Siete a rischio hoarding?

L’hoarding (o disposofobia), come sapete, è la tendenza compulsiva ad accumulare oggetti, cibo e perfino animali, a prescindere dalla loro utilità, salubrità etc., nonché l’incapacità cronica a liberarsene. Nella sua forma patologica, si tratta di un disturbo molto serio (e come tale va considerato e curato); ma penso anche che se ne parli troppo poco, e quindi che anche post come questo (trovato qui), che è decisamente divulgativo, possano avere un loro valore.

Sette segnali che indicano un potenziale rischio di hoarding

Amiamo le nostre cose, e può darsi che sia stato uno dei motivi per i quali abbiamo lasciato NYC: non c’era spazio sufficiente. Fortunatamente, a New York avevamo un loft ed eravamo diventati piuttosto bravi nel riorganizzare armadi e armadietti in base alla stagione… per evitare di vivere in uno spazio straripante di attaccapanni. Siamo riusciti a farci bastare 46 mq, che oggi sono un po’ meno del doppio, ma ci sono persone alle quali lo spazio non basta mai, e che non smettono di riempire ogni angolo e ogni centimetro disponibile.

L’hoarding è una malattia vera e propria, e l’impulso di alcuni non solo a non buttare via nulla, ma anche ad accumulare, è incontrollabile.

Eccovi allora 7 chiari segnali del fatto che l’hoarding rappresenta un rischio concreto.

1. Non riuscite a liberarvi di vecchie riviste e quotidiani – Buttateli e basta! Anche se comprate il giornale tutte le mattine, il fatto di non riuscire a leggerlo ogni giorno non significa che avete il dovere di mettervi in pari… tanto non succede. Il posto giusto per il 99% delle riviste è il bidone della carta. Oggi, comunque, tutti gli archivi sono disponibili online, quindi conservare vecchi numeri non ha senso.

2. Conservate capi di abbigliamento che non indossate più – Tutti abbiamo una maglietta preferita o un paio di scarpe che conserviamo nella speranza di poterle indossare di nuovo un giorno. Ma se abbiamo smesso di usarle, è perché non ci vanno bene, non sono comode oppure sono passate di moda. Meglio donarle a qualcuno che le utilizzerà immediatamente.

3. Ammassate piccoli elettrodomestici e dispositivi elettronici non funzionanti – Un giorno o l’altro vi metterete d’impegno e riuscirete a riparare quella stampante. Non prendiamoci in giro, non succederà. Meglio buttare (riciclandoli nel modo dovuto) o regalare i dispositivi elettronici usati che non utilizzate più: più passa il tempo, più diventano obsoleti anche per essere regalati.

4. Conservate qualsiasi gadget – Il fatto che l’abbiate avuto gratis non è un buon motivo per conservare religiosamente qualsiasi portachiavi o tazza in un cassetto o stipetto della cucina: negozi dell’usato o beneficenza.

5. Ogni stanza si trasforma in uno sgabuzzino – Se il vostro sgabuzzino o garage è talmente pieno che siete costretti a tenere l’ennesimo elettrodomestico in soggiorno, è possibile che abbiate un problema di hoarding. Se tutta la casa è diventata uno sgabuzzino, fatevi delle domande.

6. La vostra auto è diventata uno sgabuzzino – Se siete costretti a tenere nel bagagliaio o sul sedile posteriore libri o attrezzatura da campeggio, perché in garage o in cantina è finito lo spazio, è ora di fare qualche viaggio in discarica o in un negozio dell’usato.

7. Il problema influenza la vostra vita quotidiana – Se in casa non c’è posto per sedersi, o per cenare, perché su ogni sedia sono impilati giornali e riviste, o se non riuscite a dormire comodamente perché il letto è disseminato di vestiti che non sapete dove altro mettere, è il momento di prendere atto della situazione e cercare aiuto.

Bonus: Fare le pulizie è impossibile – Il fatto che pavimenti e ripiani siano completamente coperti di carta e spazzatura, al punto che non passare l’aspirapolvere non è nemmeno pensabile, rappresenta un chiaro segnale: dovete fare qualcosa.

Se i problemi di cui sopra sono facilmente risolvibili con una bella ripulita, tutto ok, ma se la situazione vi è evidentemente sfuggita di mano ed è già capitato che amici o famigliari facessero osservazioni al riguardo, è il momento di parlarne e chiedere aiuto: chi vi ama non vuole che viviate in questo modo!

minimo è anche su Facebook e su Twitter

14 thoughts on “Siete a rischio hoarding?

  1. Mio padre ha un camion da anni fuori uso, che non può circolare e non va nemmeno più in moto, su cui deve pagare però il bollo e che tra le altre cose fa reddito in azienda… (nb, ha altri due camion e una macchina che usa per lavorare…) prende su di tutto da ovunque e non butta via nemmeno i tagliandi dell’assicurazione scaduta, senza dire come e cosa è “stivato” in casa nostra. Glielo faccio leggere questo articolo?
    MarinaMarea di recente ha scritto Di una domenica perfetta

    1. Prova 🙂 Ovviamente è ben difficile che sia un un post come questo a fargli cambiare approccio, però magari è lo spunto per parlarne…

    1. Solo per stomaci forti, aggiungo io…
      In USA vanno in onda almeno tre trasmissioni dedicate all’hoarding: “Hoarders”, “Hoarding – Buried Alive” e “Animal Hoarding”. Credo che quella mandata in onda su Real Time sia la seconda, che è decisamente più all’acqua di rose rispetto a “Hoarders” (!).
      Noi le guardiamo entrambe (mentre ho evitato accuratamente quella dedicata all’accumulo compulsivo di animali, non ce la posso fare), e certe situazioni sono incredibili.

      1. M’è capitato di vedere una puntata su quella dell’accumulo compulsivo di animali, e assicuro che una sola puntata basta e avanza 🙁 Non riesco a vedere nemmeno le altre serie, tanto mi si stringe il cuore per la situazione di queste persone, figuriamoci questa 🙁
        Alliandre di recente ha scritto Caminante

          1. Con gli animali non ce la faccio proprio, così come me la prendo da morire quando ci sono di mezzo i bambini (in genere insulto e inveisco contro la televisione, Marco si diverte moltissimo)

            1. Ne parlava la newsletter dell’Enpa di Monza proprio qualche giorno fa, e in questi giorni è ancora in home page se volete leggere: http://www.enpamonza.it/
              quattro casi di intervento enpa in due anni solo nella zona di Monza 🙁 E leggere della signora lasciata a se stessa mi ha messo ancora più tristezza, povera donna 🙁

              1. Devo avere qualcosa che non va, perché quando leggo queste cose il mio primo pensiero è per gli animali e non per gli umani.
                Comunque si tratta di situazioni di disagio terribili, che purtroppo ci sono sempre state; solo che fino a poco tempo non si parlava di hoarding… Speriamo che un po’ di consapevolezza in più aiuti.

  2. Orpo, avrei giurato che ‘Hoarders – Buried alive’ (confermo che è quella che noi vediamo su RealTime), considerato il titolo, fosse la più tosta.
    Non voglio pensarci… sono certamente a loro modo educative tutte, ma quando si arriva a vedere persone circondate non solo da oggetti, pure da insetti a chili, io non reggo. Mi ripugna.
    E d’altra parte mi spiace anche pensare che, come penso sicuramente accada, diventino un po’ lo zimbello e lo sfottò di spettatori crudeli – perché dai, lo sappiamo: non è che tutti avranno la ‘bussola’ del minimalismo e capiranno che di fatto hanno dei grossi problemi, considerate anche le reazioni talvolta di totale non consapevolezza del problema.
    In trasmissione tutto viene pressato e ravvicinato per costruirci una puntata, ma per le famiglie si tratterà forse di lottarci contro per mesi, di media; immagino.
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto Silenzio

    1. Non posso negare che ci sia una grossa componente di voyeurismo… è un “guilty pleasure” anche per me. Esporsi in quel modo è il prezzo (a volte terribile) da pagare per far arrivare psicologi e professional organizer a darti una mano, ma spesso serve a poco o a niente. Se non a fare audience, naturalmente.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

CommentLuv badge