Il Natale peggiore degli ultimi 10 anni

languageQui avevamo parlato di un sondaggio Deloitte secondo il quale gli italiani avrebbero speso 550€ a testa (attenzione: a testa, non a famiglia o a coppia) per i regali di Natale.

A me sembrava una cifra spropositata, e vi avevo chiesto di dirmi cosa ne pensavate voi, e di partecipare a un piccolo sondaggio. I risultati li vedete qui sotto.

Quanto prevedete di spendere per i regali questo Natale

  • Fino a 100 euro (32%, 46 Votes)
  • Da 100 a 200 euro (30%, 42 Votes)
  • 0 euro - non prevedo di fare regali (23%, 33 Votes)
  • Oltre 200 euro (15%, 21 Votes)

Totale votanti: 142

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Il campione ovviamente è insignificante dal punto di vista statistico, però mi sembra comunque interessante e ringrazio tutti quelli che hanno risposto.

Per quanto ci riguarda, a parte impulsi occasionali a crepare la carta di credito a furia di strisciate (ebbene sì, succede anche alle minimaliste convinte), direi che è andata bene: siamo rimasti ampiamente nella categoria “fino a 100 euro”. E non siamo stati gli unici: secondo il Codacons il calo degli acquisti ha raggiunto anche il 20%, ed è stato forte anche in ambiti tradizionalmente forti, come giocattoli ed elettronica.

A quanto pare però non rinunciamo alla tavola imbandita, perché per quella abbiamo speso il 10% in più (una cosa che per me/noi è pura fantascienza). Si riducono invece gli sprechi: bene, vivaddio (anche se mi domando come sia possibile misurare una cosa del genere).
E non dimentichiamoci che tra poco scattano i saldi, e ricomincia tutto da capo. Anzi, in altri paesi è già ricominciato: negli USA alcuni negozi sono rimasti aperti anche a Natale, in Regno Unito il 26, Boxing Day, è l’equivalente del Black Friday, proprio perché iniziano saldi e offerte. Qui vicino c’è chi va in controtendenza: il sindaco di Alessandria, mediante ordinanza, ha disposto la chiusura obbligatoria dei negozi il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio (nonché la domenica di Pasqua, il 25 aprile e il 1 maggio). Ovviamente, qui il “problema” non sono i negozi del centro, che in quelle date sono comunque sprangati, ma la concorrenza dei centri commerciali. Peraltro, in Alessandria ce n’è giusto uno, che fa moderatamente tristezza e non credo attiri orde di gente. Ma questo è tutto un altro discorso.

L’altra cosa che mi lascia perplessa (ma non sorpresa) è il titolo dell’articolo: “Il Natale peggiore degli ultimi 10 anni“. Perché se calano i consumi e ci si fanno meno regali, inevitabilmente il Natale sarà peggiore…
E quindi vi domando: è stato così anche per voi? Avete trascorso un Natale peggiore dell’anno scorso, o degli anni scorsi, perché sotto l’albero c’erano meno pacchetti, o perché il contenuto di quei pacchetti era meno “ricco”?
Per quanto mi riguarda, l’unica cosa che, al limite, mi intristisce è avere meno disponibilità per viaggiare: anche se a Natale e in generale durante i periodi “classici” abbiamo sempre evitato di muoverci, di solito in questo periodo avevamo la prospettiva di andare in settimana bianca, o di partire più in là durante l’anno.
Per il resto, a farmi tristezza non è certo la penuria di pacchetti, semmai le persone: certi comportamenti, certi modi di fare, certe telefonate, frasi e atmosfere che di “natalizio” (qualunque cosa voglia dire) non hanno proprio nulla. E che in ogni caso quelli erano anche in anni più “ricchi” (migliori?). Voi direte “Grazie al cavolo”, e infatti…

Aspetto i vostri commenti e vi do appuntamento al 1 gennaio, per un classicissimo post riepilogativo e per dare il benvenuto al 2013 come si deve.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

24 thoughts on “Il Natale peggiore degli ultimi 10 anni

  1. Noi come famiglia (5) abbiamo speso come regali ( per una 15ina di persone tra noi parenti amici colleghi) meno di 150 euro. E quanto abbiamo ricevuto? In termini puramente economici: i bambini sui 500(300 in busta il resto cianfrusaglie), noi 405(in busta 400 piu un gratta e vinci da 5 euro). Spesa per la cena che ho fatto io ( vegetariana una mezza schifezza sigh! ) 50, le bibite portate da altri. Cmq al di la del lato economico non è stato un natale terribile!

  2. Perché quel titolo? Semplice, bisogna vendere gli spazi pubblicitari.

    Per noi non è stato un Natale terribile perché sotto l’albero c’erano meno regali. Perché la mia serenità dovrebbe dipendere da un numero, da una quantità?

    Sono d’accordo con te su certi atteggiamenti poco natalizi che non sopporto per niente!

    Comunque quest’anno mi sono fatto un regalo strano, mi sono licenziato e me ne vado a Londra. Ho un paio di progetti che preferisco portare avanti fuori da questo paese che mi succhia l’anima.

    La gente è strana, compreso me! 😀

    Ciao Laura (commento poco lo so, ma non ho mai smesso di seguirti.)
    PanKogut di recente ha scritto Un Caffè, Grazie!

    1. Non farmi nemmeno cominciare a parlare di Italia e di risucchio dell’anima, ma soprattutto del sangue.
      Ti sei fatto il regalo più bello in assoluto e io non posso che aggiungere il mio (nostro) più grande “in bocca al lupo”. Non sono certo io a dovertelo dire, ma sono certa che Londra ti darà tante, tantissime soddisfazioni!

  3. Purtroppo era inevitabile che fosse un triste Natale per chi continua a misurare l’affetto delle persone in base ai regali che gli fanno e la propria felicità sulla base di quello che possiede…ma addirittura definirlo il peggiore degli ultimi 10 anni? Peggiore del Natale 2004 con lo tsunami in Indonesia? Bah…io direi che ogni tanto i giornalisti potrebbero anche fermarsi a pensare prima di pubblicare roba del genere, e magari provare a spostare lo sguardo fuori dal giardino di casa nostra…
    Critiche giornalistiche a parte, la tua domanda è retorica no? 🙂
    Ti rispondo lo stesso: è stato per me uno dei Natali più belli degli ultimi 10 anni, mi sono sentita profondamente amata e “a casa”. E il tuo?
    yliharma di recente ha scritto Ed è ancora Natale

    1. La mia domanda era retorica, sì, ma fino a un certo punto.
      Posso anche capire (e non mi sogno di giudicare) che ci sia chi fa il paragone con anni più floridi e magari finisce per sentirsi un po’ giù. Non solo e non tanto perché “ci sono meno regali”, ma per quello che può rappresentare: è il solito discorso, che abbiamo fatto tante volte, sulla differenza tra scegliere di vivere con meno, ed esserci costretti.

      1. beh sì, per una persona che ha perso o non trova lavoro questo Natale è sicuramente uno dei peggiori, ma l’articolo del Codacons mi pare che mettesse l’accento più che altro sui consumi (l’ho letto distrattamente…)e a me quest’idea di misurare una festa come il Natale sulla base di quanto ho mangiato/bevuto/regalato/ricevuto mi sta proprio stretta. Preferisco una zuppa di fagioli con una bottiglia di rosso in compagnia di chi dico io, piuttosto che salmone e prosecco “tanto per” 🙂
        yliharma di recente ha scritto Regali di Natale: 2012

  4. Forse intendevano per i commercianti…
    Ho visto chiudere molti negozi, alcuni che non capivo perchè fossero ancora aperti, ma altri dietro cui c’erano belle persone con belle idee anche innovative, o attività familiari che duravano da un sacco.
    Ecco, forse per loro non è stato un gran Natale 🙁

    Con ciò, è evidente che il titolo era per fare sensazione, ormai nella crisi i giornali ci sguazzano; e io sono sempre favorevole a minimalismo decluttering etc.
    Però parlerei anche di ridirezionamento degli acquisti, non solo di tagli. Per carità, sono una che tutto quello che può se lo fa, però…avevo bisogno di un cappotto nuovo e me lo sono preso all’Artigiano in fiera da una ragazza che l’ha confezionato con le sue mani.
    Certo, al mercato avrei speso un quarto, forse meno; ma non era il mio punto in quel momento.
    🙂

    Non so se mi sono spiegata, ecco 🙂
    Stella di recente ha scritto Eggnog della Grazia // Grace Eggnog (+ printable label!)

    1. “ridirezionamento degli acquisti” è un concetto proprio interessante…ci rifletto su 🙂
      io purtroppo su certe cose (tipo vestiti…) non sono incline alla spesa e finisco per comprare ai soliti negozi a poco prezzo…sarebbe bello invece comprare artigianato, tra l’altro avrei abiti quasi unici 🙂
      yliharma di recente ha scritto Regali di Natale: 2012

      1. Infatti io cerco di comprare artigianato, oppure equo e solidale (o a filiera controllata, in qualche modo) oppure non Made in China. Per me è importante abbinare al minimalismo anche una riflessione sulle implicazioni degli acquisti che si fanno.
        Mi rendo conto che questo significa spesso spendere di più (anche molto di più, in alcuni casi), ma vuol dire anche non avallare tacitamente tutta una serie di problemi (la situazione del lavoro in Cina, per dirne uno) 🙂
        Stella di recente ha scritto Eggnog della Grazia // Grace Eggnog (+ printable label!)

  5. anche per noi lo stesso natale di sempre, in famiglia, sobrio,un pranzo che non doveva compensare lunghi digiuni,pochi avanzi, nessuno spreco;regali inutili non ce ne facciamo da anni, una buona mancia ai figli, un manufatto ai nipoti…un po’ di calore umano ai nonni…

  6. Decisamente per noi non è stato il solito Natale. Vista la crisi abbiamo cambiato direzione al nostro obiettivo ed invece che puntarlo su di noi ci siamo guardati intorno. La notte di Natale è stata trascorsa in famiglia seguendo i ritmi del mio piccolo di 21 mesi, io lui ed il papà che mentre era in bagno (:P) non ha potuto incontrare Babbo Natale che ha portato delle caramelle (e perchè doveva portare altro? Andrea non chiede niente e noi non gli abbiamo messo in testa richieste che sarebbero venute fuori solo dalla nostra voglia di fargli grossi regali) L’emozione dell’incontro è stata per noi il più bel regalo di Natale. Una mamma prima di natale mi ha comunicato la difficoltà di vestire suo figlio ed io con un fogliettino fotocopiato e consegnato nella scuola primaria dove insegno ho raccolto 15 buste per la famiglia. Le cose erano tantissime e sono andate anche ad una casa-famiglia con bambini di 5-10 ed alla signora qui all’angolo che ha una bimba di 4 anni ed ha difficoltà economiche. Oggu sono appena tornata da scuola… si da scuola! Con alcuni genitori stiamo ridipingendo la mia sezione, mettendola in sicurezza e facendo pulizia perchè il Comune e la scuola non hanno fondi per farlo…e ne abbiamo per diversi giorni! E’ un Natale diverso? Si! lo è davvero.

    1. Che bellezza… Bravi davvero. *Questo* per me è veramente Natale. E non c’è nemmeno bisogno che sia dicembre, si può fare tutto l’anno!

  7. Abbiamo speso meno del solito in regali, ma senza drammi. Qualche pensiero solo per bambini e ragazzi (prevalentemente libri) ma in modo naturale da parte di tutti, come se fosse abbastanza diffusa una certa stanchezza per il regalo a tutti i costi. Abbiamo mangiato bene, cucinando molto, ciascuno la sua parte, e il Natale e’ andato benissimo. Stare insieme con gioia e piacere reciproco e’ stato il regalo migliore.
    Paola di recente ha scritto Gli auguri di… Scrooge

  8. Per me quest’anno è andata proprio bene: veramente pochi pacchetti! Finalmente si è davvero messo in pratica il “solo per i bambini”e al massimo qualche prodotto alimentare del mercato equo (e sono contenta di aver visto le botteghe di Altromercato piene di gente); quello che mi fa tristezza ogni anno invece, è la solita frenesia “commerciale” che troviamo ovunque: ormai sono così disgustata che con gli altri devo trattenermi per non sembrare estremista e rompiscatole (quest’anno non ce l’ho fatta nemmeno ad affrontare il tranquillo mercatino di bancarelle natalizie del mio paese…); se potessi farei come Devis di Pecoranera …intanto Buon annooo!

  9. Beh, se sei un negoziante, il titolo è corretto. Per quanto mi riguarda, mangiato poco e bene (senza appesantirmi) e con la giusta dose di calore familiare 🙂

  10. Anche il mio primo Natale minimalista è stata un piacevole sorpresa. Solo un paio di pacchetti a testa invece dei 5-6 e con spesa veramente contenuta. Il piacere di farli e scambiarli è stato esattamente lo stesso e tutta la cerimonia è durata molto meno e non ne ho sentito la mancanza, anzi..
    Obiettivo del prossimo Natale scendere ad un solo pacchetto a testa!
    Alekim di recente ha scritto Moving

  11. Ho trascorso un buon Natale. A casa, come sempre, sono andata al cinema due volte, ho ricevuto quattro regali giusti (finalmente non bagnoschiuma!!!), costruito i regali che volevo fare ai miei cugini, i regali sono stati fatti (e ricevuti) solo a cugini, fidanzato, suocera e un’amica che so che ci tiene. Sono stata e sono felice perché ho la vita che mi fermenta addosso.
    MarinaMarea di recente ha scritto un anno è passato

  12. Sì, è stato un Natale economicamente più povero.
    No, non è stato povero di soddisfazioni, di affetti, di bellezza; al contrario, come si può ben immaginare è stato la controprova che troppa abbondanza affatica, distrae, toglie smalto e sapore alle cose.
    Come scrivevo a commento del post precedente (e come si vede dal titolo del mio ultimo) non da sola ma in due abbiamo speso 44 euro per i regali, ma non ho sentito di aver fatto poco: ho invece assegnato un regalo pensato e gradevole, non generico, a ciascuna persona – pochi ma buoni, come si suol dire.
    Ho schivato persino il tradizionale cesto di prodotti alimentari alla zia, che se n’è poi ritrovata sul groppone ben 5… e dico sul groppone perché, certo, avere delle scorte simili è tutto di guadagnato, però magari una serie di spumanti e panettoni non è la stessa cosa della pasta e del passato di pomodoro…
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto 550? No, 44!

  13. Avevo partecipato al sondaggio votando per “Fino a 100 euro”. E così è stato: ho speso esattamente 91,20 euro 🙂
    Ho ricevuto meno di quanto ho dato, ma questo non è un problema. Tutt’altro! Anche perché finalmente quel “poco” che ho ricevuto non è stato uno scontato set di candele o un inflazionato kit doccia (alleluja!).
    Con il mio ragazzo, Marco, abbiamo deciso di non regalarci assolutamente nulla ma questo non ha reso il mio Natale meno speciale.
    Il fatto che la giornata sia stata un po’ sottotono rispetto alle volte passate è dovuto al fatto che un mese fa è mancata mia nonna: abbiamo sentito molto la sua mancanza. Ecco cosa può rendere triste un Natale: la mancanza/lontananza delle persone amate e non l’assenza dei pacchetti sotto l’albero.
    Eleonora di recente ha scritto La Stazione Centrale di Milano

  14. Carissima,concordo in pieno con quanto hai scritto. Anche io l’unica cosa della quale sono dispiaciuta, é la scarsa possibilità di viaggiare, sia in termini di tempo che in termini di denaro. Condivido a 360gradi le tue osservazioni sulla gente, la falsità e l’ipocrisia…a natale ognuno da il meglio(peggio) di sé. Che ci siano meno soldi e quindi meno pacchetti questo è risaputo ma non credo che noi italiani ci possiamo sentir tristi per aver dei evitò meno regali sotto l’albero, quello forse sarebbe il male muore. Quello che ci rattrista ma soprattutto di preoccupa e ci fa imbestialire è tutto il resto, ovvero, meno soldi per mangiare, per pagare le bollette e zero modi per poter migliore la situazione, zero lavoro, zero possibilità di crescere e intraprendere nuove strade.

    1. Io credo (voglio credere) fermamente che i modi e le opportunità per migliorare la situazione ci siano ancora, ci debbano essere, anche se sono diventati più difficili da trovare, anche se a volte è necessario inventarseli e aprire strade nuove anziché seguire quelle battute e conosciute. È quello che stiamo cercando di fare anche io e Marco nel nostro piccolo, a livello lavorativo ma non solo.
      Certo, significa incertezza, significa anche fare dei sacrifici “in previsione di”, sacrifici che non è detto saranno compensati. Eppure mantengo almeno un po’ di ottimismo. Speriamo non sia solo l’anno nuovo!

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