Un anno fa su minimo

Liberamente ispirato a A year ago on Unclutterer

Lo dico sinceramente: mi mancano l’ispirazione e, soprattutto, il tempo per scrivere. Sono stanca, affogata di lavoro (vedere sotto) e le uniche cose che faccio sono tradurre e correre. A proposito, se vi interessa l’argomento (correre, non tradurre), segnatevi questo.
I fine settimana, che di solito dedico almeno in parte a imbastire i post per minimo, in questo periodo sono occupati da altro, e continueranno a esserlo almeno fino all’inizio di luglio.

Per tutti questi motivi, ho pensato di cavarmela elegantemente (ehm) ricordandovi di cosa parlavamo un anno fa di questi tempi.

Anzitutto, facevo una riflessione sul downshifting, il tempo e il denaro, che casca a fagiolo visto che, come dicevo, in questo periodo più che mai il lavoro arriva a ondate: o si affoga o si boccheggia per mancanza d’acqua.
Proprio pochissimo tempo fa, con l’aiuto del mio gestionale, ho appurato che il mio fatturato nei primi due trimestri dell’anno è calato. La situazione potrebbe essere migliore, ma potrebbe anche essere molto peggiore: non solo perché nel frattempo sono arrivate un paio di ondate diciamo molto redditizie :), ma soprattutto perché nell’ultimo anno (magia magia) ho risparmiato di più pur avendo fatturato meno. E non sento di essermi privata di nulla, anzi.
In generale, in questo momento fare downshifting nel senso di cui parlo nel post non è possibile/sensato: il lavoro va preso quando c’è. D’altro lato, però, la nostra accresciuta capacità di risparmio ci dà un po’ di margine di manovra in più, un minimo di libertà che altrimenti non avremmo. Non è poco, anzi diventa ancora più importante di questi tempi, in cui troppa gente si svende, per necessità e/o scarsa lungimiranza.

La bolla del benessere: e se il nostro modo di vivere fosse tutto una bolla (suggerimento: lo è)?

The bear necessities: voi magari non ve lo ricordate, o ancora non leggevate minimo, ma un anno fa eravamo impegnati a girare come trottole per le strade della California, naturalmente grazie allo scambio casa. Una di quelle strade ci ha portato a fare campeggio per un paio di notti nel parco dello Yosemite. Una delle esperienze più belle e particolari della mia vita, che mi ha insegnato (anche) di quanto poco (ma poco) abbiamo bisogno per stare bene. E sì, questo vale a prescindere dal fatto di essere dall’altra parte dell’oceano, a Valenza o a Busto Garolfo.

Vi ringrazio per la vostra pazienza e confido di avere presto novità interessanti da raccontarvi… naturalmente à la minimo.
Buon fine settimana a tutti!

minimo è anche su Facebook e su Twitter

16 thoughts on “Un anno fa su minimo

  1. il down… arriva con trent’anni di ritardo e oggi non ha alcun senso così com’è presentato. Se vi interessa ho spiegato perché qui:

    http://downshiftingbaby.wordpress.com/2012/05/27/il-lavoro-ai-tempi-del-nonsenso/

    (è un bel post di Sylvie e sono intervenuto con due commenti)

    Più che la bolla del benessere, oggi assistiamo alla bolla delle aspettative. Non perché vogliamo l’auto o l’I-phone o le vacanze, quelli sono problemi e false soluzioni, la bolla è che ci aspettiamo la vita “come vogliamo/decidiamo noi”. Non accettiamo la vita così com’è. Proviamo incessantemente a cambiarla alleggerirla/appesantirla. Non sappiamo accettare. L’uomo si è adattato per milioni di anni, adesso non gli sta più bene. E’ quella la bolla. Abbiamo introdotto il concetto di “vita senza senso” solo perché noi non ne comprendiamo il senso. Abbiamo fatto dipendere tutto dalla nostra capacità di interpretazione. E’ quella la bolla. E la risposta non sta nel cambiare le cose intorno a noi.

    Ciao, buona giornata.
    Exodus di recente ha scritto CHIACCHIERE

    1. questa cosa dell’accettazione mi lascia sempre un po’ perplessa…se da una parte riconosco che per vivere pienamente nel presente non ci si possa focalizzare su un domani ignoto o su vaghe speranze e si debba quindi in qualche modo “accettare” e vivere, dall’altra parte se non c’è spinta al cambiamento/miglioramento si rischia la stagnazione, nella vita personale e di tutta la società.
      se ad esempio facessi il minatore in una miniera di diamanti in Africa non credo che riuscirei ad accettare serenamente il mio presente, ma cercherei in tutti i modi di fuggire, trovare di meglio…
      e anche senza andare tanto lontano e immaginare situazioni estreme: io accetto la mia vita com’è adesso e ne sono anche felice, ma non posso impedirmi di avere aspettative e desideri per il futuro, primo fra tutti quello di poter vivere per conto mio…chiedo troppo?
      davvero, se capisco come si fa a conciliare queste due cose (accettazione e spinta al cambiamento) ci faccio un libro e scommetto pure che diventa un best seller mondiale 😀
      yliharma di recente ha scritto Una come tante

      1. Non si può scrivere il best seller, o meglio esiste già ma è un’esperienza, solo vivendola si entra dentro e poi si dice: “Toh! Ma era così semplice”.

        Posso dire questo:

        nella biografia di molti personaggi famosi, quando l’intervistatore pone la domanda fatidica “come ha fatto ad arrivare fin qui” le risposte sono quasi sempre due:

        “ho lavorato duro” e “per la verità non lo so neppure io”.

        La spinta al cambiamento o la si ha dentro oppure non la si ha. A questo punto non serve cercare di “motivarsi”, o sei già motivato o non lo sei, la mente, quella ancestrale, agisce da sola, non serve preoccuparsene, spinge da sola. Quello che rimane da fare è appunto:

        vivere il lavoro quotidiano (“ho lavorato duro”)

        lasciarsi andare al presente (“per la verità non lo so neppure io”).

        Questo è il modo unico di coniugare Risultati e Piacere quotidiano di vivere.

        Altrimenti si crea… la Bolla!

        Ciao
        Exodus di recente ha scritto CHIACCHIERE

        1. interessante riflessione…ma ancora non sono convinta (perdonami, sono contestatrice di natura 😀 ) che sia davvero così, che ci siano persone che possono cambiare e altre che sono “destinate” per natura a restare immobili, invischiate in una vita che non vogliono.
          secondo me non esiste il destino, se vuoi una cosa rimboccati le maniche e prova a prenderla.
          yliharma di recente ha scritto Una come tante

          1. Riscrivo perché c’erano troppi refusi :-):

            Beh, magari hai ragione.

            La mattina prendo i mezzi, vedo splendide ragazze che scelgono di flirtare con i maschi “migliori” e altre che lotteranno tutta la loro vita solo per cercare o tenersi il loro uomo. La differenza sta in qualche cromosoma che si è disposto in un certo modo. Vuoi mettere quante energie risparmiano le prime rispetto alle seconde? forse tutte otterranno ciò che cercano (o forse no) ma anche se fosse, le prime lo avranno gratis, le seconde dovranno faticare e perderanno pezzi della loro vita nella ricerca, faticosa.

            E’ solo un esempio, può valere per l’intelligenza, una famiglia agiata, l’essere nati nel 20% più ricco del mondo.

            rimboccati le maniche e prova a prenderla. Però provi a prendere con immensa fatica ciò che ad altri è dato gratis. Sei sicuro/sicura di voler competere su quel terreno? Sei sicuro/sicura che quando avrai “preso” la tua vita non sarà già terminata? Che forse vale la pena investire cu ciò che dio ha dato e non su ciò che “non ha dato”?

            Il destino non esiste. La scelta è del singolo. e spero che ciò che “prova a prendere” ne valga la pena perché se dovesse accorgersi che non è così, allora non potrebbe tornare indietro, la vita è già trascorsa. Ma se investe in quello che “Dio gli ha dato”, allora sarà tutto molto più facile, potrà andare avanti e indietro come vuole.

            Ehmmm… desidero dirti una cosa, odio quando gli altri sono d’accordo con me, vuol dire che nel mio discorso c’è qualcosa che non va. Sembra una boutade ma per me è proprio così, sono certo che le cose più importanti, in tutti i campi, sfuggano ai più, quando una cosa è troppo condivisa, troppo comunemente accettata, vuol dire che non è vera, è superficiale, oppure, in ogni caso, non ha alcun valore aggiunto, le cose che servono davero, che vanno oltre l’immediato, sono sempre patrimonio di poche persone. L’ho letto da diversi celebri pensatori, e negli anni ho sperimentato che c’è molta saggezza in questo.

            Ciao.
            Exodus di recente ha scritto CHIACCHIERE

            1. beh ma io non parlavo di doti fisiche o mentali o dell’essere nati in un ambiente piuttosto che in un altro, ma della capacità di reagire e provare a ottenere quello che vogliamo.
              ovvio che il minatore africano per quanto possa provare avrà enormi difficoltà a diventare premio nobel per l’astronomia e altrettanto ovvio che io (per quanto mi possa sforzare) non farò mai la modella 😀 ma neanche lo desidero…in fondo i desideri con la crescita tendono a rientrare nell’ambito del possibile: mentre da piccoli si sogna di fare l’astronauta o il calciatore, se a 30 non hai come minimo infilato un piede a Cape Canaveral è probabile che non succederà 😛 e allora magari inizi a sognare cose grandi ma comunque alla tua portata (come per alcuni cambiare vita e lavoro o trasferirsi dall’altra parte del mondo).
              e sono d’accordo: bisogna sfruttare al massimo le doti che abbiamo, tirarne fuori il meglio, ma non sentirsene limitati, potremmo scoprire di saper fare cose che non credevamo possibili 🙂
              yliharma di recente ha scritto Una come tante

              1. Guarda, nella vita è anche possibile il contrario: per quanto si provi non riuscire a fare cose che ritenevamo possibilissime. E magari scoprire che cose che davamo per scontate non lo erano affatto. Se tutto è possibile, se è possibile toccare il cielo, magari lo è anche precipitare.

                Riprendendo San Paolo: “Chi crede di stare in alto badi a non cadere”.

                Potremmo anche avere tutte le doti del mondo e mancare la fortuna o l’opportunità, oppure qualcuno interessato al nostro lavoro. PEr me l’importante è amare la prorpia giornata così com’è, se riesci hai le energie per fare il resto, se non ce la fai è tutto molto più difficile.
                Exodus di recente ha scritto CHIACCHIERE

  2. Come bibliotecaria per ragazzi c’è una cosa che spesso dimentico: i bambini sono sempre nuovi. “Perle” che io considero scontate per certe età uscite negli anni novanta, vanno (ri)proposte ai bambini che oggi hanno quell’età.
    I tuoi post di sintesi a me sono molto utili. Il tuo rallentare nelle riflessioni, permette a me oggi di “correrti” dietro (solo nella lettura e nelle idee, perché per la corsa fisica non ce la posso fare ;D!)
    Buon we!
    La solita mamma di recente ha scritto Metodo L.A.V.A/18: Io, il lupo e i biscotti al cioccolato

  3. Siamo noi che dobbiamo adeguarci ad un mondo che è cambiato (sta cambiando) oppure siamo noi che lo cambiamo cambiando il nostro modo di vivere? In attesa di una risposta imparo a vivere diversamente perché diverso è quello che oggi voglio e che oggi posso. Belli gli interventi di Exodus che scopro solo ora (ma non c’è la possibilità di iscriversi ai tuoi feed RSS?). Leggervi è sempre molto interessante.
    Alberto di recente ha scritto Creatività

    1. Ciao,

      per i feed rss credo di sì ma non sono molto bravo con la tecnologia, mi piace solo scrivere 🙂

      No, ripensandoci si può fare, a me arrivavano prima i miei stessi post! Dovresti andare in fondo a sinistra, appena prima di “ARCHIVIO BLOG”

      Però prima scrivevo molto di più, non so se continuerò con la stessa cadenza, forse ti conviene un giro spassionato nel blog tra gli articoli già postati… credo che tutti quanto in generale nei vari siti amatoriali stiamo scrivendo meno di argomenti “non leggeri”, si nota, il periodo non invoglia a sperimentare cose nuove.

      Grazie e ciao!
      Exodus di recente ha scritto CHIACCHIERE

  4. Non sono intervenuta perché ieri ero in libera uscita… e perché vedo che la discussione procede benissimo anche senza di me 😉 Vi leggo, però.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

CommentLuv badge