Fuori la testa dalla sabbia

Ieri ho chiamato, oggi mi hanno visitato (potenza della lista attesa nulla della provincia profonda). Esito negativo, e una dottoressa gentile che fa un lavoro che non le invidio, ma del quale la ringrazio. Perché ho rimandato la pubblicazione di questo post? Per scaramanzia. Perché siamo animali e sotto sotto a comandarci è ancora e sempre quella parte del cervello che in italiano si chiama amigdala, ma in inglese ha un nome ben più adatto ed evocativo: lizard brain.

Per chi non lo sapesse, il nastro rosa qui a fianco è il simbolo della campagna per la prevenzione contro il tumore al seno, che si svolge nel mese di ottobre.

Dal comunicato stampa ufficiale della LILT: “Durante il mese di ottobre i 395 punti Prevenzione (Ambulatori) LILT, la maggior parte dei quali all’interno delle 106 Sezioni Provinciali della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, saranno a disposizione per visite senologiche e controlli clinici strumentali. Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui effettuare anche esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare, per informazioni, il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare i siti www.nastrorosa.it o www.lilt.it dove saranno pubblicati anche gli eventi organizzati nelle varie città italiane nel mese di ottobre”.

Sempre sul sito LILT trovo che “l’incidenza del tumore è di 37.000 nuovi casi/anno in Italia. Colpisce 1 donna su 10 e nel sesso femminile rappresenta il 25% di tutti i tumori” e “con un’adeguata diagnosi precoce, le possibilità di vincere questo tipo di tumore sono altissime”. Diagnosi precoce vuol dire auto-palpazione, visita, mammografia, ecografia.

Lo so, lo so, sono tutte parole. Non dicono molto, e quel poco che dicono vi mette i brividi lungo la schiena. Molte di voi solo a sentir parlare di tumore al seno avranno chiuso direttamente il browser (vi capisco).
Del resto, delle statistiche ci interessa molto poco. Ci interessa molto poco (ammettiamolo) di quelle 37000 donne che l’anno scorso si sono sentite dire “Signora, purtroppo non è una cisti”. Io l’anno scorso manco me ne sono accorta, che ottobre era il mese della prevenzione per il tumore al seno. Egoisticamente e sinceramente, delle statistiche continua a non fregarmene un tubo: ma di una delle donne che, nel 2012, sono andate a ingrossarle mi importa e pure parecchio, perché è una delle mie più vecchie amiche, perché siamo nate a una settimana di distanza e insieme abbiamo giocato (malissimo) a pallavolo, mangiato un sacco di Mars e di bananine gommose e letto un sacco di libri e fatto un sacco di compiti e ridacchiato come cretine giocando a tennis (bene, lei; male, io. Ma tanto in quel caso il tennis era secondario), e ci siamo fatte beccare dalla prof di ItalianoGrecoLatinoStoriaGeografia mentre ballavamo il mambo (!!) in classe al ginnasio, perché era appena uscito Dirty Dancing e tutte quante stavamo consumando la stessa cassetta con la stessa colonna sonora. Perché tre mesi fa una telefonata mi ha fatto saltare in macchina e passare due ore contemporaneamente a pregare e a bestemmiare (non solo contro il traffico). Perché ho seriamente valutato di rimandare il matrimonio, che era solo qualche giorno dopo. Perché c’è voluto un (mezzo) miracolo. Perché pretendo di festeggiare insieme almeno altri quaranta compleanni.
È una storia che, in fondo, è uguale a quella di altre 36999 mamme, figlie, mogli, sorelle, fidanzate, zie, nonne. Donne.

A voi che mi leggete chiedo di diffondere la notizia della campagna nastro rosa in tutti i modi possibili: su Twitter, su Facebook, scrivendo un post se avete un blog (come ha già fatto Stima). Ma soprattutto, vi chiedo per favore di chiamare il vostro ambulatorio di riferimento e di andare a farvi visitare. Lo so che vi viene male a pensarci. Perché pensarci significa contemplare la possibilità di essere un’altra di quelle 37.000: l’istinto ci dice di mettere la testa sotto la sabbia e fare finta di niente. L’istinto ci dice di essere irrazionali, e codarde. Ci dice di giocare con la nostra salute: perché magari quella visita ci salverà la vita. E quindi facciamoci passare l’ansia, scuotiamoci (forte) la sabbia dai capelli, e telefoniamo. È un piccolo gesto di coraggio che dobbiamo a chi, come la mia amica, di coraggio ne spende a tonnellate ogni minuto di ogni giorno.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

48 thoughts on “Fuori la testa dalla sabbia

  1. Tutto condivisibile. Magari però troviamo il nostro mese e, una volta all’anno facciamo i visitare e controllare, facendo anche, dopo una certa età, mammografia ed ecografia mammaria, senza bisogno del fiocchetto rosa e del mese della prevenzione. Il discorso e’ complesso, e non voglio suscitare vespai. Ma la vera prevenzione dovrebbe essere nello scoprire perché così tante donne, e così giovani, si ammalano di cancro al seno (e non solo naturalmente e purtroppo). Prevenzione e’ non ammalarsi, non solo scoprire la malattia in tempo, e i dati statistici (vogliamo fregarcene? Davvero?) danno la malattia in aumento in termini davvero preoccupanti. Ho cominciato a riflettere su tutto ciò dopo aver scoperto il sito de L’Amazzone Furiosa, che sul fiocchetto rosa e sul mese della prevenzione ha molto di sensato da dire. Ne consiglio la lettura.
    Sono felice che sia andato tutto bene!
    E, davvero, non voglio suscitare nessun vespaio. Però io sto cominciando a vedere la questione da un punto di vista un po’ diverso.
    Ciao 🙂

        1. Dipende da quanti anni hai, se sei giovane i tessuti si vedono meglio con l’eco; dipende se hai casi famigliari di decessi in giovane età (c’è un gene coinvolto, e allora ti scansionano con tutto lo scansionabile a prescindere); e poi è il motivo per cui dopo 4 ravvicinate l’ultima me l’han “spaziata” a 18 mesi. Ma dipende da caso a caso, e fossi in te almeno la visita la farei, poi lascia decidere al medico…
          Alliandre di recente ha scritto Ci penso io!

          1. per ora mi hanno consigliato solo l’eco, ma in ogni caso la mammografia non credo proprio che me la farò fare. ci sono sistemi alternativi, non in Italia purtroppo. ma tra una prevenzione che potrebbe essere dannosa e non fare niente, mi sa che preferisco non fare niente, o almeno non fare niente di non sicuro.
            yliharma di recente ha scritto [Pubblicità Regresso] Spetta un “Moment”…

            1. “Tra una prevenzione che potrebbe essere dannosa e non fare niente, mi sa che preferisco non fare niente”. Siamo totalmente in disaccordo e questa posizione mi sembra folle, ma giustamente la pelle è la tua…
              Se e quando un medico di cui mi fido dovesse consigliarmi una mammografia, la farò eccome. Così come ho fatto tutte le radiografie del caso quando mi sono spezzata la caviglia, o quando avevo un sospetto di polmonite, o quando sono caduta di faccia e c’era il sospetto che mi fossi rotta il naso.

              1. Vabbè quando hai un sintomo è diverso, vuoi indagare (e se ti sei rotta qualcosa direi che ti fa male…). quando invece un medico consiglia un esame che potrebbe essere superfluo e forse addirittura dannoso io ci penso due volte…anche tre.
                Per quanto mi possa fidare del medico ne ho conosciuti troppi che per scaricarsi la coscienza o per motivi economici o perché sono abituati così ti imbottiscono di roba e ti mandano a fare risonanze per ogni minima stupidaggine.
                Se ti va leggi qui http://lissarankin.com/the-shocking-dangers-of-medical-overdiagnosis-overtreatment-part-1 lei è una dottoressa che si batte da qualche anno ormai per un diverso rapporto medico-paziente, per un diverso approccio alla malattia. Sono figlia di farmacisti quindi potrai immaginare quanto io sia stata messa sotto campane di vetro, curata, visitata, rigirata come un calzino. E stavo comunque sempre sempre male.
                yliharma di recente ha scritto [Pubblicità Regresso] Spetta un “Moment”…

                1. riguardo la mammografia ho ritrovato uno degli articoli letti, molto interessante http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/11_novembre_02/mammografia-salva-vita-interrogativo-bazzi_6f3efa66-03ba-11e1-af48-d19489409c54.shtml
                  e faccio presente che la rubrica del Corriere è in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi….gente che di cancro ne sa insomma (quindi immagino non pubblichino “rumors” infondati).
                  yliharma di recente ha scritto [Pubblicità Regresso] Spetta un “Moment”…

                  1. E infatti nell’articolo non si sognano nemmeno di dire che la mammografia *provoca* il tumore al seno. Cito:
                    “Non sempre la mammografia salva la vita. Colpiti dall’enfasi, con la quale viene proposto alle donne lo screening periodico per la diagnosi precoce del tumore al seno, due ricercatori americani hanno deciso di valutare la reale utilità dell’esame. E sono arrivati a conclusioni che qualcuno già sospettava: nella maggior parte dei casi lo screening non aiuta. Anzi: rischia di intercettare neoplasie che non avrebbero mai dato segno della loro presenza, costringendo la donna a inutili terapie. E non può essere considerato un sistema di prevenzione dei tumori (si tratta, infatti, di diagnosi precoce, perché l’esame evidenzia la malattia quando già c’è, mentre la vera prevenzione primaria punta ad evitarne la comparsa).”

                    Queste mi sembrano banalità. Tanto per cominciare un esame è un esame, se non c’è un dottore in grado di interpretarlo correttamente ti saluto. Potrei avere un osso rotto e non saperlo, e viceversa.
                    È OVVIO che io non vado tutti i giorni a farmi radiografie (non solo mammografie) per il piacere di farmele. Ma se un medico me le consiglia, visto il rapporto costi-benefici, me le faccio ECCOME.

                2. Ciao Yliharma, premesso che per storia personale sono d’accordo con Elle, volevo solo dire questo: la risonanza *non* usa i raggi X, e il fatto che la N di RMN significhi “nucleare” NON significa che abbia alcunché di radioattivo (a differenza delle radiografie). Non confondiamo le tecniche, sono completamente diverse. Se la dottoressa abbonda di risonanze sarà solo perché determinate cose si vedono meglio con la risonanza (i tessuti molli, per esempio.)
                  Alliandre di recente ha scritto Sittin’ on the dock of the bay…

    1. Allora, vado con ordine. E se sembrerò brusca è perché non ho intenzione di non esserlo.
      Mi pare scontato che la prevenzione vada fatta non solo a ottobre, ma sempre. Vorrei capire dove avrei espresso un concetto diverso, o dove ho detto che la prevenzione dovrebbe limitarsi alla visita (= alla palpazione, seppure fatta da un medico). Mi pare anzi di aver citato espressamente ecografia e mammografia.

      Dicendo che delle statistiche non mi importa intendo che possiamo parlare e leggere di numeri fino a farci cadere gli occhi, ma quando questi numeri diventano persone, diventano vite, il messaggio che trasmettono ovviamente è ben altro. NON intendevo naturalmente che le statistiche non abbiamo importanza o siano da ignorare (ma c’è bisogno di specificarlo?).

      Inoltre, con tutto il rispetto per Amazzone Furiosa, io sono totalmente in disaccordo la sua posizione: a me non *agghiaccia* per niente che parte del ricavato di un pomeriggio di shopping o della vendita di prodotti di bellezza vada alla LILT. A momenti non mi agghiaccerebbe che parte del ricavato del traffico di cocaina andasse alla LILT, ok? Mi sono fatta mandare i kit stampa dalla LILT e li ho letti, compresi quello di Estee Lauder. Da nessuna parte ho letto che se non compriamo le creme non preveniamo il cancro al seno. Per piacere. La frase esatta è la seguente: “Per ogni donna la prevenzione deve essere sinonimo di promozione del proprio benessere, della propria salute, ma anche della propria bellezza”. E se siete mai state a contatto con una donna malata di tumore, che vede cambiare anche il proprio aspetto fisico e ovviamente subisce l’effetto di questo cambiamento a livello psicologico, magari potete capire perché questa associazione di idee non è così peregrina.
      Detto questo, vi fa schifo Estee Lauder e ritenete che facciano tutto ‘sto can can per vendere due creme in più (!)? Liberissime di fare direttamente un’offerta alla LILT o a chi per essa.

      Notavo in questi giorni che sull’argomento sto ottenendo più diffusione e più supporto dagli uomini. E noi, che siamo le dirette interessate, anziché fare quadrato siamo qui a discutere di fuffa e di questioni di lana caprina. Per piacere.

      1. Quando ho scritto “anche” ecografia e mammografia mi riferivo soltanto al fatto che la mammografia e’ consigliata solo a partire da una certa età, che io ho da tempo superato, e non è invece consigliata o utilizzata per le donne più giovani, e non facevo alcun riferimento alle parole del tuo post, assolutamente. E sinceramente non ho detto che “mi fa schifo” nulla, né ho citato Estee Lauder. Più che alla questione di marketing e pubblicità pensavo all’uso che viene fatto di parole come “prevenzione” e all’immagine che passa sulla malattia. A me alcuni aspetti messi in evidenza dal sito dell’Amazzone hanno molto colpito ma non voglio farne una battaglia ne’, come ho già detto, suscitare polemiche. Mi sembrava un punto di vista comunque degno di considerazione, un po’ fuori dal coro, certo, ma comunque degno di considerazione. Tutto qua, se si può usare una tale espressione su un tale argomento.

        1. La mia risposta non era solo al tuo commento, ma anche agli altri. Inoltre, hai citato l’Amazzone senza specificare in relazione a cosa, e il post più recente sull’argomento del suo blog fa riferimento proprio al discorso Estee Lauder etc.
          Non ho capito a cosa ti riferisci “l’uso che viene fatto di parole come prevenzione” e “l’immagine che passa sulla malattia”. A me pare che non passi proprio nessuna immagine, ed è questo il problema.

          1. Prevenzione tende a essere usato come sinonimo di diagnosi precoce, mentre dovrebbe significare tutt’altro. Forse, e dico forse, non ho certezze, alla vera prevenzione non serve ingentilire la malattia con fiocchetti rosa, miss e cosmetici, sicuramente invece molto graditi al marketing. Hai ragione, sono stata generica sull’Amazzone, però ho rimandato al suo blog, che ho letto tutto quando l’ho scoperto. Il mio voleva essere soltanto uno spunto di riflessione. Poi, e’ chiaro che la diagnosi precoce e’ importante e che se in questo modo più persone di quelle che lo farebbero si controllano,ben venga anche il marketing.

            1. Considerato che (purtroppo) non si sa quasi nulla su cosa effettivamente provoca il tumore (questo e altri), oltre alla diagnosi precoce rimane ben poco. Quanto al discorso di “ingentilire” la malattia, io questa componente sinceramente non l’avevo proprio percepita, così come non ho nulla da eccepire riguardo al marketing nel momento in cui è applicato a questo tipo di contesti.
              La dottoressa che mi ha visitato ieri mi ha detto che hanno visto un incremento notevole delle donne che vanno a farsi visitare in questo periodo. Insomma, anche i fiocchetti rosa servono. E secondo me, ma qui siamo nel reame delle opinioni molto personali, almeno qui in Italia ma forse dappertutto c’è una tale paura e un tale rifiuto, soprattutto delle donne, nel discutere di queste tematiche, che una campagna con messaggi più forti probabilmente avrebbe avuto l’effetto opposto. Ma, ripeto, questo è un’opinione totalmente mia.

              Detto tutto questo, ben vengano gli spunti di riflessione.

      2. beh direi che il messaggio “Lo shopping fa bene alla salute” è, lo ripeto, agghiacciante, in ogni contesto. soprattutto se mi “spingi” o se preferisci “incentivi”, “autorizzi” a spendere in prodotti cosmetici che sono ripieni di sostanze potenzialmente cancerogene…cioè, stai raccogliendo soldi per la ricerca o stai cercando di farmi ammalare per usarmi come cavia?? boh…non capisco. e non approvo. le mele per la ricerca, le azalee, le arance, OK. ottima idea. i prodotti cosmetici cancerogeni? ma anche NO.
        yliharma di recente ha scritto [Pubblicità Regresso] Spetta un “Moment”…

        1. TUTTO è potenzialmente cancerogeno, nel senso che solo per pochissime sostanze è stato stabilito effettivamente che provocano il cancro (non mi risulta che mele e arance della ricerca siano certificate bio, ergo mi sa che devi eliminare anche quelle, vista l’ovvia pericolosità potenziale delle sostanze utilizzate in agricoltura).
          E sinceramente, che una casa cosmetica, o farmaceutica, o quel che vuoi, finanzi con una fondazione la ricerca contro il cancro per vendermi creme cancerogene, curarmi e farmi fare da cavia, scusa yliharma, ma scadiamo nel reame delle teorie cospirazioniste, tipo ebrei che l’11 settembre non sono andati a lavorare.
          Detto questo, come sempre quando qualcuno tenta di venderci qualcosa (?), siamo dotate di un cervello, quindi anziché accomodarci alla cassa ribadisco che possiamo tranquillamente fare una donazione tramite bonifico.

          1. certo tutto è potenzialmente cancerogeno, ma una mela è una mela. mentre il PEG-10 DIMETHICONE http://forum.saicosatispalmi.org/viewtopic.php?t=18719 non so neanche in quale reame collocarlo. e non ho idea di cosa provochi sulla mia pelle e di cosa abbia provocato all’ambiente la sua creazione. il fine non giustifica i mezzi, MAI, ergo piuttosto faccio un bonifico ad un’altra associazione che non si associa a case produttrici di roba dall’effetto ignoto.
            e la cosa delle cavie era una provocazione eh? non era da prendere sul serio 😀 che non gliene freghi un tubo se quello che producono ci fa male invece è una triste realtà…
            yliharma di recente ha scritto [Pubblicità Regresso] Spetta un “Moment”…

            1. Il fine non giustifica i mezzi? Opinione tua. Io personalmente non amo gli assoluti.
              Quanto al resto, mi dispiace ma una mela NON è una mela. Può anche essere pericolosa o velenosa quanto e più di qualsiasi sostanza chimica dal nome complicato. Solo che siccome è una mela ci viene più spontaneo e più facile fidarci.

              1. sì ma la mela (o la pera o il pollo) me la devo mangiare per forza per sopravvivere, il fondotinta estée lauder con la roba strana dentro posso anche evitarlo no? non potevano scegliere di fare lo stesso tipo di campagna con una compagnia che promuove prodotti che ti fanno ugualmente bella ma in modo responsabile?
                e comunque se per te il fine giustifica i mezzi allora ogni cosa è lecita…tanto se il fine ultimo è “buono”…e meno male che non amavi gli assoluti! O__O
                yliharma di recente ha scritto [Pubblicità Regresso] Spetta un “Moment”…

  2. D’accordo con tutte e due.
    Una delle “donne delle statistiche” anni fa è stata mia mamma, che non voleva fare la visita e invece per fortuna l’ha fatta; poi le è andata male lo stesso, ma per altri motivi, però intanto noialtre sorelle abbiamo la fissa che guai a non fare prevenzione.
    Ho fatto la visita + recente (mammo + eco + senologica) a settembre dell’anno scorso, e per la prima volta da quattro anni mi han fissato quella dopo a 18 mesi invece che 12. E da queste parti bisogna ricordarsi di fissarla l’anno prima, tant’è lunga la lista d’attesa…

  3. Le mie amiche di fb, in Francia, mettono una parole sulla bacheca per ricordarsi, ricordarci…di non dimenticarci questo piccolo controllo che può salvare tante vite. Insomma, perchè non fare un passaparola una volta l’anno per evitare distrazioni e dimenticanze. Tutte noi abbiamo avuto vicino a noi qualcuno duramente colpito e magari questo ha colpito le nostre coscienze e ci viene più spontaneo curarci di noi stesse

  4. Mi permetto di aggiungere qualche parola. Sono un uomo, quindi chiaramente vivo il problema del tumore al seno in un’ottica diversa da quella delle donne e sono per questo sia criticabile sia più freddo, diciamo “parzialmente astratto”.
    Non me ne vogliate, ma state dibattendo mentre affermate delle cose tutte giuste o perlomeno condivisibili.

    Da un lato è ovvio, palese, sacrosanto, granitico, biblico e quant’altro che la prevenzione sia la strada da seguire sempre, non solo a ottobre. Fatela a ottobre, marzo o quello che volete, ma fatela. Certi esami sono rischiosi? Non lo so, non sono un medico e nemmeno uno scienziato. Credo che sia più rischioso non farli considerato quello che c’è sull’altro piatto della bilancia, ecco tutto.

    D’altra parte anche io avverto che la comunicazione sul tema sia edulcorata, come se il tumore al senso fosse un tumore di serie B o, peggio, una malattia di cui non parlare appieno e quindi, sì, in qualche modo ingentilire con fiocchi rosa (o farfalle, o quant’altro). Nessuno lo farebbe per il tumore ai polmoni o allo stomaco. Non c’è il mese del Fiocco Marrone per i tumori al colon (è una battuta, alleggerisco la tensione).
    E’ perché quelli non si vedono, restano dentro, non cambiano brutalmente (scusate) l’immagine di te. Forse è così, io non lo posso sapere davvero perché sto dall’altra parte.

    C’è però qualcuna che lo ha raccontato molto meglio di quanto potrei fare in mille anni e che, se volete, vi invito a seguire sia su Twitter (@xeni) che su Instagram (xenijardin). E’ Xeni Jardin, per anni giornalista tecnologica molto famosa e adesso anche “cancer survivor”. Non ve la segnalo per brutalizzare nessuno, è il mio contributo a una sensibilizzazione “non da nastro rosa” (o da “pink vomit”, per citare la Jardin).
    Poi resto dell’idea che con o senza nastri rosa, con delicatezza o con brutalità, qualsiasi sensibilizzazione che porti frutti è benvenuta.

    1. Intanto grazie del commento.

      Io sono per la comunicazione “forte”, almeno in certi ambiti: penso che per la sicurezza stradale faccia più l’immagine di una macchina accartocciata sull’asfalto con gli airbag sporchi di sangue, di 1000 statistiche (sempre loro) o slogan. Da non esperta di comunicazione non so da dove nasca esattamente il “pink vomit”, se faccia più male che bene, e se un messaggio meno politicamente corretto darebbe più risultati. Penso banalmente all’immagine di una donna reduce da una mastectomia, alla Oliviero Toscani. Sì? No? Sicuramente penso che l’immagine della Chiabotto testimonial della campagna sia insulsa, prima di tutto una brutta foto.

      Comunque, dato che questo c’è questo diffondo per cercare di dare un minuscolo contributo nel mio piccolo, perché anche io penso che qualsiasi sensibilizzazione che porta frutti sia benvenuta. La dottoressa che mi ha visitato ieri dice che questo mese le visite sono aumentate parecchio. A me tanto basta.

      Sul discorso mammografia sì/no, nemmeno io sono un medico né uno scienziato, e quindi mi affido a chi lo è. Cum grano salis, perché siamo tutti esseri pensanti, però se entriamo nel tunnel del “i medici ci fanno fare gli esami per farci ammalare” non se ne esce davvero.

      1. Ognuno è libero di pensare ciò che vuole e di credere a chi vuole.
        Ma ribadisco che ne ho conosciuti parecchi di dottori e ci ho anche lavorato a stretto contatto e credetemi se vi dico che sono persone normali, corruttibili, manipolabili, persone che possono essere stanche, distratte, scoglionate.
        Non dico che lo fanno “apposta per farci ammalare”, ma dico che spesso non gliene frega poi tanto, o magari siamo solo l’ennesimo paziente della giornata, o magari consigliando una cosa superflua (l’articolo linkato sopra sui pericoli dell’eccesso di diagnosi è davvero interessante) possono ottenere un benefit da una casa farmaceutica o da una clinica diagnostica.
        Giusto pochi giorni fa (tanto per dire l’ultima ma ci si potrebbe scrivere un’enciclopedia) un medico ospedaliero ha consigliato latte in polvere alla bimba di una cara amica anche se non ce n’era minimamente bisogno (a detta della pediatra privata) e non un qualunque latte, ma è stato particolarmente insistente su una specifica marca…
        yliharma di recente ha scritto [Pubblicità Regresso] Spetta un “Moment”…

  5. Io ho un’amica (molto cara e di cui mi fido) che lavora nel ramo dei mammografi e purtroppo racconta che alle volte la pericolosità è data dall’uso scorretto delle macchine e dalla qualità e vecchiaia delle apparecchiature, perchè bisogna avere immagini nitide con il minor bombardamento possibile. Pertanto anche in questo caso la differenza la fanno i medici, i tecnici e i primari delle strutture ospedaliere. Io (se – si spera mai – e quando, perchè da una certa età è comunque consigliata) mi rivolgerò a lei per capire dove lavorano meglio e fanno meno danni. Ma ovviamente dovrebbero lavorare tutti al meglio con macchine abbastanza nuove e soprattutto tarate bene … perchè è in gioco la nostra salute! Detto questo relativamente alla diagnosi precoce, voglio ricordare che è possibile, in una certa misura, anche una vera prevenzione relativamente alla dieta alimentare (che ho recentemente scoperto influire anche sulla nostra produzione ormonale, non sono una specialista ma ci sono studi di milano importanti), al peso corporeo, al non essere sedentari e se possibile all’allattare. Certo non ti mettono personalmente in salvo da questa malattia ma credo che tali comportamenti avrebbero un impatto a livello di incidenza e di statistica.
    Purtroppo è una malattia che personalmente mi fa molta paura anche se in realtà si può guarire di più che di altre.

    1. Informandomi un po’, infatti, ho scoperto che sono fattori di rischio (ad esempio) il fatto di non avere figli, di non aver allattato e di aver avuto il primo ciclo prima dei 12 anni. Tutti elementi strettamente legati alla “carica” ormonale. L’alimentazione quindi non può che essere importantissima, e così la sedentarietà (ve l’ho già detto che correre è bellissimo? :)))

  6. Concordo che la *prevenzione* sia una cosa diversa dalla *diagnosi precoce* mentre sono spesso usate come sinonimi.
    Però non sono forse entrambe importantissime?

    Alcune cause sono note. Altre no.
    Mia madre che è mancata circa un anno fa non ha mai fumato e ha sempre mangiato sano, con le famose 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, anzi nella maggior parte dei giorni era vegetariana. Eppure.. sarcoma uterino. Da cosa sarà dipeso? chissà….

    La diagnosi precoce l’ha aiutata? ..no, aveva fatto il paptest qualche mese prima, ma nel collo dell’utero era tutto a posto.

    1) Potrei trarne la conclusione che la prevenzione è inutile? DI CERTO NO, e io continuerò a non fumare e a mangiare il più sano possibile, e non prendere il sole senza criterio, e quando si scoprirà qualche altro ambito della nostra vita in cui possiamo agire da un giorno all’altro, leggerò e ci penserò e lo farò…
    Ci sono comportamenti che facilitano/causano l’insorgenza dei tumori. Li eviti e poi magari ECCO, ti viene lo stesso. VISTO CHE POI MAGARI ti viene lo stesso… SE NON TE LO CERCHI forse è solo meglio! no?
    ..mentre sento spesso dire “ah ma tanto, anche se non fumo, poi magari mi viene lo stesso…”

    2) Potrei trarne la conclusione che le visite al seno e il paptest o la colonscopia sono inutili? anche in questo caso NO, non sono inutili… se te lo scoprono ce l’hai già. Ma scoprirlo *prima* significa vivere meglio, vivere di più, tante volte guarire.

    Ci siamo chiesti se *ingentilire* il messaggio serva o no.. Serve la foto di una donna a cui è stata fatta la mastectomia? Funziona meglio un nastrino rosa? Se tante donne stanno aderendo, forse nel nostro contesto il nastrino è il messaggio giusto. Il mio comune ha aderito a livello di Amministrazione Comunale e mi è arrivato a casa un invito a prenotare la visita. Non la prenoterò solo perché me la fa annualmente la mia ginecologa, ma l’ho trovata un’ottima iniziativa.
    Il superfluo legato a certa cosmesi “serve”? in questo campo posso dire che quando stai male dentro e fuori, subisci cure che ti fanno sentire tutto il tuo essere “carne” e non sai cosa ti porterà il domani, anche la cognata che in ospedale ti porta in regalo un profumo contribuisce a farti sentire “donna” a farti sentire “ancora tu”. Avevo sentito parlare di un libriccino dal titolo “ho il cancro ma non ho il vestito adatto” non me la sono ancora sentita di leggerlo.

    Scusate i pensieri a piede libero, non rispondevo a nessun precedente messaggio in particolare, sono appunto pensieri sparsi

    Buona visita a tutte

  7. sono toccata in prima persona dal tema cancro al seno, o meglio, in seconda persona.
    ad una cara amica, giovane, sotto i 40 anni e con pochi anni più di me è stato diagnosticato uno di quei mostriciattoli cattivi e aggressivi e sta portando avanti con coraggio e col sorriso la sua personale lotta.
    ho sempre meditato di andare a farmi “palpare le tette” (posso scriverlo???) per controllare che tutto vada bene, avendo tra l’altro un seno decisamente generoso. Non l’ho mai fatto.
    Quest’anno però ho preso in mano il telefono e il 5 novembre ho l’appuntamento.
    Fiocchetto rosa o non fiocchetto rosa, è un gesto che noi donne dobbiamo fare a noi stesse. un po’ come il pap-test 🙂
    Grazie per aver toccato l’argomento.
    Barbara di recente ha scritto al lago Spigorel

  8. Pingback: oggi | minimo.

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