faccaldo

summerLe temperature si sono alzate: e così si accendono i condizionatori. Magari senza troppo considerare le conseguenze per la salute, l’ambiente e il portafoglio.

La temperatura dell’aria condizionata non dovrebbe essere più di 3/4 gradi inferiore a quella esterna (lo dice il Ministero della salute, non Cioè) altrimenti andiamo incontro a sbalzi eccessivi tra interno ed esterno, torcicollo, problemi alle vie respiratorie e addirittura al sistema immunitario (alzi la mano chi non ha mai avuto problemi per colpa di un supermercato, un ufficio o un locale dove la temperatura era da Polo Nord). Ma 3/4 gradi di differenza significano che, salvo situazioni particolari e/o salvo quando la temperatura esterna è *veramente* elevata, gente, parliamone: possiamo resistere.
E così facendo evitare consumi energetici eccessivi (ricordate i blackout “annunciati” e a macchia di leopardo degli anni scorsi?), che si traducono in emissioni di CO2 e in un aumento sulla bolletta, a inizio autunno.

Noi abbiamo rinunciato da anni al condizionatore (che giace in cantina… ora che mi ci fate pensare è ora di provare a venderlo!): l’ultima volta che l’abbiamo acceso è stato quando mi sono frantumata la caviglia e, anche se passiamo l’estate in casa, seduti davanti al Mac, non siamo ancora morti e non ci siamo mai sciolti, anzi direi che stiamo discretamente (!). Quando fa proprio caldo, accendiamo il ventilatore.

Facendo un po’ i conti della serva, abbiamo calcolato che a noi l’elettricità costa circa 0,10€/kWh  in F1 (diurna) e 0,09 in F23 (notturna).
I condizionatori di classe AA hanno un consumo fino a 890 kWh, stimato sulla base di un utilizzo per 500 ore annuali (più o meno 3 mesi tenendo il condizionatore acceso 5 ore al giorno, per darvi un’idea), distribuite tra F1 e F23: il costo è quindi di circa 85€ (che ovviamente si sommano agli altri consumi elettrici).

Per qualcuno saranno pure pochi.
Ma abbiamo considerato un condizionatore di fascia alta, che ci sono ovviamente i costi di acquisto e di installazione, e naturalmente che in tanti tengono acceso il condizionatore ben più di 5 ore al giorno…
D’altro canto, non tutti i condizionatori necessariamente consumano quando sono accesi.

Infine, qualche piccolo consiglio per rinfrescare casa anche senza condizionatore

Banalità? Di sicuro. Ma, anche se molti “subiscono” l’aria condizionata, e sono costretti a stare in ufficio bardati da eschimesi (alla faccia degli sprechi), in tantissimi la considerano una necessità irrinunciabile. Il mio vuole solo essere un micro-spunto di riflessione.

Voi che fate? Siete di quelli che non possono farne a meno, oppure siete come me e preferite un antiquatissimo ventilatore?

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7 thoughts on “faccaldo

  1. Io ai primi caldi mi trasferisco in collina, in una casa di sasso che garantisce tranquillamente svariati gradi in meno rispetto all’esterno, anche quando il caldo è proprio grave. Se non avessi questo lusso, in città accenderei senz’altro il condizionatore: appartamento al terzo piano rivolto a sud che arriva anche a 33 gradi, soprattutto quando non rinfresca di notte. E io sopra ai 28 gradi non riesco proprio a dormire e tanto meno a lavorare. Non lo terrei mai a temperature polari, però: 24-25 gradi vanno già benissimo. Detesto entrare in un negozio o un ufficio troppo freddo, soprattutto se tengono la porta spalancata! E’ incredibile come si sia diffusa questa mania un po’ americana, nell’epoca della “crisi” e dell’ambientalismo.

  2. A lavoro la subisco, è una lotta costante per mantenerla a livelli accettabili 😀
    Comunque mi porto sempre una felpa…il problema è che siamo in un prefabbricato con due pareti di finestre di alluminio che si arroventano e 8 computer con relativi monitor accesi…quelli vicino alle finestre si sciolgono, chi è dall’altro lato (come me) si ghiaccia.
    A casa ho un condizionatore in sala/cucina perché mamma (quasi 80enne) passa le giornate a casa e nonostante tapparelle abbassate basta fare un caffè e si infuoca tutto…comunque non lo tiene mai più basso di 25-26 gradi, non mi sembra malaccio! Per dormire ci arrangiamo, non sopporto l’aria condizionata in camera e neanche i ventilatori, preferisco sudare!
    yliharma di recente ha scritto Il buon consumatore

  3. MAh, la questione è molto personale, aldilà dell’innegabile fatto del risparmio, è un fatto di qualità della vita. A Milano d’estate fa davvero molto caldo, non c’è vento e l’umidità è alta. L’unico modo per dormire per me, è sempre stata la benedetta AC. Basta saperla usare: io non ho istallato il condizionatore in camera da letto ma in corridoio così l’aria fredda non arriva diretta addosso, anzi non si sente e la temperatura è piacevolmente abbassata solo di pochi gradi: per dormire lo mettevo a 26. Inoltre mettevo il timer e lo facevo spegnere alle 3 di notte perchè una volta preso sonno non pativo più così tanto, tranne in rari casi.
    Insomma, ora a Londra non ne ho più bisogno, ma se tornassi a Milano è una di quelle cose a cui non potrei rinunciare!
    Alekim di recente ha scritto Phi Phi Islands

  4. IO ho caldo, ma l’idea del condizionatore all’esterno che butta fuori la sua aria bollente mi fa stare male. In qualche casa di vacanza in Grecia il condizionatore c’era, e l’ho apprezzato davvero. Qui a casa, dove lavoro, quando mi appiccico con le braccia alla scrivania è un brutto segno… comunque, ventilatore, finestre ombreggiate, possibilmente chiuse, e apertura serale! A pranzo ormai mangiamo dentro, e a cena in terrazzo. Ieri la ventola del computer andava a mille, ma è bastata un po’ d’aria compressa per riportare tutto alla normalità. I dati di oggi al Nord-Est: 34 °C, dentro casa circa 28. Di notte bene, la camera si rinfresca molto la sera, e lenzuola di lino.
    Comunque, domenica torneranno temperature più accettabili, pare.
    saluti,
    Paola

  5. Mai avuto il condizionatore, abbiamo muri spessi così e prima, a casa dei miei, non serviva (una meraviglia, il fresco che ha mio papà in casa); ora, anche se servirebbe (muri grossi sì, ma sotto al tetto, isolamento zero e fa un bel caldo), ci facciamo bastare il ventilatore, le finestre socchiuse e poi aperte la sera (poi se apro salotto e camera del pargolo in contemporanea ho la bufera che m’attraversa casa). Appena entro in una stanza col condizionatore mi becco immediatamente raffreddori e torcicollo…
    Alliandre di recente ha scritto Una casa di vetro,

  6. Se l’edilizia è fatta discretamente bene, a meno di non abitare in una mansarda direttamente sotto il tetto, si può evitare sicuramente il condizionatore a casa. Negli uffici è già più complicato visto che spesso si tratta di palazzi tutti vetrati, che raggiungono quindi temperature maggiori e che già sono stati progettati con un sistema di raffrescamento di tutto l’edificio. Diciamo che sarebbe stato opportuno progettarli in altro modo.
    Un “luogo” dove invece secondo me è fondamentale l’aria condizionata, usata con criterio e soprattutto per togliere l’umidità più che abbassare di troppo la temperatura, è l’auto; ricordo che quando non c’era viaggiare era veramente faticoso. Ovviamente non parlo di brevi tragitti!

  7. noi abbiamo ventilatore e condizionatore. stasera accendo il ventilatore. Nei prossimi giorni probabilmente il condizionatore in modalità deumidificatore. cerchiamo di usarlo poco, e con criterio, lo teniamo alto, per l’ambiente e per il consumo.
    MarinaMarea di recente ha scritto un anno è passato

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