ecobonus (son perplessa)

scalaA voi questa faccenda dei cosiddetti ecobonus non lascia un po’ perplessi? A me parecchio.

In caso di ristrutturazione edilizia, si può usufruire (tra le altre cose) di una detrazione Irpef fino a 10.000 euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.
Ora, passi magari l’acquisto di elettrodomestici, si presume che verranno acquistati in massima classe e che quindi saranno più efficienti.
Ma i mobili? Cosa c’entrano con l’efficienza energetica?
Ammesso e non concesso che ristrutturare significhi dover cambiare i mobili, per farlo esistono tante strade alternative che non passano necessariamente dal mobilificio. C’è il baratto, c’è l’usato, c’è il fai da te. C’è anche chi i mobili li regala o quasi, per vari motivi. Certo, bisogna sbattersi. Certo, è un’attività meno glamour, suppongo, che non infilarsi in un negozio.

Una della finalità dichiarate di questo provvedimento è “dare una boccata d’ossigeno” al settore edilizio, “gravemente colpito dalla crisi”.
Da un lato favorire gli interventi di riqualificazione energetica di appartamenti e/o interi condomini è più che sensato; ma dall’altro, a proposito di crisi del settore edilizio (e immobiliare), a voi è mai capitato di veder aprire l’ennesimo cantiere e chiedervi “ma chi se le comprerà ‘ste case?”? Di notare l’ennesimo condominio o complesso immobiliare che, a distanza di anni dal completamento, è rimasto mezzo vuoto, oppure che al completamento non c’è mai arrivato: proprio perché l’impresa ha finito i soldi, e gli ultimi lavori sono stati rimandati al momento in cui arriveranno nuovi compratori, e relativi flussi di liquidità.

E ancora: mi spiegate perché un provvedimento che mira a favorire la riqualificazione energetica esclude espressamente dalla sua applicazione (ovvero dalla detrazione maggiorata) “l’installazione di pompe di calore e impianti geotermici”?

Sicuramente mi sfugge qualcosa (e sarò grata a chi saprà spiegarmi); ma altrettanto sicuramente la presunzione resta sempre quella. Che la strada per uscire dalla crisi sia aggiungere, spendere,  comprare: sia il nuovo, magari anche quello del quale non avremmo così bisogno, ma insomma, ci sono le detrazioni, e le detrazioni sono a scadenza, facciamo uno sforzo, conviene.

E io non so se sono così d’accordo, non so se mi piace così tanto, l’idea che, per il mio governo, il modo per uscire dalla crisi sia farmi cambiare i mobili della cucina.

[foto de IlTrev, che un anno fa oggi mi ha reso una donna onesta 😉 ]

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9 thoughts on “ecobonus (son perplessa)

  1. Le stesse perplessità che ho avuto io quando ho letto il provvedimento.
    Anche se la cosa non mi stupisce, visto che le uniche soluzioni che propongono per uscire dalla crisi, vanno nella direzione di “aumentare i consumi”.
    Poi raggiungono vette di pura comicità (anche se c’è poco da ridere) con provvedimenti come le aperture domenicali, che non si capisce in che modo dovrebbero favorire l’aumento dei consumi.
    Vuoi che aggiunga un altro provvedimento inutile?
    I famosi sgravi contributivi per chi assume giovani con meno di 29 anni, sai a cosa sta portando? A ditte che licenziano i lavoratori in forza, li fanno lavorare in nero per 6 mesi (in modo che risultino disoccupati) e poi li riassumono per favorire degli sgravi.
    Naturalmente poi le statistiche parleranno di efficacia del provvedimento perché la disoccupazione è diminuita…
    Mah…

    1. Non ci credo!
      E tutto perché, come al solito, in Italia chi fa un “giochino” del genere ha la certezza quasi matematica che nessuno lo scoprirà mai. Mentre la certezza quasi matematica dovrebbe essere l’arrivo di un controllo e di una bella multazza, così da far passare subito la voglia.

  2. Sono perfettamente d’accordo con te. La questione “mobili” è davvero assurda, anzi ridicola (gli incentivi valgono solo in caso di acquisto di mobili a seguito di ristrutturazioni edilizie, ma che cambia?). Per quanto riguarda le ristrutturazioni, incentivi per le ristrutturazioni in generale non hanno molto senso. Livelli minimi di efficienza energetica invece dovrebbero essere obbligatori per legge per tutti gli edifici, non per far ripartire l’economia, ma per ridurre i consumi. Il fatto che questo potrebbe innescare una ripresa del settore delle costruzioni sarebbe una semplice conseguenza di una norma sacrosanta e necessaria di per sé. Il vero incentivo in caso di interventi di efficienza energetica dovrebbe essere il risparmio, anche se a medio-lungo termine, che se ne ricava. Ma non mi sembra questa l’ottica del provvedimento, che mira più che altro a fare qualche “regalo” qua e là, ed è totalmente privo di una visione di lungo respiro. Il particolare delle pompe di calore da te sottolineato mi sembra molto significativo: il punto non è il risparmio energetico, che tra l’altro a chi vende energia non conviene affatto.
    Paola di recente ha scritto Che mi sta combinando la rosellina sul davanzale

    1. La mancanza di una visione sistemica e di lungo periodo è uno dei mali peggiori dell’Italia, secondo me. Si va avanti a forza di “regali”, come giustamente li definisci tu, di contentini per tenere buono questo o quello, e i risultati li vediamo.

  3. Le tue perplessità sono assolutamente giustificate.
    Noi per la ristrutturazione qualche anno fa abbiamo usufruito di vantaggi fiscali, ma la cosa assurda è che tali vantaggi sono legati al reddito, quindi più uno al reddito alto, più riesce a recuperare l’investimento (economico-ecologico), gli altri recuperano briciole..

  4. E poi, ma chi l’ha detto che se ristrutturo casa cambio pure i mobili? spesso, anzi una cosa esclude l’altra,tranne forse proprio per le cucine,dove una volta che smonti i pavimenti e gli impianti idraulici, magari ti fai pure l’arredamento nuovo. Ma se rifaccio gli infissi della camera da letto, mica vorrò automaticamente cambiare l’armadio?!Sono d’accordo, noncsarà aggiungendo piccole toppe qua e là alla “sperindìo”e senza visione generale che si potrà salvare la cosiddetta economia – e che muoia, a vantaggio di altri paradigmi!
    elena di recente ha scritto La Belle Verte e l’americano

  5. parlo da osservatore inesperto… possibile che queste iniziative, mi correggo, stupide iniziative, prese da persone strapagate in modo sicuro ogni fine mese, siano rivolte alle banche.

    il commerciante che vende, rientra del fido (si spera) più rapidamente, dopo di che la banca glielo riduce, e intanto ha messo dentro dei soldi che altrimenti non avrebbe (mai) più recuperato.

    il problema è alla fonte: l’uso scellerato della cocaina a Wall Street… altera il senso della realtà e la visione del mondo, fatto di persone che ogni giorno si spaccano la schiena per portare a casa la pagnotta e vivere con le persone a loro care.

    la vita non migliora per niente se ho la cucina da 15.000 euro (fatta dai cinesi per 500 euro spese di trasporto incluse…), né con il televisore da 220 metri di diagonale che mi permette di vedere in tutta comodità i pidocchi in testa al calciatore del momento…

    IMHO

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