Pezzi e bocconi – 12/10/2012

Prima di tutto eccovi un paio di post sulla falsariga di questo: Con il nastro rosa e Ho messo il nastro rosa (se ce ne fossero altri, segnalatameli nei commenti o su Facebook). Rassegnatevi, penso che vi romperò le storie con questa cosa almeno fino alla fine di ottobre. Ringrazio di nuovo chi ha contribuito a diffondere la campagna della LILT, e soprattutto chi ha colto l’occasione per andare a farsi visitare (lo scopo era quello). La situazione delle visite e degli ambulatori è molto a macchia di leopardo: in alcune città sono gratuite, in altre no, in altre ancora a offerta libera, con limitazioni forti di giorni e orari oppure regolarmente disponibili tutto l’anno (com’è il caso di Alessandria). Qui trovate informazioni precise per tutte le province, ma nel dubbio potete chiamare il numero verde 800-998877; oppure rivolgervi semplicemente al vostro medico di base o a un consultorio.

Piccola nota: a me pare incredibile ma, almeno su Twitter, a rilanciare il mio post e in generale questa iniziativa sono stati soprattutto uomini. Cosa voglia dire lo lascio decidere a voi. Per me, nel silenzio assordante di quasi tutte le donne della mia timeline c’è una parte di menefreghismo venato di scaramanzia (o scaramanzia venata di menefreghismo), e una parte di “faccio finta di niente dato che non ho voglia di andare a fare il controllo”. Noi donne siamo esserini parecchio strani e complicati (lo testimonia anche la discussione che è seguita al mio post di martedì); mentre la naturale propensione maschile a non complicare gli affari semplici (che a volte diventa incapacità di cogliere le sfumature e, conseguentemente, ci fa uscire dai gangheri) in questo caso si è rivelata provvidenziale.

Ma cambiamo discorso (almeno per ora).

Che lavoro fai di Tascabile.

Ma anche

In medio mediocritas di Penta. Facce della stessa medaglia. O no?

L’edizione numero 6 ella newsletter di Becoming Minimalist, tradotta da Alberto di ViaggioLeggero.
Vedete, chiunque voglia raggiungere il successo, prima di intraprendere le azioni necessarie, deve credere in due cose:
1) Deve credere di essere in possesso di qualcosa che merita il successo (ad esempio un prodotto, un servizio, o una filosofia).
2) Deve credere di essere in grado di diffondere questo qualcosa e di essere attrezzato per farlo “arrivare”.

Mi sa che questa medaglia ha più di due facce.

In controtendenza come sempre, Simone Perotti: Speriamo che continui il calo dei consumi (ammetto che la notizia che SP sta lavorando a una trasmissione televisiva mi ha preso leggermente in contropiede. Transeat).

Depression is not a lack of gratitude. Ovvero: conoscere bene tutti i motivi per i quali dovremmo essere felici non basta (almeno non sempre) per esserlo davvero.

Un consiglio di lettura di Minimal Mac (qui ne trovate altri, miei): Better Off: Flipping the Switch on Technology* “Due persone. Un anno. Zero watt” Purtroppo solo in inglese.

E infine, una cosa che non c’entra niente ma voglio dirvela lo stesso: il cosino peloso che vedete qui sopra è NeroPadilla (chi riconosce la citazione vince una bambolina – ma lo chiamiamo anche Pulce). Due settimane fa, rientrando da Pilates, l’abbiamo trovato sul marciapiede davanti a casa, sembrava ci aspettasse: era pulitissimo, pelo morbido, orecchie vispe, non il classico gatto randagio insomma. Ci siamo guardati e non c’è stato bisogno di molte parole: l’ho preso in braccio e ha attaccato a fare le fusa. Gilles e Maya, dopo un paio di giorni di soffi e zampate, si sono più o meno rassegnati; lui ha preso possesso di divanociotolelettolettierapoltronafontanellacucce varie nel giro di dieci minuti. Ci aspettavamo che sarebbe spuntato qualche manifestino con il suo muso sopra nel petshop sotto casa oppure per strada, ma non è successo. Insomma, ormai fa parte della famiglia, e quindi volevamo presentarvelo ufficialmente. Ho sempre detto che tre gatti sono troppi, ma… è andata così.

Buon fine settimana 🙂

*affiliate link

minimo è anche su Facebook e su Twitter

9 thoughts on “Pezzi e bocconi – 12/10/2012

  1. ciao,
    ho letto il tuo post con interesse, soprattutto ho letto i commenti con interesse.
    Sto meditando se riscriverne, mi hanno colpito molte cose e vorrei riparlarne ma devo trovare tempo e quiete per un post così serio e per un po’ non le avrò… nel caso torno a dirtelo perchè ti linkerei.

    In realtà se ne parla, anche se un po’ meno degli altri anni secondo me, ma sono accadute alcune cose importanti quest’anno, confido che i post arriveranno piano piano come gli anni scorsi.

    Intanto ti linko i miei post sul tema:

    http://ilmondodici.blogspot.it/2011/09/facciamoci-un-regalo-dedichiamoci-unora.html

    http://ilmondodici.blogspot.it/2012/09/per-ricordare-per-dare-concretezza.html

    http://ilmondodici.blogspot.it/2012/04/prevenire-e-meglio-che-curare-siamo.html

    L’ultimo non è fuori tema, aggiungerei purtroppo.
    Perchè di tutto il confronto qui da te nei commenti mi ha colpito una cosa: l’esser poco a fuoco del concetto di prevenzione, salvo rari interventi, che non deve durare un giorno l’anno 🙂 non deve esser focalizzata sulla diagnosi preventiva – bisogna puntare a proteggersi dai tumori più che scoprirli presto – e non si riferisce a un solo tipo di tumore. Lilt fa campagne, iniziative, e visite tutto l’anno – è vero poi l’Italia è fatta di tante realtà e cambiano modi e tempi ma c’è modo di indagare -, magari alcuni non lo sanno, mi permetto di segnalarvelo.

    E siccome sono tanti e ne verranno altri ho proprio una tag dove li trovate tutti 🙂

    http://ilmondodici.blogspot.it/search/label/prevenzione

    ciao!
    Cì di recente ha scritto Libri: portare i piccoli

  2. Ciao, mi permetto di commentare con due parole per segnalare un’importante Associazione che opera nel campo della lotta al tunore al seno.

    Da un paio d’anni ho incontrato, conosciuto e sono diventato parte dell’Associzione “Il Seno di Poi” Onlus di Bologna, http://www.ilsenodipoi-onlus.it/, che fa parte della Susan G. KOMEN ITALIA, http://www.komen.it/, promanazione sul nostro territorio nazionale della “casa madre” statunitense, Associazione che si occupa di prevenzione e lotta contro il carcinoma mammario. Il Seno di Poi, come recita un passo della presentazione che appare sul sito, “si è costituita con finalità di assistenza e sostegno delle donne operate di carcinoma mammario. Nasce come gemmazione del gruppo di Auto Mutuo Aiuto “Sempre insieme” che dal 1999 è presente presso il consultorio di via S. Isaia 94 dell’ASL di Bologna ed è una delle azioni dell’attività di sostegno psicologico rivolto a donne operate al seno. Il gruppo Sempre Insieme, gruppo stabile, aperto, è una realtà radicata nel panorama della sanità bolognese ed è attivo il venerdì dalle ore 15 alle 16.30 con la presenza di due figure professionali dell’ASL, una psicologa ed una ginecologa”.

    Care amiche che state leggendo, se siete di Bologna e dintorni e vivete anche voi il dramma del cancro al seno,contattate Il seno di Poi, troverete personale sanitario preparatissimo a vostra dipsosizione, e tante donne come voi pronte a sostenervi e aiutarvi.

    Ti chiederai ora, forse, come e perchè io sia coinvolto in tutto questo, siccome, dico subito, ho la fortuna di non avere in famiglia nè nel giro delle mie amicizie strette nessuna donna malata di tumore al seno. Ebbene, da due anni, come dicevo, essendo io un direttore di coro, ho fondato con alcune associate del Seno di Poi e da allora dirigo il Coro “Antonella Alberani” di Bologna, http://cornucopiadigiangi.blogspot.it/2012/09/coro-antonella-alberani.html. Da subito mi hanno fatto sentire uno di loro, e io, nel mio essere maschio, senza esperienza diretta nè riflessa della malattia che loro vivono e combattono, mi sento ormai parte integrante del gruppo.

    Materialmente, ovvio, non faccio nulla per aiutarle, siccome i nostri incontri sono per cantare, studiare un po’ di musica, stare assieme in allegra comprensione, ma nel mio piccolo qualcosa credo di farlo, e le loro parole via via mi hanno confermato che l’esperienza del coro in effetti le aiuta molto da tanti punti di vista.

    Non starò qui a tediare sulle valenze e i valori della musica, dell’arte in genere, della coralità, che sono alti e mai troppo considerati. Mi limito, perdonami, sull’argomento specifico su “cosa sia davvero un coro e cosa significhi cantare in un coro” ad autocitarmi, linkando un post del mio blog: http://cornucopiadigiangi.blogspot.it/2012/09/una-ciliegia-corale.html

    Basta, ho già parlato troppo, e laddove dicevi che sono soprattutto gli uomini ad aver risposto al tuo “appello”… beh, puoi aggiungermi al novero di quelli, anche se ho cercato di indicare una strada ulteriore e altrettanto efficace, come quella perseguita dalla KOMEN e dal Seno di Poi, oltre la meritoria opera della LILT.

    Un saluto in amicizia

    Gian Marco
    Gian Marco di recente ha scritto AERCO – Associazione Emiliano Romagnola Cori

  3. Io ci ho provato… ho chiamato e mi hanno detto che qui a Roma sono gia’ pieni. Comunque poco male: mi hanno confermato che la visita era “solo” una visita appunto, ma la palpazione me la fa regolarmente la ginecologa. Mi serviva l’ecografia (ho prenotato col SSN ma l’appuntamento e’ a marzo…) ma quella non c’e’. Pace, aspetto marzo.

  4. Secondo me hai ragione a considerare il post di Tascabile e quello di Penta come facce della stessa medaglia. Il problema è (per me) come barcamenarsi tra le due cose: io ho bisogno di lavorare, ma vorrei anche essere libera di non accettare un lavoro che mi sfrutta e mi priva della libertà (dopo una settimana di lavoro farsi anche tutte i sabati e le domeniche significa che se hai figli o un partner che lavora in altri settori rischi di non vederli mai…). Ma come faccio a conciliare la necessità di lavorare con il diritto a non essere schiava del mio lavoro? Mi metto in proprio? E se non sono capace? Se qualcuno trova la soluzione all’indovinello la condivida per favore…
    yliharma di recente ha scritto [Pubblicità Regresso] Spetta un “Moment”…

  5. La scaramanzia non deve lasciare spazio e prendere il sopravvento sulla prevenzione. Il cancro è il male dei nostri tempi che va combattuto con le armi che abbiamo in nostro possesso, tra queste la prevenzione, non rimandare al giorno dopo, al mese dopo perchè a volte la vita non ci dá tante possibilitá. Chiamate e prenotate una visita. Se non lo volete fare per voi, fatelo per chi al vostro fianco vi vuole bene e vi ama.
    Ruben di recente ha scritto Con il nastro rosa

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