Pezzi e bocconi – 27/01/2012

Eccoci qua per un’altra puntata di “Pezzi e bocconi”! Pronti? Tenetevi forte che andiamo.

Il tema saldi ci ha toccato da vicino: Anche io sui saldi – I saldi, la crisi e il mese senza acquisti e, per una riflessione più “pensata”, Il contrasto fra la crisi economica e il consumismo isterico di massa.
Sempre sul tema, mi ha molto colpito il commento di Michelle su Facebook: “[…] Tutto questo parlare di crisi genera nelle persone un “terremoto di insicurezza” che viene compensato/esorcizzato con l’acquisto compulsivo (anche se impossibile da sostenere…) […] straparlare della crisi […], questo tam-tam continuo, (ci) mette in uno stato mentale avvertito come di “pericolo imminente”, non si ha certezza del domani ed allora, forse, scatta l’atteggiamento da cicala… ed il carpe diem avviene attraverso l’acquisto, che ha un immediato potere sedativo dell’ansia (così come il cibo…) Solo che gli italiani […] magari si buttano più su altri beni piuttosto che sul cibo”. Non ci avevo mai pensato, ma credo che per molti versi sia vero. Compriamo per scacciare la paura di non poter comprare, per dimostrare (agli altri, ma prima di tutto a noi stessi) che le cose non vanno poi così male. E così facendo peggioriamo la situazione, spendendo altri soldi, acquisendo altri oggetti inutili, magari caricandoci di (altri) debiti.

Non poteva mancare, sull’argomento, la riflessione di Simone Perotti. A inizio gennaio, il centro commerciale di Orio al Serio ha inaugurato la stagione dei saldi con un’apertura serale straordinaria: risultato, un’affluenza di 10.000 persone, ma “pochi scontrini” (!). Ovvero, la gente compra poco o niente, ma utilizza il centro commerciale come luogo di svago, per “andare a farci un giro”. Questa idea dà i brividi solo a me? Siamo davvero sicuri che questa gente che, quando ha un secondo libero, non sa far di meglio che affollare i centri commerciali, abbia i numeri per decidere del futuro del nostro paese?
È la conclusione che trae Perotti, ovviamente provocatoria, ma che per certi versi non posso fare a meno di condividere. Noi tutti parliamo con disprezzo dei politici, delle banche, della casta, del sistema, all’origine di tutti i mali del paese: sono sempre gli altri il problema. Non siamo altrettanto pronti nel mettere il dito sui gesti sbagliati che ognuno di noi compie quotidianamente (mi ci metto anche io eh). L’evasione fiscale, anche quella “passiva” di chi non chiede lo scontrino. Il parcheggio in doppia fila, “tanto vado via subito, e poi mica do fastidio”. La cartaccia buttata per terra, la raccolta differenziata fatta male o non fatta del tutto, il fumare dove non si potrebbe, la pigrizia nell’informarsi seriamente sulle questioni che contano. Piccole e grandi mancanze e prevaricazioni che nascono dalla mancanza di rispetto, per se stessi e per gli altri. Moltiplicatele per 60 milioni circa, e il risultato è quello che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno.

Saltando di palo in frasca: ho finalmente letto, o forse dovrei dire bevuto, “Avanti tutta“. Recensione prossimamente su schermo. Per ora, non posso che (ri)consigliarvelo caldissimamente; possibilmente, leggete prima il suo predecessore, “Adesso basta“.

New entry nella nostra piccola-grande famiglia di minimalisti: Alberto di Viaggio Leggero, che racconta con (tantissimo) entusiasmo l’inizio della sua avventura di semplificazione. Da parte mia, gli “in bocca al lupo” più sentiti: vedrai che ne varrà la pena.

Celebrare ogni piccolo passo: ve la ricordate la famosa frase de “Il Signore degli Anelli”? Ogni viaggio comincia appena fuori dalla porta di casa, con un piccolo passo. Qualsiasi dieta, programma di allenamento, qualsiasi percorso di qualsiasi tipo (decluttering e semplificazione compresi!), inizia con qualcosa… di minimo.
Tutti gesti che hanno in comune, se ci pensate, un piccolo grande atto di coraggio, con il quale decidiamo di uscire dalla nostra area di comfort (la metaforica casa di cui varchiamo la soglia) e di metterci in discussione, per vedere dove possiamo arrivare. Quel piccolo grande gesto ci può portare lontano, e allora vale la pena di celebrarlo: anche per avere ancora più forza e più stimoli a proseguire.

Qualcuno ha parlato di (piccoli) passi e di allenamento? 🙂 Sono diventata una fan dell’allenamento a intensità crescente, motivo per il quale segnalo anche qui One Hundred Push Up. I push up, come sapete, sono i piegamenti sulle braccia, una specie di orrenda tortura cinese che però è anche un esercizio molto completo e altamente allenante, praticabile pressoché ovunque e senza attrezzi. Il sito Web propone un semplicissimo programma della durata di 6 settimane, che porta (dovrebbe, insomma…) a completare 100 piegamenti (!). Io sono alla terza settimana: mi è sembrato un ottimo complemento al running, per allenare anche braccia, addominali e dorsali. Con 3 allenamenti la settimana, di pochi minuti l’uno, ne approfitto anche per staccare dal computer, muovermi un po’, fare un po’ di stretching tra una serie e l’altra. Per ora le braccia non mi si sono ancora staccate ma, confesso, faccio la versione “facilitata”, con le rotule appoggiate per terra. Recentemente, abbiamo anche deciso di frequentare un corso di pilates 1 volta la settimana, per “aprirci” un po’.
Vi segnalo anche Camminare, camminare, camminare!
Perchè vi stresso con questa storia della corsa, del camminare, dell’attività fisica? Perché anche la dimensione fisica del benessere è fondamentale. Quindi forza, niente scuse, è ora di alzarsi e di fare una passeggiata!

Yummi/MariaElena parla di aria di (eco) cambiamento: ovvero, se l’anno scorso parlare di downshifting, baratti, auto-produzione e simili provocava sguardi vacui e sorrisini di compatimento, ora le cose stanno cambiando. Io, devo essere sincera, non lo noto tra le mie conoscenze (ma la mia vita sociale è veramente povera), però posso dire che le visite al blog e alla pagina Facebook di minimo stanno aumentando nettamente negli ultimi mesi, e anche dalle chiavi di ricerca (non tutte come queste ;)) emerge un interesse nuovo per tutte queste tematiche. Voi avete notato qualcosa di simile nel vostro quotidiano?

Proprio mentre noi stavamo qui a sentire i botti (malgrado fossero vietati) e a scambiarci auguri spesso di circostanza, UnaRosaVerde saliva su un aereo e attraversava l’oceano, per godersi addirittura un Capodanno bis. Gliene sarebbe bastato uno, direi, ma il viaggio che ne è seguito è stato favoloso, e lo trovate tutto raccontato sul suo blog. Qui un piccolo assaggio.

Sul tema decluttering, la Clutterfat Challenge: “Liberarsi del superfluo significa definire ciò che è fondamentale”. E anche: “BASTA PROCRASTINARE […] Sono almeno 5 anni che rimando l’inevitabile riordino. Invece l’ho fatto in 30 minuti.”

E poi… Rinascita.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

29 thoughts on “Pezzi e bocconi – 27/01/2012

  1. ciao, bellissimi i libri di simone perotti ,impossibile non leggerli e condividere,certo la storia del centro commerciale di orio la dice lunga sul come le persone occupano il proprio tempo libero…girovagando al caldo di un centro commerciale ,completamente inutilmente ,purtroppo questa è l’italia ,l’italia media che compera per saldi giusto perchè costa meno di prima ,senza domandarsi se realmente questa cosa gli serva oppure no ,anche perchè la risposta sarebbe sempre no ,ma nessuno ha il coraggio di dirselo tra se e se ….italia media che ride in faccia alle persone come noi …che lascia marcire il cibo in frigo per correre in macchina al supermercato a comperare altre cose perchè non sò cosa fare da mangiare……purtroppo pochissime persone sono davvero sincere con se stesse a tal punto di dirsi che alla fine non è quetsa la felicità!ciao stefy
    stefy di recente ha scritto COLLA ECOLOGICA …….provare per credere

  2. Avanti Tutta mi e’ piaciuto anche piu’ di Adesso Basta. Piu’ completo, piu’ pensato forse.
    Quanto al notare cambiamenti intorno a me, ancora no. Ma almeno non mi sembra ci sia (piu’?) un senso di fastidio per questi argomenti… Sara’ la crisi ma mi sembra che tutti stiano piu’ attenti a queste cose. Tra i miei conoscenti sono pochi quelli che hanno fatto acquisti ai saldi…
    Sab di recente ha scritto Anonimato o no?

    1. ciao sab,condivido la tua opinione sui libri. anche io se mi posso permettere i dirti la mia ,qui nessun cambiamento di nessun genre ancora facce strane e risatine nel sentire che faccio del semplice pane in casa ,molte apprezzano ma poi la frase “tu sei matta”arriva sempre ….io ora non rispondo nemmeno più ,prima gli raccontavo la filiera gli dicevo che se siccome sono a casa dal lavoro non ha senso spendere soldi di benzina per recami dal fornaio comperare il pane ritornare a casa per poi???’il mio tempo mica melo paga nessuno cosi faccio tutto da me sapendo cosa c’è dentro il prodotto che dò ai miei figli,si mettendoci tanto tempo ,ma poi ci fai la mano ed il tempo è poco e poi che altro hanno da fare ????le casalighe come me come impiegano il tempo????mi piacerebbe proprio saperlo …ciao e scusa se mi sono dilungata ciao da steft

  3. anche intorno a me c’è scetticismo…moderato interesse (anche per la tematica dei cosmetici ecobio che porto avanti ormai da quasi due anni) ma alla fine il “ma non sarai un po’ esagerata?” arriva quasi sempre…
    c’è tanta gente letteralmente terrorizzata all’idea di gettare un “ricordo” e li capisco perfettamente, ci sono passata: io cerco di spiegare ma non so se riesco…in fondo mi sembra una di quelle cose che finché non provi sulla tua pelle non capisci.
    una volta iniziato è davvero più facile, e soprattutto è liberatorio.
    bella carrellata di link, ora ho da leggere per un bel po’ 😀

    ps. grazie della citazione, ogni tanto ho delle “rivelazioni” che non posso non condividere 😀
    yliharma di recente ha scritto Un tuffo nel Medioevo

    1. Io non faccio testo, frequento davvero poca gente e ho un po’ di remore a condividere queste mie posizioni (vedere il post che ho scritto un po’ di tempo fa).
      Cerco di cogliere nelle conversazioni segnali di un possibile interesse per “attaccarmici”, ma… è difficile. Forse dovrei avere un po’ più fiducia nell’apertura mentale altrui.

  4. Anche io trovo estremamente inquietante l’ idea della gente che si chiude nei centri commerciali solo per fare un giro, per passare il tempo. Mi è capitato di recente di fare la spesa in un ipermercato dopo non so quanti mesi, ed è stato davvero angosciante… Mai più. Sono d’ accordissimo anche quando dici che della situazione italiana siamo responsabili tutti: del resto, sono convinta che specialmente in democrazia un popolo abbia i governanti che si merita, e che sia sempre troppo facile maledire solo loro se poi ci si crogiola in lamentele sterili senza fare niente, nemmeno nel nostro piccolo, per cambiare le cose. Per quanto riguarda il cambiamento, anche io ho notato un crescente interesse attorno a me per temi quali l’ ecologia, il decluttering, il minimalismo e il downshifting. Infine, io odio correre ma ti faccio i complimenti per i tuoi allenamenti, i tuoi risultati e la tua costanza. Per me invece funzionano la danza e lo yoga. Un abbraccio! ^_^
    goddessinspired di recente ha scritto Musa’s Box.

    1. Un cambiamento sicuramente c’è. Quello che mi domando è quanto sia pensato e voluto, e quanto invece subìto, cioè figlio solo e soltanto della crisi economica, una tendenza destinata a invertirsi non appena le cose andranno meglio. Ovviamente anche un ridimensionamento subìto può portare a una nuova consapevolezza (c’è chi ha fatto decluttering dopo aver subito un’inondazione… vedere l’ultimo commento alla mia favoletta), ma sicuramente è più difficile…

  5. Ma grazie per il benvenuto!!!! Io ancora così poco ‘minimal’ in mezzo a delle vere e proprie autorità sul tema! Scherzi a parte grazie mille per la segnalazione. Beh, diciamo che io stesso posso essere un ‘cambiamento’ da notare: fino a ieri (beh diciamo l’altroieri) avrei sorriso di fronte a chi mi avesse parlato di realizzarsi detersivi e affini in casa. Oggi mi sto organizzando per seguire i corsi dell’Università della decrescita felice, e sto effettuando una piccola ricerca di mercato nel mio quartiere per decidere dove acquistare frutta e verdura… Ecco, magari il problema è proprio questo: all’inizio io volevo semplicemente fare un po’ di quello che poi ho capito chiamarsi decluttering. E ora ho scoperto un mondo. Fra decrescita, downshifting, minimalismo, crescita personale e affini, non so più a chi dare i resti! Su Perotti: il primo libro mi è piaciuto ma fino a un certo punto (mi ero un po’ annoiato sulla ‘cronaca’ tecnica del suo downshifting); il secondo invece l’ho iniziato da poco e mi sta piacendo molto. Ciao!

    1. Non esiste il “poco” o il “molto” minimal, è una categoria trasversale e assoluta 😉
      Sono in molti che approfondiscono il discorso partendo dal decluttering; è anche il motivo per il quale io la ritengo una pratica molto più densa di significato di quel che possa sembrare.
      Perotti: a me Adesso basta ha entusiasmato davvero, quasi non ci dormo 😉

  6. Quanta roba da leggere questo weekend. Mmm… ma anche ora in pausa pranzo! XD
    Tra l’altro oggi ho inaugurato una rubrica molto simile a questa con le mie segnalazioni: non solo su tema minimal, ma su tutto l’universo di mio interesse (ambiente, alimentazione, questioni etiche, ecc).
    Buone fine settimana L. Di certo non lo passerò nei centri commerciali e sono orgogliosa di dire che non ricordo l’ultima volta in cui ci sono andata! XD
    Eleonora di recente ha scritto I link della settimana #1

  7. Si, la mancanza di rispetto. Non gliene frega più niente a nessuno.
    In questi giorni ho spesso dei momenti di iperconsapevolezza dolorosa. Passeggio per la nostra graziosa Fognetta in una mattina di sole e guardo la gente compiaciuta e indaffarata. Poi torno al mio lavoro, e ascolto e vedo come è la realtà di ognuno, dentro, veramente. Questo scollamento, questa pesante maschera che fa rendere più reale e onesto del mondo comune il luogo in cui il mondo comune relega il diverso mi lascia, ogni volta, sconcertata.
    Vogliounamelablu di recente ha scritto Rosone mandala

    1. Mela, i tuoi commenti sono sempre fantastici, te lo dico con il cuore.
      La mancanza di rispetto, in tutte le sue forme, secondo me è uno dei grandissimi mali che affligge l’Italia. Se ci pensate tanto, se non tutto, nasce da lì.

          1. WOW mi diventi filosofica e io sono in difficoltà 🙂 Sta nell’animo umano, ma sta anche nell’ambiente che lo favorisce oppure no. Banalmente, se tutti se ne fregano, tendo a farlo anche io. Se tutti portano rispetto (anche solo perché altrimenti vengono mazzuolati), lo faccio anche io.

        1. Non so dirti a essere sincera, non ho abbastanza esperienza, e poi sono un po’ esterofila e quindi non obiettiva. Così a naso a me è sempre sembrato che all’estero questo problema (mancanza di rispetto, menefreghismo, chiamalo come vuoi) ci sia meno. Che vuol dire un sacco di cose grandi e piccole: meno cartacce per terra, meno “furbi” che si fanno dare i sussidi di povertà anche se non ne hanno bisogno…

          1. Non posso che essere d’accordo. Mi tocca moltissimo la parte in cui parli del puntare il dito sempre verso gli altri, sempre verso i “grandi sistemi” e mai verso se stessi. Lo vedo ogni giorno al lavoro (e pensa che lavoro in una scuola, quindi le mie colleghe dovrebbero essere educatrici!)e non solo. Sentire persone che si riempiono la bocca con frasi fatte, che si lamentano di quanto faccia schifo quel politico, piuttosto che un altro e poi però magari sono i primi ad avere nel loro piccolo, lo stesso atteggiamento di menefreghismo. Ed è vero purtroppo, la mancanza di rispetto dell’altro ( e anche di se stessi) è proprio l’origine di tutto questo.
            Ps Anche io ho letto quei libri di Perotti e mi sono piaciuto moooltissimo,li ho trovati davvero stimolanti!
            Mary di recente ha scritto Creatività, coccinelle e colore per il buon umore!

            1. ciao Mary anche io condivido a pieno questo menefreghismo ,è sempre colpa degli altri per tutto ,ma è per questo che siamo finiti cosi in quest’italia….se tutte le persone fossero più responsabili e critiche verso se stesse forse tutto questo non sarebbe accaduto …ed ora più che mai ….anche in televisione ,tutte trasmissioni per screditare l’uno e l’altro …..ciao stefy
              stefy di recente ha scritto FARINA ….MA QUANTE COSE SI POSSONO FARE CON DELLA SEMPLICE FARINA??????????

            2. Anche in questo ambito vale l’idea della rivoluzione dal basso. Iniziamo tutti a compiere piccoli gesti di rispetto e di non-menefreghismo, e magari piano piano…

            1. Credo che nessuno sia più qualificato di te per scoprirlo 😉
              Discorso lungo che non posso neanche pensare di fare in un commento… ne parleremo di persona.

  8. Grazie per il “pensata” 😛
    Sono perfettamente d’accordo con la tendenza troppo marcata d’identificare sempre in qualcosa di diverso da noi i problemi in un continuo processo di deresponsabilizzazione. La cosa, oltre ad essere negativa già di per se, diventa potenzialmente letale in presenza di soggetti terzi che su questa deresponsabilizzazione si inseriscono per portare avanti i propri interessi, che raramente e difficilmente coinciderebbero con quelli di una persona responsabile.
    lorenzo di recente ha scritto Colpirne 1 per educarne 100? [4]

  9. bellissimo blog! davvero, mi ritrovo in molte cose che scrivi,anche se non mi definisco un minimalista convinto.Però diciamo che condivido molto.Per ora ho trovato tutto molto interessante e sarà molto piacevole leggere ciò che scrivi.scusami se ho spammato sono alle prime armi nel mondo del blog

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