Storie di scambio casa

Chi è iscritto al blog l’avrà già notato, avendo ricevuto mercoledì una quantità di notifiche relative a nuovi post (vi chiedo scusa, ma purtroppo non c’era modo di evitarlo): abbiamo deciso di pubblicare (anche) qui tutti i post relativi alle nostre esperienze di scambio casa.

Li trovate tutti comodamente raggruppati sotto l’apposita categoria. Di seguito due parole due di spiegazione.

Per cominciare, qui trovate qualche spiegazione su cos’è, ma soprattutto su cosa non è, lo scambio casa.

Tecnicamente il primo post di minimo risale al luglio 2010; la nostra prima esperienza con questo modo di viaggiare a due anni prima: ecco, perché, almeno al momento, risulta che minimo sia stato aperto nell’estate 2008, e i primi post non hanno nulla a che fare con il minimalismo. All’epoca avevamo già un blog in cui registravamo i nostri viaggi e viaggetti: i post venivano copiati direttamente dalle annotazioni scritte, di solito durante una sosta per bere un caffè, riposarci un attimo o pranzare, su un quadernino che portavamo sempre con noi. Questo spiega anche il tono un po’ particolare di molti di quei post (che forse varrebbe la pena di accorpare o riscrivere, chissà, vedremo).
Con il passare del tempo, pur continuando a tenere questa specie di diari di viaggio (che ci piace molto rileggere a distanza di tempo), abbiamo chiuso il blog, dismesso il quadernino (cosa che un po’ mi dispiace) e ci siamo concentrati soprattutto sull’esperienza di scambio casa; anche perché, ormai, viaggiamo praticamente solo così.

Sistemando e rileggendo quei post, dal primo scambio nel 2008 fino al viaggio in California dell’estate scorsa, non ho potuto fare a meno di sorridere, nel rendermi conto di quanto siamo cambiati. Di quanto lo shopping fosse parte integrante dei nostri viaggi, e di come si sia modificato il nostro approccio, ad esempio riguardo alla quantità di bagagli: ne ho parlato in particolare qui, prima che partissimo per la Finlandia.

All’epoca non potevamo saperlo, ma lo scambio casa è stato il primissimo passo che abbiamo mosso sulla strada del minimalismo e della semplificazione, quindi ci sembra giusto darne conto qui in modo un po’ più ampio. Inoltre, anche se di scambio casa ho già parlato varie volte (difficile scegliere, ma forse il post che esprime meglio le mie emozioni al riguardo è questo), credo che il racconto concreto di cosa significa vivere per un po’ in casa d’altri valga più di tante considerazioni teoriche su cos’è e come funziona.
Eccovi allora, in rigoroso ordine cronologico:

De Panne, nelle Fiandre: cani, gatti, galline (!), e il museo più bello e commovente che abbia mai visto

Vancouver: il nostro primo scambio simultaneo, che ci ha fruttato non solo un viaggio nella città più bella del mondo, ma anche un’amicizia che dura tutt’ora

Nizza: altro scambio simultaneo, l’unica esperienza di scambio casa della quale possiamo (relativamente) lamentarci

Bruxelles: prima esperienza di homesitting. Torniamo per tre settimane in Belgio, nel centro che più centro non si può di una città che entrambi amiamo moltissimo

Roma: altro homesitting ferragostano nel cuore di Roma, tra Castel Sant’Angelo e Borgo Pio

Parigi: straordinaria esperienza di homesitting vista Père Lachaise (mica pizza e fichi!)

Finlandia: homesitting al fresco (!) per un’incredibile coppia di finlandesi. Accoglienza strepitosa e paesaggi da sogno

California: scambio simultaneo che ci porta per tre settimane in un’autentica casa alla Desperate Housewives della California del Nord… con tanto di campeggio allo Yosemite, weekend sul lago Tahoe e, naturalmente, visita alla meravigliosa San Francisco

Naturalmente non finisce qui! Come vi avevo già accennato, a fine mese partiremo alla volta di Venezia, dove ci aspetta una gattona desiderosa di compagnia e una bella casa vista gondole…

Li sto sistemando man mano, ma se nei post trovate qualcosa che non va (collegamenti interrotti e simili) non esitate a segnalarmelo. Buona lettura e buon fine settimana!

minimo è anche su Facebook e su Twitter

23 thoughts on “Storie di scambio casa

  1. e’ una cosa che vorrei tantissimo provare..solo che quello che posso offrire (casa a pavia con 4 gatti che di tanto in tanto fanno pipi’ in giro) mi sembra sempre poco invitante 🙁

    1. Uff, dai non fatemi ripetere per l’ennesima volta che nemmeno noi stiamo in centro a Roma, che abbiamo due gatti, e che siamo stati in case dove c’erano cani, gatti e pure galline… Si tratta solo di trovare le persone giuste.

      1. Stella, Pavia è bellissima, non mi pare proprio da buttar via. E ai gatti ci s’abitua, il mio è addirittura incontinente, che vuoi che sia 🙂
        L’importante è non avere un padrone di casa che rema contro, poi sei a posto 🙂

      2. Wow! Cercando in rete ti ho trovata: un’altra viaggiatrice “in scambio” come noi! Che bello sapere che ci siamo e ci crediamo in questa fantastica esperienza che è ben più che “viaggiare spendendo poco”, bensì un viaggiare guadagnando molto: in esperienze e apertura mentale., verso la vita e gli altri. Chiunque essi siano! (certo, scegliendoli con un pò di criterio!)

          1. Grazie mille!!
            No, io socia homeexchange.com
            Ma medito altre iscrizioni 🙂

            Se vuoi passare anche tu a curiosare nei miei scambi, mi trovi a lacasainscambio.blogspot.it.

            Io ti seguo!
            Federica di recente ha scritto Florida – parte 1°

    1. Scusa la risposta un po’ insofferente, ma quando parliamo di questo argomento tutti (ma TUTTI) reagiscono allo stesso modo. Ti dicono “Come mi piacerebbe”, poi si dispongono a farti l’elenco dei motivi per cui LORO non possono farlo. Al milionesimo che guarda caso mi dice sempre le stesse cose mi viene un po’ da ridere, ecco… tenendo presente che io non voglio convincere nessuno a fare scambio casa, anzi!
      Mi fa specie che nessuno mi abbia mai detto “Ah no, guarda, io non potrei mai” e basta.

      1. Una volta l’avrei detto, io non potrei mai. Anzi credo d’averlo scritto da qualche parte 🙂 gelosissima delle mie cose, soprattutto dei libri. Il decluttering (e il Kindle ghghgh) fa miracoli però… ora lo farei, non ho più paura che la gente mi rida dietro per il casino di casa mia 😛
        Il problema è sempre mio papà, è casa sua, è geloso, non vuole estranei in giro (gli inquilini sono più a lungo termine, non gli dan fastidio), abita sotto di me, e insomma. Dovrei spedirlo in montagna prima di ogni scambio e farlo di nascosto come una ladra 😛

  2. M’hai fatto venir voglia di tornare a Bruxelles, ‘cidenti a te…
    E sono passati aaaaanni da quando sono stata a Bruxelles… era il 1995, ero ospite di una dei cugini che vivono lì (Commissione, anyone? Yess, c’ho provato! Allora mia cugina stava in appartamento a Woluwe St. Lambert, ora si è spostata , bontà sua, in villa a Woluwe st.Pierre) e me l’ero girata per benino… il guaio era che ero da sola, Entropia era in Italia, e tra il cuore e lavorare a Bruxelles ho scelto il cuore 🙂
    Entropia dopo la Normandia voleva fare le Ardenne, già anni fa. E da lì a Bruxelles è così breve… e poi bisogna ricambiare la visita del cugino bello, porcacicca 😀

  3. Mentre ti leggo mi squilla il cellulare, forse in borsa . Metto la mano nella borsa cerco cerco e dopo aver rovistato un po’ lo trovo, rispondo e devo annotare una data , rovisto nella borsa, cerco cerco e dopo un po’ la trovo. Ora mi serve una penna!!
    Allora ti chiedo: un post su come minimizzare la borsa ce l’hai?? 🙂
    anna disorganizzata di recente ha scritto a lume di sale…

    1. Non serve un post, basta una manovra semplicissima: svuota completamente la borsa attuale, metti da parte le cose che NON hai usato nelle ultime 24 ore, e ritravasa nella borsa solo le altre.
      Oppure, meglio ancora, ripiega sulla borsa più piccola che hai, vedrai che magicamente il necessario si distinguerà dal superfluo 😉

      1. Vedi è per quello che ti leggo così assiduamente! per passare dallo stadio di vorrei ma non riesco proprio..allo stadio..ecco come vivo bene ora!
        Perchè per la borsa come per qualunque altra cosa mi chiedo:’eh se non mi è servito oggi, ma mi servisse domani??”
        Dal punto di vista della teoria sono bravissima, le risposte le so tutte! Ma dal punto di vista pratico non riesco proprio a togliere il termometro che se per caso ai bimbi venisse la febbre? o il blocco degli appunti che se mi viene un’idea? o il beauty case , che se mi dovessi truccare? anche se non lo faccio praticamente da sei mesi? e…e..e … e così ..ecco a voi mary poppins!!!! :-(((((
        anna disorganizzata di recente ha scritto a lume di sale…

        1. Io posso darti le indicazioni pratiche, ma per superare la “non si sa mai mentality” devi metterci del tuo… 🙂
          Fai una prova per un giorno: così potrai toccare con mano che in fondo non è vero che non si sa mai: si sa eccome. Soprattutto, si sa (si deve sapere) che non casca il mondo se per una volta ci troviamo impreparate e non abbiamo il termometro (!), o non siamo perfettamente truccate o non ci appuntiamo subito quell’idea che c’è venuta.

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