L’altra cosa che non avrei mai pensato di fare (e invece)

Penso che vi ricordiate questo post, che a quanto pare è piaciuto e ha suscitato un po’ di riverberi, sotto forma di altri post e di altri elenchi di cose che non avremmo mai pensato di fare (e invece).

In chiusura, accennavo al fatto che c’era un’ultima voce da aggiungere all’elenco, ma che ne avrei parlato più in là.
Ora è arrivato il momento: come sa già chi che mi segue su Facebook, su Twitter o su Instagram, alle 11.30 di lunedì 2 luglio 2012, dopo quasi 10 anni esatti insieme, io e Marco ci siamo sposati.

Dopo aver partecipato, nel corso degli anni, a una bella quantità di matrimoni più o meno fastosi, ne abbiamo tratto la conclusione che volevamo qualcosa di diverso. Non volevamo perderci in un anno di preparativi. Non volevamo spendere cifre indecenti per il pacchetto fotografo-fiori-acconciatura-pranzo da ottanta portate. Non volevamo avvitarci in una quantità di problemi diplomatici (se invito questo devo invitare anche quest’altro, e simili).
Inoltre, dopo quasi 10 anni e l’acquisto di una casa insieme, ci sentivamo comunque più sposati di tante altre coppie “regolari”, e abbiamo sentito l’esigenza di formalizzare la nostra unione (va’ come parlo bene) per motivi burocratici e di tranquillità personale, più che romantici; anche per questo, l’idea di trasformare la cosa in un mezzo circo ci sembrava un po’ ridicola. E poi, tutto sommato, ero curiosa di vedere se saremmo riusciti nell’impresa di rendere (il più) minimalista (possibile) un evento che, malgrado i buoni propositi con cui partono quasi tutti, finisce per sottrarsi a ogni logica di buon senso (risparmio, non parliamone), e per trasformarsi nella singola giornata più costosa nella storia di qualsiasi coppia.

Ve lo anticipo: in proporzione credo di esserci riuscita, in assoluto forse no. Ma sono qui a testimoniarvi che si può fare. Si può decidere di sposarsi a inizio giugno, fissare la data per il 2 luglio e arrivarci senza patemi, con tutti i cosiddetti preparativi completati la settimana precedente. Si può evitare di spendere decine di migliaia di euro.
Come? Semplicissimo: basta definire le priorità; ricordare che la festa è nostra e solo nostra; tagliare senza pietà tutto quello noi consideriamo superfluo, senza riguardo per il giudizio di nessuno (genitori, parenti, amici); selezionare le persone che vogliamo davvero avere vicino e solo loro: nel nostro caso, eravamo in 8 noi compresi.

È vero, comunque, che ci siamo trovati molto facilitati in almeno tre ambiti importanti: fedi, luogo del ricevimento (chiamiamolo così) e “trucco e parrucco”.
Abitare a Valenza ha il vantaggio che, nel nostro caso, il fornitore ufficiale delle fedi 🙂 è un amico ed è venuto da noi con un po’ di modelli tra i quali scegliere, ha risposto alle nostre domande di ignoranti totali, e la sera stessa ci ha confermato che aveva già pronti entrambi gli anelli delle misure giuste (bastava solo farli pulire e incidere). In mezza giornata, abbiamo risolto.
Per quanto riguarda il ristorante, capita che Enrico, il testimone di Marco, sia co-proprietario e chef di un ristorante Il Capostorno (che ho già citato e che ricorre nelle mie foto…). Ci andiamo spesso, in genere mangiamo in cucina, e io vado in sollucchero per la crema di mascarpone.
La nostra scelta non avrebbe potuto cadere su nessun altro posto, e non ci siamo neanche preoccupati di definire il menu, affidandoci totalmente allo chef 😉
Tempo necessario per organizzare il nostro “ricevimento”: una telefonata di dieci minuti.
Il parrucco nel mio caso è ininfluente (!); per manicure e pedicure mi affido da anni a Debora, che incidentalmente è la moglie del “fornitore di fedi” di cui sopra, e che si è occupata anche di truccarmi.

Soprattutto in un’occasione come questa, avere a che fare con degli amici, anziché con dei semplici “fornitori”, è infinitamente meglio. A tutti un enorme grazie, oltreché per esserci stati, per averci reso la vita così facile.

Cosa restava? Fiori, auto, fotografo, partecipazioni, bomboniere, bouquet e decorazioni varie li abbiamo tagliati senza pensarci due volte.
E l’annosa questione degli abiti, anzi dell’abito? Lo sposo se la cava “facilmente”, ma ci sono donne che dedicano una quantità di risorse (tempo e denaro) alla ricerca dell’abito perfetto. Io non volevo un abito da sposa (e per fortuna: in tre settimane sarebbe stato un po’ un problema…): per una questione di stile e di gusto personale, ma anche perché ero decisamente allergica all’idea di spendere centinaia o migliaia di euro per un capo che non avrei indossato mai più.

In ogni caso, è principalmente agli abiti che mi riferisco, quando dico che in assoluto non siamo riusciti nell’impresa di organizzare un matrimonio veramente minimalista: abbiamo speso un migliaio di euro in due, compresi i miei accessori (stola, borsa, scarpe); che in proporzione sono pochissimi, ma in assoluto sono comunque una bella cifra.

Siamo andati a curiosare all’Outlet di Vicolungo e, per Marco, abbiamo trovato un bellissimo abito da cerimonia, completo di panciotto e cravatta. Per me invece, che riponevo le mie speranze nel negozio di Diffusione Tessile (per chi non lo sapesse, DF smarchia e rivende i capi di tutto il gruppo MaxMara), nulla di fatto. A 10 giorni dalla “data fatidica”, me ne sono tornata a casa con le pive nel sacco, dopo aver provato tutto il provabile, e in particolare praticamente tutta la collezione Bridal. Incidentalmente, se tra le lettrici di minimo ci fosse qualcuna in procinto di, vale la pena farci un salto: la scelta di taglie è ovviamente limitata, ma i modelli (almeno alcuni) sono veramente belli, e i prezzi oscillano tra i 300 e i 700€, che per un abito da sposa è comunque un affare.

Queste due ore di prove, comunque, mi hanno confermato che non ho un buon rapporto con il raso e il pizzo, che vestita da sposa sembro una torta di panna, e che, per quanto il prezzo fosse un affare, NON volevo spendere una cifra simile per un abito che avrei messo una volta per mezza giornata. Senza parlare poi delle scarpe, dei guanti, del coprispalle…
Così, la mattina dopo mi sono infilata da Max Mara e nel giro di un’ora ho trovato abito e accessori (le scarpe le avevo già prese all’outlet). Il colore dell’abito è decisamente non “matrimoniale”, ma lo adoro e ho intenzione di metterlo anche per fare la spesa, pilates e magari le pulizie.

Sfizio assolutamente superfluo che mi sono concessa: 3 wedding bag (se non sapete di cosa si tratta, qui c’è una piccola spiegazione) per le tre coppie di invitati, con un regalino per i testimoni, una specie di partecipazione autoprodotta, il fiocco bianco da mettere sulla macchina, i dati per raggiungere il ristorante, una bottiglietta di bolle al sapone (che mi hanno risparmiato il riso!) e, per difendersi dalla calura, té freddo per tutti (in realtà l’ho bevuto quasi tutto io, tipo cammello…)

Location: la sala consiliare del Comune di Valenza che, trattandosi di un lunedì, non ci è costata neanche un euro.

Postilla finale: ho finalmente messo in pratica il mio stesso consiglio, approfittando delle quotazioni dell’oro alle stelle per vendere un po’ dei gioielli che avevo e non mettevo più da anni (un po’ perché preferisco quelli di design, un po’ perché non sopporto l’oro giallo); ne ho ricavato una bella cifra. Se avete dell’oro che giace inutilizzato in un cassetto, questo è veramente il momento di venderlo.

Su cosa avremmo potuto risparmiare: sugli abiti, in particolare sul mio (ma sono contenta, non solo perché lo adoro, ma anche perché tutto quello che abbiamo comprato è ampiamente riutilizzabile); sulle fedi, che abbiamo preso in platino. E anche sul ricevimento: dato il numero di invitati avremmo potuto evitare il pranzo al ristorante e optare per un aperitivo, o per un pranzo o una cena da noi.
Il discorso è sempre il solito: potevamo permetterci questi piccoli lussi, non avevamo motivo di rinunciare, siamo felici di tutte le scelte che abbiamo fatto.
Rispetto alla media, che apparentemente si attesta sui 20/30.000 euro, con gente che si indebita per svariati anni, direi comunque che siamo stati bravini 😉
Se volete farvi due risate o, a scelta, venire i capelli bianchi, date un’occhiata qui. C’è perfino l’apposito calcolatore.

Altre cose che abbiamo tagliato sono la lista nozze/lista viaggio, e lo stesso viaggio di nozze. Alle tre coppie di amici che saranno presenti abbiamo chiesto espressamente di non farci alcun regalo (ma una non ci ha dato retta… :)). In realtà, avremmo intenzione di fare una festa a casa nostra, a settembre o giù di lì, e magari un viaggio degno di questo nome, sempre dopo l’estate; ma è ancora tutto da vedere.

Per ora siamo contenti di essere riusciti nel nostro intento, che era festeggiare in modo semplice, senza complicare troppo la vita a noi e (speriamo) agli altri, senza crearci patemi inutili (tanto la vita ha provveduto a crearceli ugualmente, i patemi, ma per motivi del tutto diversi di cui, magari, vi parlerò in separata sede). Non ci sentiamo diversi dal giorno prima: la fede al dito l’avevamo già, anche se quella attuale fa sicuramente un altro effetto. Ci spiace per tutti gli amici che non c’erano, ma contiamo davvero di avere l’opportunità di festeggiare con loro in un’altra occasione (o in più di un’altra occasione, perché no!). Insomma, tutto è andato esattamente come volevamo.

Ma non sarebbe successo senza la presenza e gli sforzi dei nostri amici. E quindi grazie, in ordine rigorosamente sparso:

A Michele e Stefano, fotografi (non) ufficiali, che si sono offerti spontaneamente e hanno fatto un lavoro egregio

A Fede che si è subita tutte le mie paturnie e richieste varie e ha rubato tempo prezioso al suo lavoro nel momento più sbagliato dell’anno

Debora per il trucco favoloso (e guardate che non è facile realizzare un trucco da sposa bello, che tenga perfettamente in una giornata così calda, e non ti faccia sembrare una maschera… specie su una pallidona come me), i guanti in prestito, l’insegna per la macchina “a sorpresa”, che ci ha procurato sorrisi e saluti di tutti quelli che ci superavamo in autostrada, e la “direzione lavori” per le fotografie 😉

A Enrico e Betta per lo sbattimento e per averci preparato un pranzo meraviglioso, del quale per la cronaca non abbiamo lasciato neanche una briciola (non che ci fossero dubbi).

A Michele per le fedi bellissime, e per la pazienza.

E a Marco per aver rischiato l’ernia portandomi in braccio oltre la soglia di casa (sono bei momenti)… e per tante, TANTE altre cose che mi ci vorrebbe una vita per elencare

Prossimamente, se vi interessa, vedrò di pubblicare qualche foto 🙂

minimo è anche su Facebook e su Twitter

58 thoughts on “L’altra cosa che non avrei mai pensato di fare (e invece)

  1. Ri-complimenti…io mi sono “sposata” con una camicia da 70 euro e le fedine d’argento dei nonni della moglie (avevano dato quelle d’oro alla patria), dopo 10 anni di convivenza anche noi… unico sfizio il ristorante altolocato la sera con i testimoni! peccato che abbiamo dovuto andare in UK e quindi aggiungici volo hotel e tutto 😉

  2. Congratulazioni.
    La tua idea di matrimonio è molto simile a quella che ho io.
    Anche io e il mio compagno, nonostante stiamo insieme da 10 anni e abbiamo un figlio, non abbiamo ancora deciso di sposarci.
    Un po’ perchè tanto non ci cambia niente, un po’ perchè al solo pensiero di passare un anno a fare preparativi mi vien male…
    Poi sono allergica ai megapranzi, dove la gente mangia come se fosse a digiuno da secoli.
    Non voglio diventi il festival dello spreco, di soldi, di cibo, di risorse, di benzina…
    Per cui abbiamo deciso che quando sarà, sarà una festa in campagna, una specie di pic nic dove tutti potrenno venire vestiti in modo normale (sposi compresi), dove i bambini potranno giocare liberi e i cani saranno ammessi, raggiungibile col treno o al max organizzeremo un mezzo di trasporto collettivo.
    Non voglio invitare trecento persone solo perchè “devo”, la zia di quarto grado che non ho mai visto o l’ex collega che mi ha invitato al suo matrimonio 10 anni fa, non voglio scegliere io i posti a sedere, non voglio obbligare gli invitati a comprarsi un vestito nuovo, a stare seduti per ore e ore…
    Purtroppo dovrò spiegare questo alle nostre famiglie (soprattutto a quella del mio compagno, che ha origini pugliesi e dove i matrimoni sono molto diversi da come lo immagino io…) ma visto che la festa sarà nostra, decideremo noi.
    Complimenti ancora, e aspettiamo le foto.
    fiorella di recente ha scritto presentami un blog, la CaT di Mammafelice

  3. Accipicchia! Auguri, cari, anche se, dopo 10 anni, mi sa che di auguri non avete bisogno.
    Certo che un paio di foto non guasterebbero, per chiarirci la scena!

    Noi e voi ce la giochiamo: il 28 ottobre Enrico ha avuto la sentenza di divorzio e l’11 novembre (complice il fatto che nelle pubblicazioni ci debbano essere due domeniche o due festività, come nel nostro caso) ci siamo sposati.
    Fino al 27 ottobre per scaramanzia nessuno aveva fatto nulla. Dopo il 28 ottobre abbiamo invitato 11 persone e abbiamo festeggiato in 13. Per l’occasione abbiamo prenotato un ristorante di Cherasco e ci siamo comprati le fedi e un vestito che poi abbiamo messo anche in seguito. E abbiamo regalato cioccolatini appena fatti come bomboniere.

    Less is more, niente da fare.

    Un abbraccio grandissimo!
    NATI per DELINQUERE – MAMMA F. di recente ha scritto :: arrivederci ::

  4. Siete tanti e io, anziché essere in viaggio di nozze (!), sono stata affogata di lavoro, quindi permettetemi un grazie cumulativo e i complimenti a tutti quelli che hanno contribuito ad abbassare la famosa media dei 20000€ a matrimonio… 😉

  5. ma grazie a te! non me lo sarei persa per nulla al mondo :o*
    (peccato solo non aver visto l’attraversamento della soglia :oD )

  6. Auguroni!
    Ottima decisione, sia il matrimonio che il minimal.
    Noi non siamo stati minimalisti, ma sicuramente sotto alla media, grazie a: vestito di Diana fatto da sua mamma, bomboniere fatte dai suoceri, ristorante a 300 metri dalla sala della cerimonia, auto del cognato 🙂

    1. Noi siamo andati a piedi e tutti insieme, sfidando il caldo e i sanpietrini (quasi mi uccido con i tacchi in mezzo alle fessure), e pure a passo di marcia perché QUALCUNO di cui non farò il nome aveva paura di arrivare in ritardo (!!!!) 😉

  7. augurissimi!!! sono felice per voi!! avete fatto benissimo a tagliare tutto il tagliabile. io,quando mi sono sposata molti anni fa, ho speso un pacco (anzi,il mio papà ha speso un pacco;io in proporzione,considerando che lavoravo sola da un anno) e se penso come è finita, mi prenderei a calci nel sedere da sola, ma questa non è la sede nè per parlare di me, nè di sfighe matrimoniali.
    Felicità a voi! 🙂
    elena di recente ha scritto Triplo carpiato

  8. Congratulazioni.
    Ti seguo da un po’ e un po’ invidio queste tue capacità minimaliste.
    Vorrei pianificare il matrimonio ma l’idea di tutto lo sbatti e lo sperpero mi spaventano.
    Magari prendo spunto
    Ma. di recente ha scritto Al lago.

    1. Guarda, il matrimonio è sbattimento e sperpero solo nella misura in cui TU vuoi che lo sia. È un altro ambito in cui non ci sono scuse (cit.) ed è inutile nascondersi dietro un dito. Quindi pianifica senza paura, vedrai che verrà benissimo!

  9. Non credevo che il mio matrimonio ti avesse ispirato tanto 😉
    Però, nel 1999, non avrei mai detto di essere minimalista 🙂
    Un abbraccio sincero e un oceano di auguri a entrambi, sono davvero molto felice per voi 🙂
    Il prossimo passo… marmocchi 😉

  10. Mi aggiungo al coro di festanti congratulazioni 🙂
    Avrei voluto scrivere “Anche Sergio&Selene, al tempo, avevano fatto così”, ma sono stato preceduto di poco 🙂

  11. Continuo a leggere questo post e sentirmi invasa dalla felicità 🙂
    E poi siete due miti! Mi piace tantissimo questo matrimonio semplice e minimal (ma và?!), ma che ha dentro tanto cuore.
    Mentre detesto le pacchianate, le feste pompose solo per farsi notare, le paccate di euro bruciate spesso per dettagli inutili, i vestiti degli sposi che sono destinati a essere usati solo una volta.
    Senza contare quelli che sui social network (Facebook in primis) ti stracciano le scatole con i loro continui aggiornamenti di stato solo sull’avanzamento dei preparativi del loro matrimonio!

    Se mai un giorno io e Marco convoleremo a nozze – in comune, ça va sans dire -, siamo entrambi d’accordo nel fare qualcosa di basso profilo, informale e intimo; senza ovviamente indebitarci per un matrimonio (robe da pazzi!)! E con abiti che possiamo riutilizzare entrambi in altre occasioni. Certo gli abiti da sposa sono tutti favolosi, magici, fanno sentire chiunque una principessa… ma trovo sia uno spreco
    Quando se ne parla ci piacerebbe invitare giusto i parenti e gli amici più stretti, e organizzare il “ricevimento” in un giardino dove fare una bella grigliata familiare.
    L’unica cosa su cui sono disposta a spendere di più è il fotografo perché – da aspirante fotografa – voglio un album degno di questo nome. E poi così posso sbirciare un professionista al lavoro e carpire qualche segreto 😉

    Comunque per ora l’idea “matrimonio” ci sfiora poco… attualmente siamo in fase di arredamento casa e ci stiamo focalizzando solo su quello. E poi tutti questi sposalizi di amici e amiche che hanno invaso la mia bacheca in questi ultimi mesi, mi hanno fatto venire la nausea!
    Senza contare lo stress che mi sta procurando mia mamma sulla convivenza (che lei da estremista cattolica non approva) e le sue continue pressioni affinché – se proprio devo andarmene da casa – io lo faccia nel modo tradizionale, approvato dalla società e da lei: matrimonio in chiesa! Purtroppo non ce la fa a capire che
    1) siamo atei;
    2) non vogliamo piegarci al volere comune;
    3) non finiremo all’inferno per questo;
    4) non siamo delle brutte persone se non formalizziamo l’unione davanti a un prete!

    Se mai decideremo di rendere tutto ufficiale con una cerimonia civile, sarà per motivi burocratici.
    Del tipo che se gli succedesse qualcosa e finisse in ospedale, io non venga cacciata fuori perché non sono una parente!!!
    Eleonora di recente ha scritto Oltre le porte del tempo

  12. Ti leggo sempre con piacere e condivido la vostra gioia, augurissimi! clap clap e bolle di sapone in cielo per non sprecare riso

  13. Se mai mi sposerò, farò qualcosa di simile.
    Mi hai fatto sognare, aha 😉
    Mi piacciono molti alcuni dettagli creativi, come le bolle in sostituzione del riso… una personalizzazione che non richiede esborsi nè sforzi, ma molto romantica, a mio parere!
    E fra l’altro neppure immaginavo che ad un outlet si potessero trovare anche abiti da nozze (al di là del fatto che ho dato un’occhiata alla collezione Bridal che linki, e non mi piace per niente: ma questi son gusti).

    Non posso che farvi anch’io i miei migliori auguri.
    Denise Cecilia S. di recente ha scritto Un gran calderone…

    1. In realtà la collezione che ho provato io era la precedente, e c’erano un paio di modelli molto semplici e molto belli, ma… restano valide tutte le considerazioni che ho già fatto nel post

  14. lurko a tempo perso (sorry) questo bel blog e colgo l’occasione per farvi anch’io i miei migliori auguri !
    l’avvenimento, dal tuo resoconto, risulta molto in linea con il mio che forse era ancora più minimal (niente fedi e abito da sposa confezionato nei dieci giorni precedenti direttamente da mia moglie) ma sicuramente altrettanto rilassato e appagante.
    e niente. bravi. un abbraccio a tutti e due 🙂

  15. auguriiiiii!!! L’importante è che tutto sia andato come volevate, spendere tanti soldi spesso invece rende il matrimonio una faticaccia per gli sposi e gli invitati. e sono sinceramente buttati.
    Noi ci siamo sposati dopo tre anni di convivenza e anche se non è stato un matrimonio “minimo” è stato comunque molto diverso dai soliti matrimoni butta-soldi, e ne siamo felicissimi.

    ancora tanti auguri e aspetto le foto perchè sono una curiosona.
    Frida di recente ha scritto è luglio da tre giorni

    1. Appena recupero anche la seconda “parte” (la prima è stata fatta con la nostra macchina, e quindi l’abbiamo recuperata subito), vedo di mettere qualcosa online. Grazie anche a te!

  16. ohhhhhh auguri!!!!! leggo solo ora che sono “fuori sede”! bravi bravissimi! adoro i matrimoni minimali, anno scorso la mia migliore amica ha fatto più o meno come te ma con fotografo 🙂
    non vedo l’ora di curiosare le foto 🙂

  17. Wow mi ero persa l’evento!! Congratulazioni e complimenti!!! Il nostro matrimonio e’ stato tutto fuorche’ minimal: chiesa, fiori, vestito non da 3000 euro ma nemmeno da 300, ristorante con 80 invitati e pure gondola (eravamo a Venezia, la mia città, ma il gondoliere era un mio cugino, x cui… giro omaggio!) ma siamo lo stesso riusciti ad abbassare la media italiana, a 20mila non ci siamo arrivati nemmeno lontanamente! E niente debiti, solo risparmi preventivi. Noi siamo stati contenti cosi’, l’importante e’ fare quello che ci si sente. 🙂

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