Pezzi e bocconi – 13/03/2012

Parrebbe che ce l’abbiamo fatta, a uscire da questo inverno un po’ strano che è rimasto a 10 gradi per tre mesi, poi ci ha rovesciato addosso tutta la neve del mondo in cinque giorni, ci ha distrutto passando da -15° a 15° in una settimana, e ora forse (forse) si è assestato e se ne sta andando. La primavera a me, come credo a tanti, fa”effetto ribollo”: fisicamente sono una mappina (ma quest’anno meno del solito), in testa ho un turbine di idee, di progetti, di cose che vorrei fare, di voglie e di desideri.
Passa tutto in centrifuga nella mia testa, che gira e gira e gira: alcune idee arrivano dall’altra parte (magari completamente trasformate rispetto all’originale) e vengono realizzate, altre rimangono impigliate nel filtro (almeno temporaneamente).

Dicevo che non sono la sola, e quindi vi cito subito il risultato della “centrifuga” di due sciamannate come me: measachair (pagina Facebook qui).
Le suddette sciamannate saranno presenti il prossimo 18 marzo, dalle 11 alle 21, al mercatino de “Le 4R” (Recupera-Riusa-Ricicla-Rivendi). Cercate l’oro e le sedie, non potete sbagliare.
Essendo il mercatino in questione in perfetto stile minimo, non potevo far mancare la mia presenza (sono come il prezzemolo). Non avrò niente da vendere, data la mia ben nota mancanza di manualità, forse qualcosa di usato se riesco a trovare il tempo per tuffarmi nella cabina armadio prima di domenica; ma sarò presente (in orari ancora da stabilire, lo sapete che sono pigra, e poi vengo dalla provincia profonda) a titolo di supporto morale e, naturalmente, per farvi un bel resoconto. Chi volesse fare un salto e avesse la curiosità di vedere il mio faccione live, si faccia vivo che ci organizziamo.

Piccole cose che rendono felici: quando fare decluttering non migliora solo la nostra vita, ma anche quella degli altri. Ci stiamo avvicinando al momento del cambio degli armadi, delle grandi pulizie e simili: pensiamoci su.

A questo proposito, parrebbe che in Accademia non si siano troppo sconvolti per la mia logorrea: mi hanno invitato a tornare da loro per parlare proprio di pulizie di primavera e cambio degli armadi, tutto “minimo”. Se vi interessa, ci vediamo il 4 aprile alle 19.00.

LaSnob. E il minimalismo? Ve l’avevo già citata, anche perché c’è lei dietro questo post che a distanza di mesi continua a essere parecchio letto. Apparentemente siamo agli antipodi, e invece (penza un po’) entrambe abbiamo fatto il giro e siamo arrivate a incontrarci. Comunque, la Snob sta facendo l’Erasmus a Parigi, e converrete con me che cercare di essere minimalisti quando si vive al centro del centro dello shopping mondiale non è semplice.

L’articolo risale al 19 febbraio ma vale comunque la pena citarlo, insieme alle risposte che ha ricevuto: sul Corriere della Sera, Antonio Pasquale scrive dell’egoismo della decrescita. Rispondono Sandro Veronesi e Maurizio Pallante che, come saprete, è il fondatore del Movimento per la Decrescita Felice, nonché autore di una serie di saggi sull’argomento (ad esempio, La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal PIL).

Pasquale: “[…] Il benestante italiano, più o meno di sinistra, si sta inscrivendo al club della decrescita e insiste su un punto: questo livello di consumi non è sostenibile per il pianeta. L’obiettivo è giusto, sono tuttavia incerto se rubricare questa posizione sotto la voce sensibilità verso il prossimo o sotto nuovo egoismo.[…]”

Veronesi: “[…] Dici anche: «Quanto siamo disposti a perdere in termini di reddito per salvare il pianeta dall’eccesso di desiderio?». Perché, questo? Non ti accorgi di quanto si stia già riducendo il nostro reddito — in assoluto, per via della recessione, e indirettamente, per via dell’aumento di tasse e prezzi? Davvero non ti accorgi di essere più povero di vent’anni fa? Io me ne accorgo tutti i giorni, e l’idea di perdere dei soldi per salvare il pianeta non mi spaventa certo, visto che ne sto già perdendo parecchi per distruggerlo.[…]”

Pallante: “[…] D’altra parte non tutto ciò che ci serve o ci piace si deve necessariamente comprare, ovvero non tutti i beni si possono ottenere solo sotto forma di merci: molti possono essere più vantaggiosamente autoprodotti o scambiati nell’ambito di relazioni basate sul dono e la reciprocità. E ogni volta che si utilizza un bene autoprodotto o scambiato sotto forma di dono non si fa crescere il prodotto interno lordo, si valorizza la dimensione culturale del saper fare, si rafforzano i legami sociali, si riducono i costi monetari, il consumo di fonti fossili per il trasporto e gli imballaggi. […]”

Chi di voi ha dato uno sguardo al Manifesto dedicato alla politica per la felicità (e anche chi in generale bazzica da queste parti) riconoscerà molte delle tematiche menzionate; notate come tutto si intreccia e si combina, sostenibilità ambientale, riduzione dei consumi e quindi risparmio economico, valorizzazione del baratto e delle relazioni interpersonali… Diciamocelo: siamo un sacco avanti! 🙂

E voi che fate di bello in questo inizio di primavera? Qualche progetto o qualche idea particolarmente entusiasmante? Condividetela con noi!

minimo è anche su Facebook e su Twitter

25 thoughts on “Pezzi e bocconi – 13/03/2012

  1. anche qui gran ribollire: giardino in fase restauro dopo il ciclone cucciolo (che per ora non sembra intenzionato a fare nuovi scavi archeologici, speriamo bene!), aspettiamo che la primavera sia un po’ più decisa per fare dei lavori anche in casa, torniamo a progettare di pranzi domenicali con la truppa di amici che durante l’inverno fa un po’ fatica a raggiungerci. Aria di novità anche al lavoro, ma questo è un altro capitolo. Può bastare per marzo, che dici? L.
    L di recente ha scritto Grazie

  2. per ora niente di eclatante, continuo a eliminare piccole cose ogni settimana (giusto ieri un set di carte da gioco collezionabili invendibile…) e cerco di focalizzarmi sul non comprare cose inutili…fra poco è ora di cambio di stagione e lì sì che dovrò eliminare un bel po’ 😀
    è un periodo impegnativo per me…sto anche partecipando ad una sperimentazione medica sugli effetti della pratica del Tai Chi Chuan che ha introdotto mezzora di pratica nella mia già affollata routine quotidiana…ne voglio fare sempre troppe XD
    quando imparerò a fare un po’ di minimalismo anche negli impegni?? 😛
    ps. grazie della citazione 🙂
    yliharma di recente ha scritto Generosità minimalista

  3. leggo appena posso questo blog. Mi sento proprio nella fase in cui vorrei vorrei vorrei profondamente cambiare…ma ancora in affanno rispetto al cambiamento… Non so se mi sono spiegata!

  4. Sono totalmente affascinata dall’idea di liberarmi delle cose superflue che non sono solo oggetti, ma anche pensieri, automatismi. Ma al momento, a parte ogni tanto cercare di liberarmi di indumenti superflui, non so da dove iniziare… Staremo a vedere ( e mi pare che su questo sono anche io un po’ snob! 🙂 )

  5. Io devo trovare il coraggio di provare le magliette accatastate tempo fa e constatare che ormai non ci sto più dentro, quindi decidere quale sarà la loro futura collocazione insieme a reggiseni (approposito: se a qualcuna interessa, ho 3 reggiseni Tezenis indossati solo 5 volte, taglia 3, colori nero, rosa ciclamino e color carne. Per me sono troppo stretti!), calze, ecc.
    Vorrei mettere tutto questo su Reoose, insieme ai miei libri in vendita/scambio.
    E magari trovare il coraggio di liberarmi dei maglioni vecchi che stanno lì solo a occupare spazio. Ah, e anche le scarpe da basket che ormai, purtroppo, sono destinate al diuso :'(
    Eleonora di recente ha scritto I link della settimana #4

    1. GENTE SU! Non facciamo andare sprecati ‘sti 3 reggiseni per cortesia, con quel che costa la biancheria decente!
      Accorrete numerose e aggiudicateveli (io purtroppo al momento della distribuzione tette dormivo, quindi non posso approfittarne…)! 🙂

  6. Io mi sono messa a dieta e a correre, e le due cose assieme implicano un ulteriore sforzo per prepararmi la sera il pranzo del giorno dopo per i giorni in cui corro (un’ora esatta non basta per correre e anche pranzare alla tavola calda, seppur dieteticamente!). Ma siccome lo so che alla 42 non ci torno neanche se sto a dieta 6 mesi, mi sono rassegnata e ho riempito 2 buste di Ikea (quelle di carta enormi) con vestiti di suddetta taglia. E il decluttering continua piano piano… 🙂

      1. Al momento sono una 46 abbondante quasi 48, anche quando mi ero messa a dieta + palestra (tanta palestra) per il matrimonio sono arrivata alla 44. Mi basterebbe tornare di quella taglia guarda… 🙂
        La corsa per ora e’ alla terza settimana del C25K, la settimana scorsa. Questa settimana causa viaggio di lavoro non ho ancora corso, mi sa che domani rimedio e ripeto ancora una delle giornate della terza settimana. Poi dovro’ convincermi a tentare (almeno tentare) la quarta settimana, perche’ per me i 5 minuti di corsa filata sono uno scoglio anche psicologico. Gia’ la settimana scorsa a correre 3 minuti di fila ci sono riuscita per un pelo, la seconda volta di ogni giornata… Ho i muscoli “leggermente” non allenati 😛

        1. È tutto assolutamente normale, io avevo lo scoglio degli 8, poi dei 10, e invece mi sono ritrovata a correrli senza rendermene conto. Però mi raccomando LE SCARPE! 🙂

          1. Anch’io devo prendere delle scarpe da running serie! Qualche consiglio in proposito?
            Io sto leggendo il libro di Baldini e dà un sacco di consigli (anche riguardo le scarpe), tra cui prendere una scarpa di un numero o mezzo numero in più.
            Eleonora di recente ha scritto I link della settimana #4

            1. Ti do il consiglio che hanno dato a me: individua nella tua zona un negozio di sport che faccia il test dell’appoggio e vai da loro. In base al test sapranno consigliarti le scarpe più giuste per il tuo piede e per il tuo modo di correre. Io uso delle Brooks e mi ci trovo splendidamente, ma marca e modello più adatti per te dipendono appunto da come appoggi.

    1. Eleonora, ne dubito anche io 😉
      Su Milano ti posso passare i nominativi dei negozi che diedero a me ai tempi:
      Koala Sport
      Verde Pisello
      Born To Run
      Athletic
      Non ricordo se TUTTI hanno il tappeto per il test, ma su Google trovi tutte le info

          1. Su Roma mi dicono che c’è addirittura un Decathlon dove fanno il test dell’appoggio, ma non saprei quale. Purtroppo, almeno qui da noi, Decathlon ha anche pochissima scelta (qualche Nike, qualche Asics e i loro marchi che in questo caso sconsiglierei).

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