Nervi Saldi: come sopravvivere alla stagione delle offerte

Tempo di saldi: quest’inverno avevamo parlato di code in direzione outlet e di gente che arrivava in camper la sera precedente, per essere certa di entrare tra i primi. Aspetto di leggere di questa tornata, sono curiosa di vedere se acquisti e affluenza caleranno ulteriormente (perché, code o non code, a gennaio erano calati eccome), ma nel frattempo ho pensato di presentarvi qualche dato e un paio di riflessioni, giusto per mantenere il sangue freddo 🙂Per cominciare, ecco cosa dicono i nostri giornali:

La Stampa: 248€ di spesa a famiglia (per la Confcommercio; secondo Federconsumatori, saranno 147€), 7 ore passate davanti alle vetrine. “Il tasso di stress è in ogni caso elevatissimo. Il 41% soffre di indecisione e di ansia, il 15% si sente obbligato a non perdere le occasioni, ma farebbe a mano [sic] del rito collettivo. Soltanto il 21% riesce a mettere da parte i problemi e a sentirsi felice perché ha portato a casa un piccolo oggetto del desiderio.” (!)

RepubblicaIl Secolo XIXIlSole24, il Corriere: i dati sono gli stessi (meno male…), ma il tono è decisamente meno ottimista e più serioso. Certamente, gli articoli su questi argomenti “stagionali” e ricorrenti non brillano per originalità. A nessun giornalista viene in mente di affrontare la cosa da una prospettiva diversa? Mah.

Il Post ha pubblicato il mese scorso un interessante articolo sulla storia dei saldi. Che, in Lombardia, quest’anno sono iniziati addirittura con un mese di anticipo, pare senza particolare successo.

Sempre il Corriere, in chiusura della prima giornata di saldi, parla di cali tra il 15 e il 25%, anche se non precisa bene rispetto a cosa (!), e riporta la proposta del Codacons di rendere il sabato giornata di “supersaldi”, con un ulteriore -20%.

Giornalismo (e giornalettismo) a parte, un paio di riflessioni personali potenzialmente utili in tempo di offerte “strepitose”.

Se non mi serve non è un affare. “Regola” vecchia ma sempre valida.
Una cosa è aspettare i saldi per risparmiare su qualcosa che ci serve, un’altra farci ingolosire dallo sconto (che è a volte è pure farlocco) e auto-convincerci dell’utilità di un acquisto al quale non pensavamo assolutamente fino a quattro secondi prima.

Prezzi inferiori non è uguale a più soldi da spendere. È un’illusione nella quale è facile cadere: scattano le offerte, i negozi sono pieni di cartellini con le percentuali e i punti esclamativi e i colori fluorescenti. Noi abbiamo il nostro budget mensile, più o meno rigido, e magari sono mesi che siamo bravissimi e non sforiamo. Il punto è: se non abbiamo sforato finora perché proprio non potevamo, le cose (purtroppo) non cambiano perché sono iniziati i saldi. Questo non significa per principio che non possiamo concederci uno (o qualche) sfizio; ma solo che non dobbiamo farci prendere dalla frenesia, né sentirci in qualche modo obbligati a comprare (tantomeno a comprare quel che in realtà non ci serve) solo perché “ci sono i saldi”.
Avete presente l’amaro in bocca che sale quando ci si rende conto di aver sprecato dei soldi? E che è ancora più amaro quando proprio non era il caso? Quel lieve giramento di testa al pensiero che il mese prossimo ci sono le spese di condominio da pagare, o un’altra spesa che opportunamente avevamo “dimenticato”; sarebbe stato proprio meglio evitare di comprare l’ennesimo paio di scarpe, che all’improvviso diventato pesante, molto pesante, nel suo bel sacchetto. È una pessima sensazione. E tutto per un paio di scarpe? Una gonna nuova? Un telefono? Insomma, manteniamo la lucidità.

Alla fine sono banalità, però è utile tenerle presente. Per finire, due consigli di lettura:
È anche colpa mia: “[…] penso a quanti SUV e a quante vacanze alle Maldive ho contribuito a far acquistare fino a poco tempo fa, scrollo le spalle e cerco di capire come fare per ridurre ancora di più le mie necessità. E al problema dell’economia italiana pensi pure chi guadagna migliaia e migliaia di euro al mese. Io non sono pessimista, ma non fingo ottimismo a oltranza!

The pursuit of something greater: “Something better had come into my life. And when something better comes along, the old suddenly holds less value, if any at all

Anche voi pensate, come Alberto, che la crisi dei consumi sia anche peggiore di quello che dicono le statistiche? Oppure assisteremo comunque all’assalto ai negozi e alle risse per accaparrarsi l’ultima taglia 44?
Incidentalmente: giovedì scorso siamo andati dai nostri spacciatori ufficiali di attrezzatura da running (si avvicina il momento di cambiare le scarpe; gran parte del campionario era già in offerta, tra parentesi). Quando ho chiesto a una delle commesse se si aspettassero la folla per l’apertura dei saldi, mi ha dato una risposta che mi ha spiazzato: mi ha detto che no, i saldi non sono più frequentati come una volta, con file alle casse, assalti all’arma bianca e pile di scontrini a fine giornata. Ma non per il motivo che potremmo pensare, esattamente per quello opposto: “perché ormai, quando vogliamo qualcosa, non aspettiamo i saldi. Magari stringiamo i denti, magari aspettiamo il mese successivo, ma se qualcosa ci piace lo compriamo e basta“. Meditate, gente…

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44 thoughts on “Nervi Saldi: come sopravvivere alla stagione delle offerte

  1. Sai che vedo cartellini di sconti in giro da veramente tanto tempo? Senza contare che continuano a chiudere negozi di persone che conosco… io credo che soprattutto i negozi giovani la sentano eccome questa crisi, o le attivita” di chi non puo’ permettersi di andare in pari e basta.. di mio, come al solito, non comprero’ nulla. In parte e’ vero quello che diceva la commessa, per me: siccome compro quando ho bisogno, non sempre aspetto lo sconto; se c’e’, meglio ovviamente…
    Sstella di recente ha scritto Some minimal nail art // Un po’ di nail-art minimalista

    1. Qui ad Alessandria non ho visto particolari sconti il mese scorso (e sì che, diversamente dal solito, ho girato un po’ per negozi). Probabilmente avevano cominciato la settimana scorsa, e sicuramente ci hanno dato parecchio dentro questo fine settimana, con tanto di notte bianca dei saldi e negozi aperti la domenica.
      Io, dopo alcuni mesi passati a cincischiare, ho dovuto cedere e mi sono infilata nel mio “solito” negozio di usato firmato, dove ho comprato 3 vestitini e un paio di jeans.
      Praticamente tutto quello che ho nell’armadio mi è diventato grande (a volte veramente troppo), e presto dovrò decidermi a un ulteriore sistemazione/decluttering. È una soddisfazione, ovviamente, ma da un certo punto di vista anche una gran scocciatura 😉

  2. A Milano, in effetti, i saldi sono in giro già da un po’. Un negozio di scarpe e borse qui accanto al mio ufficio, in via Durini, è da un sacco da settimane che propone prezzi scontato su tutto. E’ da aprile che vedo le ballerine scontate del 20%!
    Venerdì sono andata alla Sisley per comprare dei pantaloncini e delle canotte perché sono rimasta senza, e c’era già lo sconto del 30% su tutto.
    Altre cose che ho comprato con i saldi, in quanto neo-runner, sono state 2 canotte dry-fit e dei pantaloncini appositi per il running. Ho letto che correre con l’abbigliamento di cotone non è consigliabile e, siccome ho solo magliette di cotone, ho pensato di approfittarne per prendere qualcosa di specializzato.
    Senza contare i pantaloncini: sono talmente vecchi che ormai sono bucati sul popò e, anche se li uso senza problemi in casa, per uscire non sono proprio la scelta migliore 🙂 Ecco, per i saldi penso mi concentrerò su acquisti sportivi e – forse – su qualche complemento d’arredo in vista del trasloco.

    A Milano centro, come prevedibile, c’è la ressa: ieri sono andata con le mie colleghe da Zara in corso Vittorio Emanuele ed era un bordello! Io dopo aver guardato senza molto interesse – 1) non mi serviva niente; 2) c’era troppo casino; 3) con i continui annunci sembrava di essere più al supermercato che in un negozio di abbigliamento – mi sono appostata sulle panchine all’ingresso aspettando le mie colleghe.
    Qui in centro il via vai c’è sempre e con i saldi c’è ancora più casino del solito!
    Eleonora di recente ha scritto Project Ten Books

    1. Ottima scelta l’abbigliamento Dry Fit, lo uso anche io ed è perfetto, specie con questo caldo. Bravissima! 🙂
      Mi sono trovata molto bene anche con Gore e Under Armour (quest’ultimo però in Italia è un po’ più difficile da trovare)

      1. Oppure si ripiega su magliette e pantaloncini Kalenji da 10 euro. Non rendono quanto Dry Fit e compagnia cantante, ma costano una frazione 😀

          1. Grazie grazie!
            Mi segno le marche che non ho mai sentito (ho comprato banalmente un completo Nike e una canotta Asics).
            @iltrev: 2 settimana ho preso una tshirt dry-fit da Decathlon di marca ignota… 6 euri!
            Eleonora di recente ha scritto Project Ten Books

            1. Sono marche un po’ più di nicchia (e pure un po’ più carucce), ma vale la pena. Adesso ovviamente non ci si pensa, ma quando inizia a far freddo avere capi tecnici che ti tengono caldo e gestiscono correttamente il sudore è fondamentale. Detto questo anche la roba Decathlon funziona eh… l’unico problema che ho notato è che da donna sembra che abbiano sempre MENO assortimento (ma è un problema comune a molte marche, ti accorgerai che, almeno qui in Italia, c’è sempre molta più scelta per gli uomini) e la vestibilità mi pare meno valida. Certo, con quei prezzi non si può pretendere più di tanto.

              1. Infatti io ho preso la maglietta da uomo 😀 diciamo che con le mie “misure” non ho particolari problemi a prendere le cose da uomo 😉
                In effetti per l’inverno dovrò farmi uno studio approfondito su cosa mettere per continuare a uscire a correre.
                Eleonora di recente ha scritto Project Ten Books

              1. Domanda tecnicissima, Marco: le Kalenji non dan fastidio ai capezzoli? Il capo qua le ha dovute eliminare perché si massacra, non ci son cremine né cerotti che tengano… il guaio è che gli succede anche con quelle della North Face 🙁

  3. ah no no, qui non ci si casca: si comprano ora i vestiti per l’anno prossimo dei bimbi in crescita, ma tutto qui (anche perchè aspetto di stallarmi col peso..). Però a settembre ci faremo le zanzariere in tutta la casa 😉
    Mamma C di recente ha scritto :: arrivederci ::

    1. Idem qui, i saldi servono giusto per rinnovare il guardaroba del pargolo. Se posso fare a meno di girare per saldi è meglio… ormai ho sviluppato un enorme fastidio per i saldi e la ressa che si portan dietro. Quanto alle sensazioni spiacevoli da acquisto inutile… roba del passato. E speriamo che lo resti 😛

  4. A Roma, almeno in centro, confermate le previsioni: di gente ce n’è poca in giro (quasi tutti turisti). Saldi iniziati, ma negozi vuoti. Ieri ho avuto la tentazione di fotografare tutti i negozi di via del Corso. Ne sarebbe venuta fuori una gallery interessante. Non so come vanno le cose nei centri commerciali, dove almeno c’è l’aria condizionata, ma da quel che mi dicono non c’è la ressa degli altri anni. Questo, oltre che essere un sintomo della crisi, a sua volta sarà anche uno dei motivi che porteranno a un peggioramento della crisi. Altre testimonianze dirette: sul litorale laziale, si rinuncia al bar-ristorante sulla spiaggia e si ricomincia a portare cibo e bevande da casa; sempre più persone vanno a lavorare in bicicletta, Roma è allegramente invasa dalle due ruote, nonostante il caldo; allo stesso tempo le strade sono ancora piene di automobili, finora sono partiti in pochi per le vacanze. Scommettiamo che fra poco TG e giornali parleranno di record negativo di presenze nei luoghi di villeggiatura?
    Alberto di recente ha scritto È anche colpa mia!

    1. Se non si rischiassero ritorsioni da parte dei negozianti, ci si potrebbe organizzare per fotografare i negozi in giro per l’Italia…

      E per il resto, biciclette e cibo portato da casa per me rappresentano un netto miglioramento (visto che i vari stabilimenti ti fanno strapagare tutto e spesso non rilasciano scontrino…), ma sicuramente è un cane che si morde la coda. Meno si consuma meno si vende meno si vende meno si produce, etc.

  5. Ciao, ti leggo da poco, ma mi piace molto il tuo blog e le riflessioni che fai. Non so se conosci il blog di Mammafelice, nella sua caccia al tesoro di quest’anno ci chiede di scegliere un blog che parli di viaggi. Ho scelto il tuo per i racconti delle tue esperienze con lo scambio della casa. Vorrei dirti tante cose e tante riflessioni che mi hanno suscitato i tuoi post, però per ora ti faccio gli auguri per il matrimonio. Ciao

    1. Ti ringrazio 🙂
      In realtà pensavo proprio in questi giorni di accorpare a minimo il nostro blog dedicato alle esperienze di scambio casa, perché credo abbia senso.
      Capiti a fagiolo quindi 🙂

      1. Anche io credo abbia senso. Per me 🙂 stavamo pensando di fare la nostra prima esperienza di scambio casa. Abbiamo mille dubbi, magari leggendoti li colmo!

        1. Il primo consiglio che posso darti è quello di evitare il fai da te e di affidarti a un’organizzazione seria e consolidata, che ti sappia dare un minimo di supporto e di sicurezza.
          Per il resto non esitare a scrivermi in privato se vuoi!

          1. Avevo escuso sicuramente il fai da te.. Voi vi siete trovati sempre bene? Comunque ti scriveró in privato per i dettagli!

            1. Sempre benissimo a parte una volta, in cui rientrando abbiamo trovato la cosa un po’ sporchina, ma niente di irreparabile.

  6. Mmm ai giornalisti non viene in mente di affrontare la cosa diversamente perché il giornale non é uno spazio bianco dove poter scrivere quello che uno pensa. Dentro le redazioni esistono linee editoriali che di norma si basano su quello che la gente decide di leggere. E non solo purtroppo. il giornalista é un lavoro dipendente senza equo compenso, non é uno status intellettuale d’avanguardia. Vabé il discorso sarebbe lungo e noioso. Per quanto riguarda i saldi: da quando corro non ho bisogno di inseguire la 44 ai saldi, adesso trovo una comodissima 40 o 42 alla fine dei saldi e 3 volte su cinque non compro perché la verità é che mi piace lo spazio libero dentro il mio armadio. Sono partita da questo blog e mi sono andata avanti e non so come ringraziarti!! Se non mi serve non è un affare. Il più delle volte non mi serve e basta

    1. Mi rendo conto, ma non mi sembra possibile che la gente voglia leggere sempre lo stesso articolo trito e ritrito pubblicato venti volte su venti giornali diversi…
      42 anche io eheheh 😉

      1. La gente si ciba solo di panico morale e di articoletti sulle prestazioni non sportive di balotelli… madò ecco mo mi trasformo in barbara alberti, et voilà!! E comunque il decluttering che mi piace di più è quello che faccio quando i vestiti sono ormai troppo larghi!!! Anzi no, la soddisfazione è non ricomprarli. Un giorno mi ritroverete in riva al fiume dentro una botte con un saio, una ciotola e un cane. Altro che Alberti, direttamente diogene!

        1. oh beate voi, io sono una 44 da tutta la vita, nella 42 sono entrata solo nel lontano 1987, quando ero a Hastings e praticamente facevo la fame 😀

          1. Ho cominciato a dimagrire sul serio quando ho allungato il kilometraggio settimanale. Dai 20/30 km in su direi che la 42 è de rigueur 😉

            1. Il Numero dei chilometri anche per me ha fatto la differenza, unito alle ripetute sui mille metri. Per me la soglia è stata quella dei 30 km. Prima addirittura aumentavo di peso, poi di colpo superata la soglia ho incominciato a scivolare tipo anguilla nei vestiti

              1. Idem, inizialmente non dimagrivo di un etto (mi giravano pure un po’ le balle per questa cosa, devo dire la verità). Come ti regoli per le ripetute? Dovrei proprio iniziare a farle anche io.

                1. Io esco 4 volte a settimana, a volte 3. Un lungo lento o due, un progressivo, una seduta di ripetute. Quest’ultima è quella che con me ha dato più risultati. Corro ad una velocità aumentata ( sui vari siti esistono calcoli ma io non vado molto per il sottile) per un chilometro poi recupero correndo per circa 3 minuti. Non sono una teorica del running, corro perchè mi piace, quindi esistono metodi molto più scientifici del mio…

                  1. Ammetto che le ripetute mi incutono un po’ di timore. Ieri sono uscita e ho fatto solo 3k, ma veloci (almeno per i miei standard). Dovrei provare. Certo, provare con questo caldo non è il massimo, ma alla fine un momento vale l’altro…

  7. Giusto questa mattina sono passata per la via dei negozi nel mio quartiere a Roma e non sembrava certo periodo di saldi. Non so, io non sento proprio il bisogno di comprare nuove cose e sono mesi e mesi che non lo faccio (a parte un paio di scarpe). Anche le bancarelle, quelle sì sempre circondate di un sacco di persone, mi fanno uno strano effetto. C’è il problema di chi le cose le vende, lo so, ma penso che bisognerebbe cominciare a produrre e a vendere cose diverse e uscire da questo sistema assurdo…
    Bell’articolo, come al solito, e link molto interessanti!
    Paola di recente ha scritto L’aria condizionata del vicino non è sempre più fresca

    1. ehm, comunque poi ieri pomeriggio ho comprato in saldo un paio di scarpe e una maglietta per… correre, anche se credo comincerò camminando. Ho purtroppo abbandonato l’attività fisica da circa due anni e il risultato è un terribile mal di schiena ricorrente. Ho deciso quindi, anche su tuo esempio, di ricominciare. Certo che questo caldo non aiuta…
      Paola di recente ha scritto Caro Sindaco: la seconda fase della campagna #salvaiciclisti

        1. Marca Mizuno. In realtà non erano in saldo perchè appena arrivate, ma le ho comprate lo stesso (assurdo, no?). E al piede danno la sensazione come di essere sospesi e galleggiare in aria (si può forse capire da questo che non ho mai avuto scarpe da ginnastica nemmeno lontanamente decenti…). Questa sera le provo: camminata e corsa alternate (non credo riuscirò a correre per più di un minuto di seguito…)
          Paola di recente ha scritto Caro Sindaco: la seconda fase della campagna #salvaiciclisti

          1. Ottima scelta, sicuramente ti troverai bene! E non è affatto assurdo, risparmiare sulle scarpe da running è deleterio.

  8. Sarò strana io, ma a me non fa più nessun effetto il periodo saldi. Se mi serve qualcosa di “grosso” (es: piumino, scarpe) se non è urgentissimo aspetto gli sconti, ma se trovo quello che è esattamente come dico io prima mica me lo faccio scappare… tanto compro talmente poche cose in un anno che non c’è così tanta differenza…
    MarinaMarea di recente ha scritto Contest Salutiamoci

  9. Per quel che mi riguarda, da diverso tempo ho ridotto di molto i miei acquisti, o meglio, posso dire di aver dirottato le mie spese verso l’acquisto di altre cose: non più vestiti o scarpe (di cui ho piena la casa) ma attività, emozioni, viaggi e cibo. E così, quello che avrei potuto spendere nei saldi estivi, l’ho speso nei 4 giorni che ho appena passato con una coppia di amici girando in moto per la Provenza. Non so se si chiama downshifting anche questo, sicuramente è un’inversione di rotta. E vi assicuro che, tutto sommato, questi 4 giorni in Provenza ci sono costati (a me e al mio compagno) poco più della spesa di 248€ a famiglia di confcommercio citata nel post, e sono convinta di averci guadagnato un sacco in vita, serenità e ricchezza personale 🙂
    Barbara di recente ha scritto casa casa

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