pray for Boston

20130415-230415.jpgAbbiamo trascorso la giornata di ieri tra il memoriale dell’11/9, Saint Paul’s, che era diventata punto di raccolta per i volontari che lavoravano a Ground Zero, e il museo del FDNY, una parte del quale é ovviamente dedicata ai 343 che hanno perso la vita sotto le torri.

E poi abbiamo camminato e camminato in una New York invasa di sole dove, malgrado la temperatura ancora fresca, sembrava arrivata la primavera.

Un clima non molto diverso da quello di una giornata di inizio settembre, forse.

New York é una città che corre e che ama i suoi runner, ricambiata con passione. Del resto come si fa a non amare una cittá che ti regala miglia e miglia di percorsi pedonali e decine di parchi, compreso uno tra i più belli del mondo, e una maratona famosa ovunque?

Correre qui (anche pianissimo, anche con il jet lag sulle spalle e l’attacco di sinusite, come ho fatto io domenica mattina) significa sentirsi parte di una tribù numerosa, per una volta, anzichè, come spesso succede a me nei miei giri infiniti intorno e dentro Valenza, una specie di matta del paese. Non è fondamentale, però è una gran bella sensazione.

Domani New York si sentirà un po’ più triste, ci scommetto. Ma scommetto anche che domani ci sarà ancora più gente con le scarpe da running ai piedi. E io sarò con loro, andando con il pensiero a quelli che volevano soltanto correre, e a quelli che volevano solamente far festa a qualcuno che correva.

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3 thoughts on “pray for Boston

  1. Pingback: NYC (I) | minimo.

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