Autoproduzione (minima)

Sull’argomento autoproduzione mi sento un po’ in difetto, sono pigra e tendenzialmente negata. La mia produzione in realtà, per molta parte, viene realizzata dal Trev, senza il quale maneggiare la soda caustica per fare il sapone (tanto per fare un esempio) mi avrebbe probabilmente lasciato cicatrici indelebili. Però quel poco mi dà, anzi ci dà, una grande soddisfazione, e ho pensato di riprendere l’argomento e raccogliere in un post unico le ricette che abbiamo provato finora.

Partiamo dalla parte forse più affascinante e (apparentemente) complicata, il sapone. Su Google troverete di tutto sull’argomento: noi abbiamo fatto riferimento in particolare a questa pagina. Come scrivevo all’epoca, ci sono alcuni accorgimenti da rispettare e precauzioni da adottare, ma per il resto si tratta di una procedura più semplice di quel che si può pensare, e anche divertente. Con le dosi indicate abbiamo ottenuto una quantità di sapone che dura da circa 1 anno e si è conservato perfettamente. È completamente inodore, lascia la pelle molto pulita e secondo me è particolarmente indicato per le pelli grasse: io, dopo averlo usato, sento il bisogno di una bella passata di idratante o di olio di Argan. In definitiva, un esperimento ben riuscito che ripeteremo appena esaurite le scorte.
Se preferite il sapone liquido, eccovi una ricetta facile e veloce, a partire dalla saponetta solida (autoprodotta o meno).

Sempre sull’argomento pulizia e affini, ma questa volta della casa: vi ho già parlato dei detersivi fai da te, ma colgo l’occasione per completare il discorso.
Utilizzo ancora la soluzione a base di aceto per la cucina, e quella a base di alcool per i vetri: entrambe funzionano ottimamente, mi evitano di spargere in giro sostanze chimiche e inquinanti, e hanno un costo ridicolo. Per quanto riguarda bagni e (soprattutto) i sanitari, invece, sono tornata a un detersivo “industriale”, quello a base di candeggina della Coop. Non sono riuscita a trovare nulla di autoprodotto che mi soddisfacesse completamente, ma è vero che non ho ancora provato (l’ho detto che sono pigra):
– questo detersivo igienizzante per il bagno (che però contiene comunque detersivo per piatti, presumo per sfruttare i tensioattivi)
– e questa “bomba” igienizzante.

Continuo invece a usare con soddisfazione il detersivo per lavastoviglie che trovate, insieme a molti altri, qui (cercate “lavastoviglie” nella pagina per fare prima). Io mi trovo molto bene, anche senza frullarlo una seconda volta post-cottura, mentre Nati per Delinquere lo consiglia per i piatti, almeno come potenziatore del detersivo normale, ma non per la lavastoviglie. Io e MammaF. ne abbiamo parlato su Facebook: mi dice che in lavastoviglie le rimangono una quantità di residui, mentre a me non succede. Non so a cosa possa essere dovuta questa differenza, ma sicuramente posso confermare che questo detersivo non è il massimo per stoviglie molto sporche o unte, e che resta consigliabile sciacquare bene tutto quanto prima del lavaggio.
Avevo invece un problema di aloni, specie sui bicchieri e simili, che penso sia dovuto all’acqua davvero molto calcarea che ci ritroviamo: l’ho però risolto brillantemente (!) aggiungendo a ogni lavaggio un brillantante eco-bio a base di aceto, anche quello disponibile alla Coop.

Altri piccoli accorgimenti:
l’aceto caldo è ottimo non solo per per sgrassare le superfici ma anche, in combinazione con il bicarbonato, per sgorgare gli scarichi in modo naturale;
sempre l’aceto, bianco o di mele (se preferite un profumo più delicato), funziona ottimamente come deodorante, così come il bicarbonato, e come ammorbidente/anticalcare in lavatrice;
per pulire il parquet ottengo buoni risultati utilizzando un po’ di sapone di marsiglia, oppure (poco) aceto: ho usato per anni una serie di detersivi specifici per il legno e non noto alcuna differenza (anzi). Qui qualche consiglio specifico, e addirittura una ricetta per fare la cera, se vi sentite in vena di grandi manovre 😉

I cosmetici sono l’ambito in cui sono più indietro in assoluto, per pigrizia e forse anche perché mi interessa meno di altri. La situazione non è cambiata molto rispetto a quella descritta qui e qui, se non per il fatto che sono tornata a “raparmi” in casa, grazie al sempre fido Trev in veste di parrucchiere. Per me l’esperimento funziona, almeno per il momento, ma se avete voglia di provare ad affrancarvi dalla schiavitù dei capelli lunghi, o della tinta, il mio consiglio è: andate per gradi. Cominciate facendovi fare un bel taglio corto dal vostro parrucchiere di fiducia, (ri)abituatevi al vostro colore, e partite da lì. In questo ambito, il fai da te può essere molto pericoloso 🙂

A parte questo, mi piacerebbe molto approfondire un po’ l’argomento, anche perché in realtà basta veramente poco. In un commento al secondo dei post citati sopra, ad esempio, Minimal_Italy consiglia di dare sempre un’occhiata all’INCI dei vari prodotti su biodizionario.it o qui; oppure, se presente, di verificare la scheda prodotto qui. Per gli acquisti, vi giro i consigli di Marina: Emporio Ecologico, Ecco Verde, l’e-commerce di SaiCosaTiSpalmi e Fitocose.

Veniamo all’ambito di autoproduzione per eccellenza, quello della cucina. Come già detto più volte, sono sempre stata abbastanza negata per cucinare; quindi, di solito, è il Trev a spadellare, e io mi limito a dare una mano, offrendo suggerimenti o occupandomi di pulire e risistemare. Ultimamente, però, le cose sono un po’ cambiate grazie a questo signore, arrivatoci come graditissimo regalo natalizio da una coppia di amici, che l’avevano comprato ma mai usato causa arrivo del Bimby. So che l’acquisto era stato preceduto da un’analisi di mercato attentissima, e si vede: davvero un acquisto ottimo, che mi sento di straconsigliare, e che ha invogliato perfino me a mettermi un po’ a pasticciare.

Ecco alcune delle ricette con cui ci siamo cimentati:
Muffin al cioccolato, con le mandorle al posto delle nocciole
Muffin mela e cannella, con una copertura speciale che dà veramente un tocco in più. La ricetta parla di 6 muffin, a noi per la cronaca ne sono usciti 12 e nemmeno piccoli (!)
Banana bread, un caro ricordo delle nostre colazioni da Starbucks. Ho usato l’impasto per fare (altri) muffin. Il risultato lo vedete nella foto qui sopra.
Una semplicissima crostata di clementine, ovviamente con pasta frolla e marmellata fatta da noi. Due accorgimenti: utilizzare il burro appena tolto dal frigo, per la pasta frolla; per la marmellata, le dosi sono quelle della marmellata di arance, ma allungate un po’ i tempi di cottura (la nostra è venuta un po’ liquida).
Biscotti cacao e cannella (s’è capito che amo i dolci e la cannella?): in realtà ho ottenuto un risultato diverso rispetto a quello previsto, nel senso che più che biscotti quelli che sfornato erano amaretti morbidi. Molto buoni però 🙂
Pasta per il pane e la pizza: fino a poco tempo utilizzavamo per entrambi la macchina del pane (noi abbiamo una Princess di alcuni anni fa), con gli appositi programmi. Ultimamente, per quanto riguarda la pizza abbiamo iniziato a usare il robot; e per il pane, ho scoperto quasi per caso il pane rapido. Aspettavamo per pranzo Vogliounamelablu e famiglia 🙂 e non c’era tempo per usare il solito programma, che richiede circa 4 ore; così abbiamo provato per la prima volta quello “rapido”, con queste dosi. Il risultato è stato notevole, mollica molto più morbida e crosta più croccante rispetto al solito (naturalmente, per fare il pane in casa la macchina non è indispensabile, anzi).
Dado casalingo: per molti di voi sarà una stupidaggine, per noi è stata una rivelazione. È facilissimo da preparare, si conserva a lungo ed è veramente un altro mondo rispetto al classico dado di carne, anche per fare un semplice brodo da mangiare con due crostini e una spolverata di grana (sì, lo so, siamo vecchi dentro). Provatelo e non tornerete più indietro.
E poi naturalmente frullati (come questo: di nuovo la cannella) e zuppe, come quella di lenticchie al curry che letteralmente adoro e di cui vi avevo già parlato qui.
Caso vuole che sia di questi giorni il meme “Liberiamo una ricetta” su Facebook e sui blog: andate a dare un’occhiata! Cucinare rilassa, dà soddisfazione, ci consente di mangiare meglio, di risparmiare e pure di ridurre i rifiuti. E se lo dico io… 🙂

Per finire, qualche consiglio di lettura per approfondire, ovviamente in ebook (la cucina è un altro ambito in cui l’iPad è estremamente comodo…):
Il tuo sapone naturale. Metodi, ingredienti, ricette
I tuoi cosmetici naturali

Pulizie creative. Detersivi e cosmetici naturali fai-da-te, per la casa e la cura di sé.
Cosmesi domestica
Per i vegetariani e non solo: Renzo Samaritani presenta Ricette Lampo della Cucina Vegetariana: Ricette Base 1 (i Libretti Verdi); nella stessa collana sono inclusi anche una serie di altri titoli, dedicate ad esempio alle insalate, alla pasta, alla carne di soia…
Il coperchio di Petronilla tra e oltre i fornelli per una cucina del riuso: “Un percorso di cucina per suggerire idee e ricette, che trasmettano i valori di una buona alimentazione, conciliando risorse economiche e piacere della tavola. L’arte del recupero come valore sociale, economico e ambientale. Laicità della fame e anima della gola.” Però… 🙂
Solo in versione cartacea ma che mi sembrano interessanti:
Io lo so fare. Dal dentifricio all’energia, piccola guida all’autoproduzione (Altreconomia)
Guida ai detersivi bioallegri. Sintetici, ecologici (Giustizia, ambiente, pace)

E voi? Avete fatto qualche esperimento, magari coltivate un orto o avete una ricetta specialissima che volete condividere? Siete esperte saponificatrici o saponificatori, o avete scoperto un magico siero anti-età che cancella rughe, rughette e zampe di gallina? Oppure siete tendenzialmente pigr* e preferite dedicare il vostro tempo ad altro?

*Disclaimer: i collegamenti che rimandano ad Amazon sono affiliate link. Per ogni acquisto utilizzando questi collegamenti, io riceverò una percentuale. minimo vi ringrazia 🙂

minimo è anche su Facebook e su Twitter

23 thoughts on “Autoproduzione (minima)

  1. Io con l’autoproduzione sono a questo punto:
    -mi faccio il pane una volta a settimana con la pasta madre
    -mi taglio i capelli da sola
    -pulisco pavimenti e sanitari e cucina con acqua+aceto o acqua+bicarbonato e uso il detersivo faidate per la lavapiatti
    -autoproduco i costumi di carnevale e molti regali con materiali riciclosi.
    Gatto Nero di recente ha scritto Liberiamo una ricetta: una ricetta per un’amica

  2. anch’io sono superpigra e non ho ancora affrontato l’argomento. I capelli me li taglio da sola/mamma/amiche ormai da anni, ma niente di più. Ho provato l’aceto bianco al posto dell’ammorbidente in lavatrice, ma onestamente non mi ha soddisfatta, preferisco usarne meno, magari una volta sì e due no. Per i cosmetici vale il fatto che uso le creme che ho in negozio quando scadono? In fondo riduco i rifiuti, no? L’esperimento pane non si è adattato alle nostre esigenze, ne sprechiamo molto meno ora che lo compriamo ogni tanto e lo congeliamo già fatto a fette. Tra tutto, quello che voglio sicuramente provare è il dado, ma senza carne però!
    L di recente ha scritto Smetto quando voglio

    1. Sapevo di aver dimenticato qualcosa: l’aceto come ammorbidente/anticalcare!
      Ora lo aggiungo.
      Io lo uso, ma per la cronaca non mettevo l’ammorbidente industriale nemmeno prima… 🙂

  3. Su questo sono proprio a zero: sara’ la pigrizia, la poca dimestichezza, il fatto che il mio poco tempo libero preferisco passarlo leggendo, al pc o facendo altro, ma insomma non mi sono mai messa ad autoprodurre nulla. Compro il detersivo per piatti ecologico da NaturaSi, e poco altro. Ma non vado MAI dal parrucchiere (diciamo 1 volta l’anno) e non mi trucco MAI: ho ancora degli ombretti del liceo, che la rara volta che mi trucco uso ancora. Lo so che sarebbero da buttare ma sono quasi nuovi!! Mi dispiace troppo! E poi per quanto li uso… non dovrebbero farmi troppo male.
    Sto tentando di terminare le scorte di mini-saponi, mini-bagnischiuma, mini-shampoo etc presi in 10 anni di alberghi di lavoro, mi sa che mi ci vorra’ tutto l’anno! Poi potro’ pensare a comprarne di piu’ sani!!! 😛

  4. Sull’autoproduzione di detersivi sono indietrissimo e confesso che non è la mia priorità: mi limito all’aceto sul parquet, all’acqua della pasta per sciacquare le pentole prima di fare un lavaggio breve in lavastoviglie. Con l’aggiunta dell’uso del bicarbonato per una lista infinita di cose. Per i cosmetici miei e dei bimbi guardo l’inci e uso creme di una marca svizzera. I trucchi pochi e buonissimi perchè secondo me quando una si trucca deve essere capace di non impiastricciarsi la faccia e farlo come si deve. I capelli? Cortissimi, del colore naturale con qualche filino bianco. Ed è una meraviglia: mi devo solo ricordare di andare dal fido parrucchiere ogni tre settimane Finita la schiavitù del colore mai naturale e con la ricrescita in agguato…. Abbiamo dichiarato guerra alle merendine con muffin e torte di mele e con il forno a legna sto diventando un’adepta della pagnotta con lievito madre grazie ad una mia vicina di casa che lo fa da anni. È vero non siamo all’avanguardia sull’autoproduzione ma sto facendo i miei passi. Lentamente….

  5. Uhm, in cucina, per fortuna, ci pensa il mio compagno: pane, pizza, muscolo di grano…Adeso che a Pavia abbiamo trovato un negozietto con prodotti sfusi, poi, anche comprare pasta e legumi sarà più bello, nei loro contenitori di vetro…

    In bagno, l’ultimo parrucchiere mi ha visto non meno di 7/8 anni fa. Mi taglio i capelli da sola (poco, infatti sono portatrice sana di alcune decine di cm), faccio ceretta da sola, sopracciglia, pulizie del viso etc. Non compro maschere e scrub già fatti, ma invento sul momento a seconda di che cosa ho nell’armadietto o in frigo. Mi piacerebbe autoprodurre creme, ma il rapporto costi/benefici è ancora troppo alto (soprattutto mettendoci in mezzo il tempo che non ho)…

    Abbiamo tentato con l’orto sul terrazzo, ma al di là delle erbe officinali per ora non ci siamo molto spinti. Ho iniziato a fare a maglia e sto imparando con la macchina da cucire, ma mi pare ancora lontano l’obiettivo di vestirmi da sola…
    Lavo spesso con aceto o con acido citrico in soluzione e mi son fatta il detersivo per piatti con la ricetta di Erbaviola…è un po’ solido a dire il vero O__O

    però piano piano si fanno progressi!
    Stella di recente ha scritto INCI per “profani” vol. 1 // INCI for Dummies part 1

    1. Anche a noi piacerebbe molto provare a coltivare qualcosa, lo spazio sul terrazzo non manca; il problema (a parte il mio pollice nero) sono i gatti, che tendono a scavare nella terra di qualsiasi vaso e a mangiucchiare le foglie. Magari a primavera proveremo con qualcosa tipo basilico… il pesto non è mai troppo 😉

  6. A me piacerebbe provare a produrre i saponi in casa ma l’uso della soda caustica mi spaventa, essendo io un po’ pasticciona e distratta! Anche se produrre in quantità tali da essere a posto per un anno… fantastico! Devo pensarci seriamente! In attesa di trovare il coraggio (e la testa) di maneggiare la soda, mi affido alle saponette assolutamente eco e vegan de la Saponaria (www.lasaponaria.it).
    Te (anzi ve) la consiglioa caldamente: è una piccola ditta del centro Italia fondata da due giovani ragazzi che credono fermamente nella cosmesi ecologica, bio, equo e rispettosa degli animali. Compro spesso da loro, mi sono sempre trovata magnificamente e per chi ama l’autoproduzione si possono trovare le materie prime fondamentali.
    Per quanto riguarda invece il trucco consiglio la ditta Neve cosmetics: anche questa italianissima, giovane, cruelty-free e con un ampio assortimento di prodotti.
    Eleonora di recente ha scritto L’inferno di Treblinkla

  7. invece io faccio il contrario: autoproduco un sacco di cose in cucina, dalle conserve ai biscotti, al pane… ma per il resto sono una pigra notevole. Domani proverò a fare il sapone. Per quello che riguarda i cosmetici penso che prima o poi mi lancerò nella produzione degli oleoliti e forse delle acque distillate, ma nient’altro: troppo brigoso e ci sono piccoli laboratori bravissimi e con ottimi rapporti qualità prezzo.

    1. Credo anche io che, per quanto riguarda i cosmetici (eccettuate cose proprio banali), il gioco non valga la candela, ma sicuramente può essere divertente 🙂

  8. personalmente vorrei imparare a fare il sapone, ma sono ancora spaventata dalla soda caustica, in compenso sto riciclando in casa la carta, cosa che mi permette di evitare la differenziata e di avere una quantità infinita di materiale per scrivere; ho ricominciato a coltivare le erbette e mi faccio i dolci in casa (mai più merendine e biscotti industriali) mentre di pane ne mangio talmente poco che non ha senso per me farlo in casa. Ho abbandonato senza rimpianto la parrucchiera (me li taglio da sola con le forbici professionali), le tinte chimiche (ora faccio l’henné) e lo SHAMPOO (faccio il co-wash oppure uso il gassul): da quando ho smesso di usare le marche in commercio i miei capelli restano puliti più a lungo e non ho più prurito e la forfora è un lontano ricordo: se penso a tutti i soldi che ho buttato via nella mia vita comprando shampoo specifici mi viene il nervoso, senza mai essere veramente contenta dei miei capelli. Quando racconto alle persone che mi lavo i capelli con lo zucchero mi prendono per pazza, ma io giuro che non li ho mai avuti così belli!

    1. Non faccio nessuna fatica a crederti, ma proprio per niente, avendo provato sulla mia pelle cosa succede anche lavandosi i capelli con il semplice sapone. Non sapevo cosa fosse il co-wash e devo provare, se non altro per curiosità! 🙂

  9. sono tanto carente in questo ambito…ho poco tempo, vivo con mia madre (moooolto limitante) e sono pure pigra 😛
    i miei acquisti ecobio sono limitati ai cosmetici/prodotti per l’igiene personale che uso io e su questo non tornerò mai più indietro: ho eliminato un pacco di allergie/eritemi che non volevano andare via 🙂
    con i cibi va meglio: mamma prepara ogni anno marmellata e spesso fa il pane dolce (quello genovese) per colazione e di precotto non compra mai nulla, al massimo qualche verdura surgelata tipo fave, carciofi e funghi surgelati crudi. il biologico non so da voi, ma qui è inarrivabile…prezzi eccessivi. un paio di giorni fa ho scoperto un’azienda agricola che fa vendita diretta tipo farmer’s market: appena la neve lo permette mi vado ad informare 🙂
    per i detersivi invece sono parecchio dubbiosa sul potere pulente e ancora di più su quello igienizzante: come faccio a sapere se il bagno è davvero davvero pulito? O_o
    probabilmente è solo un preconcetto….però…
    yliharma di recente ha scritto Riflessioni sul minimalismo

    1. La domanda “Come faccio a sapere se il bagno è davvero pulito?” temo valga in generale 🙂
      Diciamo che, nel dubbio, si usa la candeggina: ed è il motivo per cui ho scelto il detersivo dell’IperCoop (e magari prossimamente proverò a farne uno autoprodotto a partire dallo stesso ingrediente principale). Naturalmente bisogna anche vedere le esigenze specifiche, se in casa ci sono bambini, malati…

  10. Post utilissimo! Io con i detersivi autoprodotti sono in fase iniziale, ma da quando apro la lavastoviglie e non sento più quell’odore di candeggina bensì un bel profumo di limone, sono felice! E poi aceto come brillantante, ammorbidente e sgrassatore generico, puro in uno spruzzino. Con il sapone liquido mi sto cimentando, mi manca giusto una soluzione facile per la lavatrice.
    Il pane ho iniziato a farlo con la macchina qualche anno fa, poi siamo passate al famoso no-knead bread e ora a ogni genere di pane e focaccia che prepariamo in modo compulsivo!
    Per tutto il resto, sono una fautrice del fai-da-te estremo. Da quando un idraulico ci ha spennato lasciandoci perdite per tutto il bagno facciamo tutto (ma proprio tutto!) da sole. Ovviamente servono un sacco di attrezzi, il che non è proprio minimalista, però la soddisfazione che ne deriva non ha prezzo. A volte quello che ci blocca è soltanto la paura, passata quella si può fare tutto! Magari con l’aiuto di qualcuno che ne sa o di un buon forum su Internet 😉

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