As happy as possible

Aprile è il mese della felicità.

Qui l’originale.

“Credo di essere quanto più felice possibile. Non me ne vado in giro in estasi o piangendo dalla gioia, ma sono davvero felice. Non è un picco, ma un plateau, una condizione che potrebbe durare anche tutta la vita.

È il tipo di felicità che augurerei a chiunque. La domanda è: quali fattori contribuiscono alla mia felicità?

Quello che non ho:

  • Casa enorme
  • Patrimonio
  • Bei vestiti
  • Bella macchina
  • Posizione di potere
  • TV via cavo

E non penso che queste cose mi renderebbero più felice di quanto già non sia. Ecco cosa, invece, contribuisce davvero:

  • Tempo
  • Rapporti improntati all’affetto reciproco
  • Un lavoro significativo
  • Salute
  • Libri
  • Quanto basta

Il primo elenco include quelli che, nell’opinione di molti, sono gli obiettivi che la società dovrebbe porsi. Il secondo, cose che mi rendono estremamente felice: e sono convinto di averle perché ho rinunciato a perseguire le voci del primo elenco. È una strada che vi consiglio”.

***

Qualche osservazione mia (elle): qua c’è ben poco da aggiungere, ha detto tutto lui e l’ha detto con la solita sintesi! Mi limito a due osservazioni.
La prima: “non è un picco, è un plateau”. Per me, la felicità vera è questione di durata (e di resistenza); insomma, è una gara di fondo, non di velocità.
Ci sono i momenti speciali, quelli che ci ricordiamo per tutta la vita: le singole esperienze puntuali che ci fanno magari piangere di gioia. Ma sono, appunto, momenti.
Poi c’è la felicità che non ha bisogno di occasioni, di una festa, di un bimbo che nasce o di un traguardo raggiunto. Ti sorprende, almeno a me capita così, con il caffè in mano il sabato mattina, quando lavori, mentre guardi una serie o leggi un libro che ti appassiona (o pregusti di farlo). È come un’onda di calore che ti si diffonde dentro, un messaggio che dice non “Andrà tutto bene”, ma “Va tutto bene”. A volte ti sembra di doverla inseguire, a volte non c’è calore ma solo un discreto freddo, e allora ti devi fare forza, non perdere la fiducia, lavorare per essere felice. A qualcuno sembrerà che questa condizione ricada più nel concetto di serenità che non di felicità; io penso che le due cose non siano poi così diverse. Ma soprattutto, credo che sia fondamentale non cadere nella trappola: la trappola di credere che sia felicità solo quella del primo tipo. Vorrebbe dire che nella vita siamo destinati a essere davvero felici solo in poche occasioni speciali. Che la felicità è l’eccezione, mentre io voglio fortissimamente che sia la regola.

La seconda osservazione, banalissima: le voci del primo elenco sono quasi tutte cose, e hanno essenzialmente una dimensione individuale. Quelle del secondo, il contrario. In una parola, “le cose importanti della vita non sono cose”, e hanno a che fare con il nostro aprirsi al mondo che ci circonda, con l’interazione con gli altri e l’allargamento dei nostri orizzonti. Non è certo una novità o una grande illuminazione: ma, concretamente, significa (anche) che, quando ci sentiamo male, infelici insomma, ha senso cercare di alzare la testa, guardarci intorno, guardare oltre e fare altro. Possibilmente in compagnia, e possibilmente all’aperto. Non aiuta, invece, rimanere nel nostro angolino a rimuginare. Non vi sorprenderà sapere che, quando sono stressata o infelice, ormai mi viene spontaneo uscire a correre. È la mia valvola di sfogo, e mi è successo più volte di tornare se non proprio più felice, o con la soluzione dei miei problemi in tasca, sicuramente con una visione più distaccata e più serena.
Naturalmente non c’è bisogno di correre, basta anche una semplice passeggiata, o qualsiasi attività che rappresenti un cambio di prospettiva, e ci aiuti (o ci costringa proprio) a pensare ad altro. L’importante è non rimanere lì bloccati.

Voi condividete l’idea che la felicità non sia (solo) questione di pochi momenti eccezionali? E soprattutto, avete una valvola di sfogo da utilizzare quando le cose vanno male, e qual è (se avete voglia di dirmelo), o quale pensate potrebbe essere?

Per chiudere, un benvenuto a chi è arrivato qui a partire dal blog “Nuovi stili di vita” del Corriere del Veneto, che ieri ha pubblicato un mio post. Spero che diventerete dei nostri!

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17 thoughts on “As happy as possible

  1. Bellissimo post che condivido in pieno, anch’io credo che la felicità non sia solo quella più plateale dei grandi momenti della nostra vita, ma sia piuttosto quel calore dei piccoli momenti che tu descrivi come serenità, anche e soprattutto raggiunta con uno sforzo dovuto al “freddo”.
    Il mio modo per sbloccare l’ansia e sfogarmi quando la testa gira come non dovrebbe? Fare declutter! :))) riorganizzare casa e buttare/dare via cianfrusaglie mi fa stare meglio! (sono troppo pigra per correre, ma penso che l’attività fisica per persone non bradipesche come me sia una perfetta valvola di sfogo!)
    Valentina di recente ha scritto Il primo viaggio

  2. mi sentirei di dire la “felicità è una piccola cosa ” e non la cercherei troppo lontano..è proprio nelle piccole cose quotidiane..in questo difficile momento mi sentirei di aggiungere che la felicità è anche prospettiva e qui rischiamo di scivolare, se non sappiamo distaccarci dall’ idea che per essere felici, il futuro bisogna almeno intravederlo…per non farmi assalire troppo dai cattivi pensieri scelgo sempre un buon libro davanti al camino e.. dopo un attimo sono in un’altra storia.

    1. Io sono sempre stata convinta che per essere felici conta tantissimo la consapevolezza di qualcosa di positivo che ci aspetta nel futuro.
      Se so che tra 6 mesi farò un viaggio, quella prospettiva mi rende un po’ più felice durante tutti questi sei mesi. Ma basta anche qualcosa di meno impegnativo, un’uscita con gli amici, il fine settimana che arriva oppure un bel libro da iniziare o da riprendere. O il fatto che, se divinità a scelta vuole, dalla settimana prossima il tempo dovrebbe finalmente sistemarsi!

  3. Invidio fortemente la capacità di sintesi di Babauta. Quel post è perfetto. E mi è piaciuto molto il tuo commento. È un bel po’ di tempo che non mi sento veramente felice, a causa di un po’ di guai di vario genere. Però, tirando fuori la testa, scambiando idee con altre persone, guardando ad altri modi di vivere, da qualche mese sono… sereno. No, io non credo che serenità e felicità siano la stessa cosa, hanno intensità diverse. Un paio di settimane fa, a Roma era bel tempo e io stavo tornando a casa in bicicletta. Ormai pedalare mi viene molto naturale, e la fatica dei primi giorni è solo un ricordo. Ascoltavo un pezzo dei Pearl Jam pedalando per il centro schivando frotte di turisti. Ad un certo punto ho notato che mi guardavano sorridendo. E mi sono accorto che stavo cantando a squarciagola. Non so se fossi sereno o felice, ma di sicuro mi sentivo particolarmente leggero…
    Alberto di recente ha scritto Moderation vs. Excess

    1. Per me le due cose si sovrappongono decisamente.
      Forse non mi ricordo nemmeno quand’è l’ultima volta che sono stata felice nel senso che intendi tu, però mi ricordo di un sacco di occasioni in cui mi sono sentita serena, sempre nel senso che intendi tu, e che per me equivale alla felicità. Vabbè, insomma, l’importante è sentirsi bene 🙂

      1. io sono come Laura, per me felicità è anche quella delle piccole cose, tipo quella provata stamattina mentre andavo a lavoro passando in uno stradone brutto e triste e mi sono accorta che nell’aiuola spartitraffico c’erano ciuffi di stupendi papaveri rossi in mezzo all’erba verdissima…e mi sono sentita felice, tutt’uno con l’universo e il papavero, in pace…felice 🙂
        yliharma di recente ha scritto Sete di conoscenza

  4. La felicità per me è una base costante che grazie alla gioia con cui mi raffronto alla vita ogni tanto ha dei picchi. È un modus vivendi che va conquistato e accettato. Alla fine mi hai “costretto” a scriverci sopra, anche se pensavo di non avere niente da dire! Grazie.
    MarinaMarea di recente ha scritto Riflessioni sulla felicità

  5. condivido al 100%, è il mio credo. La felicità è uno stato mentale. Lo sbaglio della maggior parte delle persone è quella di pensare che si è felici solo a causa di qualcosa e non perchè lo si sente. Forse abbiamo troppo e non ci rendiamo conto che anche solo poter vedere splendere il sole può tramutarsi in un’immensa felicità. Io sono viva e vivo, per me è felicità.

    1. Esatto, ci aspettiamo che siano gli elementi esterni a farci felici, e dimentichiamo che invece la risposta vera l’abbiamo dentro di noi (sperando che non sia sbagliata eheheh)!

  6. Bello , ma a me ogni tanto anche una cosa futile come una borsa nuova ( le adoro) rende felice. La mia strada è ancora lunga…

    1. Alt! 🙂
      In questi post mi sono volutamente tenuta lontana dalle cose “piccole e futili”, ma non volevo in alcun modo trasmettere il messaggio che non siano importanti.
      E poi si sa che pure io ADORO le borse 😉

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