ti devi trasferire per lavoro , alla fine molte scelte restano molto legate al “dove abiti ” e non al “cosa voglio per me”. quello che mi sento di consigliare è di non comprare se non si è sicuri di voler restare li a lungo perché vendere è davvero un’impresa e di non comprare quelle case minuscole “ideali per giovani coppie” se si ha intenzione di avere figli. le case piccole vanno bene per chi i figli li ha già mandati fuori casa 🙂

  4. Mi trovi completamente d’accordo con te…forse perché è grazie a queste tue riflessioni sulla casa che ho cambiato idea 😀
    Anch’io ero dell’idea che studi => trovi lavoro => compri casa fosse una cosa scontata da fare, che fosse più sensato investire in qualcosa di mio invece di regalare soldi al padrone di casa…ma:
    – quando accendi un mutuo la casa che ci compri non è tua, è della banca per i prossimi 20-30 anni e stai di fatto regalando soldi (gli interessi) alla banca, che non so voi ma è un pensiero che mi disturba parecchio.
    – quando paghi un affitto non stai “regalando soldi” a uno sconosciuto, stai prendendo un bene in prestito e molto spesso il padrone di casa conta sui soldi del tuo affitto per campare.
    Quindi la scelta è: uso i miei sudati soldi a beneficio di una persona reale, che posso vedere e toccare, per ottenere un bene di cui potrei non aver bisogno tra pochi anni (vedi esigenze di spazio differenti, cambio città, ecc) e che quindi è poco lungimirante acquistare, oppure li consegno ad una “banca” (che non si sa cosa ci faccia) per legarmi mani e piedi per tutto il resto della mia vita?

  5. Una riflessione che ha molto senso e che condivido. Soprattutto l’argomento tanto sfruttato del “pagare l’affitto sono soldi sprecati”. Sì ma l’affitto lo pago finchè ci abito, gli interessi sul mutuo, il notaio e le tasse non posso smettere di pagarli quando mi va. E sono anche quelli sprecati… Sarebbe bello fare un conto di tutti i soldi che risucchia l’acquisto di una casa, contro quelli spesi per un affitto. Penso che alla fine, quel che rimanga, sia solo la sensazione di avere qualcosa di proprio. In pratica compriamo una sorta di sicurezza, che poi, sicurezza non è.

  6. Condivido buona parte delle tue riflessioni, in particolare il trade-off tra liquidità e proprietà.
    Aggiungerei solo un elemento. La casa è certamente uno status symbol del quale si può serenamente fare a meno, ma il suo acquisto riveste ancora un significato simbolico, una sorta di passaggio all’età adulta. Comprare casa può significare radicarsi ad un luogo (tipicamente si acquista quando si decide di restare) ma anche la -sottile, delicata, ma tangibile- transizione dalla essere coppia all’essere famiglia. Se accompagnate da un atto notarile, certe decisioni divengono più vere. In questo senso, la difficoltà a ottenere mutui diventa difficoltà di decidere. Questo lo trovo triste.
    gynepraio di recente ha scritto Il mio primo inutilities giveaway

    1. Uhm… hai ragione pure tu, questo è un aspetto al quale non avevo pensato. In effetti impegna più un mutuo che qualsiasi matrimonio 😉

  7. Vero anche questo. Ma io non lo vedo come negativo, anzi è proprio un motivo in più per non comprare (e non sposarsi). Non solo non ho bisogno di un contratto per sentirmi legata a qualcuno, ma, nel caso che finisca, avrei molte meno scocciature (sia per il matrimonio che per il mutuo 😉
    Lo trovo anche questo un atteggiamento un po’ passatista, del tipo: se convivi allora non fai sul serio…Se non hai una casa di proprietà non sei realizzato, ecc…

    1. Anche a me sembra un po’ un retaggio culturale dei vecchi tempi…di quando ti sposavi e con tanti sacrifici ti costruivi la casa in cui avresti creato una nuova famiglia e trascorso tutta la tua vita…un po’ come l’altro stereotipo per cui si pensava che a 30 anni eri “vecchio” e dovevi vestirti “bene”, avere un buon lavoro, una moglie e possibilmente anche un figlio.
      Mia madre che si è sposata a 33 anni nel 1970 si vergognava di mettere l’abito lungo perché si sentiva troppo “vecchia”…
      Per fortuna che la società cambia e con essa dovremmo cambiare anche noi.
      yliharma di recente ha scritto [Pubblicità regresso] Una bottiglia di plastica al giorno…

  8. Non sono d’accordo con molte delle idee espresse nel post. In generale non credo nel concetto della casa come status symbol, come passaggio alla vita adulta. Nel primo paragrafo si fa un elenco di costi legati al mutuo che ne fanno diminuire la convenienza rispetto all’affitto. A parte il notaio sono costi presenti anche nel caso dell’affitto: agenzia immobiliare, costi di registrazione del contratto, mobili, condominio, trasloco. In alcuni casi sono costi ripetuti: per esempio tutte le volte che si cambia casa in affitto bisogna ripagare l’agenzia, i costi di registrazione di un nuovo contratto, i costi del trasloco, mentre comprando casa sono costi sostenuti una volta.
    Inoltre l’affitto diventa non più detraibile se si ha uno stipendio di circa 30.000 € l’anno, mentre gli interessi sul mutuo vengono rimborsati, in parte certo, ma di solito è l’equivalente di una rata.
    Io ho una casa in affitto dove vivo sola. Pago 725 € al mese, più le spese di condominio, più le utenze. Se decido di rimanere in affitto pagherò sempre una media di 800€ al mese (canone + spese). Nella situazione di un mutuo avrei l’obbligo di pagare 700/800 € al mese per 20 anni poi avrei solo le spese, e eventualmente costi di ristrutturazione.

    1. Beh, innanzitutto il costo del notaio è nell’ordine di una decina di migliaia di euro, quindi non così facilmente liquidabile; agenzia e costi di registrazione del contratto per l’affitto non sono paragonabili ai costi equivalenti in caso di acquisto; le spese di condominio sono nettamente più basse per un inquilino. E per il resto, tu dai per scontato che affittare significhi traslocare spesso, comprare casa il contrario, mentre questo non è necessariamente vero.
      A parte tutto questo, comunque, come ripeto io non sostengo che l’affitto sia necessariamente meglio dell’acquisto; dico che non esiste il meglio assoluto, che ogni situazione va valutata.

      1. Il notaio non costa così, ma richiedendo diversi preventivi puoi spendere intorno ai 2.000-2.500 euro; il resto della cifra che gli paghi è relativa alle tasse, che per la prima casa sono il 2% del valore catastale, pertanto dipende dalla rendita catastale. Se la rendita è bassa puoi stare molto al di sotto della cifra da te indicata.
        L’agenzia non è obbligatoria, basta trovare un’alloggio venduto da privati; cosa non facile ma fattibile (e tagli un costo che non ti garantisce nulla; chi ti garantisce è solo il notaio).
        Le spese di ristrutturazione ovviamente sono a carico del proprietario, ma di contro si ha la possibilità di modificare l’alloggio in base al proprio gusto e alle proprie esigenze e nella maggior parte dei casi si può abitare una casa molto più bella e ben tenuta. (Una delle domande che in genere si fa quando si vuole comprare casa è se il condominio è abitato da proprietari o molti alloggi sono in affitto …. chissà come mai!?) In ogni caso si possono recuperare il 50% dei soldi spesi e lo stesso anche sui mobili, che se acquistati senza ristrutturazione non godono di questa possibilità.
        Però ognuno deve valutare cos’è meglio per se stesso sia in termini economici che in termini di benessere: in ogni caso il “dove abitare” è qualcosa che non si può valutare solo in termini di investimento economico, perchè la casa comunque ci rappresenta e ci riflette, sia che sia in affitto, sia che sia comprata.
        Detto questo non trovo corretto un mondo del lavoro e del credito che non consenta l’acquisto se è ciò che si ritiene il meglio per la propria famiglia. E credo che questo fosse l’intento dell’articolo.

  9. Sono sempre d’accordo quando si tratta di cambiare percorso, per non fare “quello che fanno tutti”, e che continuano a compiere, anche quando diventa sempre più assurdo, come accettare di accollarsi un mutuo di 30 anni, che altro non è che una forma di schiavitù peggiore dei servi della gleba.
    Mi vengono in mente anche i matrimoni sfarzosi e costosi per i quali si bruciano fortune.
    Suggerisco la mia alternativa allo stare in affitto (che magari è il massimo ma sicuramente è una scelta fatta con i piedi per terra e quindi saggia): l’acquisto di una casa fuori dai centri abitati, dove il costo al metro quadro è umano, l’aria è buona e c’è molta natura. Magari anche più grossa. Recarsi al lavoro tutti i giorni, se non si esagera con le distanze, può risultare fattibile con un po’ di organizzazione. E la casa non la strapaghi non essendo “lì dove tutti la vogliono”. Ciao!

    1. Infatti Fabio, come dici giustamente anche tu le alternative ci sono e sono tante, basta fermarsi un attimo ed evitare di seguire la corrente. Comprare, affittare, spostarsi, ristrutturare… l’importante secondo me (lo ripeto per la miliardesima volta) è valutare con serenità e con sincerità quel che è meglio PER NOI, quel che ci serve e quello che possiamo permetterci… e non quello che ci fa fare bella figura con il resto del mondo.

  10. Se non ridete e non mi prendete in giro vi racconto il mio, di ragionamento. Già so che è un po’ … particolare, ma voglio condividerlo lo stesso! Innanzitutto parlo da ex bancaria e da persona che ha acquistato casa nel 2010 dopo 18 anni di affitto, insomma, mi sento di rappresentare tutte le parti !!! le mie valutazione escludono categoricamente le grandi città perché lì è un altro mondo, fortuna che non tutti viviamo a Milano, Roma, Napoli, Torino ecc. Detto questo mi preme ricordare che spesso ci dimentichiamo di fare il passo non più lungo della gamba ossia acquistiamo case a 180000-200000-25000 euro dimenticando che non possiamo permettercele! Io ho comprato sì una casa ma a 59000 (valutata 80.000, singola, in corte comune quindi zero spese fisse o condominiali) euro, ho pagato sì delle spese burocratiche ma in percentuale sul valore della casa quindi tra atto, tasse, agenzia ecc circa 6600 euro e arredata 90% ikea 10% mercatini dell’usato. La rata mensile è di 280 euro per altri 15 anni. Insomma, in pratica fingo di pagare le rate di una macchina mentre sto comprando un immobile. C’è da dire poi che io lì manco ci vivo e quando sarò certa di stabilirmi dal mio compagno che ha comprato una casetta di simili requisiti fuori Cagliari la darò in affitto così da pagarmi la rata del mutuo. Tutto questo solo ed esclusivamente per quando sarò un po’ in là con gli anni e se il lavoro diventerà un problema almeno a partire dai miei 56 anni avrò un piccolo tetto sopra alla testa. Se mi andrà proprio malissimo sapete che faccio ? Compro un camper usato, vado a vivere in zone temperate e pensione minima (se ci sarà ancora) + affitto della casa camperò dignitosamente in caravan !!! Vi state sbellicando ?! Però io l’ho fatto e non ho ancora trovato il lato debole di questa idea se non che mi sono fatta un mazzo tanto a rendere questo brutto anatroccolo di casa in una casetta carina e ospitale. Quello che vorrei dire è solamente quello di pensare con la propria testa, valutare quali sono le REALI necessità di una persona e se vogliamo fare della nostra casa uno show room per ripagarci di tutte le frustrazioni poi non lamentiamoci 😉 . Spendere relativamente poco è possibile, basta darsi da fare, faticare e sapersi accontentare. P.s. mio fratello casina super carina terra-cielo in una contrada a 25 km da Vicenza 54000 euro cucina compresa.
    Pattylafiacca di recente ha scritto Con amore

    1. Tuo fratello ha fatto benissimo, Patty e sono anche d’accordo con i tuoi ragionamenti. Il punto principale, infatti, è secondo me svincolarsi dal pensiero dominante e iniziare a ragionare con la propria testa. Perchè, non appena si esce dalla statale che tutti percorrono, si apre l’intreccio di strade secondarie, magari tortuose, ma dalle infinite possibilità. E così si può vivere in un posto meraviglioso (in mezzo alla natura ma a qualche decina di km da un centro maggiore), spendendo realmente poco. E’ il mio progetto.

        1. Da ciclista lo faccio sempre e non solo per non pedalare in mezzo al traffico, ma proprio per vedere altro, nel senso di diverso, borghi, castelli, luoghi naturali di semplice bellezza.
          Per me l’importante è evitare i soliti percorsi triti e ritriti e concedersi conoscenze ulteriori… in sella e soprattutto nella vita.

  11. Il tuo ragionamento è molto giusto: l’affitto è un noleggio, l’acquisto è un investimento.
    E io nella vita voglio sempre fare di ogni cosa un investimento: un viaggio è un investimento di denaro per scoprire, un libro è un investimento di tempo per conoscere, un mutuo è un investimento di soldi per una sicurezza futuro.
    Tutto ciò che non porta frutto lo apprezzo meno.

  12. Non sono d’accordo con il tuo ragionamento, anche se rispetto ovviamente il tuo punto di vista. Io sono una di quelle che si è accollata, con il mio compagno, un mutuo di 25 anni per comprare la prima casa, e non abbiamo mai valutato l’idea di andare in affitto. Per prima cosa le spese di notaio, allacciamenti ecc..non sono così onerosi come dici (tra agenzia, allacciamenti, notaio e spese per il mutuo siamo arrivati a circa 10.000 € in tutto); inoltre le spese condominiali le paga cque anche chi è in affitto (salvo spese straordinarie) e inoltre, secondo me questo è il punto più importante, dopo aver pagato il mutuo la casa resta tua. Si vedono spesso, anche in tv, persone costrette e dormire in macchina o alla caritas perchè non si possono pagare un affitto. Certo, ogni situazione è a se, ma per esperienza ritengo che una volta raggiunta una certa età non dovere pagare piu’ l’affitto è una grande convenienza.
    Inoltre in termini prettamente economici, se si fanno 2 calcoli, anche con un mutuo di 30 anni, una volta trascorso quel tempo non si dovrà pagare piu’nulla, mentre con l’affitto oltre a pagare cque per 30 anni una quota mensile spesso pari a un mutuo, si dovrà andare avanti a pagare questa quota per tutta la vita.(mutuo di 800 € al mese x 30 anni, quindi mettiamo dai 30 ai 60 anni dei proprietari, tot.288.000, 00 €. Affitto di 600 € al mese x 30 anni, tot.216000.00 €, se calcoliamo di vivere ancora 20 anni, cioè fino a 80 anni, arriviamo a 358.000,00 €).
    Piuttorsto, come ha suggerito qualcuno sopra, sarebbe meglio comprare casa piu’ economiche in modo da avere rate del mutuo meno onerose.

    1. Forse mi sono spiegata male, anzi sicuramente. Io non voglio convincere nessuno a rimanere in affitto, non sto dicendo che sia necessariamente meglio o più conveniente dell’acquisto. Ho solo voluto far notare che a) la prospettiva dell’articolo era falsata e che b) NON È DETTO che acquistare sia sempre la soluzione giusta per tutti.

      Fatta questa premessa generale, come sai bene notaio e spese varie dipendono dal valore della casa (oltre che da altri fattori); credo sia ragionevole dire che i 10.000 € da te citati sono il minimo, e si tratta di una cifra alla quale, andando in affitto, non si arriva nemmeno lontanamente. Le spese condominiali straordinarie possono anche essere una discreta botta: ma a prescindere, si tratta comunque di spese *in più* che stando in affitto semplicemente non ci sono.
      È vero che tanta gente l’affitto non riesce a pagarlo. Ma è anche vero che tantissima non riesce a pagare nemmeno il mutuo: sempre soldi sono…
      Altrettanto vero che “una volta finito di pagare il mutuo la casa resta tua”. Eppure, pur avendo acceso un mutuo anche io, da 25 anni, ti dico che (forse paradossalmente) non riesco proprio a considerare realistico, o valido, questo discorso. In 25 anni (ora un po’ meno) possono succedere milioni, miliardi di cose, a noi e intorno a noi… alcune delle quali purtroppo anche molto definitive. È una prospettiva che non riesco veramente ad assumere – problema mio sicuramente.

      1. Non si tratta di un “problema” tuo, abbiamo solo 2 punti di vista diversi..ben venga!
        Anche se non la penso come te capisco benissimo cosa vuoi dire.:)

  13. Proprio in questi giorni mi sono decisa per l’affitto ( anche perchè sarà solo temporaneo, 6 mesi sicuri poi si vede) e mi sono dovuta comunque scontrare con la mia famiglia. Il tipo di famiglia che ha risparmiato una vita per avere una bella casa di proprietà. Io sono molto indecisa, penso che finchè non avrò un contratto a tempo indeterminato neanche ci penso alla casa di proprietà perchè mi farebbe sentire incatenata al luogo ( non è solo una questione di soldi, che comunque non ci sono), ma per quando sarò ”più adulta” voglio avere un mio posto fisso. Insomma, io cerco di immaginarmi a 70 anni, magari con i reumatismi etc a star lì a fare confronti di case in affitto.. no, non mi sembra il caso.

    1. Sono davvero ammirata da come tanti di voi sono in grado di pensare a quando avranno 70 anni (o anche solo 60). Mi rendo conto di essere assolutamente incapace di guardare a un orizzonte temporale così ampio, e forse sarà peggio per me…

      1. Concordo con te Laura, anche io non riesco a pensare da qui a 20-30 anni. E poi il mio problema attuale è che non voglio proprio avere una casa fissa in un posto. Ho pensato di comprare un piccolo monolocale a Milano e pagarlo poco alla volta, ma poi mi sono chiesta perchè? Così tra 10 o 20 anni, quando mi sarò stufata di girare, avrò una casa in un posto in cui non sono sicura di voler stare e in cui ho investito i mie soldi e che visto come va il mercato, faticherò a vendere o cmq non sarà un investimento di realizzo.
        Insomma, preferisco mettere da parte un po’ di soldi ora scegliendo di vivere in un posto economico e poi, a 60-70 anni, usare quei soldi per affittare una casina sul mare (che compro a fare a 70 anni?)
        Boh forse sbaglieremo entrambe, ma per me l’affitto è libertà e poche responsabilità. Ah, la mia casa l’ho venduta due anni fa.

  14. Ciao tutti, vedo che il post è un po’ vecchio ma vorrei aggiungere qualcosa di utile.

    Innanzitutto secondo me è giusto il ragionamento del post cioè tendere verso l’affitto ma nel frattempo risparmiare lo stesso e comprare la casa propria verso i 50 anni. Questo perché é vero che dopo una certa etá rimanere ancora in affitto risulta piú costoso ma in giovane etá chiedere un mutuo significa regalare soldi alla banca e non poter trasferirsi facilmente in un’altra cittá (magari per guadagnare meglio, magari per un’occasione di lavoro imlerdibile), inoltre possiamo affittare sempre la casa per le nostre esigenze (bimbi in arrivo etc.).
    Certo che nel caso di affito il mio motto é: economicitá. Tanto paga tutti i lavori il proprietario, vale la pena di scegliere quello che costa di meno.

    Ma bisogna anche risparmiare per una casa in futuro e quando avremo 50 anni, i figli ormai saranno andati a vivere da soli perció basterá comprare una casa piccola.

    Le spese di interesse per un mutuo “costano” di piú che affitto+risparmio. Perché sul risparmio ci sará sempre un po’ di guadagno, specie se si tratta di un investimento (di quelli garantiti contro l’inflazione) e non sul conto corrente!!

    Recentemente ho fatto anche i calcoli e mi è venuto fuori la stessa cifra:
    15 anni in affitto+risparmio=15 anni di mutuo

    Io avró 50 anni tra 15 anni e vivendo in affitto risparmiando avró la stessa somma di denaro che potrei spendere in mutuo. Ma mi compreró una casa propria e nel frattempo non regaleró i soldi alla banca. Quando avró la mia casa, non avró i debiti perció davvero nessuno potrá buttarmi fuori di lí!

    Nei paesi dove la gente vive meglio (in Inghilterra ad esempio) tutti fanno cosí, fino a 50 anni non hanno la casa propria. Mentre nei paesi poveri tutti prendono il mutuo e hanno la casa propria ma con le loro spese fanno arricchire le banche dei paesi ricchi… Chi me la fa fare?!

    1. Devo dire che io non riesco a pianificare così a lungo termine (anche se in effetti mancano “solo” 10 anni prima che ne compia 50. Forse dovrei!), ma ho tantissimo rispetto per chi lo sa fare. E direi che il tuo ragionamento non fa una piega.

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