Vacanze e crisi: i risultati del sondaggio

All’inizio dell’estate avevamo parlato di vacanze e di crisi, con un piccolo sondaggio: oggi vi presento i risultati. Una premessa importante: questo sondaggio non ha pretese di fotografare nulla, il campione è limitatissimo (nemmeno 100 persone) e le domande erano state impostate senza alcuna conoscenza di statistica. Prendetelo come un gioco o poco più.  

Le previsioni per l’andamento turistico dell’estate 2012 non erano rosee (per i dettagli, vi rimando al post citato più sopra) . Arrivati a settembre, è tempo dei primi bilanci, e le previsioni in questione sembrerebbero confermate: Federalberghi parla di un calo delle presenze di oltre l’1%, o meglio: calano di oltre il 3% le presenze degli italiani, aumentano quelle degli stranieri (dato che mi lascia perplessa, devo dire la verità, ma è vero che apparentemente in Europa siamo tra quelli che “soffrono” di più). Questo in agosto, ma la situazione non è migliore negli altri mesi, in particolare giugno e luglio.

Ovviamente non sono dati sorprendenti: stiamo parlando della modalità di alloggio e del periodo più cari in assoluto. Secondo me sarebbe interessante vedere altri numeri, in particolare quelli relativi alle presenze nei campeggi, ad esempio, o (dato questo credo quasi impossibile da ottenere) nelle seconde case. Non mi stupisce nemmeno che la Toscana in particolare abbia subito un calo di presenze: uno dei posti più belli al mondo, sicuramente, ma anche (spiace dirlo) tra i più cari. Dopo decenni di muccone straordinariamente ben pasciute, era inevitabile che si verificasse un contraccolpo… Ed è un discorso che, secondo me, vale in generale un po’ per tutta l’Italia, pur con alcune eccezioni.

Questi i dati “ufficiali”. Vediamo adesso i “nostri” dati ufficiosi, non minimi ma minimissimi visto il campione.
La prima domanda: come passerete l’estate 2012.

Come vedete, quasi il 30% di voi quest’anno intendeva trascorrere le vacanze, che fosse già in una zona turistica o meno; ma la grande maggioranza delle risposte era comunque orientata per una vacanza “tradizionale”, tra albergo, appartamento, campeggio, seconda casa (11%, non male) o ospiti di parenti o amici (ebbene sì, lo scambio casa rimane una faccenda di nicchia…)

Durata delle vacanze, per chi partiva: la maggioranza intendeva concedersi tra 1 e 2 settimane di relax. Ma per un buon 28% di voi la durata prevista era di oltre due settimane. Non male!

Dopo la durata, il periodo: agosto la fa sempre da padrone, con il 41%, poi luglio, giugno, settembre, e infine una minoranza di persone che partiranno fuori stagione.

Ma veniamo a chi in vacanza non sarebbe andato, e alle sue motivazioni, principalmente personali e/o famigliari (39%) ed economiche (26%). Qui nessuna sorpresa, direi, anche se mi sarei aspettata una maggiore incidenza del secondo aspetto.

Lavoro e famiglia sono ai primi posti, quasi a pari merito (rispettivamente, 32% e 27%), come “motori” della scelta, del periodo e della località/modalità, per chi in vacanza sarebbe andato. Un buon 10% ha comunque basato la scelta semplicemente sul desiderio di andare “proprio lì”, presumibilmente lasciando in secondo piano le considerazioni economiche, che invece (sotto forma di offerte vantaggiose e simili) sono state prioritarie per il 20% di chi ha risposto.

E parlando di soldi veniamo all’ultima domanda, che era relativa al budget indicativo allocato per queste vacanze. Questo secondo me è il dato più interessante, visto che il 40% di chi ha risposto ha indicato un budget relativamente basso, tra 100 e 500€ (incidentalmente, è quello in cui siamo rientrati anche noi, con il nostro scambio casa a Venezia).

Come ripeto, questo sondaggio lascia molto il tempo che trova: tanto per cominciare, quell’8% che ha indicato un budget nullo non corrisponde al quasi 30% che alla prima domanda ha risposto “starò a casa”. Certo, non partire non significa necessariamente non fare vacanza, e quindi non spendere nulla, però la differenza è comunque notevole.
In secondo luogo, questi dati sono previsionali: bisognerebbe capire quanto le intenzioni di inizio estate siano state rispettate. Sicuramente qualcuno avrà ceduto alla tentazione di buona offerta e sarà partito anche se non pensava di farlo, e qualcun altro avrà invece dovuto rinunciare per vari motivi.
Resta che, stando alle risposte alle prime domande, siamo decisamente in controtendenza: vacanze sì, e per molti in albergo o villaggio, in agosto e non esattamente mordi-e-fuggi.

Che ne pensate? Avete notato qualcosa di diverso rispetto agli anni scorsi, in termini di affluenza nelle località turistiche e/o di gente rimasta a casa nelle città?
Per quanto ci riguarda, a Venezia c’era una gran folla (anche se non posso fare il paragone con altri anni), sicuramente composta più di stranieri, in particolare francesi (ma è vero che l’italiano medio non va a Venezia ad agosto…); a Valenza ho avuto l’impressione che ci fosse più gente del solito… anche se la settimana di ferragosto ho potuto tranquillamente correre per strada senza rischiare di venire investita! Amici che sono stati sul lago di Garda, ad esempio, ci hanno detto di aver notato un notevole calo di affluenze rispetto agli anni scorsi.

Aspetto i vostri commenti e i vostri racconti su questa estate “di crisi” (…), e vi auguro buon fine settimana!

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9 thoughts on “Vacanze e crisi: i risultati del sondaggio

  1. al mare nelle Marche (San Benedetto) c’era poca gente, sia a fine luglio (ombrelloni quasi tutti vuoti e spiaggia libera non affollata) sia a ferragosto (l’ufficio ha chiuso in quella settimana e mi sono beccata una settimana extra di vacanze, trascorsa di nuovo al mare a casa di amici). a ferragosto ti aspetti super pienone, e invece niente di che: più ombrelloni occupati rispetto a luglio, ma non come gli anni passati.
    in montagna sui Sibillini invece c’era parecchia gente, anche se non saprei dire com’è di solito 🙂
    yliharma di recente ha scritto Plin plon: comunicazione di servizio

    1. Sono abbastanza convinta (ho anche letto un articolo al riguardo qualche tempo fa) che le destinazioni alternative (= meno care) siano andate per la maggiore quest’anno.

    1. Perdonami Anna ma la Liguria per me è l’esempio più lampante di quel che dicevo nel post: prezzi altissimi, servizi scarsi, strutture datate quando va bene, nessuna volontà di innovare e rinnovare (tanto non ce n’era bisogno), poca attenzione per la clientela, soprattutto straniera (tanto i turisti vengono lo stesso). Salvo solo… la focaccia 😉

  2. Noi siamo stati per lo piu’ in zone non turistiche, in moto tra l’est della Turchia, la Georgia e l’Armenia. I pochi posti turistici visti (Cappadocia, Meteora in Grecia) erano abbastanza frequentati, anche da italiani, ma non so fare paragoni col prima ovviamente.
    Quanto alla spesa, non ci eravamo dati un budget e la mia risposta al sondaggio (1000-1500 euro a testa) e’ stata superata. Includendo anche circa 550 euro di sistemazione moto (tagliando, gomme nuove etc) abbiamo speso circa 2300 euro a testa. Le spese piu’ grosse: 1100 euro di benzina (per quasi 11000 km molti dei quali in Turchia dove la benzina costa 1,9 al litro), e altrettanti soldi per dormire. Siamo stati via 27 giorni… Subito sotto ci metto i 300 euro per il volo in mongolfiera in Cappadocia, carissimo (150 a testa) ma assolutamente MERAVIGLIOSO. In contrasto, per il cibo in 27 giorni abbiamo speso solo 250 euro a testa!!
    Comunque noi siamo totalmente fuori dalle medie mi sa.
    Sab di recente ha scritto Anonimato o no?

  3. Specifico: 1100 euro di benzina e 1100 di alloggi in totale (a testa 550).
    Siccome un po’ mi vergogno di queste cifre, mi “giustifico” parzialmente pensando che in fondo quando sono a casa non spendo praticamente niente in vestiti, accessori, trucchi, arredamento, gadget elettronici, e spendo pochissimo in serate fuori… I viaggi e i libri sono i miei unici “peccati di gola” 🙂

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