Pecoranera

Il 13 marzo scorso, il Corriere ha pubblicato “Come essere felici con 200 euro al mese“, in cui si racconta la storia di Devis, classe ’84, che a 23 anni decide di trasferirsi in campagna e vivere lavorando la terra. Qui trovate il suo blog, dal quale è nato anche un libro: Pecoranera: Un ragazzo che ha scelto di vivere nella natura (qui la versione cartacea). Devis vive in una casetta prefabbricata con 200 euro al mese, si muove in bicicletta, è collegato a Internet (ovviamente) ma non ha una televisione. A voi sembra una follia, o anche soltanto bizzarro? A me personalmente, non più di tanto. Sicuramente da quando mi interesso al minimalismo la mia percezione rispetto a certi argomenti è cambiata, ma sta di fatto che leggendo un articolo del genere non trovo in questa vicenda niente di strano. Anzi, mi fermo anche prima di esprimere un giudizio: anche questa è una scelta, e l’ultima volta che ho controllato tutti noi avevamo ancora il diritto di scegliere come vivere (che poi nella maggior parte dei casi non lo esercitiamo, è un altro discorso). Anche volendo entrare nel merito, comunque, è uno stile di vita (meglio spiegato qui) in cui tutto sommato non vedo nulla di particolarmente clamoroso, o scandaloso. E invece, a quanto pare, lo scandalo c’è, eccome. Vi riporto alcuni commenti all’articolo:

“Fatemi ridere!!!! Chi non vorrebbe avere soldi per una bici perfetta, una casa completa (incluso computer moderno) e un luogo dove mettere una serra? Da lontano si vede che questo ragazzo non capisce cos’è la povertà. Chiedete ad un precario milanese di comperare l’attrezzatura per fabbricarsi la propria serra e, lui vi risponderà: dove trovo questi soldi? Allora vi domando: con quanti 200 euro il signorino Devis se è procurato tutto questo “ben di Dio” per vivere di maniera “frugale”? Comunque sia, frugale per me è vivere in mezzo alla natura senza artifizi, come vivere in una caverna, camminare per kilometri, e cibarsi di tutto ciò che se incontra nel percorso… “Pecoranera” con questo reportage trae vantaggi economici e sbeffa molti giovani che oggi soffrono la più grande crisi economica degli ultimi anni che sta affliggendo l’economia d’Italia”

“forse non ti rendi conto che… se è vero, mi dica come: paga le tasse, assicurazioni, spese mediche, la vendita al pubblico di alimenti (autorizzazione), il marchio, il controllo alimentare (certificazione), il trasporto, l’acqua, la luce, pesticidi naturali o chimici, la tassa immondizia … non puo’ assolutamente vivere. Allora, probabilmente sarà aiutato dal comune (sovvenzioni), dal papi o sarà un evasore”

“La partita Iva e, il commercialista, ce li ha Dewis (sic) per poter vendere i pomodori? E la licenza di commercio per alimentari? Voglio dire che la “civiltà” ti insegue ovumnque,qui non è il paradiso di Robinson Crusoue, è una società organizzata, soprattutto per farti pagare tasse e in cambio per darti servizi […] La stufa a legna ha fatto i controlli annuali? l’impianto è a norma di legge? Il taglio degli alberi per la legna rispetta le normative forestali? La vendita di ortaggi è autorizzata? I redditi derivanti sono denunciati? E comunque, i contributi per la pensione, chi glieli versa? Alla fie si tratta di un’autonomia apparente, perchè per tutti i servizi , che comunque utilizza, o utilizzerà, anche lui (sanità, strade eccetera) pagano gli altri.”

Ci sono anche commenti positivi, più o meno entusiastici, ma le reazioni negative sono state tali e tante da spingere l’interessato a pubblicare una risposta. La lascio leggere a voi perché credo dica già tutto. Io mi limito a osservare questo: conoscete tutti, credo, l’espressione “vorrei ma non posso“, che si riferisce, in generale, a qualsiasi iniziativa condotta senza avere mezzi per portarla a termine adeguatamente; e che, tra l’altro, si usa per definire quelli che non possono permettersi certi acquisti, e in generale un certo stile di vita, ma non volendo rassegnarsi né ammetterlo di fronte agli altri, cercano in qualche modo di mantenere le apparenze. Dei meschini che suscitano, in genere, sorrisini di compatimento.
Io ci ho pensato, e penso che ancora più meschini siano quelli che appartengono a una categoria uguale e contraria, ben rappresentata nei commenti : quella dei “potrei ma non voglio“. Quelli che criticano (e le tasse, e la casa di proprietà, e a 60 anni chi gliela coltiva la terra… “paga Pantalone”), e criticando si creano una serie di alibi perfetti, di motivi ben allineati come soldatini per i quali loro non farebbero mai quella scelta, perché non si può, non è sensata, non è pensabile, non è praticabile. Tutto perché non vogliono ammettere che invece si può fare; e che, di conseguenza, il problema vero è volerlo, e accettare le conseguenze, le rinunce, i sacrifici che comporta, compresa l’esclusione dal gregge che, si sa, non ama particolarmente le pecore di colori alternativi.

Intendiamoci: non è che andare a lavorare la terra e vivere in semi-eremitaggio sia una scelta valida in assoluto, e noi che abitiamo in condominio e la verdura la compriamo al supermercato siamo tutti imbecilli. Insomma, non è che uno debba volere per forza questo piuttosto che quello. Però essere capaci di dirlo e di dirselo chiaramente, quel che si vuole, è il punto di partenza. E tutto questo livore (a volte vagamente sgrammaticato…) di fronte alla scelta di un singolo, che in fondo questo è e questo rimane, una scelta, che a tutti noi non sposta nulla, con il tentativo affannato di dimostrare che invece no, questo tizio va condannato, perché in fondo vive alle nostre spalle (mi suona particolarmente buffo che, in un paese di evasori totali con il SUV e la barca, siamo qui a puntare il dito su uno che coltiva la terra e alleva cinque galline)… a me sa tanto, ma veramente tanto, di potrei ma non voglio.

Il caso vuole che, mentre scrivevo questo post, mi sia imbattuta in quello di Alberto, che dice cose molto simili alle mie. Aspetto di sentire altre opinioni, naturalmente.

Per finire, una comunicazione di servizio: a partire da domenica ci prendiamo una vacanzina in quel di Coredo, e naturalmente lo stesso fa anche minimo. Ci risentiamo venerdì prossimo.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

32 thoughts on “Pecoranera

  1. Il livore espone un punto debole: l’insoddisfazione della propria vita e lo stupido dispiacere per la felicità di altri che hanno saputo, con coraggio, fare altre scelte di vita. Tali persone non si meritano alcuna attenzione. Che continuino con la loro vita insoddisfatta 🙂

        1. concordo: prendersi la responsabilità della propria vita non è facile, per questo tanti (ma tanti tanti!) preferiscono lamentarsi che agire.

    1. avete proprio colto nel segno Luca e Laura: anche secondo me si tratta sostanzialmente di un po’ di invidia…”vorrei ma non posso” e quindi se non posso allora non devono poterlo fare neanche gli altri. aggiungerei un “gne gne gne” in stile asilo 😀
      per quanto mi riguarda la scelta di Pecoranera mi attira sempre di più…anch’io vorrei ma al momento non posso, solo che invece di criticare lo guardo sognante 😀
      yliharma di recente ha scritto A mani vuote

      1. Sempre e solo questione di consapevolezza e di onestà, nei confronti di se stessi e non solo. Ricadiamo sempre lì!

  2. A me non pare una follia.
    I nostri nonni vivevano così, è solo un ritorno alle origini,
    alla ricerca di quanto abbiamo perduto.

    Ho letto che “ora si è trasferito in un casa in paese e ora sta valutando di far rendere il suo tugurio in termini di curiosità turistica”
    Non so, in ogni caso mi sembra che questo ragazzo non faccia
    male a nessuno, e usa quello che ha (anche un privilegio, se vogliamo)
    per stare meglio, vivere al meglio.

    1. Soul, come ho appena scritto su Facebook (dove ho letto la stessa cosa), non capisco proprio. Prima di tutto non capisco perché giudicare, visto che (come osservi giustamente tu), PN “non fa male a nessuno”. E secondariamente non capisco perché non volersi assiderare, o trovare strade alternative per guadagnare, debba essere visto come una specie di tradimento di un non ben definito concetto di “purezza”. Concetto che, tra l’altro, a questa esperienza è stato appiccicato dall’esterno, perché non mi sembra che PN abbia detto da nessuna parte di voler fare a meno del denaro o simili… bah

  3. nn conoscevo la storia di devis,io oramai è da settembre che mi muovo in bike,vivo in campagna bassa padovana,(ma)nel mio paese dai miei genitori e fratelli,io nn avrei voglia di fare un ca**o,allora sono tornato ho deciso di mettere in affitto l’appartamento dove vivo,e vado dove si puo vivere a contatto con la natura…

    1. Fabio, scusami, però non ho capito cosa vuoi dire, e in particolare con quel “non avrei voglia di fare un ca@@o”… visto che parliamo di una persona che si spacca discretamente la schiena per lavorare la terra…

      1. l’agricoltura nella padana nn è come in altre zone d’italia,dove abito io se nn hai 40-50 ettari nn puoi nemmeno partire,allora tutti ti danno contro,ma come fai,e cosi via,mi sposto in bike,da settembre,ma sono considerato uno che nn ragiona più,sono stato 5 mesi in toscana,e la la cosa e molto fattibile,anzi ero visto sotto un’altra luce,molti mi davano una mano,chi mi offriva ospitalita in cambio di lavoro e logico,ma anche vestiario,consigli,ecc…io sono con denis,alla grande anche,ma questo tipo di rivoluzione ,va fatta in un contesto di natura adatta…

  4. Come avete già sottolineato, per me si tratta di pura invidia dettata dalla frustrazione e dall’insoddisfazione. Spero che Devis non se ne curi e che continui la sua vita con ancora maggiore motivazione.

  5. Quella di Denis è una scelta forte e coraggiosa di un ragazzo che prova a vivere in un mondo più sobrio e migliore. Tutti i commenti pieni di livore indicano che le fette di prosciutto che abbiamo davanti agli occhi sono dure da togliere, molto dure

  6. Non amo molto leggere la parola invidia. Non penso che chi giudica lo faccia in base a questo, ma in base ad una propria valutazione dei fatti. E sarebbe interessante approfondire. Tacciare di invidia gli altri vuol dire bloccare un confronto

    1. Soul, forse parlare di invida può essere semplicistico, ma è anche vero che, se di valutazione dei fatti si tratta, è in molti casi acritica e non obiettiva, anzi ho l’impressione che i fatti, da tanti, non vengano proprio considerati. Parlo naturalmente dei commenti che ho letto sulla pagina del Corriere, non di quelli che leggo qui, dove un confronto effettivo ci può essere prima di tutto perché tutti quanti ci sforziamo, credo, di essere onesti intellettualmente.
      Le accuse di evasione fiscale, oppure affermazioni come “ma quando avrai 60 anni la terra chi te la coltiverà” non mi danno l’impressione di cercare il confronto, anzi!

      1. Sicuro, ma non penso neanche si tratti di invidia. Invidia per cosa? Esiste il libero arbitrio. Io preferisco sicuramente una persona come Davis ad una che piange se non ha un i-phone o un pc di ultima generazione, chi non si sforza di rendere migliore questo mondo con il proprio piccolo contributo. Ma è sempre una scelta. Nessuno obbliga i supercritici a fare quello che fanno. Forse sono semplicemente più scettici, o forse credono così tanto nel progresso finto che ci hanno propinato in questi anni… da non credere che si possa vivere senza sprecare, e cercare un modello alternativo.
        I nostri nonni la terra l’hanno coltivata fino alla fine dei loro giorni. In qualche modo, questo bisogno di natura, di ritorno alle origini è motivato dal fatto… che vogliamo tornare a “respirare”, a vivere in armonia con quello che ci sta intorno. Senza INVADERLO. Cercare soluzioni ( direi anche tecnologiche) per non danneggiare questo pianeta.
        Io penso che occorrerebbe usare la tecnologia per un buon fine, un progresso che sia UMANO.
        Niente è veramente bene o veramente male. Dipende dall’utilizzo che se ne fa.
        Io non faccio la vita di Pecoranera, vivo in una grande città del nord. Ho 37 anni, qualche anno in più di lui. Ma vedo in queste vite qualcosa di molto affascinante, mai le criticherei e spesso l’incoscienza della gioventu’ è quella che dà l’esempio. In molte cose bisogna buttarsi senza essere troppo razionali. E’ chiaro che a volte, per essere incoscienti si deve avere anche una base da cui partire. Chi non ha niente, non ha un terreno, nè una casa di proprietà… deve inventarsi qualcos’altro. Se tutti i terreni e beni pubblici non utlizzati e abbandonati fossero ceduti o dati in affitto (magari a prezzi ridottissimi) a chi vuole usarli per fini sociali/agricoli, sarebbe bello. Esiste già qualcosa con i beni confiscati alla mafia.

  7. Mi viene da ridere… ormai lo attaccano su due fronti. C’è chi sta bene, inserito in questa società dei consumi, contento della sua bella macchina e dei suoi acquisti al centro commerciale che lo attacca perchè non fa niente tutto il giorno e vive alle spalle dei suoi genitori (dunque Devis come fancazzista parassita. E c’è chi invece in questa società appena sopravvive, senza auto, con pochi soldi e un affitto da pagare, che lo attacca perchè è un figlio di papà, furbone, con dietro un marketing esagerato che gli farà vendere un sacco di libri e la sua casetta diventerà sicuramente un megaalbergo con piscina per tutti i creduloni che gli danno retta… E Formigli che lo mette a confronto con gli operai… ma dai…!
    Alberto di recente ha scritto Dalla parte di Devis

    1. Come ripeto, a me colpisce prima di tutto il tenore e il volume della reazione. In definitiva la scelta di PN non ha conseguenze dirette su nessuna delle nostre singole vite, direi. Mi sembra significativo che tutte le critiche cerchino di evidenziare come, invece, il suo stile di vita in qualche modo ci danneggerebbe tutti: è un evasore, vive alle “nostre” spalle, oppure (al contrario) è un privilegiato o li diventerà sfruttando commercialmente questa esperienza (e questo, naturalmente, significa che vivrà meglio della maggior parte di noi, e questa idea evidentemente fa perdere la trebisonda a moltissima gente…).

      1. Io ho scritto un commento sul suo sito, contro un signore che lo attaccava ingiustamente (faceva anche il discorso dell’evasione fiscale, magari è il commento al quale ti riferisci 🙂 )
        Davis sfrutta quello che ha, e fa benissimo.
        Ognuno di noi, nella propria vita individuale, deve cercare cosa lo fa star meglio…

  8. Secondo me le domande sono legittime. Poi possono essere dettate dal livore, dall’invidia, o dall’ignoranza, però se dice pubblicamente che riesce a vivere con 200 euro al mese, è ovviò che qualche domanda gli verrà fatta. Le domande e i commenti fatti sul suo sito e che hai riportato sono esposti in maniera antipatica ma non mi sembra che siano assurdi nei concetti.
    La risposta che dà è bella, ma non risponde a tutte le domande e conferma che, come immaginabile, è un figlio di papà. Lo dico senza alcuna invidia perché a me piace il progresso e la tecnologia e non sono di quelli “vorrei ma non posso”. Non invidio il suo stile di vita. Ma un titolo più saggio sarebbe stato: “come abbandonare tutto e vivere nella natura” o qualcosa di simile, lasciando perdere il discorso dei 200 euro al mese che mi sembra ridicolo.

    1. Ciao Nex!
      Le domande sono assolutamente legittime, e sicuramente l’accento è stato messo sui 200€ al mese, anziché su altri elementi, proprio allo scopo di suscitare reazioni. Io però mi sentirei di dire che di domande vere e proprie ne ho viste poche. Ho letto una serie di *affermazioni*, questo sì, sul fatto che “non si può” vivere con 200€ al mese, che PN *deve per forza* essere un evasore e un privilegiato, e simili… non credo sia solo un discorso di forma.
      Per quanto riguarda poi il discorso “figlio di papà” forse (lo dico senza intento polemico, eh, capiscimi) diamo un significato diverso all’espressione. Io nella risposta di PN ho letto più sarcasmo che un’ammissione, a dirti la verità. Sarà che dove vivo i figli di papà girano in Porsche a 18 anni (o giravano fino a un po’ di tempo fa), va già bene se riescono a finire le superiori a calci, e via così: è un quadro che non riesco proprio a considerare applicabile a questo caso. Insomma, io tutto questo privilegio non riesco a vederlo, ma forse c’è qualcosa che non ho colto.

      1. Ciao Elle: premetto che non c’è niente di male ad essere “figli di papà”: così come uno non sceglie di nascere povero, allo stesso modo non sceglie di nascere ricco. E come dice più sopra Soul: “Ognuno di noi, nella propria vita individuale, deve cercare cosa lo fa star meglio”. Inoltre non ritengo che PN sia tenuto a giustificare nulla. Il malinteso secondo me lo ha creato la stampa (come al solito). Il suo libro si intitola: “Pecoranera, un ragazzo che ha scelto di vivere nella natura”. E quel titolo è secondo me bello e rispecchia la realtà. L’articolo del Corriere invece è provocatorio: “come vivere felici con 200 euro al mese”, e non mi stupisce che abbia raccolto reazioni stizzite (che non condivido, ma il mondo è fatto così e con un titolo del genere c’era da aspettarselo).
        Come diceva Thoreau: “Non sono venuto al mondo, innanzitutto, per renderlo un posto buono per vivere, ma per viverci, buono o cattivo che sia.” quindi chiunque riesca a fare qualcosa, con i mezzi che ha, per viverci felicemente, ha tutta la mia ammirazione. Purtroppo la gente pretende invece che ognuno che ha realizzato la propria felicità debba essere in grado, o addirittura in dovere, di spiegare la formula magica a tutti. E chi è infelice farà di tutto per giustificare la sua infelicità con qualcosa che non ha, piuttosto che con qualcosa che non vuole impegnarsi a fare. E attaccherà sulla “coerenza”, sulla “purezza” e sul fatto che “se fossero tutti come te… bla bla bla”
        Questo tipo di attacco è illogico, e sotto questo punto di vista sono tutti attaccabili: a un prete puoi dire “se fossimo tutti preti si morirebbe di fame”, idem a un medico o a un parrucchiere o a chiunque altro 🙂
        Secondo me molta gente è stizzita con i downshifter perchè si vedono foto di ville fantastiche in luoghi bellissimi con gente che campa senza lavorare, e in ogni post dicono: “come è bello, come è facile, lo potete fare tutti e se non lo fate siete idioti, etc” – ovviamente quelli sono da considerare downshifter come la regina Antonietta che aveva l’orto a Versaille 🙂
        I giornali cavalcano questa ondata e provocano i lettori amplificando questo senso di disagio.

  9. L’unico privilegio, ed è un dato di fatto, è il possedere una casa a 23 anni (io ho il medesimo privilegio, ne sono conscia ma anche contenta. Nessuno al mio posto la rifiuterebbe, e ha fatto bene Devis a usare ciò che è a sua disposizione).
    La casa è un bene prezioso oggi.
    Ma c’è chi non sa sfruttare quello che ha, si siede nella propria posizione (di vantaggio) e non costruisce niente.
    Invece è bello vedere che ci sono persone che hanno entusiasmo e iniziative e questo entusiasmo si può diffondere. Forse grazie a quel messaggio, altre vite potrebbero cambiare.
    In linea di massima non capisco tanto chi parla di evasione… sono illazioni e basta.
    Non penso che Devis pesi così tanto sulla società, pesa di più una azienda che produce sostanze tossiche… anche se dà tanti posti di lavoro.

    Ha comunque 23 anni. Non sappiamo in che direzione andrà la sua vita. Potrebbe continuare in questa direzione ma potrebbe anche cambiare.
    In ogni caso a me fa più simpatia un ragazzo che a 23 anni fa queste esperienze… di tutti quelli della sua età, che vedo in giro la notte, a ubriacarsi e impasticcarsi (spendendo 200 euro in una sola sera!).
    Quindi, anche io sicuramente sono dalla sua parte.

    1. Non è un privilegio da poco. E’ un privilegio che rende ridicola la frase: “come essere felici con 200 euro al mese”, che riformulata esattamente suona: “come vivere felici con 200 euro al mese (più duecentomila di eredità)”
      Ma come dicevo sopra la colpa non è sua: è del giornale che gli ha attribuito parole che lui non ha detto.
      Fa benissimo lui a fare ciò che lo rende felice con i mezzi che ha, come fa bene chiunque utilizzi le fortune che ha avuto dalla vita, ma fa male chi non riconosce gli enormi privilegi che ha avuto e si atteggia a self-made quando in realtà non lo è (ma non è questo il caso di pecoranera).

      1. Premetto che siamo assolutamente d’accordo con la sostanza del discorso.
        Però, giusto per capire: di questa cosa dell’eredità hai letto da qualche parte? Oppure era un esempio come un altro e non ho capito nulla? 😉

        1. Mi agganciavo solo al commento sopra di Soul. Credo comunque che sia verosimile che se a 27 anni ha i mezzi e una casa, qualche piccolo aiuto l’abbia avuto. Poi come hai detto tu probabilmente è lo stesso aiuto che molti al suo posto hanno utilizzato per la Porsche.

        2. Dice lui stesso che ha una casa di proprietà dei genitori (non parla di eredità). Mi pare una ammissione molto sincera.
          Costruirsi una casa da 0, senza neanche un soldo, mi risulta difficile a 23 come a 35 anni.
          Ma mi pare tutto molto pacifico.
          Ora, c’è chi pur avendo un bene, non solo non lo utilizza per un buon fine, ma si siede, non si attiva in nessun modo, non realizza progetti. O magari… vive una vita fatta di sprechi e consumismo.
          E’ altrettanto chiaro che chi non ha proprio niente (oggi non si ha una casa e spesso neanche un lavoro), non possa neanche fare un discorso del genere. Chi non ha niente, deve affidarsi ad altro… le relazioni umane, la creazione di rapporti che ti permettano di realizzare obiettivi comunitari.
          In campagna e nei centri piccoli questo discorso è più semplice. I rapporti tra le persone sono diversi, c’è meno indifferenza, è più facile mettersi insieme.
          In alcuni paesi della basilicata che conosco (la basilicata è una delle regioni più sfortunate in Italia), la comunità non permette ai meno ricchi di morire di fame.
          Il sistema di solidarietà è tale per cui alla fine si trova una specie di equilibrio. I “senza casa” sono nelle grandi città (del nord), anche se c’è più lavoro.

  10. ha 23 anni e aiuti dalla famiglia, buon per lui, ha scelto quella strada poteva fare altro evidentemente per lui va bene così.
    conosco bene il settore e posso dire in totale certezza che vivere con 200€ al mese è possibile in campagna, lo zoccolo duro dei vecchi lo fa ancora, però “vivere con” non significa guadagnarne 200 di euro.
    Pagherà tutto quel che deve pagare per essere un coltivatore diretto in questo paese e un cittadino onesto, se poi ha deciso di vivere la sua vita con 200€ al mese, buon per lui.
    Pentapata di recente ha scritto le carte in tavola

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