trecento

tapestryPotendo, evitate di immaginarmi con gonnellino, calzari e daga mentre urlo con voce tonante “This is Sparta!“: trecento è il numero di post di minimo a oggi.

Ne approfitto per raccontarvi un po’ come siamo messi.

Vengo (veniamo) da un’estate che è stata molto lunga e molto stressante. Di questi tempi ho a disposizione due piacevoli alternative: stressarmi perché il lavoro è poco, o stressarmi perché è troppo.
Ora, “troppo” lavoro non è mai stato un problema, il fatto è che ultimamente i picchi si accompagnano a condizioni che definirei da “piantagioni di cotone”: i tempi di pagamento si allungano, quelli di consegna si accorciano, le pretese più o meno assurde si accumulano, la qualità è sempre l’ultima priorità; e dall’altra parte della barricata si richiede professionalità ma, troppo spesso, non si è in grado di fornirla a propria volta.
Non starò a stufarvi con i dettagli, ma il risultato è che mi sono ritrovata con un bizzarro disturbo alla gola che non voleva passare; e la mia dottoressa, dopo aver escluso le possibili cause fisiche (compresi potenziali problemi alla tiroide che ci avevano abbastanza spaventato), mi ha prescritto degli ansiolitici (“in dose da neonato”).

Insomma, avevo letteralmente un groppo in gola per l’ansia e il nervosismo. Mai disturbo psicosomatico fu più poeticamente corretto… Altro che downshifting!

Per la cronaca, gli ansiolitici non li ho presi: ho la fortuna di avere una cara amica che lavora nel campo, e dopo averne parlato anche con lei ho deciso che, prima di alterare la preziosa chimica del mio prezioso cervello (!), preferisco aspettare che questo momento un po’ convulso passi e vedere se riesco a “tranquillizzarmi” da sola.

Come avrete intuito non abbiamo fatto nemmeno un giorno di vacanza: il che non sarebbe una novità, per noi. Il fatto è che non potremo andare via nemmeno a settembre, perché dalla prossima settimana saremo in trasferta più o meno fissa a Parma, dove Marco lavorerà fino alla fine dell’anno e dove abbiamo già trovato un appartamento (ne vedete un pezzettino nella foto).
Siamo contentissimi di questa offerta per vari motivi, ma come potete immaginare anche questo ha contribuito e contribuisce a rendere il momento ben poco rilassante: prima perché aspettavamo una risposta dopo i vari colloqui, poi perché abbiamo dovuto trovare un posto dove stare; e adesso, ovviamente, perché dobbiamo organizzarci e ci sono tante cose cui pensare.

In ogni caso, sarà un’ottima occasione per sperimentare quello di cui parliamo da sempre o quasi, ovvero cosa significa vivere in una casa più piccola e in una città più grande. Io dovrò fare un po’ di pendolarismo per motivi “felini”, ma confido che sarà un’esperienza interessante.

Insomma, è un periodo intenso, di cambiamenti, e anche di stress come vi dicevo, ma cerchiamo di dargli il benvenuto e di godercelo come meglio possiamo.

Dimenticavo: l’app di minimo da ieri è disponibile anche in versione per iPad. E stiamo lavorando a quella per Android.

A voi va come sempre il mio grazie per aver letto 300 dei mie vaneggiamenti, più tutti quelli su Facebook e Twitter (e un grazie speciale alle due amiche-ex-compagne-di-scuola che durante questi due mesi mi hanno supportato e sopportato tramite chat di Facebook).
Mi rendo conto che questo trecentesimo post non è particolarmente memorabile, anzi, ma spero che sarete comprensivi nei confronti di una povera traduttrice vagamente esaurita 🙂

minimo è anche su Facebook e su Twitter

11 thoughts on “trecento

  1. trecento congratulazioni e in bocca al lupo per quello che vi aspetta! Io, per quanto mi riguarda, sono felice di essere incappata in uno di questi trecento post un giorno per caso, e non avrei mai pensato che leggere un post avrebbe potuto far nascere un’amicizia. La famosa farfalla che sbatte le ali…
    Lara di recente ha scritto Sincera? Non lo so.

  2. Come spesso accade, viviamo vite parallele 😉 Agosto di lavoro incredibile, pagamenti a 4 mesi, agenzie assurde che spuntano dal nulla con richieste altrettanto assurde. Oggi mi godo una giornata libera e spero tanto che non arrivi nulla nella posta! Stare in campagna aiuta un po’ a limitare lo stress, la priorità massima, ancor prima del lavoro, è sempre l’orto 😉

    1. Come capisco quel “speriamo non arrivi nulla nella posta”! Questa settimana speravo di stare tranquilla e invece sono già sommersa… Se continua così dovrò impormi delle ferie forzate 🙂

  3. Correttamente, hai evitato gli ansiolitici sia pure in somministrazione da neonato. Che poi ci si diventa un po’ addicted (so di cosa parlo, sono stata una grande frequentatrice di indimenticabili attacchi di panico) Ti propongo l’ottima Ignatia, da ciucciare quando senti che la voce ti si assottiglia e non perchè hai cantato a squarciagola ad un concerto; la Valeriana, meravigliosa quando sai già che qualche pensierino fisso non ti lascerà dormire, oppure, in extremis, Rescue Remedy,se sei già in punta a un palo della luce e di scendere là sotto non se ne parla. Comunque, cambiando tutto, avrai talmente da fare,e sarai così stanca che per fortuna il groppo non avrà tempo di farsi sentire : se ne sarà andato, proprio 🙂
    Augurissimi, cara guerriera!!
    elena di recente ha scritto Vacances j’oublie tout

  4. uh com’è vero lo “speriamo che non arrivi nulla nella posta”… come anche il lavoro zero, o quattro libri in contemporanea. Il groppo in gola è il classico rospo che non esce. A me è successo di perdere completamente la voce prima di andare da persone che non volevo incontrare (e mai più successo…) Mi associo a chi ti consiglia i Fiori di Bach anziché gli ansiolitici, sono meraviogliosi ed efficaci. Mi sono piaciuti anche i fiori australiani nella forma dei composé già formulati ad hoc. Auguri per il trasferimento, mi piace!
    un caro saluto,
    Paola

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