Best of minimo 2012

2013Ovvero i post più letti su minimo quest’anno. Lo so, sono poco originale…

40+ modi per liberarsi del superfluo: batte di varie lunghezze tutti gli altri, liste ed elenchi hanno sempre un gran successo. Dato che ormai è passato un po’ di tempo posso anche rivelarvi un piccolo segreto: ho scoperto che all’epoca questo post era stato condiviso su un forum (dedicato a un argomento che non c’entra nulla con il minimalismo) scatenando una discussione da un centinaio di commenti… in cui mi si dava della “spennacchiotta” (in riferimento alla mia decisione di smettere di tingermi i capelli) e perfino della psicopatica (!). Ammetto di aver apprezzato di più la prima definizione…

La lista nozze in banca: La27Ora è per me spesso fonte di ispirazione… in negativo, nel senso che gli argomenti sono interessanti e attinenti con minimo, ma non mi trovo praticamente mai d’accordo con le conclusioni. In ogni caso, lista nozze, matrimonio, bonifico al posto di regalo, “IBAN nella partecipazione”, comunque la vogliate mettere, sono sempre argomenti molto caldi, come testimoniano le chiavi di ricerca di minimo…

86€ la settimana: ovvero come mangiare in quattro con l’equivalente della soglia di sussistenza. Facile? Difficile? Normale?

Guida pratica(bile) alla vita con un solo stipendio: spesso non è una scelta, e ancora più spesso chi rinuncia allo stipendio non è la parte maschile della coppia

L’altra cosa che non avrei mai pensato di fare (e invece): qui sono andata sul personale 🙂 Piccolo resoconto del nostro matrimonio minimo, per ricordare e confermare che si può fare e che per sposarsi non è necessario spendere migliaia di euro. Grazie ancora a tutti per la partecipazione, virtuale e non.

25+ cose che non avrei mai pensato di fare (e invece): come sopra per il discorso liste. Una specie di riepilogo dei cambiamenti che il minimalismo ha portato nella mia (nostra) vita, grandi e piccoli. A volte i post vivono di vita propria e si diffondono in modo impensato: è stato il caso di questo, che ha creato addirittura un piccolo meme

Pecoranera: quella che doveva essere la recensione del libro di Pecoranera viene pubblicata sul Corriere con il titolo furbetto “Come essere felici con 200 euro al mese”. Prevedibilmente, si scatena un mezzo inferno…

Piccolo dizionario minimalista: Decluttering: argomento sempre sugli scudi. Cosa si intende esattamente per decluttering e quali benefici può portare

Autoproduzione (minima): ma veramente minima. Sapone, detersivi vari, marmellate, un po’ di voglia in più di mettermi a cucinare (principalmente dolci). Nulla di che, ma comunque un grande traguardo per una pigra e negata come la sottoscritta

I miei primi 5 km: a novembre 2012 riuscivo in quella che per me era un’impresa impensabile solo due mesi prima, correre per 5 km. Ancora oggi, dopo più di 1100 km corsi nel 2012 (! Intendiamoci: per un runner serio sono pochi, per me è una cifra stupefacente), quel traguardo resta uno dei miei ricordi più belli. Se non siete ancora stufi di sentirne parlare, qui trovate tutti i post di minimo dedicati al running

(Tele)lavoro: dal punto di vista lavorativo sono sempre stata minimalista, e nemmeno lo sapevo

550 euro (CINQUECENTOCINQUANTA): uno degli ultimi post dell’anno, dedicato al Natale e al sempiterno problema dei regali, che porta con sè a sua volta gli altrettanto sempiterni problemi dello spreco, del superfluo, dei soldi, degli obblighi, del rapporto con le cose. Resta che vorrei vedere in faccia uno degli intervistati a questo benedetto sondaggio

Termino il riepilogo ringraziandovi tutti, banalmente, per le oltre 110000 visite e i 2400 commenti circa che minimo ha totalizzato nel 2012. E, naturalmente, augurandovi un meraviglioso 2013, pieno di successi e di felicità… qualunque cosa siano per voi la felicità e il successo.

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10 thoughts on “Best of minimo 2012

  1. Tanti spunti noti, alcuni (per me) da recuperare… in particolare il discorso decluttering, appena ripreso in mano alla grande dopo una benefica sosta natalizia, come tu scrivi rimane sempre ‘sugli scudi’ – se ciò significa qualcosa come ‘d’attualità’, rilevante.

    L’anno nuovo per me è iniziato con la decisione, drastica e fantastica, di mollare definitivamente e totalmente il progetto università + lavoro in ambito sanitario.
    E’ improbabile che terminerò mai la prima (lascio, se posso, una porticina aperta più per il gusto del giocarmela che altro, ma l’intenzione è di chiudere il capitolo e basta), e certamente la sensazione d’essermi sbarazzata di un fardello non ha prezzo.
    I motivi che la sostengono sono molti – dovrei farci un post, aha. Uno, per esempio, è che ciò che era iniziato come utile investimento s’era ormai mutato in peso e danno. E studiare altri due anni con la prospettiva di mettere la laurea in un cassetto intenzionalmente… può riempire il mio ego in un primo momento, ma poi appare in tutta la sua inutilità.
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto 65 e non più 65

    1. Una decisione non da poco, direi…
      Però posso chiederti perché la tua laurea verrebbe messa in un cassetto “intenzionalmente”?

  2. Nessun problema: credo anzi sia molto attinente coi temi del blog, se si va a scavare la questione.

    Ho scritto così perché sono arrivata al punto di desiderare d’averla solo per orgoglio personale, per non sentire d’aver fallito o mollato e per poter esprimere alcune mie competenze, ad es. nelle discussioni, con un’arma contro l’arroganza di quelli che ti sputano in faccia un “ma tu cosa ne sai, mica sei un dottore”.
    E’ stato l’ultimo tentativo che la mia mente ha fatto per indurmi a restare. Mi sono detta – rullo di tamburi – non si sa mai.
    Ma già ero decisamente orientata, con tutto il cuore, a raggiungere quest’obiettivo e poi guardare altrove: per le vicissitudini personali che ho avuto, quasi tutte legate al discorso salute, avevo caricato negli anni di eccessive aspettative i corsi fatti, gli impieghi avuti, il futuro lavorativo. Avevo ipotecato la mia serenità ed il mio senso di realizzazione legandoli indissolubilmente non dico nemmeno alla riuscita professionale, ma piuttosto alla creazione di un’immagine di me stessa come persona perfettamente (e anchedi più) informata, preparata, al passo ed in grado di sopportare e gestire le problematiche sanitarie tout court, quali che esse fossero.
    Il mio percorso universitario e professionale era diventato, mio malgrado e contro la mia volontà, una forma di riscatto e di riconquista di una normalità mai propriamente avuta.
    L’avevo capito da tempo, tuttavia erano in gioco altri fattori, che mi fanno riflettere: per esempio, io ho passione per questi argomenti, mi sono trovata bene nell’ambiente in generale e nei luoghi di lavoro in cui sono stata, e per di più ero, sono davvero brava – nello studio, nelle attività, nell’organizzazione, insomma in diversi compiti specifici dei ruoli ricoperti.
    Tutto vero. Però, nonostante questi ‘buoni incastri’, non potevo più ignorare che non ero al mio posto. Potevo far bene, e partendo da una buona posizione salire. Ma non essere felice, non lì.

    Ora riparto quasi da zero.
    E’ downshifting anche questo, suppongo.
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto 65 e non più 65

          1. Senz’altro.

            (Sono certa di aver avuto ed usato la tua mail, ma non riesco più a rintracciarla.
            Potresti scrivemerla qui o mandarmi un rigo?
            Pensavo di ritrovarla a fianco, ma nisba).

            E grazie anche a te per l’inboccaallupo.
            Crepi il cacciatore 😉
            Denise Cecilia S. di recente ha scritto Cani alla catena

  3. E’ downshifting e secondo me pure decluttering “mentale”, quello più difficile. Abbandonare un sogno diventato obsoleto, un progetto che non fa stare bene, una vita che non senti più tua…grande coraggio (tuo) e grande stima (mia)!
    In bocca al lupo per tutto!
    yliharma di recente ha scritto 36 anni e un regalo diverso

    1. Yliharma, grazie!
      Da un lato, va detto, ‘non avevo scelta’. Visto che sono stata ingaggiata, eheh, spiegherò il perché.
      Dall’altro, è forse la cosa più azzardata, ma anche la più azzeccata, che ho fatto da parecchi anni a questa parte.

      Chi vivrà vedrà 😉
      Denise Cecilia S. di recente ha scritto Cani alla catena

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