E il cibo?

Qui il post originale

“Dati i prezzi sempre più alti del cibo, semplicemente non esistono scuse per sprecarlo. I lettori di questo blog già sanno che si tratta di un argomento molto caro al mio cuore: da quando, due anni fa, ho lanciato una Waste No Food Challenge, sto facendo il possibile per arrivare al livello zero di spreco alimentare in famiglia. Questo sforzo continuo mi ha insegnato moltissimo; eccovi quindi qualche suggerimento che finora ha funzionato per noi:

Siate realistici: riempire il carrello di tofu va benissimo, ma solo se lo mangiate davvero. Altrimenti finirà tutto nel bidone.

Riducete le porzioni: particolarmente importante per i bambini, ma può essere un problema anche con gli adulti. Servirsi una seconda volta non è un problema: fate in modo che le porzioni siano adeguate a ciascun commensale.

Basta cucinare per un esercito: guardate in faccia la realtà, non è il caso di cucinare per trenta se siete in quattro (o in otto). Fate una stima di quanto cibo avanzerà dopo ogni pasto e usate il buon senso: la zuppa avanzata va bene una volta o due, alla terza inizia a essere un po’ meno appetibile.

Comprate in quantità inferiori: molti alimenti costano meno al kg, se li si compra in quantità. Se però non siete in otto in famiglia, comprare in quantità può anche aprire la strada allo spreco. Comprare esattamente la quantità di cibo che si mangia non è un peccato mortale.

Congelate solo quello che avrete davvero voglia di mangiare di nuovo: molti riempiono il freezer di cibo, avanzato e non, per poi dimenticarsene fino a quando letteralmente non trabocca. Il che mi porta al suggerimento successivo:

Mangiate quel che che congelate: quando il freezer è troppo pieno, diventa difficile capire cosa c’è dentro finché non è troppo tardi. Fate un giro di esplorazione del vostro freezer e iniziate a mangiare quel che potete: quale pasto più economico di quello composto da cibo che avete già comprato e già preparato?

Fate mente locale sugli avanzi: quali saranno e come e quando verranno cosumati, ad esempio portandoli al lavoro, oppure riutilizzandoli per un ulteriore pasto insieme ad altri ingredienti. Esempio: il pollo arrosto avanzato può servire per le enchiladas. Se la quantità degli avanzi è superiore a quello che potete consumare, congelateli oppure condivideteli con amici o parenti: magari la prossima volta sarete voi a ricevere qualcosa!

Pianificate i pasti: per molti, questo significa programmare il menu settimana per settimana. Personalmente non lo faccio, perché seguo più o meno il “principio della dispensa”, cioè mantengo fornita la dispensa con il necessario per mettere insieme una serie di pasti diversi. Normalmente pianifico i pasti della mia famiglia un giorno per l’altro.

Conservate correttamente il cibo: mettete i cibi secchi nel freezer per 24 ore dopo il primo acquisto per evitare farfalline e altri insetti (questa proprio non la sapevo – ndt), e utilizzate contenitori sigillanti per il frigorifero. Io sono una fan sfegatata dei piatti in Pyrex e relativi coperchi. Il vetro mi permette di vedere il contenuto e il coperchio mantiene la freschezza. Anche perché per me vale il principio “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” (e viceversa!).

Inaugurate la tradizione della “serata degli avanzi”: capita spesso che gli avanzi di un determinato pasto non siano sufficienti per un pasto completo, ma perché non metterne insieme vari tipi diversi e fare una specie di buffet?

Imparate a riutilizzare gli avanzi per creare nuovi piatti: a questo riguardo ho già parlato dell’insalata di pasta, ma anche zuppe e burrito sono perfetti da questo punto di vista.”

***

Qualche osservazione mia (elle): cercando ispirazione per un post mi sono resa conto che non abbiamo mai parlato di cibo, tolto qualche accenno all’autoproduzione. Non c’è bisogno che sia io a ricordarvi quale piaga rappresenti lo spreco di cibo: secondo il Barilla Center for Food and Nutrition, che ha svolto una serie di interessantissime ricerche sull’argomento*, nel 2011 sono andate sprecate nel mondo 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a un terzo della produzione alimentare totale per il consumo umano (stime FAO). In Italia buttiamo 27 Kg di cibo a testa ogni anno… che incidentalmente corrispondono anche a quasi 500€ a famiglia.
Come singoli non possiamo intervenire sugli sprechi e le perdite “di filiera”, ma possiamo fare moltissimo per quanto riguarda il nostro frigo e la nostra dispensa.
Per me/noi, la cosa fondamentale è fare “bene” la spesa. È banale e pure idiota, ma io ho dovuto fare uno sforzo per imparare a non buttarmi a pesce sulle offerte, le promozioni, le confezioni famiglia, il 3×2 e similari, che non è detto vadano sempre bene: “se non mi serve non è un affare” vale anche per il supermercato! Altro passo piccolo ma importante (per me): vincere la pigrizia e mangiare “quel che c’è” (e che magari si sta avvicinando alla data di scadenza), anziché qualcos’altro di cui magari avrei più voglia in quel momento. E se quel che c’è non corrisponde (quasi) mai a quello che ho effettivamente voglia di mangiare, magari la prossima volta che sono al supermercato è meglio che ci pensi su. Vedere il primo punto dell’elenco sopra: inutile comprare germogli di soia e tofu se poi fondamentalmente mi fanno schifo… il che ovviamente non vuol dire mangiare solo pizza, patate fritte e salumi! Io, ad esempio, cado periodicamente nella trappola di prodotti come il muesli e lo yogurt: che mi piacciono, ma non mi fanno impazzire, però so che mi farebbe bene mangiarli. Finisce sempre che li finisco, quando li finisco!, più per senso di colpa che altro.
Il problema degli avanzi per noi si pone quando abbiamo ospiti a cena o a pranzo: la mia tendenza sarebbe a comprare sempre troppo cibo. Finiamo per ritrovarci con il frigo che strabocca e a mangiare le stesse cose per una settimana, oppure a buttarne una parte sentendoci due bei cretini. Calcolare la quantità giusta è un’arte che non sono ancora riuscita ad acquisire, ma ci sto lavorando.

Come dicevo, sono banalità: però, anche in questo ambito, a piccoli passi e con un po’ di consapevolezza in più si può fare molto. Pensateci, la prossima volta che andate al supermercato 😉 E non dimenticate di dirmi nei commenti quali sono le vostre tecniche per evitare lo spreco di cibo, e anche (se volete) quali sono i vostri punti deboli.

* per questa fonte sono andata a colpo sicuro ricordandomi dell’incontro organizzato da Barilla sull’argomento lo scorso maggio: Anna Maria, da esperta del settore qual è, era stata invitata e ne aveva parlato su Twitter e sul suo blog.
minimo è anche su Facebook e su Twitter

16 thoughts on “E il cibo?

  1. Questo post ci voleva proprio! non ci avevo riflettuto neanche io, ma è una cosa che capita spesso…
    Mia mamma è piuttosto organizzata, è nata in tempo di guerra quindi sa come conservare a lungo le cose e come gestire gli avanzi, ma ha decisamente la tendenza a riempire la dispensa (appena rimane una confezione di quel determinato alimento lo ricompra subito in modo da averne sempre una piccola scorta) e si dimentica di cosa tiene in congelatore, anche perché non ha pazienza di rimetterlo a posto: l’addetta alla sistemazione surgelati infatti sono io (la mia lunga esperienza col tetris aiuta parecchio…) 😀
    Il suggerimento per evitare le farfalline lo proverò sicuramente perché sono sempre in agguato!
    In cambio ti lascio un “trucchetto” per far durare a lungo le verdure in frigo (d’inverno le mettiamo fuori in balcone al coperto e si mantengono da sole): bisogna avvolgere tutto nella carta assorbente e poi dentro il sacchetto di plastica asciutto, ogni tipo di verdura per conto suo e (tranne quelle a foglia) ogni pezzo nel suo foglio di carta.
    La carta la puoi riutilizzare più volte facendola asciugare prima di metterci altre verdure, e così pure i sacchetti.
    Il prezzemolo invece si conserva meglio se lo metti subito in un bicchiere con l’acqua e lo tieni sempre in frigo. In questo modo mamma fa una sola spesa di frutta e verdura a settimana e si conserva tutto perfettamente 🙂
    yliharma di recente ha scritto Plin plon: comunicazione di servizio

    1. Noi mangiamo pochissima verdura, sciamannati che siamo, ma lo terrò sicuramente presente (e magari servirà ad altri che leggono!).

      1. A me, serve 🙂 Anche se consumiamo le insalate a una velocità tale che – almeno per quelle – serve poco. Se sai anche come convincere il pargolo a mangiare più verdura fammelo sapere, che ho esaurito i tentativi 🙁
        Alliandre di recente ha scritto Piccoli declutterer crescono

  2. Molto interessante quet’idea di mettere i cibi secchi nel freezer per 24 ore per evitare le farfalline. proverò. Io per i legumi procedo così: metto a bagno una confezione intera e li cuocio, poi li divido in sacchettini con la porzione giusta per un pasto e li congelo. Così li ho sempre pronti senza usare quelli in scatola. Lo stesso per il pane integrale, lo congelo a fette appena comprato, così evito di mangiarne troppo…
    Devo ancora lavorare molto sulla tendenza a cucinare per un esercito quando faccio cene per gli amici e poi provare a non comprare cibo per qualche giorno per consumare la mia dispensa sempre troppo fornita

    1. Ecco, mi hai preceduto di un attimo, stavo giusto meditando sul discorso “esaurimento dispensa”. Mi sono resa conto che troppo spesso andiamo a fare la spesa quando non ce ne sarebbe veramente bisogno, così abbiamo deciso di svuotare il più possibile frigo, freezer e dispensa prima di tornare al supermercato.
      Vediamo se riusciremo a essere sufficientemente creativi! 🙂

  3. Bello bello.
    Io ho notato che il mio modo di fare la spesa è cambiato radicalmente da quando ho abbandonato il supermarket per acquistare al mercato (quel poco di carne che mangiamo, i formaggetti, il pane, le uova a volte), con Bioexpress (uno dei vari servizi di consegna a domicilio di verdura bio) e al Naturasì (o nel negozietto tutto sfuso che hanno aperto a PV) per il resto.
    Un tempo ero solita dire che tutto questo era troppo caro per me e risparmiavo sul cibo (pessima pessima idea!). La verità è che adesso, pur acquistando prodotti con prezzo non da super o discount, spendo meno.
    I
    ntanto non tengo le riserve di cibo come se dovesse scoppiare la guerra domani (mio padre per esempio è uno che compra i barattoli di sugo a cassetta!), però ho sempre in casa gli ingredienti fondamentali per impastare una torta salata o il pane o le crepes (che sono anche i meno costosi, a ben vedere). Cerco di non comprare più cibi confezionati, cucino alla giornata e cerco di usare quello che ho consultando internet per tirare fuori qualche modo nuovo di usare l’una o l’altra cosa…
    Sul ridurre le porzioni…piano piano arrivo anche a quello, credo sia il retaggio più difficile da combattere per gli italiani! 😀
    Stella di recente ha scritto Piccolo premio e recensione // Prize & Review

    1. Sono d’accordo con te sul fatto che non comprare al supermercato non è necessariamente più costoso. Noi ci andiamo ancora, ma abbiamo abbandonato l’Esselunga per la Coop, ci troviamo molto meglio come qualità dei prodotti e come prezzi, e diciamo anche da un punto di vista “filosofico”. Devo anche aggiungere che a Valenza la situazione negozi è in effetti un po’ particolare…
      Niente servizi di consegna a domicilio di verdura, niente GAS nelle vicinanze (e poi noi mangiamo veramente poca verdura e mi sa che sarebbe solo un ulteriore spreco), niente negozi tipo NaturaSì (il più vicino è ad Alessandria).
      Sicuramente, comunque, puntare sulle materie prime da “assemblare”, più che sui cibi più o meno confezionati è la risposta e la mossa più valida in assoluto.

  4. Concordo assolutamente! A volte il frigo mezzo vuoto o molto “basic” nei contenuti mi fa un po’ impressione, ma averlo pieno e poi lasciar scadere la roba è un assurdo!
    Come strategia in caso di inviti direi che si può fare come mia suocera che distribuisce il cibo avanzato a tutti gli invitati, così almeno hanno la cena pronta il giorno dopo..

  5. A casa mia non si butta niente, o quasi. Quelle rare volte che succede sono cibi di piccola quantità un pomodoro, mezza fetta di melone andato a male, cose così. Mia suocera e mia madre, dopo le riunioni conviviali, distribuiscono quel che rimane ai figli, a volte lo cuociono in più così non abbiamo il problema della cena o del pranzo del giorno dopo . Quando la produzione dell’orto dei nostri genitori è in eccesso distribuisco ai conoscenti, bidelli, colleghe, amiche, amiche delle amiche, che sono ben contenti di trovarsi prodotti, quasi bio, che hanno un sapore ben diverso da quello che compriamo al super.
    Per quanto riguarda le farfalline dei legumi. Mio suocero le conserva in bottiglie o vasi di vetro fatti riscaldare al sole (credo che si può fare anche al forno) e chiude i barattoli quando il vetro è ancora caldo. Mio padre e mio zio utilizzano invece le bottiglie di pet dell’acqua, ma non so se le fanno riscaldare al sole (m’informo e poi vi dico). Sono metodi infallibili. Io ho legumi dello scorso anno perfettamente conservati in questa maniera. Però una volta aperti, si devono consumare in un tempo ragionevole.

  6. Ciao e complimenti per l’articolo.
    Mi suona veramente scioccante sentire che “in Italia buttiamo 27 Kg di cibo a testa ogni anno” io che sono stata cresciuta con l’idea che buttare il cibo è peccato capitale e ciò che “non mi va” lo mangio al prossimo pasto. Capita che qualcosa vada a male in frigo ma sono casi eccezionali nella famiglia da cui provengo. “Guai a buttare un pezzo di pane” diceva mamma… lo si tiene per fare il pangrattato (che per delle buone polpette di legumi serve proprio) o se passa tanto tempo senza che serva grattuggiarlo, piuttosto che buttarlo, si dà allo zio che lo dà alle galline…

    Ma andando a fare un passo in più sul discorso cibo mi viene in mente necessariamente anche quanto incidano le nostre scelte alimentari sulla nostra salute ma anche sull’ambiente in toto..compreso l’enorme problema della “fame nel mondo” che tutti siamo stati abituati a considerare come un dato di fatto.

    Mi permetto di suggerire a chi volesse, di pensare di ridurre il consumo di carni il più possibile, o magari di diventare vegetariani… Lascio un link per riflettere sulla sostenibilità dell’alimentazione: http://www.alimentazionesostenibile.org/

    e un link di ricette senza alimenti di origine animale.. non è necessario “essere” vegan per utilizzare queste ricette, sono talmente appetitose e ben presentate che faranno venire l’acquolina a tutti
    http://www.veganblog.it/

    Buon appetito Elle!

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