Un anno fa su minimo

È un giochino che avevo già fatto, mi permetto di riproporvelo per ragioni uguali e opposte.

A settembre 2011 ci siamo concentrati sul decluttering, con una serie di piccole e grandi sfide: il famigerato cassetto della misericordia, la casella di posta e la scrivania (virtuale e fisica). Qui e qui trovate i risultati.
Devo dire che mi sembra di aver trascurato un po’ questo ambito, ma forse è solo un’impressione. In realtà continuiamo a fare spazio qua e là, vendendo periodicamente gli oggetti superflui, liberandoci di un altro paio di vecchie scarpe, ma niente più grandi manovre. Anche perché il più è fatto, tutto sommato; per “ridimensionarci” ancora dovremmo, semplicemente, cambriare casa, ma ci rendiamo sempre più conto che in questo momento non è una manovra praticabile.

La sfida, quindi, passa sull’altro fronte: (continuare a) evitare di acquistare/accumulare altri oggetti superflui. Sicuramente abbiamo dato un grosso giro di vite, sicuramente prima di comprare qualsiasi cosa ci pensiamo un bel po’. Ogni tanto qualche ricaduta capita (!), ma in linea generale sono soddisfatta; attenersi alla regola “se sei in dubbio tra comprare e non comprare, aspetta” si rivela invariabilmente un’ottima politica, dal punto di vista economico e mentale.

A settembre scorso avevamo parlato anche di altri due argomenti collegati al decluttering, diversi ma entrambi molto “caldi”:
le cose degli altri, ovvero come gestire il superfluo domestico che non è nostro, e in generale il rapporto con i famigliari non molto ben disposti nei confronti dei nostri piani di conquista dello spazio (vuoto);
i libri, argomento non caldo ma caldissimo per gli appassionati. Può un libro essere considerato “superfluo”? I libri cartacei sono destinati a scomparire, profumo della carta e tutto? L’oggetto-libro ha un valore intrinseco che va preservato?
Qui mi sono divertita a esprimere la mia opinione, non per la prima volta, in modo un po’ alternativo. Ma se vi interessa il tema e avete un po’ di tempo, dedicatelo a questo articolo veramente affascinante e… inquietante (ancora meglio se siete in grado di leggerlo in originale).

Come sono andate le cose per voi, quest’anno, dal punto di vista del decluttering? Bene, male, avete un sacco di progetti come spesso capita dopo le vacanze, c’è qualcosa che vi ha frenato o che vi frena in particolare?
Siete appassionati bibliofili che al solo leggere di libri “eliminati” si sono coperti di bolle, o avete anche voi scoperto il piacere di andarsene in giro con un’intera biblioteca in borsa (o in tasca)? Parliamone 🙂

Vi lascio con una piccola segnalazione, anzi due: da qualche giorno mi sono messa a pasticciare con Scoop*, dove ho creato un “topic” dedicato al minimalismo. Si tratta, almeno in parte, dei contenuti che pubblico su Twitter e su Facebook, ma raccolti in un’unica posizione e, volendo, consultabili anche tramite feed RSS.

*EDIT: a dicembre 2015 scoop è stato sostituito da Flipboard

minimo è anche su Facebook e su Twitter

30 thoughts on “Un anno fa su minimo

  1. Hai proprio toccato un tasto molto dolente per casa mia! Il decluttering va bene se le cose sono mie e delle bimbe ma sembra che alcuni uomini hanno grosse difficoltà a fare questo passo!
    Ma come sai, è un argomento trattato da noi nel nostro blog e per quanto mi riguarda non smetto di fare decluttering!
    I libri sono il problema maggiore…vediamo se miglioriamo nel corso di quest’anno!

    Intanto abbiamo piano piano fatto dei miglioramenti, svuotando dispense, ripulendo e riorganizzando cassetti, armadietti…poi fra poco si inizia con il cambio stagione e i miei amati mercatini del baratto…speriamo di farcela!

    Emma
    http://www.naturalmentefelice.com
    Emma di recente ha scritto Riflessioni eco dei nostri figli

  2. Il decluttering procede a fasi alterne e, al momento, e’ fermo o quasi. La mole di roba da smaltire e’ ancora enorme e sono in una fase di scoraggiamento. Soprattutto per la quantità di rifiuti, che non voglio continui ad aumentare a causa dell’operazione, e per la mia pigrizia nel cercare forme di smaltimento alternative. Non demordo, pero’. Invidio lo stadio a cui siete arrivati, e’ dove vorrei arrivare anch’io,ma sono ancora molto lontana. Riguardo ai libri, hai, ragione, il discorso e’ delicatissimo. Il loro peso, la polvere, lo spazio occupato comincia a opprimermi ma non vedo facili soluzioni. Ho cominciato a leggere sull’ipad, ma sono ancora agli inizi nella conoscenza e nell’uso della tecnologia. E non sono certa che a lungo termine si trattidi una scelta vincente e soprattutto sostenibile dal punto di vista ambientale, tenendo conto che forse il nostro uso della tecnologia dovrà in futuro diminuire…
    Insomma, sono un po’ sul negativo, ma conto di riprendermi 🙂
    Paola di recente ha scritto Gli "strani"rifiuti di agosto: resoconto

    1. Per me il libro elettronico “vince” su quello cartaceo anche dal punto di vista ambientale, checché ne dicano certi articoli…
      Per quanto la produzione di un Kindle o iPad possa essere inquinante (e non ho ancora trovato dati seri al riguardo), bisogna vedere quanto lo è rispetto alla filiera per mettere insieme un libro cartaceo e farlo arrivare in libreria. C’è il fatto che tendenzialmente un ebook reader lo userò anche per anni, e me ne basterà uno per risparmiare all’ambiente *quanti* libri?
      Per quanto riguarda il fatto che in futuro dovremo diminuire l’uso della tecnologia, ribadisco quel che ho già avuto occasione di dire altrove: se ci levano l’elettricità, gli ebook reader saranno il minore dei nostri problemi. E del resto nemmeno i libri non si producono più a manina…

      Se sei una lettrice “hard core”, comunque, mi sento di consigliarti il Kindle più che l’iPad: io uso quest’ultimo e mi trovo benissimo, ma sicuramente non è pensato appositamente per leggere come invece è il Kindle, e le differenze si notano.

      1. Grazie per il consiglio, ci penserò.
        E’ ovvio che se arriveremo a non avere elettricità l’e-book sarà l’ultimo dei nostri problemi e che un lettore non consuma poi così tanto. E’ che forse il sistema del sempre connessi, tutti, per tutti gli usi, anche i più futili, forse a lungo andare diventerà insostenibile, e proprio per evitare di rimanere senza elettricità si dovranno trovare altri modi. E allora un libro cartaceo continuerà a essere, uno digitale semplicemente non sara più. Non so, la “leggerezza” del libro digitale mi affascina davvero, ma il dubbio che potremmo non potercela permettere rimane.
        Grazie degli spunti di riflessione. Approfondirò senz’altro. Ciao!

  3. Quest’estate ho fatto un bel decluttering di libri, e devo dire che scegliere quali dar via e quali tenere non è stato facile (e infatti ho scritto anche un post sui tormentati risvolti psicologici del decluttering libresco: http://bloginutile.coseinutili.it/2012/07/ripeti-con-me-r-r-r-d-d-d/).
    Diciamo che è stato un primo passo, a cui probabilmente ne seguiranno altri, perché nonostante la mia cernita abbia dato i suoi frutti, alla fine i libri che ho tenuto sono moooolti più di quelli di cui sono riuscita a liberarmi.
    Il passaggio all’ebook non l’ho ancora fatto, mi attira ma allo stesso tempo c’è qualcosa che mi frena… però dopo aver letto il tuo articolo alternativo quasi quasi mi hai convinta 😉

  4. Ce la facciamo. Passin passetto ce la facciamo. Si compra meno, rimandando se non è strettamente necessario, si decluttera qualcosa non dico tutte le settimane ma insomma (qualcosa si trova sempre, soprattutto col pargolo), e quanto ai libri, non posso che ripetere benedetta biblioteca e benedetto kindle, mai letto tanto in vita mia senza acquistare. I libri più recenti dalla biblioteca – ho la fortuna che qui è fornitissima e il bibliotecario è un lettore molto acuto e aggiornato-, i classici su kindle dal progetto Gutenberg.
    Ma accidenti, Amazon doveva lanciare proprio ora il Fire in Italia? Ora sono tentata da un mega acquisto inutile 🙂 (Fire e non iPad perché così avrei comunque alle spalle tutta la mia biblioteca virtuale in un niente)
    Alliandre di recente ha scritto Kalkbrenner, artista misconosciuto

    1. Vabbè, non ti dirò che esiste l’app Kindle per iPad e che quindi la tua biblioteca l’avresti *comunque* a disposizione 😉

      1. E Kindle per iPad è proprio bello 🙂
        Il mio Kindle base l’ho prestato a mio padre che lo adora, e chi glielo riprende più? Dovrò per forza comprarmi un Paperwhite quando uscirà 😉

  5. ecco l’ho scritto proprio ieri: quest’anno non c’ho voglia di fare niente, non ho idee, non ho stimoli…ho una vaga voglia di novità ma non so dove mi porterà il vento…suggerimenti? 🙂
    yliharma di recente ha scritto In cerca di ispirazione

    1. In questi casi posso proporre solo due estremi: non fare nulla finché l’ispirazione non viene da sè (e magari nel frattempo cercare di non darti allo shopping); oppure attaccare un progettone di decluttering/repulisti/sistemazione di quelli super-tosti, tipo “erano anni che volevo sistemare DAVVERO la cucina (o la sala, o l’ufficio, o la camera da letto)”. Non limitarti al decluttering ma rinnovare proprio la stanza (a volte basta cambiare la disposizione dei mobili o le tende…).
      Fammi sapere 😉

      1. il progettone me l’ha suggerito unarosaverde: digitalizzazione foto…solo che è pallosissimo 😀
        rischio la depressione… 😛
        per le stanze non ho facoltà di fare nulla, vivo con mamma…casa non è mia :((
        yliharma di recente ha scritto In cerca di ispirazione

  6. Le mie grandi manovre sono terminate l’anno scorso a settembre: ora si tratta di proseguire con quelle più piccole, di non accatastare e di migliorare quanto già fatto attraverso affinamenti successivi.Quindi proseguo e affronto imperterrita la mia lista di cose da fare. Sto digitalizzando molte fotografie e poi toccherà ai negativi. Ne parlerò sul blog ad opera compiuta.Ci vorrà ancora qualche settimana perchè il tempo libero è scarso e, da ottobre dell’anno scorso, l’ho utilizzato soprattutto per studiare e viaggiare.
    Nel frattempo, in questi ultimi mesi, ho smesso completamente di usare shampoo, balsamo e bagnoschiuma liquidi optando per sapone vegetale, shampoo solido e acido citrico; continuo a vendere libri man mano li leggo a meno che non siano strepitosi; non compro più acqua naturale imbottigliata, dato che quella del rubinetto è perfettamente potabile. Procedo per piccole approssimazioni.

    1. Oh chi si rivede, bentrovata! Come vanno le ginocchia?
      Anche noi ci siamo convertiti allo shampoo solido, per ora usiamo quello della Lush (elloso, l’INCI non è perfetto, abbiate pazienza), e abbiamo eliminato balsamo e bagnoschiuma, sostituito dal “nostro” sapone. Per l’acqua si fa con la Brita perché la nostra non è potabile.
      “Procedere per piccole approssimazioni” secondo me è l’unico modo, o quasi…

  7. Non sono mai andata via. Leggo sempre ma ho il commento lento.
    Ginocchio male, grazie: all’inizio del prossimo anno tolgo il menisco così forse concludo questa storia e inizio il decluttering del mio corpo.

    Sì, uso l’acido citrico come balsamo, con una goccina di olio essenziale di limone o di verbena. Non ne sono nè entusiasta nè insoddisfatta ma ho i capelli corti quindi non ho esigenze particolari. Quando avrò finito le litrate di detersivi che ho in casa lo proverò nel bucato.
    In quanto allo shmapoo solido, sto finendo l’ultimo Lush e, dopo tre o quattro anni di utilizzo, ho cambiato marca. Sto usando in parallelo quello ai semi di lino della Saponaria, che si può trovare online, e mi piace molto di più e ho comprato in un negozio di Altromercato un paio di panetti alla camomilla e alla salvia che proverò tra qualche mese. C’è da dire che un pezzo dura settimane… In quanto al sapone…indulgo e lo compro, aromatizzato ai profumi che preferisco ma, ance in questo caso, in termini di durata ( e quindi di costo) non c’è paragone con i detergenti liquidi e anche il profumo e l’effetto idratante sulla pelle non sono da meno.

  8. I libri…no l’idea di liberarmene mi sembrava contro natura ,poi è arrivata una pioggia torrenziale lo scorso autunno che ha allagato le cantine del condominio, compresa la mia. Rovinati alcuni scatoloni di libri dell’università, da buttare. Sono stata male un giorno, poi mi ha invaso un senso di libertà e mi sono avvicinata con più consapevolezza, senza motivi di forza maggiore al mondo del decluttering.Vi riporto queste righe tratte da un articolo di Giacomo Papi dedicato ai libri mai letti su Donna di Repubblica-non so fare il collegamento alla pagina 🙁 …Scrisse l’anarchico Gafyn Llawgoch, sul retro della ricevuta di una puntata alle corse dei cani: “I libri vanno comprati e letti, ma poi vanno bruciati, altrimenti avvizziscono e fanno avvizzire. Chi ama i libri non può mai preferirli alla vita”.

  9. Per fortuna il decluttering sta andando alla grande e al ritorno dalle ferie … UDITE UDITE … anche mia moglie mi ha aiutato nelle grandi pulizie e insieme abbiamo sgomberato soggiorno, armadi (vestiti) e cantina !!! sicuramente c’è ancora molto da fare, ma il fatto di essere riuscito a convincerla in questa opera (e se lo ha fatto è solo perchè ne è davvero convinta) mi ha ulteriormente motivato !!!
    Al momento l’ostacolo più grande sono i bimbi, ma questo è normale … comunque anche in questo ambito ho aperto una breccia … e proprio nell’ambito libri. Ho regalato il Kindle (quello base) a mia figlia di 10 anni (appassionata di libri). Lei è contentissima e io spero di ridurre lo spazio necessario per i libri 🙂

    1. Fantastico che tua moglie si sia convinta, significa che tu hai fatto tutte le mosse giuste, bravo!
      In bocca al lupo per la bimba allora 🙂

  10. il decluttering ristagna, le cose più facili sono state eliminate in un 2011 produttivo da questo punto di vista, ma ora non procede, di buono c’è che non entra più niente che non sia molto ponderato e molto utile,e questa è già una buona cosa, ci vorrebbe più coraggio o più organizzazione…cercare di vendere alcune cose, ad esempio,ci lavorerò

    1. Forse è normale, esaurito il grosso del lavoro l’importante diventa non accumulare altro superfluo… a meno ovviamente di non ridimensionarsi in modo veramente importante (ad esempio cambiando casa).

  11. Ciao! Hai proposto due questioni che mi stanno particolarmente a cuore. Per quanto riguarda le cose degli altri devo dire che il mio compagno é perfettamente allineato rispetto all’obiettivo di snellimento che ci siamo dati – per fortuna. Il problema sono i bimbi che, soprattutto per i giochi o le mille cose che portano a casa da qualsiasi passeggiata, sono veramente un osso duro. E poi i libri che sono la cosa più difficile da affrontare in termini di decluttering. E’ il mio obiettivo dell’anno. Il mio compagno ha già dichiarato che su questo punto i suoi libri sono intoccabili. Però se già riuscissi a liberarmi di gran parte dei miei sarebbe un successo. Oltre ad avere un’intera parete del soggiorno occupata da una libreria, e un paio di librerie ulteriori in giro per casa che sarebbero da elimninare, siamo un po’ messi come l’autore dell’articolo che citavi, ovvero con le superfici orizzontali (comodini, ecc…) dove misteriosamente si impilano libri e riviste. Per tagliare la testa al toro in soggiorno ho fatto che eliminare un tavolino e sostituirlo con un vaso grande di terracotta come portariviste. Quando il vaso si riempie bisogna buttare via giornali e riviste vecchi.
    Margherita di recente ha scritto Decluttering consapevole

  12. Commento con ritardo, ma sono stata intasata – appunto… per fortuna, però, almeno una parte di questi ultimi giorni, in particolare tutto ieri, ho potuto dedicarla al decluttering: arrivano sempre i periodi di stop, anche quando non si è affatto smaltito il grosso del casino. Però poi si scopre che avevamo solo bisogno di decantare un altro po’, del tempo per elaborare, anche inconsciamente, che quei fumetti anche se hanno significato molto non ci occorrono più fisicamente per trattenere emozioni e maturazioni (domani infatti li porto a Manicomix), che le lenti a contatto non le metteremo più (meglio farsi operare, definitivamente col laser) e comunque sono scadute, ecc.
    Sembra sempre sia arrivata l’impasse, invece è tutta apparenza.
    E, anche se limitatamente, questa volta senza che la spingessi a selezionare nulla ho notato che anche mia mamma (oltre a dilettarsi nelle convenzionali pulizie di casa) era contenta che la liberassi di questo e quello: vecchie riviste, mappe stradali della Francia (che proprio non so ricostruire quando mio padre l’abbia comprata, e perché), creme solari vecchierrime da sostituire; almeno.

    I libri, i libri.
    Quando ci penso non ci credo nemmeno io, eppure ne ho scelti ancora alcuni altri da aggiungere agli scatoloni in attesa di essere smerciati un po’ qui un po’ là (bancarella dell’usato e dell’antico in centro, Libraccio, amici… sì, ogni tanto riesco anche a piazzare qualche pezzo presso amici o conoscenti interessati, ad un prezzo vantaggioso per me e comunque favorevole per loro. Un esempio? Il librone fotografico della Koenemann sull’arte e l’architettura islamica, un bestione purtroppo per lui mai aperto da quando, nel 2006!, l’ho comprato… a Firenze. Ed io son di Brescia).
    Non nascondo, senza voler entrare nel merito, che per me (nel duplice senso di “a mio avviso” e “per quanto riguarda la mia scelta”) il libro cartaceo non solo non scomparirà, ma avrà sempre la preferenza. Ha, come suggerisci, un valore intrinseco.
    Tuttavia, l’aver preso in mano dei libri che possiedo da tempo e l’aver deciso che non erano così importanti per me come la loro presenza in casa lasciava pensare, è stato di per sè un passo avanti enorme, di cui godo e per cui, senza forzare troppo la mano, mi complimento con me stessa.

    Per il resto, adesso come adesso sto lentamente vagliando le possibilità di risparmio e consumo alternativo rispetto all’alimentazione.
    Work in progress.
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto Obbedienza e libertà

  13. Come procede il decluttering? Con dolore, direi.
    E’ difficile iniziare a “sparecchiare” casa e rendersi conto di quanti soldi abbiamo buttato. A ogni stagione riempio buste di abiti messi pochissimo, magari risalenti a eoni fa, e mi rammarico dei miei troppi acquisti impulsivi. In ogni caso, una nota positiva c’è: adesso acquisto abiti e scarpe con molta, moltissima parsimonia, ai limiti del tirchio!
    Con gli oggetti di casa, siamo ancora molto indietro: nel box ho trovato casse di piatti, bicchieri e stoviglie in generale nuove e ferme da cinque anni e passa, da quando cioè abbiamo fatto l’ultimo trasloco. Adesso l’obiettivo è quello di consumare pian piano gli oggetti quotidiani per sostituirli con quelli nel box (non ho il coraggio di regalare o vendere quelle cose).
    Libri: sono sommersa dai libri, straripano dappertutto. Ho però scovato una tecnica fantastica per ridurne la quantità:
    1) tengo solo quelli che sono sicura di rileggere o che consulto spesso come fonti di informazione/ispirazione. Gli altri li vendo o li regalo. Non ho mai buttato un libro.
    2) prendo i libri in prestito in biblioteca. A Roma c’è un fantastico prestito interbibliotecario che copre quasi il 70% delle mie ricerche. Se poi il libro mi piace assai, sono disposta in seguito ad acquistarlo.
    3) Leggo ove possibile le anteprime su google library, oppure compro gli ebook. Ho un lettore molto spartano con tecnologia e-ink che non affatica gli occhi.
    barbara di recente ha scritto Il discreto fascino del decluttering

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