mammola

WeRunFuori ci sono il sole e qualche grado.
È un sabato di febbraio, bello tutto sommato, ma di quelli in cui cominci a essere stanca del freddo e vorresti che il sole iniziasse anche a scaldare.

Sei andata fuori a pranzo, e lo sapevi che rientrata a casa ti sarebbe toccato: IL PROGRAMMA (nella tua testa lo pensi così, in grassetto con tutte le maiuscole) prevede che tu esca (anche) oggi. Vorresti tanto (tantissimo) cedere alla pigrizia e metterti in tuta sul divano, ma non puoi: lo dice IL PROGRAMMA che non puoi.

E allora, come un serpente, inizi la metamorfosi che ti trasforma in qualcos’altro da prima: ti togli tutti i vestiti “da fuori” e ti infili in quelli “da corsa”. E quando ti metti le scarpe, ti allacci le stringhe, senti che sei davvero cambiata. Hai imparato a ignorare le sensazioni di finto malessere che il tuo corpo, o il tuo cervello, ti mandano per fornirti un alibi: non stai male. Non ti fa davvero male un piede, o la caviglia, o il ginocchio. Non c’è un vero motivo per non uscire. E poi ti sei già messa le scarpe: togliersele adesso, ripetere la trasformazione al contrario prima di aver compiuto il tuo rito, di aver fatto la tua offerta… semplicemente no, non è pensabile, non si può fare.

E allora via, niente telefono e niente auricolari, niente guanti perché dopo poco ti fanno caldo (e per un secondo ti attraversa il cervello, come una meteora, il pensiero di quanto insensata e assurda e folle ti sarebbe sembrata questa affermazione, prima che cominciassi a correre: caldo, alle mani, a febbraio). Scendi le scale e quando arrivi davanti al portone avvii il GPS e guardi fuori, fai un respiro e ti prepari alla botta di freddo che arriverà, durerà poco ma arriverà.

E passo e passo e respiro e corro e non voglio andare troppo forte non devo andare troppo forte, (sono solo 3km e poi le ripetute, in pratica solo 3 km, pensala così, solo 3 km), ho un peso sullo stomaco (non rompere non hai nessun peso sullo stomaco) non ho digerito accidenti (son passate 4 ore abbondanti e hai digerito benissimo quante volte sei uscita anche prima) sono arrivata al mio albero, sono solo 600 metri (già 600 metri) fa freddo però accidenti (fa meno freddo dell’altro giorno) ho davvero la nausea io adesso mi fermo (non fare la mammola, intanto arriva fin là e poi discutiamo di questa faccenda della nausea) è che sto male fisicamente, non è mica mancanza di voglia (sei in cima alla salita, vorrai fermarti adesso) sono a metà cioè no, perché ci sono le ripetute (non stiamo a concentrarci sui dettagli inutili, dove sei sei, continua a correre) ecco mi è venuto male ai polpacci (bene, così smetti di pensare alla nausea) e passo passo respiro corro (passo passo respira CORRI) mi viene da vomitare, e se ora vomito in mezzo alla strada (sempre esagerata al limite vomiti e riprendi a correre)

“START INTERVAL – RUN FAST”

son già tre? (te l’avevo detto che passavano in un attimo) corrocorrorespirocorro (visto che non hai vomitato da nessuna parte? E accelera! Ha detto FAST!) ora finisce e posso rallentare (recupera recupera) tra un secondo riprende c’è la discesa vadovadovado vadooooo (vaivaivai vaiiiiii) recupero recupero (recupera recupera) sto da dio (stai da dio) ho davvero la nausea e chissenefrega se ho la nausea (hai davvero la nausea e chissenefrega se hai la nausea!) accelero accelero (accelera accelera)

“WORKOUT COMPLETE”

grazie per non avermi lasciato mollare
(grazie a te, mammola. ci rivediamo qui domani. non deludermi)

 

minimo è anche su Facebook e su Twitter

16 thoughts on “mammola

  1. è vero quello che dice Alice! Sei molto brava a raccontare coinvolgendo, e il messaggio che lanci va benissimo anche a me che non corro, buona resistenza a tutti!:-)

  2. Potrei fare la disfattista, lamentarmi che puntualmente ai primi freddi ho smesso di uscire a camminare.
    Ma la realtà è che sono stata brava: rispetto all’anno precedente, la sosta non mi ha tolto la voglia di tornare fuori; e sabato ho realizzato un 12 km (sto sempre parlando di camminata sostenuta, eh) alla prima botta.
    Soprattutto, non ho aspettato che arrivasse la primvera ufficiale. In due giorni mi sono attrezzata comprando ai saldi scarpe meno da sopravvissuta e ammortizzate, maglie termiche e giacca a vento. Tutto a pennello.
    E sono uscita.

    Una sola parola per descriverlo: godimento.
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto Criticize me

    1. È il mio secondo inverno “di corsa” e devo dire che non so se preferisco il freddo o il caldo. Di sicuro posso dire che il meteo alla fine fa la differenza solo se decidiamo di prenderlo come scusa, a gennaio come ad agosto.

      1. Di sicuro posso dire che il meteo alla fine fa la differenza solo se decidiamo di prenderlo come scusa, a gennaio come ad agosto.
        Sono sostanzialmente d’accordo; e so bene di essere ancora abbondantemente pigra. Tuttavia mi concentro sui risultati raggiunti anziché su quel che faccio in meno rispetto ad altri: e anche questo è un risultato 😉
        Denise Cecilia S. di recente ha scritto Il detenuto e la formica

  3. Ma……incinta????? tttttrrrrooooppppa nausea………se sei anche stanca…….
    P.s. ho visto la registrazione del programma , sei veramente bellissima! Occhi bellissimi , con le stelle dentro, la foto sul blog non ti rende giustizia.

  4. Ti scrivo nel più recente post riguardo alla corsa. Perchè devo ringraziarti per avermi… fatto cominciare a correre!!
    Sabato mi sono comprata le scarpe (l’unica cosa basilare, mi dicono dalla regia) adatte a correggere il mio appoggio “storto”. Ieri di ritorno dal lavoro via, cambiarsi in fretta e uscire subito, per approfittare dell’ultima mezzoretta di luce! Dovevo fare il primo allenamento di Couch to 5K che ho conosciuto *grazie a te*. Visto che per raggiungere il posto dove correre in piano (sono in zona molto collinare) avevo già alternato camminata e corsa, altrimenti avevo freddo, alla fin fine per tornare a casa senza prendermi un accidenti ho continuato ad alternare corsa e camminata per 40 minuti totali. Fare il doppio senza grossi problemi ha dato uno slancio eccezionale alla mia autostima!

    Metto il mio commento per ringraziarti!!!

    E lo metto proprio in coda a questo articolo per ricordarmi che da adesso in poi non ho scuse 🙂

    1. Che bellezza, sono davvero contenta! Ma mi raccomando: vai con calma. All’inizio l’entusiasmo è tanto e si rischia di esagerare (all’epoca lo feci anche io e la borsite al piede continuo a portarmela dietro dopo più di un anno).
      In ogni caso, se sei riuscita da subito a fare così tanto sono certa che non avrai problemi a terminare il programma 😉

      1. Ok allora vedo di organizzarmi un percorso diverso in cui fare i miei 20 minuti della tabella senza congelare per arrivarci e tornare a casa 🙂
        così non esagero come ieri

        grazie ancora

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

CommentLuv badge