minimo radio

ampliEbbene sì, dopo la televisione… anche la radio! 😉
Ieri ho avuto il piacere di rispondere a qualche domanda su minimo durante una piccola intervista realizzata da Fabrizio Laddago per Radio Gold.

Tutte cose che voi lettori di minimo sapete già a menadito, naturalmente; ma, se siete curiosi di sentire la mia vocina da papera, potete ascoltarla qui:

A latere devo osservare che, fatte le debite distinzioni, mi attira sicuramente di più collaborare con una radio locale, con l’enorme valore aggiunto di fare parte del circuito di Radio Pop, che non andare a Canale 5.
Intendiamoci, andare in televisione è stata un’esperienza bella ed emozionante (pure troppo), mi ha portato un sacco di lettori nuovi e, come ho scritto all’epoca, penso sia bellissimo che una trasmissione generalista come Mattino5 cerchi di parlare di certi temi; ma era un po’ che cercavo una qualche strada per “attivarmi” a livello locale; cosa che, paradossalmente, può essere più difficile che andare in diretta su una rete nazionale…
Scrivere di decluttering è cosa buona e giusta e voi tutti sapete quanto mi sia caro questo argomento, e tutti gli altri di cui parliamo qui su minimo, ma a me piacerebbe anche fare, provare a dare un contributo più concreto. Ne riparleremo.

Nel frattempo io e la mia voce da papera vi auguriamo un magnifico fine settimana (què), finalmente un po’ più fresco… e ce ne torniamo a tradurre pazzamente e disperatamente, sperando di arrivare viva alla fine del mese.

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4 thoughts on “minimo radio

  1. Belle e pertinenti le tue risposte, complimenti! : )
    Quello che mi lascia un po’ perplessa in queste interviste, anche in quelle fatte ad altri “minimalisti”, è il fatto che uno stile di vita più sobrio venga presentato dagli intervistatori come una cosa veramente, ma veramente strana, una cosa fori dal (nostro) mondo, che al massimo solo la crisi economica può far venire in mente di prendere in considerazione…

    1. Ehm, grazie, in realtà non era nulla di preparato e quindi mi sono un po’ arrangiata.
      Per quanto riguarda il resto, in parte hai ragione. D’altro canto è innegabile che si tratti di uno stile di vita ancora di nicchia, che al limite si è diffusa un po’ per motivi contingenti e che in tanti considerano più un’imposizione (e pesante), che una scelta.
      Io però continuo a sperare che parlandone parlandone si riesca a cambiare un po’ le cose.

  2. Già, è quello che spero anch’io. . .
    perchè in realtà io penso che lo stile “sobrio” sia molto simile allo stile di vita che c’era ai tempi dei nostri nonni e/o genitori, prima del boom economico (per quanto riguarda l’Italia) e aveva in sè quel fondo di buon senso, appunto, nei confronti di consumi e “oggetti” che poi si è perso completamente e che secondo me va recuperato a prescindere dal fatto che non ci sono più i mezzi per mantenere l’attuale stile di vita: se viene associato solo alla rinuncia forzata non può avere vita lunga. Ciao!

  3. Ottimo … dai Elle !! adesso un bel podcast !!! magari con il buon Diego di mac minimalista !!!

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