Io scelgo la bellezza

fioreMercoledì ho (abbiamo) dovuto salutare per l’ultima volta una persona che era stata forse la mia prima vera amica, con la quale ho condiviso tanto, tantissimo tempo, in un periodo della vita in cui al tempo semplicemente non pensi. E dato che il suo tempo è stato poco, veramente troppo poco, io sono ancora più felice di averne avuto così tanto per me.

La giornata è stata tremenda, come ci si può aspettare; ma ha avuto una sua bellezza, dolorosa e terribile. Io ho deciso di scegliere la bellezza.
La bellezza del sole e delle foglie nuove, sul viale dove siamo passate quante volte per andare tutte insieme alla fiera e mangiarci il frittellone untissimo.
Dell'”assoluta mancanza di malizia”.
Di due mani di che si aggrappano al primo banco di una chiesa.
Di tutti i fiori (distese di fiori). Delle piante di Serenella.
Degli abbracci veri. Quelli non-di-circostanza. Quelli in cui ti stringi forte e non ti lasci andare per un sacco di tempo e magari scoppi a piangere (per la milionesima volta).
Delle risate tra le lacrime. Che sembra impossibile e soprattutto molto poco rispettoso, e quelli che sono “fuori” dalla tua bolla ti guardano pure male, ma si può ridere davanti a un cumulo di terra appena battuta sotto la quale non-ci-vuoi-neanche-pensare. Forse si deve.
Di una bambina che canta “come fossi una BBBamBBBola”, con tantissime B.
Di un sacco di patate.
Del guardarsi per un secondo, in una chiesa strapiena di gente, dopo anni senza vedersi, e sorridere nello stesso identico modo, per le stesse identiche cose di cui ridevi, tutti i giorni, vent’anni fa.
Del tagliare colletti (con l’affettatrice!) e delle iene (s)mascherate.
Delle foto su Facebook (!).
Della stessa chiesa dov’ero venuta al tuo matrimonio tanti anni fa. Il tempo, quel bastardo, vola.
Della pizza d’asporto e del gelato e dei bambini che corrono in cortile.
Dei ricordi che non mollano.
Delle trame che si ricostituiscono.
Del rendersi conto che se questa cosa assurda ha avuto un senso, è stato quello di farci ritrovare.
Del dovere di non (ri)perdersi.
Dei km che da oggi correrò anche per te.
Delle foto di vent’anni fa in cui ci vedevamo orrende – e invece

Io scelgo la bellezza.
Non perché voglio dimenticare, o non rispetto, il dolore, la malattia, le brutture che ha portato con sé, e soprattutto la forza con cui li hai affrontati. Ma perché penso che scegliere con tutta la forza di credere nella bellezza, anche quando ti fa male lo stomaco a furia di piangere, sia l’unico modo per renderti giustizia, e per ritrasformare ogni giorno il tuo esserci stata nel tuo esserci.

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21 thoughts on “Io scelgo la bellezza

  1. Si siete bellissime ….e da oggi una parte di lei sarà nel tuo essere e nel tuo compiere qualsiasi azione …la potrai ritrovare ogni volta che vuoi dentro di te…. nel tuo cuore

  2. Avendo seppellito un padre giusto una settimana fa comprendo ogni tua parola. E la condivido.
    Grazie, anzi, per la chiosa finale …

  3. Rileggo ancora ….. Fuori il rumore del temporale, dentro ricordi lacrime e sorrisi…
    Troppo splendide e vere queste parole di infinita speranza nel dolore 🙂

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