Il circolo vizioso del consumismo

Qui il post originale

Il circolo vizioso del consumismo AKA Come buttare tempo e soldi

Raggiungere il primo McDonald’s a portata, naturalmente in macchina. Ingozzarsi ordinando le porzioni giganti.

Sentirsi oscenamente in colpa per aver esagerato con il cibo. Iscriversi in palestra.

Tornare a casa dalla palestra, sempre in macchina, passando accanto a una serie di parchi pubblici. Una volta arrivati, notare giardino e casa trascurati a causa delle lunghe ore trascorse al lavoro e in palestra. Per ottimizzare (!), comprare nuovo tagliaerba e nuovo aspirapolvere

Tagliare l’erba, raccogliere le foglie, fare le pulizie e riordinare. Crollare a letto, distrutti dalle nottate in ufficio e dall’alimentazione carente.

Recarsi presto al lavoro per pagare gli elettrodomestici e l’iscrizione in palestra

Fare di nuovo tardi al lavoro. Sentirsi troppo stanchi per andare in palestra. Avere fame ma non il tempo di cucinare un pasto vero.

Tornare al punto 1.

C’è chi mi ha detto che questo post le ha messo addosso “un’ansia terribile”, e in effetti non posso darle torto.
Riusciamo, riusciremo a interrompere il circolo, a fermarci, a respirare? A smettere di mangiare schifezze, che oltretutto mediamente costano di più di qualsiasi piatto cucinato, perché non abbiamo tempo nè voglia di metterci ai fornelli? A finirla di fare tardi al lavoro per pagare l’annuale in palestra, dove smettiamo di andare perché “non abbiamo tempo” e “siamo troppo stanchi”?
Fatemi sapere che ne pensate, e se il post vi sembra fin troppo famigliare…

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24 thoughts on “Il circolo vizioso del consumismo

  1. Verissimo! Infatti ho smesso di andare in palestra, ho iniziato ad andare al lavoro con la metro e ho iniziato a comprare le verdure regolarmente per non ridurmi ad ingozzarmi di kebab…(nel mio caso!)

  2. Purtroppo è cosi, nulla di più preciso! Io però ho avuto la fortuna/sfortuna di perdere il lavoro e ho capito … Ho iniziato a respirare per la gioia mia e di tutta la famiglia.

  3. Aggiungerei l’assurdità di andare in macchina alla palestra distante 5 km e poi correre per 5 km sul tapis. Andare di corsa in palestra E’ una opzione possibile!

  4. altroché se è familiare…mi viene da pensare che se vivessi da sola sarebbe un problema cucinare e mangiare correttamente, e sì che vorrei pure diventare vegetariana, cosa che comporta ulteriore sforzo per cucinare (vuoi mettere quanto ci vuole poco ad aprire una scatoletta di tonno o a sbattere una fettina in padella?)
    l’unica cosa che non mi pesa invece è fare attività fisica, ma solo perché non si tratta di palestra (che mi annoia a morte) ma di arti marziali, che mi stancano nel corpo ma mi ricaricano la mente e le energie 🙂
    yliharma di recente ha scritto In cerca di ispirazione

    1. Quando vivevo da sola mangiavo malissimo, infatti… ho sempre odiato cucinare, ero pigra, non me ne fregava proprio nulla. C’è voluto Marco per iniziare a farmi mangiare decentemente!

  5. Ciao, sono quella dell’ansia addosso XD
    Perché in questo post ho avuto un flash della mia futura vita e non mi è piaciuto manco un po’ 🙁 (beh tranne per la parte sul MacDonald che aborro).
    Combatterò strenaumente per non finire in quel circolo!
    Eleonora di recente ha scritto La Stazione Centrale di Milano

      1. Speriamo che segua anche la pratica.
        Un po’ sto migliorando, soprattutto sugli orari di lavoro. Finora ho fatto orari pazzi mentre ora, grazie ad aver ripreso gli allenamenti di basket (invece di andare in palestra come l’anno scorso, pagare bei soldi e finire per andarci poco o niente perché con i miei orari non potevo fare i corsi che mi piacevano e la sala pesi non mi fa piuttosto schifo), mi impongo di uscire addirittura alle 18 XD
        Eleonora di recente ha scritto La Stazione Centrale di Milano

  6. Io mangio male anche adesso che non vivo piu’ da sola… ma cucinare proprio non mi piace!! Purtroppo non ho sposato uno di quei maschietti che amano pasticciare ai fornelli, anzi. Pero’ non faccio tardi al lavoro, anzi scappo il prima possibile! 🙂

  7. Un po’ familiare ma non troppo, per fortuna.
    Perchè odio Mac Donald’s e quando mangio al fast food quella volta al millennio lo faccio perchè ho proprio voglia di farmi male (che bellezza, eh).
    Perchè sono mostruosamente pigra e odio anche le palestre.
    Perchè non ho un giardino e il Dyson è garantito 5 anni 😛

    Scherzi a parte, ho ben presente il circolo, soprattutto la sensazione di vivere per lavorare e non di lavorare per vivere.
    Stella di recente ha scritto Minimal Chic DIY

  8. Andare il più possibile al lavoro in bicicletta, mangiare sano, bere tanta acqua, uscire dal lavoro presto per dedicar più tempo alla propria famiglia e alle proprie passioni. Ritagliarsi ogni giorno anche solo 15 minuti per fare ciò che amiamo! Io lo sto facendo! Pensavo fosse più difficile…e invece! Buona Vita!

    1. Sottoscrivo soprattutto il “trovare ogni giorno anche solo 15 minuti per fare ciò che amiamo”. È il segreto della felicità secondo me 🙂

  9. Io ho chiesto una variazione di orario in ufficio (in realtà volevo un part – time ma non me l’hanno concesso) giusto per smettere di correre come una disperata da casa al lavoro e viceversa e di trovare solo il tempo di fare ciò che devo (e talvolta manco quello) e mai quello che voglio. Devo attendere 2 settimane e poi spero di riuscire finalmente a dedicarmi almeno 2 ore al giorno (di cui 1 assolutamente di attività fisica). Non vedo l’ora !

      1. Corsa! Anche se parto da un livello infimo di allenamento e all’inizio più che correre dovrò camminare …. ma userò il tuo programma e sarei già stracontenta se riuscissi a raggiungere l’obiettivo dei 5K senza morire!

  10. Raggiungo il posto di lavoro in macchina: purtroppo per fare 8 km con i mezzi ci metterei 50 minuti, così 15. E la bici, ahimè non se ne parla: su quel percorso non passa mese senza un ciclista vittima di automobilisti.
    E mi sono iscritta in palestra, ma per una giusta causa: sette mesi a prezzo stracciato per fare rieducazione posturale e ginnastica in acqua, per tentare di recuperare una mobilità articolare danneggiata dalle troppe ore passate davanti al computer per lavoro.
    Per il resto… porto il pranzo da casa, e compriamo sempre cibo fresco da cucinare: alle brutte, che cosa ci vuole a lavare un’insalata o spaccare due pomodori? Molto meno che “riscaldare” i piatti pronti.
    barbara di recente ha scritto Il discreto fascino del decluttering

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