necessario e sufficiente

99objectElena, alias Rapanello Urbano, che come sempre ringrazio, oggi ci offre un consiglio di lettura: purtroppo il libro, del 2000, è in francese e non edito in Italia, ma della stessa autrice, che ha scritto molto a proposito di semplificazione e argomenti similari, trovate comunque un paio di altri titoli interessanti su Amazon (affiliate link). Gli altri post di Elena su minimo li trovate qui

“La mia grande amica Bettina, fonte di ispirazione continua in tutto ciò che c’è di follemente chic, hipster e stravagante, mi indica questo bellissimo volume, edito dalla Flammarion, che è una casa editrice francese altrettanto chic e selettiva come la mia amica.

La scrittrice, Dominique Loreau, ha vissuto lungamente in Giappone e ne ha assorbito lo spirito épuré, zen e minimale che tanto mi affascina, soprattutto da quando ho scoperto che “meno è meglio” .

L’autrice descrive 99 oggetti per lei assolutamente indispensabili e necessari: dagli utensili di cucina, agli abiti, ai piccoli attrezzi che semplificano la sua (nostra) vita. Piccoli attrezzi soprattutto unplugged, cioè manuali, non elettrici o elettronici, fatto salvo per il computer, che ormai ci lega al mondo esterno quanto e più di un cordone ombelicale, e poco altro.

Lungi dal demonizzare la vita moderna, solo un invito a considerare cosa ci serve davvero, eliminando doppioni, triploni, cose che “potrebbero sempre servire” e così via.

Io sono rimasta affascinata anche dalla veste grafica, pulitissima, coerentemente semplice corredata di belle foto still life, con un haiku dedicato per ogni oggetto.

Talmente mi è piaciuto, che ne ho subito comprata una copia da tenere come oggetto, in evidente contraddizione con lo spirito del minimalismo, ma in perfetta linea con il sentire del “poco, ma buono”. Naturalmente in rete trovate commenti indulgenti e leggermente viperosi sull’originalità dell’operazione editoriale, ma chi se ne importa.

Ottimo spunto di riflessione per procedere a un ulteriore decluttering: stilare una lista mentale, non scritta. Sono diventata mortalmente pigra. Se potessi viverci, mi occuperei solo del mio cibo, dei gatti, delle mie letture e della natura, di ciò che in effetti è indispensabile e sufficiente. In teoria mi uscirebbero diversi altri cartoni di roba da eliminare, ma sto provvedendo con la pratica della non-sostituzione. Da quando vivo nella minicasa, ho rotto un numero di stoviglie nettamente superiore a quello di tutta una vita. Io dò la colpa al fatto che lavare i piatti in una sola vasca e per di più in ceramica non aiuta, ma mi sa che sotto c’è dell’altro…

Io non potrei rinunciare al mio letto (rete tutta in legno, materasso in lattice, cuscino comme-il-faut), alla mia bellissima padella in ceramica bianca, alle mie scarpe col cinturino e i pois, al portatile e al kindle. Per i vestiti, ci devo studiare un po’ su. Voi, come siete messi?”

Eh già, domanda da un milione di dollari: come siamo messi? Diciamo abbastanza bene, ma potrei sempre migliorare, e anche io dovrei studiare meglio la questione vestiti.
A cosa non potrei mai rinunciare? Una domanda analoga ma non proprio identica ce l’eravamo posta qui, e le mie risposte più o meno sono quelle: iMac/iPad/iPhone, le scarpe da running, ma anche i miei fidi stivali, un certo anello, i miei LBD. Tutte cose che in effetti, se ci pensate, sono “superflue”… 🙂 E voi? A quale oggetto indispensabile-ma-superfluo non sapreste mai rinunciare?

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11 thoughts on “necessario e sufficiente

  1. Io invece sulla questione vestiti avrei ben pochi problemi, infatti sto usando sempre quelli per poi gettarli, faccio così tengo 2 cose o 3 ed a rotazione le uso e le lavo, in modo a fine stagione di averle consumate per bene.
    Un esempio pratic: 3 paia di calze per l’inverno (ci mettono di più ad asciugare in estate ne ho due paia per andare a correre), le uso, le lavo e le riuso, intanto provvedo a farmene un altro paio.
    Diventa più difficile in cucina dove non avendo fatto la classica lista nozze mi sono presa (usando anche i punti del supermercato) quello che mi serviva, potrei dire la padella grande in ceramica perchè non la uso tutti i giorni, ma alla fine la uso se ho invitati o quando faccio la pasta con il pesce, idem dicasi per la padella grande che uso solo per fare il brodo, ma senza quella come farei? Si è in cucina che si consuma il mio dramma personale.
    Flavia di recente ha scritto Royal Holiday

  2. Mmh.
    Visto che Pc è stranecessario sennò non si campa, diciamo Androide. Kindle. Kindlandroide.
    La roba sportiva e da cavallo, la MTB. (Yess, new entry, rimessa in azione visto che il ginocchio mi limita cavallo e corsa.)
    I bling bling, ché mi piace cambiare argenteria spesso e volentieri.
    Abiti… potrei rinunciare ancora a un bel po’ di cose, e toccherà farlo, ci sto ancora lavorando, visto che qua la tiroide fa ingrassare 🙁 (non ci facciamo mancare niente, nonci.)
    Per il resto direi che ho stringato tutto al necessario, quindi… a parte scrollare marito e figlio per portarli sulla retta via, direi che io sono Zen minimalist enough 🙂
    Alliandre di recente ha scritto Français, mon amour

  3. P.s. visto che hanno già tradotto altri testi della Loreau, e che l’argomento vende, secondo me prima o poi traducono anche questo. (Proponiti, prima che lo diano a chi ha tradotto i precedenti 🙂 )
    Alliandre di recente ha scritto Français, mon amour

  4. Ciao! Ti scopro oggi e ho salvato i feed a questo blog. Anche io ho cominciato qualche anno fa un cammino verso la semplificazione e ho aperto il mio blog per farmi compagnia. Sono proprio contenta di aver trovato questo blog, pian piano me lo scorrerò tutto, e intanto mi sono mandata un paio di estratti dei libri che consigli in questo post sul kindle. Quindi complimenti, e piacere di conoscerti!

  5. Ciao a tutti, ho scoperto questo fanstastico blog ieri mattina commentando il post “quel terrore di rimanere al verde…” e me lo sto sfogliando tutto. Che bello avere trovato così tante persone con cui condivido idee e sensazioni. Non avevo mai pensato al minimalismo in quanto stile di vita che mi appartenesse, ma mi rendo conto che in realtà è proprio cosi. Quel mio sentirmi un po’ “diversa” era proprio questo. Una ricerca di altro, di valori diversi da quelli che vanno per la maggiore. Di felicità quotidiana, intensa ma semplice. Grazie a Laura e a tutti i follower di questo blog. So già che ne diverrò felicemente dipendente…. 🙂

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