abitudini

knockI believe managing your habits is the practical equivalent of molding who you are and who you will become.” (Leo Babauta)

Su Zenhabits, com’è facile immaginare, si parla spesso di abitudini, di come adottare quelle positive e anche di come eliminare quelle negative, come nel post citato; e il motivo è quello che leggete sopra: controllare le nostre abitudini equivale a tutti gli effetti a controllare quello che siamo e che diventeremo. Acquisire abitudini positive significa migliorarci, e viceversa.

Il problema è che, almeno per me, acquisire una cattiva abitudine è molto più facile del contrario; e perderla è molto difficile. L’opinione comune sembrerebbe quella per cui un’azione va ripetuta per almeno 30 giorni perché diventi un’abitudine: io mi sento di dire che ci può volere anche molto meno, o molto di più, a seconda del tipo di azione di cui stiamo parlando…
Un po’ tutti, credo, tendiamo ad acquisire le abitudini negative senza rendercene conto; viceversa, formare un’abitudine positiva richiede (quasi) sempre un’azione pensata, un certo sforzo, difficilmente succede e basta.

Per me, l'”attività ripetuta” che esemplifica meglio questi concetti, e la buona abitudine per eccellenza, è decisamente la corsa.
Richiede un po’ di sforzo per essere acquisita, ma poi è difficile da perdere, perché dà dipendenza.
Da quando ho cominciato, alla fine di settembre 2011, non c’è stata settimana in cui non abbia corso, solitamente tre volte ma spesso anche quattro (tranne una, in cui ero a riposo forzato causa borsite). Un risultato abbastanza incredibile, a vederlo così nero su bianco.
Tempo necessario per acquisire questa abitudine: direi non più di due settimane.
Correre mi ha cambiato molto, fisicamente e mentalmente. Come ho detto tante volte, sono una runner mediocre, consapevole che certi traguardi non saranno mai alla mia portata, ma fondamentalmente me ne frego (e anche questo è abbastanza straordinario: non so voi, ma io nella vita tendo a fare quello che mi riesce bene e a lasciar perdere il resto…). Tutto sommato, ancora oggi ogni km mi sembra un bel miracolo, ed è l’unica cosa che conta.

La principale cattiva abitudine che vorrei perdere: la tendenza a riempirmi il tempo “libero”, anzi a perderlo, stando su Internet, dall’iPhone o dal Mac, facendo mille cose più o meno inutili. Mi succede soprattutto a fine giornata, quando smetto di lavorare: magari passa un’ora senza che me ne renda conto, che potrei impiegare meglio anche solo stando sdraiata sul divano senza pensare a niente.

Altre abitudini sparse, buone e cattive: alzarmi tardi, controllare la posta appena alzata e prima di dormire, “rubare” tempo al sonno per leggere (anche quando davvero non dovrei), fare una bella colazione, tenere in sala un vassoio sempre fornito di dolcini da mangiucchiare la sera davanti alla TV, bere tantissima acqua (le mie amiche mi chiamano “cammello”), tendere a mangiare più proteine che carboidrati ma non rinunciare alla pizza una volta la settimana, non alzarmi praticamente mai dalla scrivania durante la giornata e… scrivere due post alla settimana, anche quando (e capita, oh se capita) voglia e ispirazione magari mancano.

E voi? Quali abitudini, buone e cattive, sono parte integrante della vostra giornata? Quali vorreste acquisire e quali perdere?

minimo è anche su Facebook e su Twitter

20 thoughts on “abitudini

  1. Lo sapevo, siamo separate alla nascita 😉
    Questa cosa delle abitudini me la porto dentro da sempre, una volta da piccola mi sono messa in mente che anziché dire “cavolo” come esclamazione, cosa che infastidiva molto i miei nonni, avrei detto “per mille” come i pirati: e ci ho messo pochi giorni ad acquisire questa (utilissima!) abitudine 😀
    La mia cattiva abitudine per eccellenza è di sicuro perdere tempo su Facebook e passare di link in link leggendo superficialmente mille cose, commentare gli articoli di Repubblica litigando con gente sconosciuta, leggere mille volte le stesse cose sui forum…
    Buone abitudini che sto cercando di acquisire, con più o meno successo: alzarmi entro le 7 d’inverno, entro le 6 d’estate; suonare il pianoforte almeno un’ora al giorno; bere più acqua (non sono brava in questo ma ci provo!); limitare alcolici, carne e porcherie (ci riesco abbastanza); limitare i miei acquisti online (Amazon è la mia disgrazia, ma anche eBay ci si mette)…

  2. Quello che noto essere quasi sempre una costante nei blog che parlano di minimalismo e stili di vita minimali, e che sinceramente non comprendo, è il fatto di considerare in maniera generalizzata lo stare su internet come cattiva abitudine o abitudine da perdere.
    Personalmente, per quanto cerco di sforzarmi ad uno stile di vita minimalista (per ora con risultati medio scarsi), non riesco e non voglio assolutamente far rientrare l’uso della rete nelle “cattive abitudini”.

    Ovviamente faccio anch’io dei paragoni: se devo confrontare il perdere tempo su internet al fare una passeggiata (o una pedalata nel mio caso), ovviamente scelgo quest’ultima. Se devo perdere tempo su internet o giocare e colorare con mia figlia, o stare con mia moglie, queste ultime due scelte sono ovvie rispetto alla prima.

    Ma non capisco l’idea generica che sia più produttivo stare, per l’esempio che hai fatto tu, sdraiata sul divano a fare nulla, invece che passare il tempo su internet.

    Vedo la rete come un metodo per far fluire liberamente i pensieri in qualsiasi direzione… spesso parto dalla trama di un film che avrei voglia di vedere, passo al fan club, magari a leggere qualche curiosità su passaggi od oggetti specifici del film stesso, e magari mi scopro due ore dopo a leggere formule matematiche o informazioni su filosofi greci su Wikipedia.

    Usare la rete come “contorno” ad un flusso di pensiero, permette di seguirlo ed ampliarlo tramite l’aggiunta di aneddoti, informazioni, curiosità o dettagli di qualsiasi cosa venga in mente, sia una cosa che già avevamo nel nostro cervello, sia qualcosa che abbiamo appena appreso.

    Ed in questo modo si cresce, si migliora, si aggiungono pezzetti a questa fantastica macchina che è la nostra mente.

    Fai questa prova: la prima volta che ti capita a fine giornata di essere al Mac, o sul telefono, parti da un’articolo che hai da leggere, da una recensione di un film o di un brano che vuoi ascoltare, o da qualsiasi pagina e, dopo aver terminato la lettura, prendi un concetto, un’idea o la prima cosa che ti ha colpito e cerca su internet maggiori informazioni; ripeti la stessa procedura e vedrai che l’ora sarà passata velocemente, ma ti sentirai soddisfatta e non avrai la sensazione di aver perso o buttato quell’ora.

    Ciao
    Matteo

    ps: Se non è un problema, utilizzerei questo commento come base per un’articolo sul mio blog.

    1. Per altri blogger non posso ovviamente parlare, ma credo di aver chiarito a sufficienza quello che penso sull’argomento sia in altri post, sia in questo.
      Non ho mai detto e non mi sogno di pensare che “stare su Internet” sia negativo (figuriamoci): solo che bisogna intendersi prima di tutto su cosa vuol dire “stare su Internet”, e in secondo luogo su cosa vuol dire essere “produttivi”… e soprattutto se ne valga sempre la pena.
      Mi permetto di aggiungere che al mio ventesimo anno abbondante su Internet il tuo “fai questa prova” mi fa un po’ ridere: credo, o forse temo, di aver passato fin troppe ore facendo “prove” del genere. E non sono del tutto convinta che sia sempre stato tempo speso bene.
      “Stare sul divano a non far nulla” (o non fare nulla in qualsiasi altro posto – cosa che non mi riesce praticamente mai, peraltro), è un modo per far fluire i pensieri, come dici tu, ma senza bisogno di “contorni” e altri stimoli esterni, e secondo me è assolutamente fondamentale.

      1. Concordo in pieno con Laura: anche se è vero che il tempo passa in fretta quando saltelli in giro per la rete da un argomento all’altro e ti sembra di aver fatto qualcosa di costruttivo e di aver magari anche imparato tanto, in realtà hai solo aggiunto “digital clutter” alla tua mente.
        Il nostro (di chi lavora al computer) cervello è già iperstimolato per buona parte del giorno e non credo sia una buona cosa continuare a restarci attaccati anche durante il tempo libero.
        Se ti va ne ho parlato anche io qui: http://minimalitaly.wordpress.com/2012/04/15/sete-di-conoscenza/
        Poi dato che tra “il dire e il fare…” ovviamente ho grosse difficoltà anch’io a staccarmi dallo schermo 😀
        yliharma di recente ha scritto Liebster award

        1. E poi cavoli è così bello stare sul divano (o su un prato verde se la primavera si decide ad arrivare…) a lasciar vagare pensieri pigri senza fretta 😉
          yliharma di recente ha scritto Liebster award

        2. anche se è vero che il tempo passa in fretta quando saltelli in giro per la rete da un argomento all’altro e ti sembra di aver fatto qualcosa di costruttivo e di aver magari anche imparato tanto, in realtà hai solo aggiunto “digital clutter” alla tua mente
          Scusami, ma probabilmente ho capito male questa tua frase.
          Da quello che hai scritto, mi viene da pensare che, per esempio, leggere un libro, o guardare un documentario, aggiunge clutter alla mia mente, alla stregua che leggermi una qualsiasi cosa su internet.

          “Il nostro (di chi lavora al computer) cervello è già iperstimolato per buona parte del giorno e non credo sia una buona cosa continuare a restarci attaccati anche durante il tempo libero.”
          Su questo sono d’accordo, anche se in generale la stimolazione che ho dalla rete durante le giornate lavorative è di “nozioni” legate alla mia attività lavorativa.
          L’uso al di fuori dell’ufficio permette di spaziare in altri ambiti.

          Adesso comunque vado a leggermi anche l’altro articolo, grazie della segnalazione.

          1. “Da quello che hai scritto, mi viene da pensare che, per esempio, leggere un libro, o guardare un documentario, aggiunge clutter alla mia mente, alla stregua che leggermi una qualsiasi cosa su internet.” potrebbe in effetti…non tutti i libri e non tutti i documentari sono istruttivi…mi vengono in mente certi orrori 😀
            Scherzi a parte, con “digital clutter” intendevo quando, seguendo il filo dei miei pensieri o di un articolo, saltello di qua e di là per la rete leggendo altre cose correlate, approfondendo magari, di link in link. E non è che sia sempre una cosa negativa o una perdita di tempo, ma è che spesso è totalmente inutile…ok ora so com’è la tecnica di corteggiamento del muflone di montagna: e adesso? Sono più colta? Più istruita? A me pare solo di aver aggiunto informazioni inutili in memoria, roba che presto dovrò cancellare per fare posto a cose più di immediato utilizzo.
            Leggere un buon libro (che sia romanzo o manuale per imparare qualcosa) non lo ritengo una perdita di tempo, guardare un documentario (anche se interessante) lo vedo più come uno svago momentaneo…opinione personalissima 😉
            yliharma di recente ha scritto Liebster award

      2. Non ho mai detto e non mi sogno di pensare che “stare su Internet” sia negativo (figuriamoci)
        Dall’articolo mi pareva abbastanza chiaro che ritieni l’uso di internet quando non necessario una cosa negativa, o per lo meno una cattiva abitudine (cit: “La principale cattiva abitudine che vorrei perdere: la tendenza a riempirmi il tempo “libero”, anzi a perderlo, stando su Internet…”). Poi forse ho interpretato male io, eh.

        Mi permetto di aggiungere che al mio ventesimo anno abbondante su Internet il tuo “fai questa prova” mi fa un po’ ridere
        Il mio voleva essere un consiglio imprescindibile dal tempo che uno passa (od ha passato) su internet… questa tua frase mi sembra un pò supponente, ma probabilmente è dato dalla cattiva interpretazione che si può avere di quello che dice una persona, leggendo delle scritte invece che ascoltando il tono della voce 😀
        Sono circa vent’anni anch’io che sono su internet, ed alcune delle cose più banali le ho scoperte solo ieri.

        Detto questo, la mia voleva solo essere un’espressione di quella che è la mia opinione, spero davvero che non sia stata presa come una critica a quello che hai scritto.

        Ciao 🙂

        1. Permettimi, ma se vogliamo citare citiamo in modo completo: “…stando su Internet dall’iPhone o dal Mac, facendo mille cose più o meno inutili“.
          Poi per te può essere utilissimo quel che per me è inutile, e viceversa.
          Se la mia frase ti è sembrata supponente mi dispiace. In realtà siamo pari: a me era sembrata supponente la tua, o quantomeno un filo ridicola come suggerimento: nel senso che quello che tu mi proponi come “prova” mi pare venga abbastanza normale a chiunque utilizza la rete in modo che non sia limitato a controllare Facebook. Per me, anzi, è un processo fin troppo naturale, e non penso che sia sempre positivo o arricchente: in questo sono d’accordo con yliharma e ho capito perfettamente cosa intende per “digital clutter”.

          1. Intanto ti chiedo scusa se son sembrato supponente, non era mia intenzione 😀

            Purtroppo vedo tanta, troppa, sicuramente la maggior parte della gente che conosco utilizzare internet in un modo che è una via di mezzo; molti controllano giusto Facebook (come dici tu), ma quelli non li “conto” neanche; secondo me, non sono utilizzatori della rete, ma utilizzatori di social network, andando quindi a sfruttare una frazione estremamente ridotta di quello che può offrire internet.

            Vedo però molte persone che non sfruttano la rete come sistema per arricchirsi, ma come sistema per informarsi, e questo secondo me è quello che può, come ha detto yliharma, creare del “digital clutter” mentale.
            Aprire N articoli e leggerli, dopodichè chiuderli e bon, sicuramente crea clutter, mentale.
            In questo senso, almeno per me, non sarebbe diverso che leggere un libro preso a caso… sicuramente in un trattato di psicologia, o in un potrei trovare secchiate di nozioni nuove che non conosco, ma introdurrebbero solo clutter nella mia testa poichè non saprei dove “posizionarle”… non credo che a parole sia in grado di esprimere quello che intendo, spero di essermi fatto capire 😀

            Quello che intendevo fin dall’inizio è che utilizzare la rete come “mezzo” per smerigliare, arrotondare e dettagliare un flusso di pensiero, secondo la mia opnione, non crea clutter mentale ne tantomeno rientra nella categoria “cattive abitudini”

            Che, giusto per dire qualcosa sull’argomento, per quanto mi riguarda è sicuramente il fumo!
            Sempre sull’argomento, una buona abitudine che credo di stare acquisendo, è quella di eliminare le emissioni in fase di spostamento; mi muovo in bici, il più delle volte solo pedalando, alcune volte in intermodalità, sia per andare al lavoro che per andare a fare la spesa “piccola”.

  3. Prima di cominciare con le cattive abitudini, ti dico semplicemente che una bella abitudine che ho presa è quello di camminare almeno un’ora al giorno (e ringrazio la mia bestia alias cane irruente )e anche il mio colesterolo ringrazia !
    Invece una brutta abitudine che vorrei perdere è quella di mangiare più di quanto effettivamente avrei bisogno, e perdere un pò della mia pigrizia non sarebbe male 🙂
    Diamoci da fare !

  4. Io mi sto impegnando e così anche mio marito a mangiare meno carne, noi siamo dei carnivori nati, ma per ovvie ragioni non si può mangiare sempre la stessa cosa, questa settimana con impegno non ho ancora fatto un secondo di carne.
    Ho usato solo un po’ (ma anche qui mi sono limitata) di salsiccia e qualche ritaglio di prosciutto, sta funzionando e se riuscirò vorrei diminuire la quantità di burro che uso per mantecare pasta e riso e di parmigiano sempre su pasta e riso.
    Vorrei anch’io iniziare a correre o almeno fare lunghe passeggiate, ma qui da noi piove, piove e piove, quindi aspetto con ansia il bel tempo per potermi muovere di più.
    Per il momento sono queste le buone abitudini che vorrei prendere, vorrei perdere l’abitudine di controllare troppo spesso le mail o fb.
    Flavia di recente ha scritto Il mio ricamo di primavera

  5. Ho letto una marea di articoli di Babauta e altri sul come prendere buoni abitudini/perdere quelle cattive e mi sembrano tutti consigli sensati e tattiche efficaci….salvo il fatto che poi non riesco neanche a iniziare a provarci 😀
    Sono pigra pigra pigrissima!! A mia (parziale) discolpa posso solo dire che ho veramente un’agenda talmente fitta di impegni che non riesco a infilarci neache 10 minuti per fare Qi Gong al mattino…o meglio potrei se tagliassi ad esempio il tempo dedicato alle coccole gattose, alla colazione (mi piace farla con calma), al riordino della stanza (dovrei farlo la sera…) e mi muovessi un pochino più in fretta nel preparami per uscire. Pensa che l’anno scorso ho partecipato ad una piccola ricerca medica sui benefici del Tai Chi Chuan e per due mesi tutti i giorni ho praticato mezzora al giorno (in più oltre alle lezioni settimanali): finito l’esperimento ho subito abbandonato la buona abitudine (alla faccia del “ci vuole un mese”) 😀
    Comunque come buona abitudine vorrei infilare nella routine quotidiana un piccolo spazio-tempo di Tai Chi/Qi Gong/meditazione (lo dico da anni) e ridurre se possibile ancora di più la mia “dipendenza” dalla rete.
    yliharma di recente ha scritto Liebster award

  6. Ciao! Io prendo spunto dal post di Diana per dire che una mia pessima abitudine, nonostante gli sforzi per eliminarla, è di dire le classiche parolacce quando mi arrabbio per le cose che vanno storte, poco male se sono da sola, malissimo se c’è anche mia figlia(!): è che proprio non ce la faccio ad esclamare “santapaletta!” quando mi fuma il cervello…; una buona invece è quella di aver smesso di inventare scuse per declinare inviti (al di là di lavoro, impegni familiari e di aiuto necessario, ovviamente): dico e spiego semplicemente la verità e fare così mi appesantisce molto meno che dire una confezionata bugia!

  7. Coming out sulle cattive abitudini, interessante! 🙂

    Perdermi nella rete dietro a notizie futili è un classico, come ti capisco.

    Soffro nella mancanza degli stimoli continui che vengono dal controllare la posta e gli aggiornamenti social o le statistiche del blog. Sto riducendo, soprattutto sul mondo social, ma la strada è lunga. Il lavorare a casa solo non aiuta in questo senso, ahime. Più attività fisica è una abitudine che dovrei prendere.

    Per il resto credo di essere sulla retta via: acqua calda e limone la mattina per ridurre il livello di glucosio, frutta, cereali, fibre e spremuta sempre a colazione, dormire il giusto e non andare a letto tardi, minimalismo sul desktop, sulla scrivania e in casa, quasi spoglia ormai.
    Luca di recente ha scritto La rivoluzione di Bitcoin

    1. Ho letto sul tuo blog della “dieta digitale”, o meglio del cambiamento di abitudini: parlando di abitudini, quello di cambiarle anche solo a titolo di esperimento è un altro concetto che mi affascina. Credo sia utile ogni tanto “scompigliare le carte” e fare le cose diversamente: cambiare prospettiva fa sempre bene, si possono scoprire cose interessanti.
      Io, ad esempio, che mi alzo tardissimo, vorrei provare ad anticipare un po’ la sveglia e vedere se e come cambia la mia giornata… ma alla fine trovo sempre una scusa buona per non cominciare (il cambio di stagione, qualche malessere stupido che mi fa dormire peggio del solito, bla bla bla, si sa che quando si vuole si trova sempre una scusa). Ma le abitudini da scompaginare potrebbero essere tantissime, dalle più piccole a quelle talmente fondamentali che sono proprio uno stile di vita. Devo pensarci su 🙂

  8. Le cattive abitudini che dovrei perdere sono due, difficilissime: smetterla di svegliarmi tardi la mattina e non accendere subito il Mac a colazione o quando torno a casa. Di recente sono riuscita a diminuire di molto il tempo che passo a guardare serie tv e ne sono felice (prima seguivo un numero esagerato di telefilm), non è stata tanto questione di volontà quanto l’inizio di un nuovo lavoro, ma è comunque un cambiamento positivo e non ho intenzione di tornare indietro. Ahimè il lavoro inizia dopo pranzo quindi non mi aiuta ad anticipare la sveglia, non so più che trucchi inventarmi per non poltrire oltre le 9.

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