NYC (I)

96Prima di tutto: pronti con il sospiro di sollievo, NON vi ammorberò con una cronaca dettagliata delle nostre due settimane a New York. Come saprete abbiamo colto al volo una richiesta di scambio non simultaneo/petsitting: detto fatto, in 24h dalla prima mail con la padrona di casa avevamo prenotato i biglietti.

Ma andiamo con ordine, anzi in ordine. Alfabetico 🙂

A come Alitalia: abbiamo scelto la nostra compagnia di bandiera non per patriottismo (!), ma perché avevamo a disposizione un buono sconto, e siamo rimasti piacevolmente sorpresi. Volo in orario sia all’andata che al ritorno, personale di terra e bordo professionale e gentile, posti comodi, cibo decente (sistema di intrattenimento di bordo un po’ carente, volendo proprio cercare il pelo nell’uovo, ma vabbè). Deciso miglioramento rispetto a qualche anno fa. Bravi, 7+.

B come Boston

C come casa: la nostra (passatemi il possessivo…) si trovava sulla 111° W, per chi non fosse pratico all’inizio di Harlem, vicinissima a Saint John the Divine, alla metro 1, a Riverside Park, alla Columbia University e a qualsiasi negozio, ristorante e genere di conforto e non vi venga in mente. Supermercato aperto 7 giorni su 7 24 ore su 24? Check. Spacciatore di bagel sopraffino? Check. Pizzeria ottima segnalata ovunque? Check. Radio Shack per recuperare alle otto di sera l’adattatore per spina USA che ha pensato bene di abbandonarci sul più bello? Check. Vista sulla Broadway? Check. Letto kingsize? Check. Champagne (!), formaggio e prosciutto pronti in frigo ad aspettarci al nostro arrivo? Check. Gatta-caffettiera e fusa mattutine e serali? Check. Padrone di casa ultra-gentili? Check. Insomma, la solita pacchia.
La cosa che più ho apprezzato, comunque, è stata la disponibilità di un soggiorno (!). Essendo due bradipi, dopo una giornata trascorsa in giro la sera eravamo distrutti (siamo usciti solo un paio di volte), e dopo cena era bellissimo piazzarci sul divano a leggere in attesa di schiantarci a letto. Lo so, lo so, siamo due vecchi, che ci volete fare.

D come dim sum: a NYC vive con la sua compagna un nostro caro amico, e in queste due settimane ne abbiamo naturalmente approfittato per stare un po’ insieme. Tra le altre cose, siamo stati a Chinatown per questo particolare tipo di brunch che a NY è un classicone del fine settimana. Seguito da un espresso a Little Italy, una pinta (coca per me!) nell’East Village e una pizza sotto casa, a Morningside Heights 😉

E come elica. Quella dell’aereo dell’amico di cui sopra, che ci ha fatto provare l’ebbrezza del volo vado-in-Connecticut-per-pranzo-a-mangiare-un-panino-all’-aragosta. La sottoscritta è stata male all’andata E al ritorno, ma è stata comunque un’esperienza 😉

F come Fire Museum, visitato lo stesso giorno del memoriale dedicato all’11 settembre. Piccolo e raccolto, ma molto carino e interessante.  

G come gatte, Ruby (“come Ruby Tuesday”, apparentemente perché proveniente da una cucciolata di proprietà della cugina di Mick Jagger) e Justine, ovvero le due padrone di casa pelose delle quali ci siamo occupati. Una tigrata, praticamente cucciola, quaranta secondi di finta diffidenza seguiti da due settimane di fusa; l’altra nera e occhi verdi, timidissima e poco convinta (ma alla fine siamo riusciti ad avvicinare anche lei). Uno dei tanti motivi per i quali amo lo scambio casa.

H come High Line, fantastico esempio di riqualificazione urbana sul modello della Promenade Plantée. Ammetto che un appartamentino vista High Line non mi dispiacerebbe (!)

I come Intrepid: veramente bella tutta l’esposizione (ma che claustrofobia il sommergibile…); peccato solo che lo Space Shuttle non fosse visitabile a causa dei danni subiti per l’uragano Sandy. 

J come Saint John the Divine, dove abbiamo ascoltato MLK eseguita dal coro di una scuola superiore. Ho ancora i brividi adesso.

K come Khaleesi, ovvero: sono stata estremamente brava e castigata per quanto riguarda lo shopping (vedere alla lettera X). L’unica cosa che mi sono concessa è stata una maglietta all’HBO Store 😉

L come Lonely Planet, versione per iPhone che avevo scaricato gratis tempo fa. Le abbiamo dato una seconda chance dopo il completo fallimento della guida della California, e non è andata male. Secondo me da integrare per quanto riguarda le descrizioni delle singole attrazioni turistiche (ma ormai esiste Wikipedia), per il resto è completa, funzionale, aggiornata (e funziona offline); tutte le indicazioni “mangerecce” si sono rivelate affidabili, per dire. Anche Se, sinceramente, la mia preferita resta la Routard: che però costa leggermente di più.

M come metropolitana e come MetroCard, le migliori amiche di tutti i turisti in visita a NYC e non solo. Con 30$, corse illimitate per una settimana, comprese quelle da e per l’aeroporto (ma bisogna aggiungere 5$ per l’AirTrain, che consente di spostarsi all’interno del JFK). La corsa singola costa 2,5$, quindi decisamente un affare. Una mattina abbiamo voluto provare l’ebbrezza dell’autobus (!), ma evidentemente non c’è paragone con i mezzi sotterranei. Dopo una settimana riuscivamo perfino nell’impresa di capire i messaggi di servizio dei macchinisti 😉
Consiglio: fare bene attenzione alla differenza tra linee express e local e agli avvisi relativi alle modifiche di tratta per lavori in corso, specie durante i fine settimana.

N come 9/11 Memorial, che ricorda le vittime dell’11 settembre attraverso un museo (non ancora completato) e due installazioni di granito nero, posizionate dove si trovavano le torri. In un certo senso sono fontane al contrario: l’acqua scorre verso il basso e viene letteralmente inghiottita dal foro centrale. Intorno, le nuove torri in costruzione e tutti gli altri grattacieli: ferve la vita, viene da dire, ma non è possibile dimenticare che ci si trova sopra una gigantesca fossa comune…

(continua)

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16 thoughts on “NYC (I)

  1. Ciao, sono una Homelinker che segue il tuo blog e vorrei approfittare di qualche tua dritta, visto che sto concludendo uno scambio per luglio con mia figlia a NYC sulla W108 quindi vicino a dove stavi te
    a presto
    Laura

      1. Oh damn 🙁 (quasi) vomitato una volta sola in aereo, ma era uno di quei mostricciattoli che lanciano sopra alle turbolenze del Grand Canyon (poi ho saputo che ne cade tipo uno all’anno, e ho vomitato solo all’idea). non son stata male nemmeno sul piperino giallo del lago… che è grande come una scatoletta di sardine!
        Alliandre di recente ha scritto Una nuova unità di misura

  2. Lo scambiocasa è sempre una garanzia!!! Ma come si fa a viaggiare senza?! Boh, io non ci riesco più…troppo bello. Grazie per aver condiviso le tue 2 settimane tra Boston e NY. L’anno prossimo potrei farci un pensierino pure io a tornare negli USA…

  3. Grazie Laura perché con questo post… sto convincendo il moroso a provare questa esperienza!
    Certo prima bisogna finire la casa (c’è solo la cucina e un bagno XD).
    Dici che troveremo qualcuno abbastanza coraggioso da prendersi cura di un border collie iperattivo? XD

    Unica obiezione del moroso: “Ma chi ci viene a Crema?!!”
    ahahah

    1. Un consiglio un po’ acido ma valido: se il fidanzato vuole provare lo scambio casa solo perché lo ingolosisce “viaggiare gratis”… consiglio di lasciar perdere 😉
      Scherzi a parte, come ho già scritto un milione di volte per l’Italia c’è sempre richiesta, indipendentemente dalla posizione – certo, Firenze o Roma è meglio di Crema (!), ma direi che questo problema non sussiste proprio
      Per quanto riguarda il border collie la cura degli animali è prevista da Homelink… voi probabilmente dovrete a vostra volta prendervi cura di un cane, ma non credo che sarà un problema 🙂

  4. Pingback: NYC (II) | minimo.
  5. Ciao ti ho trovata per caso nella blogsfera…e ho trovato questo post!!!!
    ahhhh gli scambi casaaaaa
    ADORO
    siamo solo al secondo
    e che dire…finito uno inizia la ricerca del successivo!

    fantastico racconto 🙂

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