Chi non lavora (reprise)

coolVi ricordate di questo? Vi parlavo di un’amica, professionista come me, rimasta più o meno senza lavoro da un po’, che stava cercando di intraprendere una nuova strada: sia per differenziare che per non fossilizzarsi.

Si era trovata a dover scegliere tra un incarico sicuro ma “fossile”, e continuare a formarsi per il nuovo percorso; ovviamente senza avere la certezza di trasformarlo in una fonte di reddito in tempi ragionevoli.

Sono passati più o meno sette mesi. La mia amica (che all’epoca aveva letto e apprezzato i vostri commenti, ma preferisce continuare a restare anonima), ha vissuto momenti di grande entusiasmo, quando finalmente ha pubblicato la sua prima app, e ha iniziato a ricevere le prime proposte di lavoro in questo ambito; ma anche momenti di frustrazione e di incertezza, di fronte all’ennesimo head hunter (o sedicente tale) che la contattava e poi spariva di fronte alle sue (più che ragionevoli) richieste.
Si è domandata spesso se non avesse proprio sbagliato, a rifiutare quel lavoro fossile, perché con l’entusiasmo non si mangia; e nemmeno fa curriculum.
Quando si è all’inizio, in qualsiasi ambito, è difficile dimostrare quanto si vale; e la situazione è ancora più complicata se non la si può nemmeno giustificare la mancanza di esperienza adducendo motivazioni anagrafiche…

Sta di fatto che, e sono davvero tanto felice di poterlo condividere con voi, la storia della mia amica è a lieto fine. Si è trattato di fare un’altra scelta: tra lavoro “tranquillo” e ben pagato, tra l’altro vicino a casa, e un incarico di sviluppo, pagato leggermente meno e che la porterà a fare pendolarismo matto e disperatissimo per qualche mese. Ha scelto la strada nuova, sperando che l’esperienza che farà le servirà da ponte per accumularne altre; e, incidentalmente, è felice come una bambina (e molto sollevata, sì). 🙂

Insomma, che sia stata fortuna (!) o bravura, questa volta hanno vinto la passione, l’entusiasmo, il coraggio e forse pure l’incoscienza. Ricordo la tristezza, la frustrazione e anche la paura per il futuro di qualche mese fa, e mi sento solo di dirle un gigantesco BRAVA per non essersi mai lasciata andare.
Di storie così mi piacerebbe averne sempre tante, da condividere: quindi, se ne avete, sapete dove trovarmi 🙂

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