sognare la banca e avere la nausea

gnocchiRicordate quando vi parlavo delle chiavi di ricerca su minimo? Ci eravamo fatti due risate commentando insieme le ricerche su Google più assurde, e a volte anche più sgrammaticate.

Le chiavi di ricerca assurde continuano a esserci, così come quelle ricorrenti: un grande classico è la modalità per chiedere un bonifico in occasione del proprio matrimonio. E naturalmente fanno la parte del leone i soliti noti: decluttering, downshifting, “liberarsi dal superfluo” e compagnia bella; c’è un gruppetto di chiavi relative alla corsa e al C25K (alcune decisamente bizzarre, tipo “corre ma non suda,che cos’è^”, oppure “non mi stanco piu a correre”, che ha suscitato in me moltissima invidia); un altro relativo a cosa scrivere su un biglietto di ringraziamento (avete letto bene; comincio a pensare che dovrei riciclarmi come scrivana digitale); e ancora una serie sulla metratura ideale di una casa o di una stanza specifica, tipo “casa media italiana quanti mq è?” oppure “sottotetto di 60 mq quante persone può abitare” (sì, lo so, non discutiamo dell’utilizzo del verbo abitare in questa frase…), o ancora “quanto deve misurare un bagno ampio”. Tutte mi fanno molto ridere perché sembrano rimandare all’idea che esista una misura assoluta di casa (o di stanza) “grande”, o “piccola”, da rispettare per forza.

A non farmi ridere per niente, invece, è un altro gruppo di chiavi di ricerca che sta diventando sempre più nutrito negli ultimi tempi.
“problemi di soldi” (12 solo negli ultimi trenta giorni…)
“monoreddito 4 figli come risparmiare”
“come risolvere problemi di soldi”
“come risparmiare vivendo con uno stipendio”
“risparmio in casa con 1 solo stipendio”
“superare l’ansia dei debiti di soldi”
“consigli per famiglie monoreddito con casalinga e figli”
“gestire i soldi famiglia”
“con un solo stipendio si può pagare un mutuo”
“quanto spende per spesa per tre persone”
“si può vivere con un solo stipendio”
“avere problemi di soldi”
“come campare una famiglia con un stipendio di 1000euro”
“coppia monoreddito affitto?”
“lista della spesa per la settimana con 50 euro”
“come riuscire a mettere soldi da parte con lo stipendio minimo”
“stipendio di una famiglia per vivere bene”
“con 1600,00 euro totali e cinque persone,come fare per risparmiare”
“come ottener un mutuo con uno stipendio unico”
“come risolvere per sempre i problemi di denaro”
“spesa settimanale e mensile”
“non avere soldi da parte”
“quanto si spende a settimana”
“alternative alla riduzione stipendio”
“come risolvere problemi di denaro”
“cosa vuol dire sognare la banca e avere la nausea” (!)
“si può fare il secondo figlio con un lavoro full time” (!!)
“avere debiti in italia e trasferirsi in america”
“quanto si spende in un mese per fare spesa”
“quanti soldi minimi per vivere italia”
“stipendio buono con famiglia”
“100 euro lista spesa dispensa settimanale”
“quanto si spende per la spesa per 2 persone”
“non pensare sempre ai soldi”
“come si fa a vivere con un mutuo un figlio e un solo stipendio”
“budget minimo famiglia 4 persone”
“si può vivere con un reddito solo?”
“quanti soldi in media mancano ad una famiglia”
“cassa integrazione monoreddito”
“mia moglie è stata licenziata ma non lo vuole dire ai suoi”
“guadagno poco ma vorrei avere una famiglia”
“i debiti mi fanno vivere male”
“settimana senza fare spesa”
“non avere soldi a 30 anni”
“stipendio necessario per vivere”
“come risolvere problemi finanziari se nessuno mi fa credito”
“storie di debiti”
“come si fà a vivere con uno stipendio?”
“se smetto di lavorare come posso procurarmi il minimo per vivere”
“vivere con uno stipendio in quattro”
“ho una bimba piccola em non riesco piu a pagare il mutuo”
“ho fatto dei debiti”
“quanto spendete al giorno per mangiare”
“sogno una vita senza debiti”
“ho debiti enormi”
“incrementare le entrate di una famiglia mono reddito”
“come vendere piccoli oggetti di casa superflui”
“come posso risparmiare sullo stipendio e mettere qualcosa da parte”
“spendo piu di quello che guadagno”
“vivere con debiti”
“come avere un ottimo tenore di vitacon un ottimo lavoro”
“convivere con un solo stipendio”
“andare a vivere insieme anche se si è in cassaintegrazione”
“monoreddito cassa integrazione mutuo”
“siamo una coppia e vorremmo vivere bene con 300 euro al mese”
“www.ho problemi di soldi chi mi aiuta?”

Credo che il filo conduttore sia abbastanza evidente.
C’è chi cerca indicazioni, forse rassicurazioni, su quanto è “giusto” spendere per una famiglia di 2, 3, 4… persone. Cerco di mettermi nei panni di chi fa una ricerca del genere e immagino che lo scopo sia capire qual è il minimo necessario per arrivare a fine mese, per rendersi conto se le proprie spese sono “eccessive”, se è possibile ridurle, magari a seguito del fatto che si è diventati all’improvviso una famiglia monoreddito.
C’è chi la famiglia non ce l’ha, e si domanda se potrà mai averla.
C’è chi è ossessionato dai debiti.
C’è chi vorrebbe integrare il reddito famigliare… magari vendendo qualche oggetto superfluo?

Parole come debiti, mutuo, soldi, famiglia, euro, spesa, risparmio ricorrono continuamente e compongono, ben più di qualsiasi statistica su crisi, stipendi, disoccupazione, compravendite immobiliari, inflazione, un quadro secondo me tremendo. Di disperazione, di scoramento terribile.
Fa male al cuore pensare a una madre, a un padre, a un trentenne precario, a una casalinga, che si piazzano davanti al PC e digitano parole così, che si affidano a Google per cercare la soluzione a questo tipo di problemi, come se sperassero che sullo schermo spunterà la risposta definitiva, la formula magica per riuscire a risparmiare, trovare un “ottimo lavoro”, andare a convivere anche se si è in cassa integrazione, pagare il mutuo anche se sei rimasto senza lavoro, trovare il coraggio di dire ai genitori che ti hanno licenziato, far quadrare i conti.
Probabilmente, in una certa misura è proprio così: ma se speriamo nella formula magica, significa (anche) che non vediamo vie d’uscita realistiche. E questo credo sia un segnale peggiore di qualsiasi indicatore economico negativo.

Cosa ne pensate? Come vi sembra concretamente la situazione intorno a voi? Com’è la vostra, se avete voglia di parlarne?
Io e Marco, molto semplicemente, stiamo peggio di qualche anno fa, ma meglio di tanti. Ogni tanto ci chiediamo se avrebbe senso vendere la casa, ma ci trattiene il mutuo, arrivato ai minimi storici e che continua a scendere, e soprattutto il fatto che, andando in affitto non spenderemmo molto meno (anzi); in particolare pensando a un ipotetico trasferimento a Milano che comunque, almeno dal punto di vista lavorativo, ha perso di senso.
Cerchiamo nuove strade, almeno ci proviamo, cerchiamo di non fermarci, di non piangerci addosso: il momento di sconforto capita, ma cerchiamo soprattutto di essere grati per quello che abbiamo (che è tantissimo), e di conservare la fiducia nel fatto che il nostro lavoro darà i suoi frutti.
Alla fine, indipendentemente dalla crisi, non c’è molto altro che possiamo fare, no?

Buon weekend a tutti.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

10 thoughts on “sognare la banca e avere la nausea

  1. questo post mi ha messo un magone infinito…io mi ritengo fortunata perché non ho una famiglia da mantenere e non sono interessata ad avere figli, vivo in una casa di proprietà con mia madre e dividiamo bollette e spese, posso passarmi tantissimi “sfizi” come questo week end che passo a Torino con le amiche…il rovescio della medaglia è che vivo con mia madre, mi sento ancora “sospesa” come se non potessi diventare adulta (e ho 36 anni…). ma leggendo questo post mi sento fortunata, estremamente fortunata…
    yliharma di recente ha scritto Imprevisti di primavera

    1. È sempre tutto relativo, ovviamente…
      La gratitudine e la consapevolezza per ciò che si ha sono fondamentali; ma a volte penso anche che occorre fare attenzione a non cadere nella “trappola” del confrontarsi sempre con chi sta peggio, perché anche quello è pericoloso (non mi riferisco in particolare a te, ovviamente, sono riflessioni in libertà che sto facendo qui e ora)

  2. Putroppo è così, se speriamo nella formula magica, significa (anche) che non vediamo vie d’uscita realistiche. E questo credo sia un segnale peggiore di qualsiasi indicatore economico negativo. Il fatto che esistano così tanti cosidetti NEET dipende anche dalla sfiducia che ormai abbiamo nella possibilità, in generale, di costruire qualcosa di non occasionale e temporaneo. E quando il gioco non vale la candela e sembra non portare a nulla…

    … io posso dire di pormi spesso le medesime questioni, ma in modo molto più sereno (a parità di situazione non idilliaca: mi ritengo fortunata, come Yliharma, ma il futuro non mi sorride certo, per ora). In parte è perché, come sai e come avevo raccontato, il tempo e la scelta di cambiare completamente direzione alla mia vita stanno facendo il loro lavoro – e di me una persona nuova, meno frustrata e quindi meno spaventata di fronte alle sfide o alle difficoltà.
    In parte perché la razionalità, la tendenza ad ordinare, progettare, valutare e modellare le cose secondo opportunità (che non mi abbandonano nemmeno quando devo decidere quanti biscotti intingere nel latte…) mi portano, io credo, a leggere i problemi con una lucidità che lascia poco spazio alla disperazione vera.
    Quel che non si può avere, o fare, non si compra e non si fa.
    Bisogna vendere? Si vende.
    Ho piani d’azione, ancorché non raffinati, che arrivano sino all’ipotesi di dovermi togliere il pane di bocca per permettere che ce l’abbia mia madre (non è solo altruismo ed affetto, è che io posso permettermelo di più, lei che è diabetica no: anche qui, una buona dose di freddo calcolo e di lungimiranza “in case of catastrophe”, se si scrive così).
    E ancora, sto rafforzando un tratto che non è mai stato, apparentemente, mio: la costanza. Con alti e bassi, con fiacche e tutto quel che si voglia, ma anche solo il “semplice” decluttering mi sta portando risorse continue, monetarie non meno che spirituali. E’ un lavoro lungo, e richiede pazienza oltre che acume, secondo me (o se preferisci, consapevolezza, che ne è una declinazione).
    Sbuffi e fatichi e ti interroghi e attendi per mesi che qualcosa si smuova, poi un giorno gli interruttori fanno clic e in una settimana recuperi l’equivalente di un mese di pensione / stipendio, vendi l’auto e metà della roba messa lì e di cui vuoi liberarti, fai partire tante piccole iniziative con risvolti anche lavorativi che ti fanno sentire in grado di stare a galla.
    E questa è più o meno la mia prospettiva: stare a galla. Ma con stile: ho smesso di considerarla “misera sopravvivenza” e mi adopero al contrario per “fare il morto” sempre meglio.

    Non solo una questione di carattere, credo, ma di auto-educazione a fare i conti non solo con i soldi in senso stretto, ma soprattutto con l’ansia che più volte è emersa nelle chiavi di ricerca. E per questa non c’è soluzione nelle cifre, nemmeno in quelle grosse!
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto Libri Gennaio > Aprile 2013

    1. “E questa è più o meno la mia prospettiva: stare a galla. Ma con stile: ho smesso di considerarla “misera sopravvivenza” e mi adopero al contrario per “fare il morto” sempre meglio.”
      Questo mi piace molto!

  3. Bello il post e ancor più i commenti! Nulla mi è completamente nuovo , anche io alle prese da tempo con queste riflessioni e osservazioni. Lasciami, lasciatemi questa volta fare un po’ la arrogante e supponente fosse solo per fare la bastian contraria!… La gran parte di quelle persone che digitano su google frasi che hai riportato ho constatato essere persone che fino a ieri non si ponevano il minimo problema sul risparmio, il vivere con morigeratezza, la corsa al consumismo e all’ultimo gadget da possedere assolutissimamente senza nemeno fermarsi a pensare un attimo alla necessità o meno dello stesso …vivevano e spendevano come se non ci fosse un domani. Idem per quanto riguarda il proposito di evolvere, avanzare in termini di skills, conoscenze professionali, corsi di lingua, scuole serali tutto quello che permette in caso di emergenza di riciclarsi in un modo o nell’altro. Ovviamente mica tutti eh?!
    Siccome mi capita di sentirmi dire “che fortunata sei stata” mi sale il sangue al cervello perchè molto spesso chi mi dice ciò è qualcuno che finito il suo turno di lavoro va al bar a guardarsi la partita oppure si gratifica con pomeriggi di shopping allegro.Niente di male in tutto questo, ci mancherebbe, ma mi piacerebbe ricordare a codeste persone che mentre loro erano lì a togliersi gli sfizi io investivo TEMPO e DENARO in formazione, progettazione, riflessioni, lavoro, risparmio. Non posso di certo permettermi di parlare in quanto al momento non ho ottenuto nulla di sostanziale ma sto imparando a non sentirmi compassionevole e preoccupata per tutta l’umanità in difficoltà in generale. C’è gente e gente, persone e persone, difficoltà e difficoltà e sopratutto impegno e impegno. Sono stata spiegata almeno un po’? 😉
    Pattylafiacca di recente ha scritto Photo week 6

    1. Ti sei spiegata perfettamente, e io sono perfettamente d’accordo con te.
      Per una volta non ho voluto essere troppo iena e ho scelto di ignorare questo aspetto, ma non posso negare che queste ricerche mi fanno pensare *anche* a gente che nel migliore dei casi è un po’ sprovveduta, nel peggiore come giustamente dici tu ha fatto fino a ieri finta di niente, non si è posta troppi problemi e adesso cerca su Google una soluzione alla sua incredibile “sfortuna”.
      Ovviamente è vero, non sarà così per tutti, però…

    2. nella realtà che conosco io, e che patty conosce altrettanto bene (viviamo e abbiamo lavorato negli stessi paesi) fino ad ora le persone che vivevano al di sopra delle loro reali possibilità erano veramente tante. quando girano tanti soldi, con facilità, si è più propensi a togliersi tutti gli sfizi senza pensare se questi ci rendano davvero ‘felici’ e ci si abitua a vivere così. quando poi arriva il momento delle vacche magre è molto più difficile ridimensionarsi. e anche a me viene il nervoso a sentire certa gente che si lamenta, perché se mi fermo a pensare a che tipo di vita hanno fatto fino ad oggi penso che con tutto quello che hanno buttato ai porci potrebbero vivere dignitosamente per anni anche senza un lavoro. vedo però, anche qui, sempre più gente che pur avendo lavorato sodo e investito per migliorare la propria posizione, fatica a vivere in maniera modesta. quelli che invece hanno sempre rubato e truffato, continuano come se niente fosse a fare la vita splendida di prima, e qui sono tanti.
      e sapete quel è la cosa che più mi rattrista? che le persone in difficoltà tendono a dar ragione a evasori e truffatori (‘hanno fatto bene, hanno patteggiato 1 anno e adesso vivono da re. se tornassi indietro io farei lo stesso’) e pochi si ostinano a difendere l’onestà.
      invece di imparare qualcosa e maturare personalmente ed eticamente da un momento di crisi…peggioriamo. questo sì che mi fa venire l’ansia. e pure il sangue al cervello.
      anch’io non so se sono stata spiegata 😉
      naza di recente ha scritto mixed project 6/52

  4. Mh, è molto triste. Anche a me prende l’ansia alle volte. Non è tanto per i progetti che per il momento ho messo da parte, quanto più perché attorno a me ho tante, troppe persone disperate che si chiedono se domani riusciranno ad avere ancora un tetto sopra la testa, che hanno paura perché pare che ora ti possano pignorare anche gli animali domestici (non ho controllato, è una voce che gira…), che non sanno cosa fare e all’ennesimo tentativo di cambiare le cose finiscono, sconfitti, per demoralizzarsi. Allora non è solo questione di rimboccarsi le maniche nel concreto, ma anche mentalmente 🙂
    Alice di recente ha scritto Ho visto una persona che ha avuto un ruolo nella mia vita

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