trade off

exit“…un trade off è una situazione che implica una scelta tra due o più possibilità, in cui la perdita di valore di una costituisce un aumento di valore in un’altra. Il termine è espresso talvolta come costo opportunità, riferendosi a più alternative alle quali si è preferito rinunciare a vantaggio di un’altra scelta. Un esempio di trade-off può essere trovato nella relazione inversa tra tempo lavorativo e tempo libero: al crescere del valore di un’alternativa, decresce necessariamente quello della seconda e viceversa“. (esempio interessante, manco a farlo apposta… ndelle)

Alcuni dei trade off che ho scelto per vivere (al) meglio:

  • Ho rinunciato a carne e latticini in favore di una più salutare dieta vegetariana.
  • Ho rinunciato a vacanze costose, auto nuova, gioielli e altri lussi in favore dell’azzeramento dei miei debiti.
  • Ho rinunciato a un lavoro stressante ma sicuro per fare quello che amo con un po’ meno certezze, e questo mi ha portato più gioia e più creatività.
  • Ho rinunciato alla maggior parte dei miei vestiti in favore di mini guardaroba che mi consente di essere pronta in un attimo spendendo meno.
  • Ho rinunciato ai soldi in favore del tempo, agli oggetti in favore delle persone, allo stress e all’agitazione perenne in favore di affetto e buona salute.
  • Ho rinunciato alla paura dell’imprevisto in favore dell’opportunità di (ri)cominciare indipendentemente da tutto e da tutti.
  • Ho rinunciato a rimuginare sul passato per dedicarmi a celebrare il presente”.

Rimugino. Rifletto. Mi faccio domande. A cosa ho (abbiamo) rinunciato io (noi)?

Soprattutto a tante cose, a tante spese. In cambio della tranquillità di sapere che non avremo problemi a pagare il nostro mutuo, ma non solo: anche (ad esempio) della possibilità di fare un viaggio quando ci capitasse una bella occasione (succede, con Homelink).
Certo, una volta non c’era bisogno di rinunciare ad alcune cose per averne altre. Però…

Rinuncia è una parola che suona sempre male, sa di sacrificio, di mortificazione. Ma in realtà, se mi fermo a pensarci e mi guardo indietro, tutte queste rinunce non riesco a individuarle esattamente, a ricordare quella cosa in particolare che mi è spiaciuto tanto non comprare o non avere. E allora mi dico che, forse, sto (stiamo) facendo le scelte giuste.

La rinuncia al posto fisso e a una relativa sicurezza in favore di un lavoro che mi appassiona, invece, l’ho compiuta anni fa, appena laureata e tutto sommato senza rifletterci. Altri tempi e altra età, ma con tutta la mia incoscienza dell’epoca so di aver fatto la scelta giusta.

E voi? Quali rinunce, quali trade off avete compiuto (o vorreste riuscire a compiere) per vivere meglio?

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15 thoughts on “trade off

  1. Ho rinunciato ad un titolo universitario in favore della mia salute mentale e di un minimo (aha) di tempo libero.

    Ho rinunciato a svariati libri che avevo da anni e che sono sempre stati una mia appendice semi-morta per lasciar emergere il valore di quelli che ho deciso di tenere (e non far ammuffire, ma rileggere ed utilizzare).

    Ho messo da parte l’aspirazione ad una quota più ampia di libertà personale per privilegiare comodità ed affetti (questo tempo fa, prima che la scelta diventasse obbligata.
    E penso sarebbe interessante rifare i conti con l’idea di comodità, distinguerla dall’indolenza…).

    Ho rinunciato a stivali e scarpe col tacco, per avere più spazio nell’armadio ed essere a mio completo agio, sempre.

    Ho regalato vecchi giocattoli e giochini, che ovviamente non servivano più ma avevano un valore sentimentale importante, per svincolarmi dalla sensazione che senza certi oggetti i ricordi e gli affetti ad essi legati vanno un po’ persi.
    Ho trattenuto solo i più significativi, ma ho ridato senso anche agli altri portandoli dove li so apprezzati per certo. Tenerli in cantina equivaleva a perdere il passato due volte…

    … ho rinunciato a interi ambiti di interesse intellettuale che avevo preso un po’ troppo seriamente, per cercare di lasciarmi attrarre in maniera più spontanea da ciò che la vita ed il web mi offrono.
    Svuotare l’hard-disk fa parte di questo processo.
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto In bloom again

  2. Oh, per altro per me rinuncia non equivale a perdita / sofferenza.
    Ma qui si aprirebbe un capitolo un tantino complesso, mi piace giusto accennarlo.
    C’entra la libertà di scelta, ma c’entra anche lo scopo a cui mira, appunto, la rinuncia.
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto In bloom again

  3. Ecco a cosa rinuncerei: rinuncerei al mio lavoro (che comunque, manco è un posto fisso) per intraprendere un lavoro che mi appassiona veramente (fotografa magari).
    Rinuncerei a Milano per trasferirmi in una casa isolata sulle colline toscane, dove poter coltivare il mio orto, perdermi nei paesaggi di quella magnifica regione e avere al mio fianco tanti cani 🙂

  4. ho rinunciato a tanti acquisti (inutili),a tante cene al ristorante,a tante cose che così importanti per me non sono mai state, per non rinunciare alla mia grande passioni : I VIAGGI, non me ne sono mai pentita..

  5. Domande facili, mai? 🙂
    Le scelte (non sono rinunce, non le considero più tali da un bel po’) che ho fatto nell’ultimo anno sono diverse, ma le più importanti per me sono queste:

    Ho scelto di non andare più al lavoro in auto/autobus, ma di utilizzare la bicicletta, ogni sacrosanto giorno, con qualsiasi tempo. Ci ho guadagnato dal punto di vista economico, faccio più attività fisica e la bici è un’ottima anti-stress

    Ho scelto di non mangiare più carne perché niente ha più impatto sull’ambiente, di quello che mangiamo e perché non voglio più che il mio cibo sia causa di sofferenza di altri esseri viventi

    Ho scelto di non guardare più la TV. Ora guardo qualche serieTV scelta con cura e, soprattutto, leggo molti libri

    Ho scelto di liberarmi (e qui il merito è tutto di Laura) di tutti i DVD e di molti libri che affollavano la mia libreria (anche se ora si sta riempiendo il Kindle, ci vorrà un po’ di sano decluttering anche per lui)

    Non ho ancora finito, ma ora finalmente sono in viaggio…

    1. Beh, alla faccia 🙂
      (mi rendo conto che non ho elaborato… non perché il tuo commento non lo meriti ma perché comincio a sentirmi un po’ in soggezione di fronte a tutte queste decisioni. Io ho giusto buttato via un po’ di roba superflua e ridotta qualche spesa!)

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