post(o) di fretta

startLo so, lo so, non si dovrebbe partire con un titolo così, che sembra che non abbia tempo e attenzione/attenzioni da dedicare a tutti voi. Eppure, posto di fretta.

Perché il lavoro bisogna prenderlo quando viene, finché viene, SE viene. Io in questo momento ho la fortuna di averne un bel po’: quello che non ho più è la quasi certezza che sarà così anche il mese prossimo. Ma, adesso più che mai, non voglio arrendermi: non voglio che il mio tempo sia solo lavoro, non voglio essere ostaggio del wordcount che da 6 cifre leeeeentamente è sceso a 5.

Voglio fortissimamente avere, trovare, il tempo di fare anche altro.

E allora posto di fretta.
Perché corro 4 volte la settimana. E il lunedì sera vado a Pilates. Non so quanto durerò (non è nemmeno così importante), ma intanto.

Posto di fretta perché ho scoperto Coursera e sto seguendo due corsi bellissimi, entrambi fieramente, bellicosamente e totalmente inutili ai fini del mio lavoro (anche se, tutto sommato, sono veramente pochi gli argomenti che davvero non c’entrano nulla con il mio lavoro), che dureranno un paio di mesi; e mi sono iscritta anche ad altri, che cominceranno da maggio in poi.

Posto di fretta perché la sera più che addormentarmi crollo svenuta, e la mattina non mi alzerei mai.

Posto di fretta perché ricevo mail e telefonate, che mi lasciano (semi) stordita, e che puntualmente ri-trasferisco sugli amici alla ricerca di conclusioni sensate. Solitamente finisce a molti sghignazzi e zero conclusioni, sensate men che meno, ma va bene così.
Dopo un periodo di fermo, la vita scampanella forte, mi scuote e pretende che esca dal mio guscio. Dalla mia zona di confort, che a momenti manco più so quale sia. Malgrado la stanchezza, e lo stordimento, è una bella sensazione.

Posto di fretta perché vicino, vicino che la posso quasi toccare, c’è chi il tempo lo combatte, se lo guadagna con dolore, e ogni tanto si fa domande, mi fa domande, che son quelle terribili che nessuno di noi vorrebbe mai. E io, che son presuntuosa, e testarda, e forse arrogante, non accetto di fermarmi alle formule di circostanza, al “sii forte”, al “devi combattere”. Le prendo di petto, tento di rispondere davvero. Forse, pur di non fare finta di niente, pur di non fermarmi alla soglia della delicatezza, che a volte è solo ipocrisia, paura, o voglia di non sporcarsi troppo le mani, rischio di fare peggio. Ci metto il cuore. Spero solo che basti.
E ogni tanto mi fermo a pensare che è strano, è così strano, parlare della vita e della morte su What’sApp.

E la mia vita di grattacapi con i clienti, di km sudati andando sempre troppo piano, di lavoro che bisogna-prenderlo-quando-c’è, di stanchezza, di tempo che non basta mai, si ribalta nel suo negativo, anzi nel suo positivo: diventa lavoro che io posso svolgere, diventa km che io posso correre, diventa tempo che io posso, devo – devo perché posso, posso perché devo – sfruttare al massimo.

Vi suona lievemente maniacale, vero? Ora che lo rileggo suona così anche a me. Ma sono le otto passate, devo andare a cena

tic toc tic toc

Posto di fretta. Ma forse nemmeno tanto.

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10 thoughts on “post(o) di fretta

  1. ‘pur di non fermarmi alla soglia della delicatezza, che a volte è solo ipocrisia, paura, o voglia di non sporcarsi troppo le mani, rischio di fare peggio’ ….
    non ho un commento particolare da lasciarti, se non dirti che condivido la senzazione che si percepisce leggendo il post (e quindi non un granchè come commento)
    Però la frase che ho riportato sopra per me è sempre stato fondamentale o naturale..o inevitabile (vito 3 in diplomazia fin da tempi immemori), e mi sono sempre chiesta se fosse un pregio o un difetto. forse dipende dalle circostanze, forse dalle persone…
    fatto sta che questa caratteristica mi ha sempre reso la vita un ‘pò più complicata’.
    si ricerca la verità e la schiettezza, ma poi quando arriva in qualche modo sembra infastidire…è solo una mia impressione?
    ciao
    naza di recente ha scritto continua dal post precedente

    1. Pensa che io, invece, poco diplomatica ci sono diventata. Quasi volontariamente. Chi mi conosce adesso forse fa fatica ad immaginarlo, ma quando ero più giovane non riuscivo a essere diretta quanto lo sono oggi. La considero una grande conquista, ma hai sicuramente ragione: a parole tutti vogliono la verità in faccia, ma quando arriva è un altro paio di maniche. Alcuni per un secondo hanno l’espressione di chi ha ricevuto uno schiaffo (e tu magari non hai detto niente di straordinario, intendiamoci)… ma l’importante, secondo me, è quello che viene dopo, la reazione pensata, insomma, e non quella istintiva.
      Vivere così è solo apparentemente più complicato. In realtà, alla lunga ti semplifica l’esistenza, e non di poco.

  2. Leggendo il tuo post, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata che forse il tuo blog dovrebbe chiamarsi “massimo”… 😉
    Battute a parte, come concili il minimalismo come scelta di vita con una vita così frenetica, così di corsa (in tutti i sensi!), senza tempo da sprecare, tempo per pensare, tempo per godere del momento? E’ una provocazione e una riflessione la mia, ovviamente non una critica.
    Alekim di recente ha scritto Moving

    1. Alt, chi ha detto che non ho tempo per pensare o per godere del momento? 🙂 Anzi!
      Prima di tutto, la corsa è un’attività in cui è letteralmente impossibile non godere, anzi non essere, nel momento: per me è l’attività zen per eccellenza. Se esco a correre in uno stato di caos mentale, al rientro invariabilmente sto meglio e vedo tutto con più chiarezza.
      A parte questo, comunque, non vedo contraddizione tra il minimalismo e le cose che faccio, semmai il contrario: tutte le cose che ho citato mi arricchiscono, anche e soprattutto il mio lavoro che, come ho già detto tante volte (a parte grattacapi e occasionali rotture di scatole), resta una delle attività che più amo svolgere in assoluto.
      Che le mie giornate siano dense, intense, ricche, come sono in questo periodo, fortunatamente non significa che siano frenetiche né che io non abbia tempo per pensare.

  3. Hai ragione, ognuno si ritrova nei propri ritmi e trova i propri momenti di pensiero e riflessione anche avendo una vita e una giornata intensa e piena. Sarà che ho passato gli ultimi 10 anni a fare una vita frenetica che ora invece ho bisogno di rallentare e svuotare per poter star bene.
    Condivido la passione della corsa, so quanto sia rigenerante e addictive. Non c’è niente come una bella corsa per migliorare l’umore o schiarirsi le idee.
    Alekim di recente ha scritto Moving

  4. Pingback: time off | minimo.

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