dignità

shelterDal gruppo Facebook di The Non-Consumer Advocate:
There is no dignity quite so impressive, and no independence quite so important, as living within your means.” (Calvin Coolidge)

ovvero

Non c’è dignità tanto straordinaria, né indipendenza tanto essenziale, quanto quelle che derivano dal vivere secondo le proprie possibilità

Dal che discende che vivere oltre le proprie possibilità (o provarci. E quanti ci provano!) non è dignitoso. E che comporta una dipendenza. Dagli altri, dai soldi, dai debiti, da tutti gli espedienti necessari per tenere in piede l’enorme finzione nella quale abbiamo trasformato la nostra vita
Un’acrobazia continua per stare dietro alle apparenze, per ostentare il superfluo che non potremmo permetterci, e per nascondere la mancanza del necessario, del quale dobbiamo costantemente privarci.

Lo dico non per la prima volta (e qui trovate una prospettiva quasi uguale e opposta): ognuno è libero di far ciò che vuole con il denaro che ha o che non ha, ma a me viene d’istinto giudicare negativamente chi si priva del necessario per procurarsi il superfluo a ogni costo, soprattutto se quel particolare superfluo per lui non ha veramente valore, ma serve solo a scopi di ostentazione. Mi viene davvero spontaneo considerare questo comportamento in qualche modo immorale, e mi domando se un giudizio del genere sia “giusto”.

Di una cosa comunque sono sicura: vivere secondo le proprie possibilità significa prima di tutto essere liberi, o più liberi. Forse, quando prendiamo certe decisioni (compro quella borsa? compro quella casa?), è prima di tutto in questi termini che dovremmo vederle: in termini di libertà (più o meno) erosa.

[foto de IlTrev]

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