Settembre andiamo, è tempo di… correre

Sappiamo tutti come funziona: a settembre si torna dalle vacanze con l’immagine dei nostri rotolini per sempre immortalati nelle foto del mare, oppure con il ricordo dei porcodiquaeporcodilà che abbiamo tirato arrancando, completamente privi di fiato, sui sentieri di montagna (o sulle scale di casa). Ci diciamo che è ora e tempo di fare qualcosa, di prenderci finalmente cura di noi, smettere di mangiare porcate e, soprattutto, di iniziare a fare attività fisica.

Risultato: (ri)pieni di buoni propositi, partiamo in quarta con la dieta e la palestra. Qualcuno resiste. Qualcuno dà di matto dopo 2 giorni. La dieta è un altro argomento che non toccherò per manifesta inferiorità. Per quanto riguarda l’attività fisica, una volta era un classico pagare a settembre 1000€ di open annuale così poi non posso non andare! ho pagato!) e a novembre, appurato e verificato di aver fatto un enorme errore, fingere piagnucolando l’infortunio debilitante per riaverne indietro almeno una parte. Oggi 1000€ non li abbiamo proprio, specie da scommettere sulla nostra capacità di andare a sudare sotto le luci al neon: e quindi, in tantissimi scoprono o riscoprono la corsa. Premessa: non sono certo un’esperta, corricchio da un anno, ho fatto qualche gara (ne ho parlato qui e qui) ma giusto per divertimento, quando arrivo a 30k la settimana mi sento già orgogliosa di me stessa, faccio tempi da bradipo zoppo. Però tre cose le ho imparate, a furia di sentirle ripetere da chi ne sa più di me. E mi sono resa conto che è vero quel dicevo più o meno un annetto fa: la corsa è semplice, è il motivo per cui attira tante persone (e ha attirato anche me). Basta poco, ma per quel poco bisogna avere cognizione di causa. Eccovi allora quelli che io considero i fondamentali, e quello che penso sia superfluo… almeno per cominciare.

Le scarpe: FONDAMENTALE. Non solo nel senso che correre a piedi nudi non è per tutti, ma anche perché devono essere quelle giuste, per evitare fastidi o addirittura infortuni. Come sceglierle?
Teoria: leggete questo (anzi, se vi interessa l’argomento corsa leggetevi un po’ tutto il blog!). Pratica: informatevi sui negozi locali specializzati e, possibilmente, trovatene uno dove facciano il test dell’appoggio, che consiste nel farvi salire su un tapis roulant dotato di telecamera collegata a un computer, e farvi correre per una manciata di secondi. Se davanti al computer c’è una persona competente (!), quella manciata di secondi gli basteranno per consigliarvi le scarpe più adatte a voi. Budget indicativo: 100/120 euro circa, che si riducono se vi accontentate del modello della stagione passata (a volte le differenze sono minime e può valerne la pena).
“E se compro le  da running ma dopo due volte smetto di correre?” Giusta osservazione: diciamo che per cominciare va bene tutto (o quasi). Uscite, provateci, e quando vi renderete conto che la corsa fa per voi, “premiatevi” con un paio di scarpe serie. Per darvi un’idea, per me questo periodo interlocutorio è durato un mese circa.
Abbigliamento tecnico: SUPERFLUO. No, non voglio istigarvi a dare spettacolo di voi correndo nudi 😉 Intendo dire che non è il caso di spendere in quei bei completini che ci fanno tanto gola, prima di aver macinato un minimo di km. Sia perché magari scoprirete che la corsa non fa per voi, sia perché vale la pena capire prima quali sono le vostre preferenze: se i pantaloni al polpaccio vi danno fastidio, ad esempio, o avete particolarmente freddo alle mani, o non ce la fate proprio a correre senza un cappellino. In ogni caso, da Decathlon agli outlet, dai negozi specializzati ai grande store monomarca, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche.
Un paio di calze serie e un reggiseno sportivo (quest’ultimo soprattutto se, diversamente dalla sottoscritta, avete una misura di seno qualificabile, anzi quantificabile, come tale): FONDAMENTALI. Sembra stupido ma non è. I piedi e quella certa parte del corpo una e bina ringrazieranno sentitamente.
Un fighissimo orologio-cronometro-cardio-GPS-e-chi-più-ne-ha-più-ne-metta:
SUPERFLUO. Sono oggetti mediamente costosi e offrono funzioni e dati che, all’inizio, non vi servono e non capireste nemmeno. Rimandate la spesa a quando ne saprete un po’ di più. Se avete uno smartphone, potete utilizzare una qualsiasi delle centinaia di app specifiche per tracciare velocità, percorsi etc (se poi usate un iPhone e ci volete particolarmente bene, scaricate TMT, che si dà il caso sia opera del mio maritino)
Se non avete uno smartphone, un normalissimo orologio/cronometro sarà più che sufficiente.
Un programma da seguire: FONDAMENTALE. Almeno, lo è stato per me: se seguite minimo sapete che ho, anzi abbiamo, cominciato a correre utilizzando il C25K, che in paio di mesi scarsi ci ha portato a correre 5k da zero. Fondamentale perché l’allenamento a intervalli mi ha permesso di aumentare progressivamente il carico senza morire nell’impresa, e anzi sentendomi motivata dai progressi continui. Una volta arrivati a correre mezz’ora di fila, sarà tutto in discesa e potrete pensare ad aggredire altri traguardi.
Un parco o una ciclabile o un lungomare dove correre: consigliati, desiderabili ma SUPERFLUI. Non accampate scuse: io corro da un anno per le strade della mia città, e non sono certo l’unica. Certo, quando posso farlo in mezzo al verde delle colline, in montagna o vista mare è meglio, ma se volete davvero correre, qualsiasi posto andrà bene.
Il tempo per correre: SUPERFLUO. Nel senso che, se lo vorrete davvero, riuscirete sempre a ritagliarvelo: la sera di ritorno dal lavoro, la mattina prima di andare in ufficio, la domenica, in vacanza… Prima che ve ne rendiate conto sarà la corsa a rubare tempo al resto, anziché il contrario!
La voglia di correre: FONDAMENTALE. Banale? No. La corsa dà tantissimo, ma pretende altrettanto. Quasi tutti cominciamo a correre per dimagrire, per tenerci in forma, per stare dietro a un fidanzato… quasi nessuno lo fa per passione verso la corsa in sé. Se le concedete abbastanza tempo, però, la corsa non si limita a farvi dimagrire, a permettervi di salire le scale senza avere il fiatone, e a farvi guardare dal fidanzato con una considerazione tutta nuova. Un giorno vi svegliate e la corsa vi premia con il regalo più bello di tutti: aver reso tutte queste cose ininfluenti. Un giorno vi svegliate e vi rendete conto che correte solo per correre. A quel punto, niente e nessuno vi potrà più fermare; e (quasi) tutto diventerà superfluo.
E dato che so benissimo che tra i lettori e le lettrici di minimo ce ne sono un sacco che corrono e/o che hanno cominciato da poco: su, non siate timidi, e diteci cos’è (stato) fondamentale per voi all’inizio!

“No doubt a brain and some shoes are essential for marathon success, although if it comes down to a choice, pick the shoes. More people finish marathons with no brains than with no shoes”

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24 thoughts on “Settembre andiamo, è tempo di… correre

  1. Chapeau 🙂

    Ma… 1000€ di open annuale? Ma quanto cacchius costa andare in palestra a… a dove, a Milano? A Valenza? La mia palestra ne vuole solo 360 per l’open annuale, con lo sconto eh; ma il massimo, 400, l’ho pagato solo alla primissima iscrizione, sui quattro anni fa… 1000 non li spenderei manco dipinta.
    Alliandre di recente ha scritto Kalkbrenner, artista misconosciuto

    1. Decisamente Milano, per un centro come si deve (corsi vari, piscina, centro benessere, sala pesi…). Anche ad Alessandria, comunque, per l’open annuale nell’unico centro del genere chiedono una cifra simile.

        1. Fischius O_O
          Anche la mia ha corsi vari, sala pesi, attrezzi Technogym, centro benessere, stanze belle grandi coi soffitti alti (a me viene l’ansia nelle palestrine piccole, mi manca l’aria)… manca solo la piscina – c’è in una palestra vicina, che comunque non mi pare proprio che costi 1000 euro.
          Alliandre di recente ha scritto Kalkbrenner, artista misconosciuto

  2. Grande elle … bell’articolo !!! se mi posso permettere però avrei un appunto sul discorso del PROGRAMMA DA SEGUIRE. Io corro praticamente da sempre, e con alti e bassi la corsa è rimasta comunque il mio sport preferito. Avevo provato anche a puntare ad una maratona ma mi sono infortunato a circa 2 settimane dalla data fatidica 🙁 in quel periodo correvo 4 volte a settimana e mai meno di 15km per volta e alla fine era diventato più stressante il vincolo di rispettare quel programma rispetto al piacere della corsa. Da allora ci ho messo ancora qualche anno a capirlo (ogni tanto ricadevo in qualche obbiettivo di tempo o di lunghezza) ma adesso apprezzo davvero la corsa solo correndo senza alcuna programmazione. Capisco che, sopratutto per chi comincia, possa essere importante seguire un certo metodo di allenamento, ma non lo classificherei FONDAMENTALE.
    Altra cosa … lasciate a casa cardiofrequenzimentri, gps, contapassi, ecc … portate giusto un orologio per sapere quando dovete tornare a casa e qualcosa per ascoltare della buona musica (ma anche questo non indispensabile).
    Ultima ultima ultima questione, che per me è fondamentale nella scelta di questo sport. Ritengo che sia l’unico che, oltre a permetterti naturalmente una gestione autonoma nella scelta del quando e dove, con poco tempo a disposizione (anche solo 30 min) ti permette di effettuare un buon allenamento …

    Complimenti ancora Elle …

    1. Grazie per i complimenti 🙂
      Ti do ragione, nel senso che come dicevo è (stato) fondamentale per me: ma io sono un po’ autistica, “programmare” per me è una seconda natura 😉 Figurati che adesso mi sono messa a provare il Galloway!
      Ovviamente se il dovere di seguire il programma supera il piacere di correre, c’è qualcosa che non va; però è anche vero che il piacere di correre, il sorriso ebete che ti spunta mentre fai fatica, il desidero di uscire di nuovo anche se sei appena rientrato e incidentalmente hai sputato l’anima… non per tutti arriva subito. Bisogna conquistarselo, e per farlo un minimo di programma secondo me aiuta. Idem per il discorso GPS etc.: per me tracciare i percorsi, avere i dati su velocità, PB etc. è importante perché mi motiva (a volte mi fa anche venire voglia di battere la testa al muro, ma vabbè… per fortuna le endorfine non fanno differenza tra allenamenti “riusciti” e “falliti” dal punto di vista prestazionale!), ma sono d’accordo con te sul fatto che non è il caso di ossessionarsi con le informazioni, le tabelle, i programmi.

      1. Poi ci dici com’è, il Galloway, che volevo prendere il libro+CD 4 anni fa da Oops Gotta Run a Milano e poi l’ho lasciato lì perché avrei avuto bisogno di fare il corso con la Bionda dietro di me col mitra spianato, altro che CD.
        A proposito di motivazione 😉
        Alliandre di recente ha scritto Kalkbrenner, artista misconosciuto

        1. Se dici a me, non c’è mica bisogno del libro+CD, basta andare sul sito.
          Io mi trovo bene, comunque, lo sto usando per variare un po’ e tendenzialmente vado più forte.

  3. Scarpe: ce l’ho!
    Calze serie: ce l’ho!
    Reggiseno sportivo: ce l’ho! (indispensabile direi)
    Programma: ce l’ho!
    Voglia: ce l’ho!
    Tempo: manca ! 🙁
    E non mi dire che è superfluo, mi alzo alle 6 e spesso non sono a casa prima delle 20, vivo in paese, dovrei correre al buio, su strade male illuminate percorse da pazzi al volante: un suicidio!
    Però se mi concedono la variazione di orario in ufficio (finchè non vedo non ci credo) non avrò più scuse, sono pronta! Sino ad allora qualche corsetta ogni tanto, ma non è un vero allenamento.
    Una curiosità: ma tu in che orari corri?

    1. Allora, vedo poche alternative prima della riduzione di orario: l’unica è alzarsi ancora prima o uscire dopo il lavoro, almeno finché alle 20 c’è ancora luce. Oppure inventarti qualcosa in pausa pranzo (c’è una doccia in ufficio?).
      Non sto dicendo che sia facile, ovviamente.

      Corro a qualsiasi ora, eccetto la mattina appena sveglia. Ho provato quest’estate, quando faceva veramente troppo caldo, ma la pressione bassa mi ha steso. Ho ripiegato su orari serali, dalle 18.30 in poi: c’erano magari 35°C, ma non avevo molte alternative.
      A seconda della stagione, corro in pausa pranzo o la sera dopo le 18, a volte prima se il lavoro consente (ma, se posso, cerco di non “spezzare” la giornata lavorativa). Quest’inverno, quando Marco rientrava da Milano, l’unico orario papabile era dopo le 19, e allora andavamo a quell’ora malgrado il buio e il freddo… è servito a farci le ossa 😉

    1. Com’è vero! Oppure torno con la testa vuota, perché la fatica fa da filtro e alla fine nessuno dei pensieri che avevo era veramente importante.

  4. Ho iniziato questo inverno e riuscivo a tenere anch’io 30Km a settimana (per me un traguardissimo) seguendo il libro di Galloway.Purtroppo dopo le vacanze estive mi sono bloccata causa trasloco e orario diverso al lavoro.Prima correvo in pausa pranzo,ora esco alle h 17 circa ma con una bimba di 2 anni e mezzo devo riabituarmi e stabilizzare gli orari 🙁
    Ammetto,mi sono impigrita e odio esserlo!
    Grazie dei consigli del tuo blog che leggo molto volentieri

  5. Per me la sperimentazione corsa è appena iniziata, a correre a luglio grazie anche ai tuoi suggerimenti e alle tue strategie.

    Adesso corricchio una mezz’ora, faccio i miei 5 km 2/3 volte alla settimana e ne sono molto orgogliosa.

    Io che sono sempre stata un’intellettual-oide dopo i 35 anni e una splendida maternità mi sono scoperta anche molto fisica, terrestre, forte.

    In fondo è proprio la sensazione di forza quella che mi ha fatto iniziare e che continua a farmi uscire a correre (anche sotto la pioggia, mi sembra incredibile!)e soprattutto a incastrare tutti gli impegni familiari/professionali con un po’ di fantasia e tanta determinazione.

    E’ che mi piacciono tutte queste endorfine in corpo… 😉

    Ieri un caro amico mi ha proposto di fare insieme la maratona di New York tra 2 anni, adesso mi sembra un po’ troppo ma non è più impossibile come ritenevo solo 6 mesi fa.

    Ah, te l’ho già detto grazie, vero? 😉

    1. L’hai già detto ma io sono sempre molto felice e orgogliosa di sentirtelo ripetere.
      NYC è già tosta come maratona. Per cominciare potresti pensare a qualcosa di più abbordabile e di più vicino 🙂

      1. Ah, ah! Ma ti ci metti pure tu?! 🙂

        Io -per ora- non sono interessata alle competizioni, non ho lo spirito giusto, forse neanche la voglia…la cosa che mi ha colpita è stata la reazione mia: pensare “ancora non ne ho voglia” è molto differente dal “impossibile”!

        1. Io non sono competitiva, o meglio: lo sono con me stessa. Per me le cosiddette “gare” (o tapasciate che siano) sono solo un modo per correre in posti diversi, magari anche per una buona causa, e vedere persone con cui condividiamo la stessa passione. E di solito finisce che si va a cena o a pranzo insieme e della corsa manco si parla 😉

    1. Ottimo, due piccioni con una fava! Anche io faccio Pilates, un’ora la settimana, come forma di cross-training, ed è veramente favoloso, in particolare per chi come me sta seduto tutto il giorno.

      1. E vabbeh, a questo punto devo proprio mettermi in testa che è al Pilates che devo arrivare! E’ un periodo in cui persone amiche me lo consigliano, e pare sia quello di cui ho bisogno.
        E si può fare al chiuso, fattore che per me adesso diventa importante.
        Denise Cecilia S. di recente ha scritto Obbedienza e libertà

        1. Io lo straconsiglio, con un’unica “condizione”: trovare un’istruttrice o istruttore che sia *veramente* capace, e non è semplice.

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