86€ la settimana

Buon mese di ottobre a tutti! Come vi stanno andando le cose? Da queste parti ci godiamo l’autunno, anche se non siamo riusciti (ci aggiungo uno speranzoso “ancora”) ad andare in vacanza e questo, unito al cambio di stagione, inizia a pesarci un po’.

Oggi parliamo di nuovo di cibo (e di soldi, e di privilegi, e di consapevolezza).

In America, magari lo sapete, esistono i “food stamp“, oggi distribuiti tramite il cosiddetto “SNAP Program“: come spiegato nella pagina dedicata della Social Security Administration americana (con un’immediatezza e una semplicità che fa sorgere spontaneo il confronto con il nostro linguaggio istituzionale…), servono “a supportare l’acquisto di generi alimentari da parte degli americani a basso reddito”.

Katy di The Consumer Advocate, alla quale il tema della frugalità applicata al cibo è molto caro, ne ha parlato qui: una famiglia dell’Oregon si è posta l’obiettivo di sfamarsi, per una settimana, sfruttando esclusivamente il budget previsto dallo SNAP, ovvero 4$ a persona (due adulti e due bambini) al giorno, per un totale di 112$, pari a 86€. Dopo quattro giorni hanno dovuto dichiarare forfait (ma già dal terzo si sono resi conto che l’impresa si stava rivelando impossibile).

Katy fa notare giustamente che non è difficile capire perché: lista della spesa composta essenzialmente di cibi pronti e poca o nessuna propensione a cucinare. Ma, aggiunge, è vero che per molti anche il tempo per cucinare è un lusso e che, da questo punto di vista, la situazione di questa famiglia rispecchia quella di molte che accedono effettivamente al programma SNAP. Detto questo, mi sono letta i post in cui viene fatta la (breve) cronaca di questa esperienza, e li ho trovati molto interessanti a prescindere, o forse proprio a causa, del risultato finale.

Giorno 1: “Mi è capitato di essere senza soldi in passato, ma non sono mai stato “povero”. Essere senza soldi è una situazione transitoria; essere poveri una condizione esistenziale dalla quale non si esce. Senza soldi è chiedere una mano a parenti o amici; povero è non sapere a chi rivolgersi, perché nessuno di quelli che ti stanno intorno sta meglio di te. Senza soldi è andare avanti per un po’ a pasta e patate; povero è chiedersi come potrebbe essere non avere fame, o non avere idea di cosa dar da mangiare ai propri figli ogni giorno della tua vita”.

Giorno 2: “Ieri sera sono finalmente andato a far spesa, il che ha significato una serie di ansie tutte nuove. Ho tirato fuori il telefono e ho iniziato a sommare il prezzo di ogni articolo per essere certo di non superare il budget. Farlo di fronte agli altri clienti mi ha fatto sentire a disagio, in particolare dato che Mattias (mio figlio) per ogni cosa che finiva nel carrello ripeteva la stessa domanda: “Papà, sei sicuro che possiamo permettercelo?”

Giorno 3: (a proposito dell’interesse mediatico suscitato) “Perché tanto interesse? Dopo tutto, più di venti milioni di americani vivono in condizioni analoghe, o anche molto peggiori, ogni giorno dell’anno. […] L’idea di volere qualcosa e di avere i mezzi per procurarsela, eppure scegliere di non farlo, va talmente al di là di quella che è la norma nella nostra cultura, che attira l’attenzione. Anche se il nostro esperimento dura solo sette giorni, è comunque abbastanza per portare gli altri a chiedersi perché lo facciamo. C’è gente che si è offerta di prepararci del cibo e di portarcelo a casa o in ufficio. Altri ci hanno invitato a cena o a pranzo. Ovviamente apprezzo queste gentilezze, ma non posso fare a meno di chiedermi se non nascano dalla sensazione primordiale di disagio che proviamo quando veniamo messi a confronto con quanto (quanto!) ci concediamo senza averne veramente necessità

Giorno 4: “E quindi confesso: malgrado tutta la nostra programmazione e il fatto di avere due master in famiglia e tutti gli strumenti necessari a vincere questa sfida, non ce la faremo. […]  riconosco che questo fallimento probabilmente può insegnarci più di qualsiasi successo. […] Però io volevo farcela. Il mio ego mi diceva che potevo riuscirci, che sarei stato in grado di tenere a bada i privilegi e i comfort ai quali siamo così abituati.

Per parafrasare una vecchia canzone, I fought privilege and privilege won (Ho cercato di battere il privilegio, ma ha vinto lui).”

Gli spunti qui sono veramente tantissimi. Ve li propongo così come mi vengono in mente. Anzitutto, banalmente: quanto spendete voi, in una settimana, per riempire il frigo? Molto più (o molto meno) di 4$ al giorno a persona? Per una coppia parliamo di una quarantina di euro che, lo dico subito, per noi sono pochini. Subito dopo aver scritto il mio post sul cibo, anche io e Marco ci siamo posti una piccola sfida: quella di rimandare il più possibile la settimanale visita al supermercato, cercando di esaurire il contenuto del frigo e della dispensa… senza averli riempiti prima in previsione, intendo. È servito a renderci conto che, quando diciamo che il frigo è vuoto e non abbiamo più niente da mangiare (!), invariabilmente stiamo esagerando (che sorpresa, eh…). Da un lato non abbiamo mangiato in modo particolarmente sano, per cominciare non avevamo in casa granché in termini di frutta e verdura. Dall’altro siamo stati costretti a vincere la pigrizia e a cucinare un po’ quel che c’era: ad esempio, abbiamo gustato una fantastica vellutata di ceci che, altrimenti, chissà quando avremmo preparato.

Un altro aspetto che emerge dall’esperimento (quello della famiglia americana, non il nostro) è la tendenza del privilegio a farsi dimenticare e a farsi dare per scontato (indipendentemente da quale sia); almeno fino a quando non viene a mancare: “we human beings tend to have convenient amnesia when it comes to our comforts and our privilege” (è un’altra delle riflessioni del giorno 3). In altre parole: ci viene fin troppo naturale smettere di considerare lussi e privilegi come tali, e darli per scontati. Da lì al “non posso farne a meno” il passo è breve. È breve, ma drammatico e con conseguenze anche disastrose: perché se poi ci troviamo a dover rinunciare a quelli che in realtà erano lussi a tutti gli effetti, stiamo male, malissimo, e ci sentiamo dei (mezzi? interi? doppi?) falliti.

Mi ha molto colpito anche la reazione di amici e parenti, con inviti a cena e consegna di piatti pronti a domicilio: che, pensandoci, non erano veramente gesti di gentilezza né tantomeno di generosità. Lo sarebbero se i destinatari avessero avuto davvero bisogno di una mano per arrivare alla fine della settimana senza soffrire la fame. Mi domando: molti di noi probabilmente avrebbero fatto lo stesso, però non pensiamo neanche a informarci su come aiutare sul serio qualcuno che non sa come riempire il frigo. Giusto?

E ancora: ci avete mai pensato che anche smettere di mangiare troppo è una forma di decluttering? Che la nutrizione e la dieta sono anche (forse soprattutto) una questione etica?

Tutte questioni da massimi sistemi, lo so. E allora concludo con una bellissima notizia minima di qualche giorno fa, che viene da Alessandria e alla quale ha accennato anche Gramellini su La Stampa… e vi auguro un bellissimo (e buonissimo) fine settimana.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

31 thoughts on “86€ la settimana

  1. Interessantissimo argomento. Credo che mangiare bene costi poco, con le dovute accortezze e cucinando molto. Noi prepariamo pane, pizza e focacce in casa e anche concedendosi le farine biologiche più costose e strane non è mai una grande spesa. Avere l’orto è una bella risorsa ma se non si semina da sé, le piantine da trapiantare costano e così anche i rimedi biologici per malattie e parassiti (ci ho speso 50 euro! ma dureranno più di un anno). Noi in definitiva spendiamo poco anche comprando solo bio o quasi, quello che ci frega è la “dipendenza” dal negozietto di formaggi e buonezze locali, dove ci facciamo spennare almeno una volta la settimana, soprattutto se abbiamo ospiti. Perché dopo una settimana a verdura, cereali e tofu, quando arriva il weekend è dura non concedersi uno o più aperitivi e una cena con gli amici! Temo che la nostra spesa maggiore siano i beveraggi, in particolare birra e Campari 😉

  2. Bellissimo esperimento! Probabilmente negli USA è molto difficile da attuare; credo che qui in Italia sia una sfida fattibile (ovviamente non si intende che mangiamo abitualmente spendendo così poco), anche se non ho ben capito se tutto ciò che si mangia debba rientrare nel budget o se non si possono fare acquisti oltre il budget. Perchè nel secondo caso sarebbe abbastanza easy visto che tutti abbiamo già in casa (per me è così perchè in tal modo posso cucinare senza problemi) almeno un pacco di pasta, un pacco di riso, dei legumi, tonno, salsa, qualche uovo, verdure surgelate, un po’ di olio, zucchero, sale, caffè, un pacco di farina (anzi farina 0, 00, di ceci anche se iniziate), lievito, grissini, pane vecchio da riusare, tavoletta di cioccolato, yogurt, cacao e sicuramente altro. Per cui basta acquistare frutta, verdura, latte, pesce, carne e poco altro (cioè quello che compro abitualmente in settimana poco alla volta perchè non vada a male). Ma mi sa che la sfida non era questa! In ogni caso non è la stessa cosa avere a disposizione 40 € in due o 80 € in quattro (soprattutto se ci sono bimbi), perchè cucinando (ovviamente non comprando cibi pronti) la seconda è molto più fattibile, la prima (senza cibi già in dotazione) penso porterebbe a mangiare male nel senso di molto monotono.
    ciao francesca

    1. Francesca: se non sbaglio nel budget in questo caso veniva conteggiato tutto il cibo consumato durante la settimana, compreso quello già presente in casa.

  3. In teoria noi 3 ci staremmo anche dentro, se non fosse che per amor di verità dovrei aggiungerci anche quello che si mangia fuori casa a pranzo (panino o insalata che sia) e in teoria anche la mensa scolastica del bambino. Per la spesa alterniamo discount e Farmer’s market, con poche escursioni in super di prima fascia. Ed è sicuro che potremmo fare di meglio, visto che alla fine, ancora buttiamo molte cose, per pigrizia, disorganizzazione e mancanza di buonsenso. Di mia moglie, ovviamente 😉
    Alberto di recente ha scritto Risparmiare carta: un infografico

    1. Eheheh Alberto fa il bravoooo 😉
      Scherzi a parte: nell’esperimento così com’è stato concepito in questo caso, rientrava *tutto* il cibo, compreso quello offerto, quindi sicuramente anche pranzi fuori e mensa del bambino.

  4. Molto interessante l’esperimento, anche perché penso sia realmente molto utile comprendere (quanto più minuziosamente possibile) come spendiamo il nostro denaro, poco o molto che sia. Riuscire a tenere bene i conti ci fa scoprire anche come si modificano i consumi, quando cambiamo abitudini. Purtroppo per tenere bene i conti occorre che tutti siano precisi e non sempre si riesce. A casa nostra teniamo una contabilità che io definisco sommaria, perchè la vorrei più precisa, ma che ci da un’idea d’insieme. Noi siamo in 4, tutti pranziamo e ceniamo a casa abitualmente e di solito la nostra spesa mensile per alimentari e casalinghi (compresi prodotti per la pulizia personale, cosmetici, ecc…)si aggira sui 400 euro. Circa il 70 per cento della nostra alimentazione è biologica, siamo onnivori. Direi che siamo piuttosto bravi, ma possiamo migliorare ancora molto. Secondo il calcolo proposto, spendiamo circa 25 euro ciascuno a settimana (non solo di alimentari però).
    gabriella di recente ha scritto Letture: come vivere in 5 con 5 euro al giorno

    1. Noi facciamo spesa (Ipercoop, raramente Esselunga e solo per “rabbocchi” occasionali) ogni dieci giorni più o meno, anche due settimane. Non abbiamo un orto, mangiamo di tutto (poca verdura, molta carne bianca) come voi e sempre in casa. Difficilmente consumiamo cibi pronti (qualche zuppa). Biologico sì, ma non tutto e non sempre. Faccio anche io un po’ fatica a distinguere spese alimentari e non (ma queste ultime sono limitate, visto che per lavarci usiamo solo il nostro sapone, lo shampoo è solido e ci dura una vita, i detersivi sono quasi tutti autoprodotti etc.), e sono consapevole che la nostra spesa è attenta ma non in modo eccezionale: stiamo sui 50/60€ a settimana abbondanti, scendere sarebbe fattibile ma comporterebbe dei sacrifici notevoli.
      Bisogna naturalmente tenere conto delle economie di scala, come diceva giustamente Francesca, e del fatto che le condizioni qui e in USA sono molto diverse, a livello di prezzi e di qualità del cibo disponibile.

  5. Noi spendiamo di spesa settimanale 85/87 euro peró compresi oggetti e prodotti per la cura della casa, a queste bisogna aggiungere peró 15 euro di buoni pasto della maggiore, siamo in 4 di cui due con malattie che prevedono una dieta particolare, quindi non é male. Quello che ci imponiamo e che insegnamo alle nostre figle é di evitare sprechi ed acquisti inutili, non tanto per il costo, ma proprio per una scelta di vita

  6. 100 euro alla settimana in 4 , senza fatica, cucinando molto e mangiando pochissima carne..ce la facciamo tranquillamente, potremmo anche migliorare.

  7. davvero interessante! a casa mia (siamo in due, mamma e io) si spendono circa 40-50 euro a settimana in generi alimentari (gatto escluso) di cui 20 sono della cesta del Farmer’s market (che contiene anche latte e a volte pane e formaggio) però non ho idea di quanto costerebbe riempire una dispensa da zero: c’è sempre già qualcosa da parte (tipo il pomodoro e l’olio che compriamo in grandi quantità una tantum) …mia mamma poi ha tendenza ad accumulare scatolette e usiamo anche molto il surgelatore 🙂
    certo che se compri solo cibi pronti come la famiglia dell’esperimento è impossibile rientrare in quella cifra…
    yliharma di recente ha scritto Guida semiseria agli acquisti

  8. In Italia con una quarantina di euro alla settimana me la cavavo alla grande.Io cucino volentieri, e là avevo una cucina che me lo permetteva anche in termini di spazi(appoggiare una forchetta da qualche parte dopo avere fatto una pastella non è mai stato qualcosa su cui dovere riflettere). Qui, a causa della location,dei prezzi stellari della frutta e della verdura, che costa in media almeno il triplo che da noi, non cucino più come prima e in più due o tre giorni alla settimana sono costretta a mangiare fuori. Quindi, tre spese settimanali mi costano attorno ai 45 euri e la quarta anche 60
    Sembra incredibile quanto incide,per me, il fattore “spazi vitali per mettere le mie casseruole e pentole e tagliare e sminuzzare e quant’altro”
    elena di recente ha scritto Spleen di metà settembre

  9. noi siamo in due fino a qualche mese fa spendevamo 80 euro a settimana. ora ne spendiamo circa 30 (a volte ci avviciniamo ai 40 ma difficilmente sforiamo), comprese le cibarie dei gatti/cani (4 in tutto). sono serviti mesi e mesi di allenamento, analisi degli scontrini (questo serve, questo no) e dei prezzi.
    se si leggono con attenzione i propri scontrini ci si accorge che molte delle cose che abbiamo messo nel carrello sono superflue e/o dannose per la nostra salute (e in genere sono le più costose).
    tatiana di recente ha scritto Uno strano decluttering

  10. Tutto troppo interessante cio che dite, si potrebbe parlare per giorni. Le realtà variano da chi vive solo. o in due, o con figli, e dall’età dei figli.
    Non so quando spendo a settimana, vivo con mia mamma, in un momento di autocastrazione e avvilimento e pseudo interesse per il mangiar “sano” mi son trovata al supermercato a pensare:
    – non mangio piu’ carne ne uova xchè è merda x come allevano e per come trattano gli animali e poi non fa bene, quindi niente salumi e latte…. e formaggi industriali (vittima anche dei documentari shok sull’industria del cibo che davano su current tv)
    – non compro tutti sti cavolo di detersivi xchè non servono, inquinano, costano troppo e posso creare alternative casalinghe
    – non compro cibi spazzatura quindi cocacola, merendine, patatine, pane chimico pieno zeppo di alcol,grissini, biscotti, cibi pronti da riscaldare, buste d minestre, le orribili torte liquide…. dio ma avete visto la frittata spray?? no vi prego vorrei fermarmi davanti al banco e vedere in faccia il cerebroleso che compra quella bomboletta
    – non compro acqua xchè non ha senso e si fa troppa plastica
    – non compro sta cavolo di frutta e verdura che viene dall’altra parte del mondo ma vado al mercato dal banchetto coldiretti
    – surgelati non ne vedo il motivo.. se non cose del tipo un furbo trito x soffritto fatto però in casa da me e messo nel freezer oppure le foglie del basilico che si conservano ecc.. prezzemolo e aglio pronto…
    Mi guardo attorno al Bennet con mio cestino e mi chiedo… ehm ok quindi che cosa compro/ mangio?
    quindi per un certo periodo , che potevo di tempo, di testa , di denaro e di rigore, ho comprato solo pasta integrale, farine integrali, olio vero e non merdate d finti olii, riso, orzo, farro, kamut,avena, legumi a non finire,frutta e verdura del mercato, niente vino o bibite diverse dall’acqua… ecc ecc
    Passare dal carrellone pieno, a un cestino a rotelle semivuoto è disorientante all’inizio.. alla lunga senti che manca qualcosa.. piu’ che altro attacchi di fame ancestrale tipo “voglio sbranarmi un panino col salame”..sotto sotto credo manchi “la soddisfazione” dell’aver comprato, dell’avere tanta roba di scorta.. roba che nel caso di offerte ad esempio di mozzarelle a pacchi ecc poi va sempre a male in casa nostra. Ripeto manca qualcosa… vivi comprando poco, mangiando poco e bene.. ma tantè torna l’istinto di voler comprar qualcosa. Forse puo’ aiutare il non guardare piu’ la tv.. e leggere meno riviste di cucina xchè invogliano… di fondo x me bisognerebbe riempire la vita con interessi che t “nutrono” diversamente dallo stramangiare, cose come nel mio caso lo sport, il giardinaggio, dedicare tempo a chi ha bisogno, vuotare e regalare le cose che non ci servono..leggere, essere presenti alle azioni quotidiane con la testa.. andare in bici e sentire il profumo dell’autunno…è facile? no. ci si puo’ lavorare? si. si puo’ vivere con poco e spendendo poco? si. si hanno ricadute ? si. cosa volevo dire di fondo? l’ho perso di vista perchè è un argomento che ha mille diramazioni questo e sono partita dal tronco per finire in una delle centinaia di foglie.
    Comunque sia è interessante, mi piace tantissimo leggere ogni vostro commento, siamo tutti uno spunto reciproco per trovare un nuovo modo di vivere, grazie a tutti . Ilaria

  11. Io rilevo soprattutto (in effetti più sull’alimentazione che su altro) la difficoltà di trovare un buon compromesso tra persone che hanno stili alimentari, e più in generale di vita, piuttosto diversi anche se non abissalmente…
    … come Ilaria vivo con mia madre, che si occupa della spesa (mi piacerebbe metterci mano, comprare e cucinare; ma per ora è impensabile se non per piccole eccezioni: fare la spesa e cucinare rappresentano due dei pochi stimoli e delle poche occupazioni che ha, levarglieli significherebbe privarla di un suo ruolo e di un modo per occupare il tempo…).
    Mi piacerebbe come molti di voi sperimentare e magari adottare in modo permanente soluzioni come gruppi d’acquisto, farmer’s market ecc., ma quasi ogni tentativo di ritagliare degli spazi simili ha comportato solo un costo ed uno stress in più, in quanto lei non è in grado di rivedere le proprie abitudini, dev’essere guidata in tutto e fare delle scelte diverse significa comprare cose non ‘al posto di’ altre, ma ‘in più’.

    La nota positiva è che ho potuto sostituire la carne di macelleria con i legumi: le ho detto che non ne avrei più mangiata per nulla, e a inizio mese la accompagno al super per la spesa grossa.
    Non ho un’idea precisa di come spenda la parte di pensione che trattiene (sono circa 450 euro), ma dal momento che ci stanno dentro sia alimenti che altre spese piccole (dai detersivi ai fiori…) un rapido calcolo mi dice che utilizziamo al massimo 40-50 euro a testa a settimana per mangiare.
    Tanto, dal mio punto di vista, ma come ripeto è una cifra approssimativa.

    Scusate la prolissità.
    Non potendo muovermi liberamente spesso rinuncio o trovo infattibili alcune proposte che sarebbe perfette se fossi sola; ma intanto leggere quel che altri riescono a fare mi tiene su di morale e mi abitua pensare in modo diverso, più funzionale. Un grazie anche da parte mia 😉
    E buona domenica.
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto Spazio emotivo: dall’etnico al minimale

    1. Rispondo solo per dirti che dev’essere davvero pesante vivere in questo modo. Ti ammiro. Al tuo posto confesso che sarei scappata anni fa. Anzi, SONO scappata anni fa.

      1. Eheh, ovviamente capisco.
        L’avrei fatto anch’io (e non sarebbe stata la prima volta) in altre circostanze, ma per farla breve mia mamma è relativamente autonoma ma comunque malata (sindrome neurologica con varie ed eventuali), e mio papà ci ha lasciato lo scorso inverno, perciò anche se me la prendo regolarmente perché sono un’irosa nata alla fine più o meno un equilibrio lo trovo. Lo devo trovare, povera stella: ha solo me.
        Che la mollo alla deriva (e vado alla deriva anch’io per conto mio, senza lavoro e senza una casa sicura) per la soddisfazione di mangiare e organizzarmi a modo mio? Ci penso e ci ripenso, fantastico ad occhi aperti (ci sta) e alla fine me la tengo 😉
        Denise Cecilia S. di recente ha scritto Sul cibo non si risparmia!

  12. E’ da un po’ che pensavo fosse ora, oltre che di monitorare più o meno le spese, di provare a darsi un tetto. Questo post casca a proposito e mi dà la giusta motivazione. Non è la prima volta che lo fai Laura (con successo variabile, ho già smesso di correre da un pezzo!).
    Noi in due più un peloso vorace siamo a circa 50 euro a settimana in media, senza considerare cene fuori (rare in realtà) e inviti a casa nostra. Buttiamo via pochissimo, niente orto ma ogni tanto qualche gradito regalo di uova e frutta/verdura, soprattutto in estate. Vediamo se riusciamo a migliorare!
    L di recente ha scritto di post fantasma

    1. Nooooo come hai smesso di correre nooooooo sono così tristeeee
      (sì, lo so, sono noiosa, ignorami eheheh)

      Beh, mi pare che 50€ in due con cane non siano affatto male, anzi. Io dovrei fare un conto “serio” per verificare davvero quanto spendiamo.

  13. Provo a raccontarvi la mia esperienza circa il “trovare la quadra” dell’alimentazione familiare.
    Da un anno circa mi sono abbonata a un servizio che ti consegna spesa bio e km0 a domicilio e mi trovo molto bene: la cassetta base mi costa 27 euro a settimana, più in media altri 15 euro circa di prodotti vari su richiesta. Ci mangiamo tranquillamente in due anche se il nostro abbonamento si chiama “single” (ma è vero che mangiamo a casa solo la sera e nel weekend). Spesso i prodotti ci durano oltre la settimana, e parallelamente mettiamo su un po’ di dispensa.
    A livello di bilancio, paghiamo di più in senso assoluto (i prodotti al kg sono più cari di quelli del supermercato) ma di fatto spendiamo molto meno, perché mangiamo quello che c’è e non ci facciamo prendere da slanci consumistici, cosa che prima accadeva. Chi più spende, meno spende, insomma.
    Anche la qualità del cibo è migliore, complice il fatto che sono “costretta” a cucinarli come si deve: niente piatti pronti, niente conservanti etc.. Siamo più coscienti di quello che mangiamo e oltre tutto abbiamo perso un bel po’ di peso entrambi, senza fare diete (a me uccidono l’umore).

    1. Che bella cosa! Peccato che questo tipo di servizi da queste parti siano completamente assenti. Non posso nemmeno farmi mandare la spesa dall’Esselunga… 🙁

  14. Io cerco di stare il più possibile lontana dai supermercati. Compro frutta e verdura al mercato (circa 15/20€ la settimana), pasta e affini in un negozio bio ogni due settimane e pesce fresco non di allevamento dal pescivendolo dove riesco a tenere una media di 6/8€ al chilo.
    Una scelta di salute che aiuta moltissimo il portafoglio!
    Ogni tanto però ci concediamo qualche “sgarro” tipo pollo arrosto, birra e patatine!

  15. ciao, capito su questo post per caso. qui spendiamo in media 25 euro la settimana. siamo in 4. un grande aiuto arriva dall’organizzazione dei pasti e dall’autiproduzine della maggior parte di questi. il mio personale segreto? bando il super..a favore del prodotto a km zero e del mercato. in tutto questo, con due bambine, garantisco la carne una volta a settimana e due volte il pesce..quale pesce? quello meno costoso e più nutriente! scriverò un post in merito..posso rimandare al tuo interessantissimo articolo?
    grazie!

    1. Scusa la risposta tardiva, è stata una settimana molto intensa 🙂
      Certo che puoi citare il mio articolo, anzi torna anche qui a segnalarcelo (oppure fallo su Facebook!)

  16. Seguo il blog da un po’ di tempo e anche la pagina fb. Sono sempre stata minimalista. In queste notti insonni per mille fastidi, ho letto questo post. Vi chiedo consiglio sullo spesa. Come fate? Noi siamo in tre, marito libero professionista, figlia all’università, io a casa da qualche anno per chiusura azienda dove lavoravo. Come fate a spendere così poco di spesa? Datemi consigli. Nel mio budget la spesa più consistente è il cibo. 200 e oltre euro a settimana tra supermercato macelleria, fruttivendolo e pescheria. Non compro cibi pronti ne alcolici tranne qualche birra per il weekend quando facciamo aperitivo in casa solo in casa. Mangiamo cose normali. Siamo magri, tutti i pasti vengono prodotti in casa. Ho provato di tutto spese settimanali e quotidiane per ridurre i costi ma nulla è servito. Non faccio spesone mensili perché mi viene l ansia a vedere mobili pieni.ho però la necessità di ridurre le spese fisse e questa è l unica che posso limare.non più cinema e cene fuori (già prima molto poco frequenti).

    1. Ciao Emanuela – qui diventa un po’ complicato darti dei consigli specifici. Ti consiglierei se vuoi di porre la stessa domanda nel nostro gruppo Facebook (non so se ne fai già parte. La pagina è chiusa da parecchio tempo ormai). Grazie mille!

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