Soluzione rapida a (quasi) tutti i problemi di soldi

duomoQui l’originale. Corsivo mio.

“Vai fuori nel mondo, e lavora come se il denaro non avesse importanza. Canta come se nessuno stesse ad ascoltarti. Ama come se non avessi sofferto mai. E balla come se nessuno ti guardasse” – Victor Hugo.

Il mio disagio

Ho avuto problemi di soldi per la maggior parte della mia vita. In effetti, la mia esistenza è sempre stata caratterizzata da un profondo senso di malcontento personale in relazione all’utilizzo del denaro. Questo malcontento (o disagio) aveva due cause:

Anzitutto, la quantità di denaro che spendevo. Da quando mi sono laureato, nel 1996, non sono mai riuscito a mettere da parte nulla, da un mese all’altro. Lo stipendio aumentava regolarmente, eppure non ero in grado di crearmi una riserva degna di questo nome. Il conto della mia carta di credito andava apparentemente di pari passo con la mia busta paga: tanti soldi entravano, tanti ne uscivano. E una volta superati i 30 anni, non ho più potuto dare la colpa all’esiguità dello stipendio: il problema ero io.

In secondo luogo, il modo in cui spendevo il mio denaro. Mi considero una persona spirituale, che attribuisce importanza alle componenti “invisibili” dell’esistenza, più che a quelle materiali. Purtroppo, conto in banca e sistema di valori dichiarato non si sono mai allineati. Praticamente tutti i leader spirituali di tutte le religioni più diffuse predicano la generosità, la capacità di accontentarsi e l’attenzione per i membri più sfortunati della società: il mio sostegno alle persone in difficoltà, invece, è sempre stato ridotto e decisamente irregolare. Malgrado il desiderio di aiutare il povero, occuparmi dell’orfano, confortare la vedova, non riuscivo mai a concretizzare finanziariamente le mie intenzioni: e questo mi disturbava profondamente a un livello spirituale.

La soluzione a entrambi i problemi sembrava irraggiungibile. Questo, almeno, fino al Memorial Day del 2008, quando un vicino di casa mi ha parlato del minimalismo e del concetto di “vivere con meno”. Come risultato della nostra conversazione, la soluzione al mio disagio finanziario è apparsa sorprendentemente evidente, semplice e pratica: comprare meno.

La nostra soluzione

Tanto per essere chiari, la decisione di ridurre gli acquisti non era una novità. Pur essendo ingenuo, ci avevo già pensato: ma non mi era mai sembrata una soluzione attraente. Comprare meno mi appariva come un passo indietro, un’ammissione di sconfitta, un po’ come dichiarare pubblicamente l’incapacità di guadagnare il necessario per vivere il sogno americano. Suonava sgradevole, decisamente poco allettante, e un modo certo per venire messo alla berlina.

Avevo torto. Quella di vivere con meno è tra le decisioni migliori che ho mai preso in vita miaCome risultato della riduzione della maggioranza di quel che possediamo e della decisione di comprare solo il necessario, la nostra vita è migliorata notevolmente. Abbiamo tempo, energie e soldi a disposizione come mai prima. Più opportunità per perseguire le nostre vere passioni. Meno tempo da dedicare a pulire, ordinare e gestire la nostra “roba”. Siamo stati portati necessariamente a ridefinire il nostro sistema di valori… e anziché rincorrere tutte le novità in commercio, oggi siamo finalmente in grado di investire in ciò che rende le nostre vite significative e davvero rilevanti.

Questa semplice soluzione ha risolto entrambe le cause del nostro disagio finanziario. Ogni mese mettiamo da parte qualcosa. E ogni mese abbiamo qualcosa da dare a chi è meno fortunato.

Per noi, ridurre gli acquisti è stata la risposta perfetta. Oggi, il mio unico rimpianto è non averla applicata prima.

Altri problemi finanziari.

E se i problemi sono altri? La pratica consapevole della riduzione degli acquisti può contribure a risolverli? Nella maggioranza dei casi, la risposta è sì. Considerate alcuni dei problemi che seguono (fin troppo comuni), e in che modo comprare meno può bastare per risolverli:

  • Ho un sacco di debiti. Secondo la CNN, la famiglia americana media ha quasi $10.700 in debiti sulle carte di credito. Comprare meno offre l’opportunità di iniziare lentamente a colmare questa voragine. Ci vuole tempo: ma con pazienza, persistenza e disciplina liberarsi da questo peso enorme è possibile. E se comprare troppo è la causa del problema (come avviene nella maggioranza dei casi), ridurre gli acquisti è sicuramente la soluzione.
  • Non guadagno abbastanza. Ci sono casi in cui effettivamente il proprio guadagno non è sufficiente a coprire i bisogni essenziali; ma, spesso, la causa di questo particolare problema è il desiderio di acquistare beni superflui, nella convinzione che ci faranno felici. Il nostro reddito non corrisponde ai nostri desideri, e di conseguenza ci convinciamo di non guadagnare abbastanza. Ma la gioia che viene da questo tipo di acquisti è fragile e di breve durata, e non rappresenta mai una reale fonte di soddisfazione. Siamo condannati a volere sempre di più: quel che guadagniamo non basterà mai. Decidere consapevolmente di vivere con meno, invece, ci regalerà quello spazio interiore in cui troveremo la soddisfazione necessaria per trarre il massimo dalla nostra vita.
  • Il mio attuale lavoro mi fa sentire in trappola. Conosco fin troppe persone che si sentono intrappolate dalla loro occupazione attuale, un disagio interiore che spesso si esprime con frasi come: “Non vedo l’ora di andare in pensione” o “Non posso pensare di dover andare al lavoro oggi”. Alcuni avvertono questa sensazione per motivi legati all’assicurazione sanitaria (ricordo che negli USA spesso l’assicurazione sanitaria viene fornita dal datore di lavoro; restare senza è estremamente rischioso, naturalmente, pagarla in forma privata decisamente oneroso – ndt), altri perché avvertono l’esigenza di tenere il passo con uno stile di vita che invece è assolutamente evitabile: il mutuo, il finanziamento per la macchina, il conto della carta di credito. Se anche voi vi sentite così, sappiate che l’invito a “comprare meno” rimane aperto. Una via di fuga esiste. La decisione di vivere con meno aprirà la porta alla capacità di andare avanti con un budget ridotto e, ben presto, anche alla ricerca del lavoro ideale.
  • Il pensiero della pensione mi spaventa. Come ci ricorda praticamente qualsiasi pubblicazione finanziaria degna di nota, per costituire un un patrimonio di cui usufruire dopo la pensione è fondamentale iniziare immediatamente e contribuire a quel patrimonio in modo cospicuo. Che abbiate 20, 30 o 50 anni, il vostro “conto pensione” non crescerà da solo, quindi è il caso di iniziare da subito ad applicare questa semplice formula: comprare meno, risparmiare di più.
  • Le difficoltà finanziarie stanno rovinando il mio matrimonio. È certamente vero che una delle cause principali di divorzio, almeno oggi e nel cosiddetto primo mondo, sono le difficoltà finanziarie e relativo stress, che derivano da una serie di fattori: disaccordo sulle spese da effettuare, perdita dell’impiego, preoccupazioni per i debiti esistenti e/o segreti legati all’ambito finanziario. A seconda delle circostanze specifiche, iniziare consapevolmente a comprare meno potrebbe non risolvere completamente il problema (o magari non risolverlo del tutto), ma male di certo non farà. E forse (solo forse) lo spazio di manovra aggiuntivo che si crea quando anche uno solo dei membri della coppia fa questa scelta, fornirà il margine  necessario per intervenire sulle altre cause che rendono impossibile risolvere i problemi del rapporto.

Per essere onesti, il vostro specifico problema potrebbe non avere niente a che a fare con quanto sopra. Ovviamente non esiste una formula magica per risolvere magicamente qualsiasi problematica finanziaria. Chi avesse bisogno di consigli pratici da una prospettiva diversa, può prendere in considerazione uno dei blog seguenti, dedicati al tema delle finanze personali: Get Rich SlowlyThe Simple DollarWise BreadFrugal Dad o Man vs Debt.

Non avevo l’obiettivo specifico di risolvere ogni possibile causa di disagio economico, ma la speranza di rendervi un po’ più consapevoli circa l’esistenza di una soluzione, semplice e pratica, che ha risolto il mio problema: ovvero, comprare meno.

Qualunque sia il problema che vi affligge oggi, sappiate che ridurre gli acquisti rappresenta probabilmente la soluzione più pratica in assoluto. E la strada per sentirvi meglio potrebbe in effetti essere più attraente di quel che pensate…

***

Qualche osservazione mia (elle): parliamo ancora di soldi, ma l’occasione era troppo, troppo ghiotta 😉
Una cosa del genere noi l’avevamo già detta parlando (guarda un po’) di lusso: se “lusso è non avere problemi di soldi”, per arrivarci si possono seguire due strade. Avere o acquisire una quantità di denaro tale da non doverci più pensare per tutta la vita (se trovate il modo ricordatevi della vostra blogger preferita). Oppure, appunto, ridurre le nostre esigenze, le nostre spese. Un cambio di paradigma mica da poco. Un’idea che, come dice l’autore del post, lì per lì suona ben poco allettante. Sicuramente meno dell’altra soluzione, quella di avere talmente tanti soldi da perdere il conto…

Sempre di più, quella di comprare meno non è una scelta filosofica, o quanto meno non soltanto, ma diventa una necessità. E questo la rende ancora meno attraente, ancora più pesante, perché almeno a qualche livello la percepiamo davvero come un’ammissione di sconfitta. Non siamo in grado di restare al passo con le aspettative (di chi, peraltro?). Non possiamo permetterci “quello che hanno tutti” (una frase che ha poco senso, e che quel poco l’ha perso ultimamente). Rinunciare al superfluo ci pesa. Il problema è sempre quello: siamo qui a tirarcela con la riduzione degli acquisti come scelta filosofica, ma per tanti è un’opzione obbligata. E allora?

Allora non è che il discorso cambi. Resta un’opzione. Resta una soluzione, in molti casi, e valida. Ammetto di non aver mai provato le sensazioni descritte nel post: per me comprare meno (e meglio) è stata la risposta a un altro tipo di disagio, quello di avere la casa e la vita invase di superfluo.
Tra le conseguenze dell’aver applicato questo semplice principio (nell’ambito del processo che ho raccontato qui su minimo), c’è stata ovviamente anche una netta riduzione delle spese, che ha finito per farci molto, molto comodo.
Lo stile di vita che avevamo qualche anno fa oggi sarebbe impossibile da sostenere: se non avessimo iniziato a “ridimensionarci”, per scelta, già da un paio d’anni, oggi avremmo (credo) problemi notevoli, o quanto meno saremmo stati costretti a prendere certe strade, non necessariamente ideali o giuste nel lungo periodo. Di sicuro questa esperienza mi ha cambiato molto, e se oggi per magia mi trovassi dall’altro lato della barricata (quello dove non avere problemi di soldi significa averne tanti da non poterli contare), penso (spero?) che le mie scelte sarebbero comunque profondamente diverse. Chissà.

In ogni caso, quel disagio lo posso capire. È la sensazione che si avverte (anche) quando si spendono soldi, magari tanti, per qualcosa che non ci serviva davvero. Che volevamo tanto, che magari era in offerta (lo so che siamo in periodo di saldi, guardate che vi tengo d’occhio!), che avevamo già ma non era altrettanto bello/nuovo/sofisticato… Torniamo a casa con il nostro pacchetto, o apriamo la porta al corriere, e per un attimo (ma se non facciamo attenzione è un attimo lungo) veniamo assaliti proprio da quella sensazione lì. Passiamo in rassegna i mille motivi per cui quell’acquisto è proprio quello che ci voleva, ma ci sono altri pensieri che fan capolino da dietro: le spese di condominio il mese prossimo, la carta di credito (quasi) a tappo anche questo mese, quell’oggetto simile che abbiamo comprato sei mesi fa e mai usato (ma questo è diverso!)… Ormai è fatta, e se non vogliamo rovinarci il piacere (!) dell’acquisto, dobbiamo ricacciare questi pensieri nel loro buco e convincerci che no, balle, ci serve proprio e anche se non ci serve è un bell’oggetto che ci darà soddisfazione, e poi non di solo pane, e qualche soddisfazione ce la meritiamo, no?

È un bel po’, che non la provo, quella sensazione. Un bel po’ che non mi racconto balle semiserie sull’utilità intrinseca dell’ennesima, bellissima borsa. Un bel po’ che non vado a cercare soddisfazione nello shopping, anzi la sola idea da un lato mi repelle un po’… forse perché non sono ancora così sicura di essere capace di fare tutte scelte sensate, una volta che mi ci metto. E so che, non facendole, starei ancora peggio di prima.

Sono consapevole che anche questo è un atteggiamento non del tutto sano; e del resto non voglio demonizzare lo shopping. C’è modo e modo di comprare e di spendere i propri soldi, l’abbiamo detto tante volte. Ma, tra i due estremi, sicuramente preferisco questo.

E casomai mi cascassero in braccio due milioni di euro, vi farò sapere come reagirò 😉

PS che non c’entra con i soldi ma ci vuole: la settimana scorsa una trasferta di lavoro mi ha dato la possibilità di conoscere di pirsona pirsonalmente L. (e socia! e Punto! INVIDIATEMI) di Disordinatamente e yliharma di Minimal Italy. Siamo rientrati a casa carichi di regalini, ma soprattutto con una bella sensazione di calore alla bocca dello stomaco (no, non era nausea, perfidi che non siete altro, ci hanno offerto una cena che gnammi e ci siamo rimpinzati come tacchini anche a colazione).
Noi intanto ci siamo strategicamente dimenticati un contenitore frigoverre in un paesino umbro piccino picciò. Così abbiamo la scusa per tornarci. Oppure per costringere chi ci vive a passare a trovarci per riportarcelo (anche se Valenza non è altrettanto affascinante, ecco).

Il mondo è pieno di belle persone, lo sapevate? E alcune son talmente (più) belle che compensano ampiamente anche la marea di compositi da stalla con cui per forza di cose ci tocca avere a che fare 😉

minimo è anche su Facebook e su Twitter

25 thoughts on “Soluzione rapida a (quasi) tutti i problemi di soldi

  1. ecco, io adesso mi sono commossa e se entra qualcuno che gli dico? Machissene, grazie ancora una volta. E a Punto siete stati così simpatici che è stata l’unica notte in cui non ha abbaiato delle ultime 20 e questo significherà pure qualcosa, se è vero che “loro” lo capiscono. E’ proprio vero, nonostante tutto il mondo è pieno di persone belle.
    L di recente ha scritto Quello che volevo

    1. Lo prendiamo come un grande complimento (issimo). E vi ringraziamo ancora di cuore per l’ospitalità e per tutto il resto. Siamo stati davvero bene, ma bene bene BENE.

  2. Non posso che sottoscrivere quanto hai già detto tu: posto che ognuno ha una situazione differente, ed in modo differente la sente e la vite; l’orientamento minimalista l’avevo preso già prima di scoprire che dovevo calare drasticamente le spese, e soprattutto anche ora che ‘mi tocca’ non ho perso il gusto del fare a meno. Anzi.
    E’ un piacere pensare che la soluzione rapida è una medicina dal sapore inaspettatamente gradevole: come una Zigulì, e mica come olio di ricino, ecco!

    Poi te lo devo dire: l’ultimo punto dell’elenco, a proposito di matrimoni in crisi, mi ha fatto pena ma ancor di più ridere; almeno nel caso in cui i problemi nascono dal disaccordo in merito a come gestire le difficoltà finanziarie.
    Il coniuge minimalista che se non altro ‘fa la sua parte’ per tenere a galla le economie di casa? Ma che scherziamo? Peggio che andar di notte 😉
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto Cecilia futuribile

    1. Davvero ti sembra ridicolo? Pensa che a me invece è sembrata un’osservazione più che sensata… è vero che l’inglese era un po’ involuto e io forse non sono riuscita a rendere bene il senso della frase in italiano.

      1. Non mi riferisco naturalmente al fatto che possono esservi disaccordi; ma all’idea che si possa opportunamente dare una svolta sia alla fatica di far quadrare i conti sia al disaccordo stesso puntando sulle scelte minimaliste di uno dei due, quando l’altro non segue affatto la stessa logica.
        Convivere con prospettive divaricate sulle questioni economiche è pure possibile, anche se come si diceva in precedenti post assai duro.
        Ma suggerire che sia anche un singolo coniuge a ‘dare il la’, nella speranza che l’altro lo imiti e che intanto si crei uno spazio per tirare il fiato e discuterne; così a pelle mi sembra solo un buon metodo di suicidio. Ed un possibile modo per far sentire al partner che, in fondo, non è poi così necessario che riveda il suo stile di vita.

        Nel paragrafo non si parla solo di questo, ma ci vedo un bel rischio, sì.
        Denise Cecilia S. di recente ha scritto Cecilia futuribile

  3. Ribadisco: dal mio osservatorio (soportello bancario) sembra assurdo ma chi è ricco o molto benestante ha altrettanti pensieri di chi di soldi ne ha pochini.Non mi riferisco alle persone disperate che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena ma molto similmente a quelle che devono pensare a come far quadrare i conti.Secondo me è un’assurdità dei nostri tempi ma credete, tra : dove li metto, dove non me li rubano, dove ci guadagno di più, dove non mi possono infliggere una patrimoniale, dove non do nell’occhio, dove non mi chiedono nulla, dove non si svalutano ecc ecc queste persone a dir poco patetiche si rovinano l’esistenza perchè HANNO SOLDI.
    pattylafiacca di recente ha scritto Il Sabato del tortello

      1. Che c’avete voi due contro lo stallatico? 😛 (qualcuna ha bisogno di una mano a spostar cacca di cavallo? Son qua 🙂 Occupo poco spazio, non sporco, e se ci son cavalli lo faccio anche a poco :-P)
        Alliandre di recente ha scritto An Irish blessing goes:

  4. Sono arrivata al punto di comprare pochissimo in generale anche per la spesa alimentare. La cosa più sorprendente è che non sento la mancanza di nulla e spesso mi chiedo se non potevo pensarci prima ad eliminare moltissime spese inutili.
    Io ho 26 anni, vivo con mia mamma, da poco ho preso “pieno potere” decisionale sugli acquisti alimentari, prima decideva tutto lei , ora poco a poco sono riuscita a convincerla a calare un po’. È difficilissimo per lei, vedo una sofferenza quasi fisica a rinunciare, non abbiamo tutti lo stesso cervello ne proveniamo da situazioni di partenza uguali. Se fosse solo per me darei dei tagli ad ancora moltissime cose, spero al più presto di poter avere la mia indipendenza perché non posso impormi più di tanto, non voglio prevaricare.
    Se penso ai carrelloni pieni di roba che si facevano al sabato, più tutte la varie puntatine al bennet in settimana.. ora mi sembra folle..ho qui davanti a me il nuovo catalogo bennet, lo stavo sfogliando prima e mi veniva da ridere perché credo di aver individuato solo tre prodotti interessanti, tutto il resto non compro più niente.
    Pizze surgelate – non ci vuole molto a farsi una pizza in casa
    Bastoncini findus in offerta – e vabbè li prenderò così lei ha qualcosa d semifritto ed è contenta
    Olio di semi – non friggo. Il fritto uccide. Uso solo olio di oliva serio. Poco ma buono
    Pasta rummo in offerta – bè si qualche pacchetto di scorta lo prendo
    Passata rustica – si un paio di bottiglie
    Minestrine in busta – vi prego…..
    Pesto pronto – vi prego……la mia nonna ligure si starà rigirando nella tomba
    Tonno – se prorpio viene la voglia a lei, io non ne mangio, lo adoro ma o è come si deve quindi ci devi spendere parecchio o senno’ lo lascio li
    Dadi – infarto a cubetti no grazie
    Wafer – no grazie
    Fonzie – eh direi proprio di no… oddio libidinosi però no
    Creckers- tutta sta roba secca tipo grissini ecc non fa bene e non serve
    Macine – ma come le merendine barilla in generale non ne compro
    Caffè – non è indispensabile è lei la fissata
    Acqua, aranciata, tè, succhi , birra, vino – io non ne compro, lei si prende il vino, fosse x me eliminerei anche quella spesa li, però vi ripeto non ti puoi imporre e privare le persone con cui vivi
    Formaggi – fatevi una ricerca sul formaggio e la caseina ecc.. sulla balla mondiale del calcio ecc.. non ne compro, dio mio li adoro ma non li compro, a parte lo stracchino per la pizza e il gorgonzola ogni tanto, il resto non compro, moltissime marche italiane famose usano latte in polvere proveniente dall’esterno, se avete amici che lavorano nei super fatevi raccontare i retroscena
    Salumi – io non ne compro, mia mamma è matta per il cotto, a me piacciono moltissimo ma non è roba che fa bene ne indispensabile , si può vivere benissimo senza
    Pasticceria del supermercato tipo pasticcini.. roba abominevole
    Pane , focaccia, pizza del bennet – cruda, pesantissima, indigeribile. Non so quanti sacchi di pane si facevano al mese per il canile, tutto pane che dopo l’apertura del sacchetto diventava una pietra. Ora lo prendo in panetteria, dura di più e con l’avanzo faccio gnocchi di pane e pan grattato che regalo alle amiche che si ostinano a comprarlo in busta… ma è da dementi… Non abbiamo più spreco
    Pesce – io sono per mangiarlo anche solo una volta all’anno ma come si deve. Al bennet non ne compro
    Carne – provate a cuocere una fettina del super, si dimezza cuocendo e fa litri di acqua. Guardatevi qualche documentario sulla catena della carne. Oltre a mangiare m**** è una tortura ed una irrispettosità enorme per gli animali. In più l’allevamento non è più sostenibile per l’ambiente. Con questo non sono ne vegetariana ne vi voglio imporre nulla, lancio solo un imput , son cose che fan pensare
    Frutta e verdura – la frutta se la porti a casa dopo due giorni marcisce da dentro… è come livida ma da dentro.. meglio andare al mercato quando si puo’.. io non ne compro al super
    formaggio grattugiato – ecco.. guardate quanto costa al chilo e dentro c’è tritato di tutto
    patatine da friggere surgelate – non ne compro, non hanno alcun senso
    minestrone surgelato – non ha senso
    scottex – non ha senso
    spruzzini glaxes ecc – non hanno senso, ve lo fate voi in casa con acqua e un dito di ammoniaca o candeggina e fine
    vi ho scritto a random i miei pensieri seguendo la traccia di questo ultimo volantino, non voglio insegnarvi nulla. Sono moltissime ancora le cose che non compro più, ci sono corsie intere dove ormai neanche passo col carrello.. e guardate che non vivo d’aria, mangio e non mi manca nulla.
    Per quanto riguarda le coppie che si sfasciano x la crisi, un signore sulla cinquantina che conosco una volta mi disse “vuoi sapere se è vero amore? Bisognerebbe lasciarli un mese da soli con cento euro in mano.. poi vedi se è vero amore” ahahaha, chissà.. bisognerebbe esserci dentro per capire. Un saluto a tutti voi ^_^

    1. Bravo illy, l’hai capito ben prima di me. Io non sopporto più nemmeno l’idea di andare al supermercato – nemmeno quello biologico – e comprare alimenti confezionati con una lista infinita di ingredienti. Il giovedì vado al mercato bio a prendere la verdura (quando non ce n’è nell’orto), pane, dolci e barrette energetiche li facciamo in casa, le marmellate si fanno d’estate e durano per tutto l’anno, qualche detersivo ho cominciato a farmelo, per il resto uso l’aceto. Dobbiamo solo metterci a fare la pasta in casa ogni domenica e siamo a posto. Certo è vero che ogni tanto la voglia di aperitivo, di patatine, di una bisteccona o di una cosa già pronta viene. Allora qualcosa ci concediamo e diciamo che è per “disintossicarci” da troppa salute!

  5. Bisogna però anche capire che le madri (non so la tua Illy quanti anni abbia) vengono da un’educazione al risparmio e all’economia che per noi figli è del tutto nuova e autoimposta. Per loro libertà e bellezza era ed è poter comprare: la mia ad es.aborre tutto ciò che è integrale perché “le ricorda la guerra”, adora fare scorte di tutto (perché avere in 2 un mega freezer in cantina, per esempio?), compra detersivi in quantità… e pensa che io sia solo molto tirchia! che da sempre non è una bella definizione… Del resto fino a non molto tempo fa lo pensavo anch’io di mia suocera buonanima, una sparagnina scientifica che non a caso ha lasciato al figlio un tesoretto..!

  6. Questo post mi sembra un po’ come dire: se non vuoi ingrassare mangia meno. E come diceva Aldo Baglio quando ancora avevo la televisione: miiiiii non ci potevo creeedereeeeee!!! 😉

      1. …e che versano un sacco di soldi ai dietologi per perdere peso e poi riprenderlo puntualmente. Mi fanno tristezza come i fumatori incalliti. Perché è così facile autodistruggersi e così difficile fare la cosa giusta?

  7. Anche a me ormai vengono i brividi a sentire le amiche che vanno ai saldi o dedicano un pomeriggio allo shopping! E sì che il mio guardaroba è vuoto. Ho anche deciso però, dopo un anno di avvenimenti brutti, che non è nemmeno giusto mortificarsi per partito preso. E così sono saltati fuori negli ultimi tempi due giorni in montagna, un concerto, un pomeriggio a settimana alla (costosissima) palestra d’arrampicata e – last but not least – un violino che magari non imparerò mai a suonare, ma che volevo tanto. E progetto di finire la ristrutturazione della casa in campagna. E mi sento meglio. Spendere poco, sì; ma soprattutto spendere bene.

    1. Verissimo, anch’io la penso come te, Diana: fermo restando che stiamo più o meno tutti parlando da una situazione non disperatissima, credo, e quindi non voglio riferirmi ai casi in cui purtroppo si deve rinunciare anche alla visita medica …insomma al non spendere niente perchè proprio non avanza niente, penso sia giusto limitare il più possibile le spese inutili ma non mortificarsi per partito preso altrimenti si comincia ad entrare in una “dipendenza” diversa ma sempre limitante. Insomma devo essere contenta di non comprare, non girare per negozi ecc. non deve essere un’autocensura troppo pesante ( se anche ora ho 20 euro per una sciarpetta che mi piace, non la compro ma a cuor leggero perchè so di averne altre 10 a casa e comunque ce ne saranno sempre di belle in giro che mi piaceranno, per dire). E poi, lo dico perchè spesso mi è capitato di pensarlo, se andiamo a vedere cosa è veramente indispensabile, si va indietro, indietro, e tutto sembra inutile se non quello che ti garantisce sopravvivenza: a volte col pensiero mi sono ritrovata accanto agli uomini primitivi, vestivo di pelli, mangiavo radici…;))
      …Anche a me è piciuta tanto l’espressione “sparagnina scientifica”… mi ricorda mia nonna! Buona giornata a tutti!

  8. Mi resta una cosa da aggiungere a quanto sopra, una cosa fatta da me è una cosa in meno da comperare. Non acquisto brodi, sughi, preparati di alcun genere, faccio tutto in casa per più porzioni e poi congelo (così risparmio anche il consumo di gas, oltre che di tempo).
    Idem dicasi per la pasta che a farla in casa ci vogliono 10 minuti e pure quella la si mette in freezer su di un vassoio di cartone infarinato e coperto con della pellicola; ed il gusto ci guadagna.
    L’ultima torta (risale a diversi anni fa) che ho dovuto acquistare in pasticceria l’ho pagata 25€, ma siamo matti!?! faccio da me anche quelle.
    Anche i vestiti li faccio da me (mica tutti è!)maglioni, sciarpe, calze, con 5€ di un gomitolo in offerta (di solito costa 7)da 250g ci faccio 2 paia di calze che normalmente mi durano almeno 2 anni l’uno e che mi tengono al caldo.
    io non ho uno stile minimalista mi piacciono gli oggetti, ma non amo comperare per il gusto di spendere soldi, di solito quando compero qualche cosa mi viene da fare la proporzione tra il tempo che ci metto a guadagnare ed il tempo che ci metto a spendere.
    Flavia di recente ha scritto Spring little fae

  9. Okay a tutto c’è un limite… Sapete è facile quando puoi scegliere,oggi risparmio non compro la Nutella,compro una pasta che fa cagare così non la mangia nessuno e ci guadagna anche la linea…. Mia mamma la faccio soffrire facendola rinunciare alle poche cose che le rendono la vita felice così magari crepa prima e mi lascia il suo “tesoretto “potrei risparmiare anche un po’ di aria così scorreggio di meno e magari risparmio sulla carta igienica (sto pensando di fare un giro dai parrucchieri per rubare le riviste e poi le bagno e uso queste come carta igienica, mia nonna usava i giornali e non è morta per questo) MA DITE SUL SERIO? Io sto andando avanti con 500 euro (3 persone)assisto di notte un’anziana per350 al mese (praticamente volontariato)un mutuo da 300 al mese(perché quando l ‘abbiamo stipulato avevamo un lavoro normale) e DEVO RISPARMIARE ma non credo di essere al vostro livello di tirchieria,sono anni che non compro abiti per me o per mio marito ma a mio figlio ogni tanto qualcosa la compro(non quanto vorrei).Scusate lo sfogo ma per chi come la mia famiglia ha SERIE difficoltà ad andare avanti e VORREBBE andare al supermercato e riempire il carrello di tante cose (non il sugo o il brodo pronto che non ci piace neanche a noi)compresi biscotti, prosciutto e tutto ciò che rende tanto bella la vita …Be ! Insomma capite bene che non vi si può sentire. Voi che potete GODETEVI la vita non come me che tante volte (e oggi è proprio uno di quei giorni)penso che se la facessi finita il mutuo sarebbe coperto dall assicurazione….Buonanotte.

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