lusso e spatusso aka il diavolo nei dettagli

splashElena, alias Rapanello Urbano, “fa di mestiere l’arredatrice” (e non solo, aggiungo io) in quel di Nizza, Costa Azzurra, dove si è trasferita poco tempo fa, cambiando vita e naturalmente casa (e approfittandone per un decluttering piuttosto significativo).
Ora, fare l’arredatrice per i ricchissimi e famosi avendo una propensione per il minimalismo non dev’essere proprio facile. E infatti…
Spero che questo piccolo post vi divertirà come ha divertito me, e ringrazio Elena. Spero davvero che si rifaccia presto viva da queste parti per condividere con noi qualche altro racconto, e magari qualche consiglio “esperto” su arredo e design minimo!

“Forse non tutti sanno che… io faccio di mestiere l’arredatrice, e da questa capitale del lusso e dello spatusso come si dice nel mio dialetto natio, ne vedo letteralmente di tutti i colori e le forme.

Il clou credo di averlo toccato visitando una casa dove sono stata chiamata per arredare un soggiorno e due camere da letto. “Casa” è un tantino riduttivo; in effetti sto parlando di un megavillone a picco sul Cap Ferrat (mica pizza e fichi…),che non a caso si chiama L’Aiglon, c’est-à-dire L’Aquilotto. Proprietà di un russo rotondetto e sessantenne con fidanzata appena uscita da scuola, ma questo è un altro discorso.

All’interno della magione, dopo tutta una sfilza di camere, camerone, soggiorni di 60 metri quadri, cucine rivestite di teak e bagni coi rubinetti d’oro, mi attende la vera chicca. Et voilà, la Stanza degli Scacchi. Che di per sè, non sarebbe nulla, un russo che gioca a scacchi è perfettamente plausibile. Ma l’arredamento. Quale arredamento? Preferisco dirvi che ho avuto la sensazione di essermi addormentata ubriaca e di essere scivolata nella Tana del Bianconiglio. Immaginate una stanza di dimensioni normali,facciamo 3 metri per tre (ma non ci giurererei, mi girava la testa), completamente piastrellata (sì, ho detto piastrellata) di piccoli rombi sistemati di sbieco, con un’andamento leggermente a spirale, di TUTTI i colori. Le fughe tra una piastrella e l’altra, dorate (o d’oro? boh) Anche il soffitto. Il pavimento non so,l’ho perso di vista.

Ora voi capite che io, essendo minimalista, amo quattro colori, neutri, di terra. Amo gli spazi dove il respiro può circolare, lo sguardo vagare, lo spirito rinfrancarsi. Si possono creare ambienti caldi e aerei insieme, o freschi e frizzanti, senza ingombrare, dando la possibilità al cervello di fermarsi, e soprattutto, non è vero che più roba metto, e più costosa è, più l’effetto potrà dirsi riuscito.Infatti in quel momento il mio cervello è andato in crash, mi è venuto da star male, non ho ovviamente pensato di fare una foto per dimostrarvi cosa intendo,e soprattutto mi è presa una crisi di claustrofobia che mi ha fatta correre via dall’incubo bofonchiando un “très intéressant“.

Tutto ciò per dirvi che secondo me la nostra casa rivela molto di  noi,dei nostri gusti ma anche moltissimo della nostra psicologia: se sono diventata ricca da due giorni e ve lo voglio dimostrare, metterò i rubinetti d’oro in bagno e mi inventerò una Stanza degli Scacchi con dentro tutto, ma proprio tutto,quello che mi frulla in testa: potere sociale, economico, creatività, gusto (!).
Se invece ritengo che la mai casa sia la mia ostrica ma voglio anche che mi porti pace e serenità, allora non avrò affatto bisogno di riempirla, né di dimostrare niente a nessuno e tantomeno di spendere un capitale. “Il diavolo sta nei dettagli” [e probabilmente anche il Bianconiglio e il Cappellaio matto, aggiungo io – ndelle], che sono quelli che con poco arredano tanto: tende, tappeti, cuscini, quadri o foto, lampade… vabbé, ecco cosa intendo

Alice

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22 thoughts on “lusso e spatusso aka il diavolo nei dettagli

  1. Purché la pulizia degli spazi mantenga un contatto con la realtà e non significhi non avere pensili in cucina perché interrompono la linearità del muro, o per lo stesso motivo non avere il corrimano nelle scale o pareti di sole finestre. Mio padre fa il muratore, lavora con gli architetti. Delle volte non so se piangere o ridere quando mi racconta aneddoti di quartiere. Per dire, voi, immaginandomi una rampa del garage interrato in marmo bianco rigorosamente lucido e liscio: rido all’idea che con le prime due gocce di pioggia o i primi due fiocchi di neve il notaio non tira fuori il mercedes nemmeno se viene un carro a cingoli e o piango perché se prova a fare la rampa a piedi si spezza tutte le ossa del collo e delle gambe e l’architetto geniale è un tale molto conosciuto e rinomato anche a livello nazionale?
    MarinaMarea di recente ha scritto un anno è passato

      1. Oddio, precisiamo che non abbiamo scelto di stare senza pensili “per non interrompere la linearità del muro”: non ce li abbiamo messi perché a) non ne avevamo bisogno (ci bastava la dispensa) e b) ci avrebbero dato problemi di luminosità

        1. Quando andavamo per cucine all’epoca ci guardavano tutti strano… l’unica senza pensili “di default” era la Skyline ma mi veniva (ecco) un FILO dispendiosa 😉

      1. Il ponte di Calatrava a Venezia è una bellezza. Scomodo al limite di pericoloso (soprattutto per correrci facendo lo slalom tra i turisti ehm) e a quanto pare strutturalmente non proprio indovinato. Ma bellissimo 😉

    1. attenzione,io non sono architettA 😉 Questi spesso perdono di vista la praticità delle cose,privilegiando l’aspetto estetico. Io lavoro con alcuni pazzi, ma anche (graziaddio) un sacco di gente normale,con necessità normali, a volte poco o niente gusto,ed ecco perchè io esisto come figura professionale. In realtà faccio la psicanalista,ma non vorrei andare fuori tema 😀
      elena di recente ha scritto Vertigo

      1. Togli il “spesso”, sostituisci con “sempre”. L’architetto fa le cose per sé stesso, secondo il suo gusto, senza ascoltare i clienti, l’esempio della cucina era a casa di una signora che adora cucinare ed avere ospiti a cena che voleva una cucina ampia e capiente si è ritrovata con un angolo cottura e un bagno cieco senza bidet in mezzo alla sala. Se non vuoi i pensili non li mettere, ma se li vuoi, fai in modo che ci siano! E manda lontano-nel-freddo l’architetto.

        Se poi vi dico che quando lavoravo in un museo un altro rinomatissimo architetto ha progettato i cassetti della scrivania senza pomelli e senza niente con cui aprirli… noi gli abbiamo anche chiesto “architetto ma quando viene il mobiliere a montare le maniglie dei cassetti?” lui inorridito “ahhhh nooooo, le maniglie no! l’effetto deve essere di uniformità se mettiamo le maniglie lo perdiamo!!” e così noi abbiamo dovuto arrangiarci, dopo esserci fregati le mani un tot di volte alla fine abbiamo incollato con il nastro adesivo una striscia di carta che dall’interno del cassetto usciva davanti. Che invece ah, sì, quella stava bene….

        XD
        MarinaMarea di recente ha scritto un anno è passato

  2. Ah Ah AH di certo entrare nelle case altrui è un po’ entrare nell’anima dell epersone…o perlomeno nell’anima che vorrebbero che gli altri vedessero…e non so cosa sia peggio !!! devo dire che anche quì a Cagliari in quanto a gusto , non scherzano…..l’hanno abbandonato in alto mare…
    Pattylafiacca di recente ha scritto Hic et nunc

  3. Oh, io sarò la solita tiranna ma se ingaggiassi un arredatore e poi quello non dico cambiasse un dettaglio, ma non seguisse nemmeno le mie indicazioni sottolineate e ribadite, dubito che lo pagherei.
    Si fa presto a mettere in riga la gente, quando rischia di lavorare gratis, a meno che non si tratti di determinate categorie che hanno il coltello dalla parte del manico perché in fondo ne hai un bisogno disperato (tipo: avvocati, medici…).
    Certo, ci vuole fegato ed abitudine, ma questa è un’altra storia.
    Penso ad un’amica che sostanzialmente si è fatta imbonire dal genitore che le ha messo in piedi l’intera cucina. Ovviamente a modo suo. Eppure non è riuscita a dire “a”.

    Detto ciò, leggervi ha ottenuto di far divampare il fuoco del mio sogno proibito, una casa very very essenziale, pulita, lucida non perché insisto con lo spazzettone ma perché tutto è metallo e luce… wo!
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto Stile di (non) vita

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