Tentazioni

sweetDi evadere le tasse, di parcheggiare in doppia fila, di sorpassare a destra, di buttare le cartacce per terra, di non raccogliere i bisogni del cane.

Di fare i parassiti, di andare a rimorchio, di approfittarsene.

Di lavorare solo per portare a casa lo stipendio, di scioperare solo per fare vacanza. Di consegnare in ritardo, di lasciar perdere quell’ultima rilettura. Di sbattersene se il lavoro non è perfetto.

Di non arrivare in orario, di far aspettare.

Di non rispondere subito a chi ha bisogno di una risposta. Di lasciarlo nel suo brodo. Di ignorare le richieste di aiuto. Di chiuderci nel bozzolo e aspettare che siano gli altri a sforzarsi per capire come stiamo, cosa vogliamo, cosa ci serve. Di smettere di ascoltare. Di smettere di chiedere “come stai”.

Di copiare. Di non sforzarsi troppo. Di fregarsene.

Di essere razzisti, di fare i qualunquisti, di non combattere i pregiudizi. Di generalizzare. Di non discutere quando qualcuno è razzista, qualunquista, generalizza, o semplicemente dice un’idiozia.

Di non essere civili. Di operare piccole vendette meschine. Di alzare il volume della TV a palla per punire il vicino di sopra, i cui bambini corrono avanti e indietro per delle ore. Di non fare la raccolta differenziata. Di parcheggiare in divieto.

Di volere di più ancora sempre di più, per se stessi, solo per se stessi, e fanculo agli altri e alla sostenibilità. Di sprecare l’acqua. Di usare troppa plastica. Di tenere il riscaldamento al massimo. 

Di non essere cortesi, di non sorridere, di ignorare volutamente il mondo al di fuori della nostra piccola cerchia.

Di complicarsi la vita.
Di accampare scuse.
Di spendere e spandere.
Di non essere ragionevoli. Di diventare incoerenti.
Di comprare a rate una cosa che non ci serve per niente (o dieci).
Di mangiare solo porcherie.
Di non essere fedeli a noi stessi.

Di non sbattere più contro gli sguardi perplessi. Di non fare sempre la parte dei “diversi”. Di essere felicemente conformisti e felicemente metterci a belare insieme a tutti gli altri membri del gregge.

Di andare in macchina dappertutto.
Di riattaccare l’antenna della TV e fare abbuffata di Real Time sera dopo sera e conoscere tutte le pubblicità a memoria.

Di smettere di guardarsi dentro, farsi delle domande e darsi delle risposte.

Di fregarsene del fatto che “c’è chi sta peggio”. Di non essere grati di quel che si ha. Di cedere alla stanchezza.

Di finirla con la fatica quotidiana di essere onesti, con gli altri e con se stessi.

Vero che anche voi avete queste tentazioni?
E vero che siamo disposti a prometterci a vicenda che non gliela daremo vinta?

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7 thoughts on “Tentazioni

  1. Beh…. tutto bello e vero, però che male c’è a guardare Real Time mangiando schifezze sul divano?

    1. Nulla, ma io ho staccato il cavo dell’antenna da tempo. Se guardo RealTime, con o senza schifezze, significa che l’ho riattaccato, cosa che vorrei veramente evitare di fare.
      Poi è l’equivalente televisivo del junk food: guardi guardi non ti staccheresti mai e alla fine non ti ha dato niente “di sostanza” (ciò non toglie che all’epoca fossi semi- dipendente… 😉 )

  2. Non gliela daremo vinta, certo che no.
    A volte però vedi le cose difficili, ti chiedi chi te lo fa fare di combattere contro i mulini a vento come Don Chisciotte e mi verrebbe voglia di mollare.
    Ma poi passa, poi mi alzo e c’è il sole, o mio figlio mi abbraccia e mi dice che mi vuole bene. E allora ritrovo la forza e la voglia di continuare ad andare per la mia strada.

  3. Gran bel post. Sì, sì, molto interessante. Ma io non mi ritengo un duro e puro “della vostra religione”. La guardo con rispetto ma non sono molto praticante. O forse inconsapevolmente sì? Perché ho provato a vedere a quali di queste tentazioni cedo facilmente e, porca pupattola, sono pochissime. In pratica queste tre qui: “Di chiuderci nel bozzolo e aspettare che siano gli altri a sforzarsi per capire come stiamo, cosa vogliamo, cosa ci serve. Di smettere di ascoltare.
    Di non discutere quando qualcuno è razzista, qualunquista, generalizza, o semplicemente dice un’idiozia.”
    A tutto il resto non cedo. E non mi immagino neppure a cedere facilmente! Riporca pupattola, ora mi tocca pensar un po’ meglio di me stesso, io che adoro così tanto trovarmi dei difetti…
    Quindi mettetemi pure in squadra, magari solo in panchina come riserva, ma contate anche su di me per non dargliela vinta!

    Ciao
    Paolo

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