Saldi

Per oggi avevo preparato un altro post, ma l’occasione era troppo ghiotta.
Da giorni qualsiasi giornale ce lo ripete, forse vogliono convincerci a far girare l’economia, e anche qui in provincia di Alessandria ieri sono partiti i saldi, nei negozi ma anche all’outlet McArthur Glen di Serravalle Scrivia. Da un articolo apparso su un sito di cronaca locale:

“… I saldi ieri sono iniziati con le consuete code in autostrada e oltre mezz’ora di attesa al casello di Serravalle, sulla A7, oltre alle altre code, quelle davanti ai negozi. La scorsa notte un’ottantina di camper era appostata all’ingresso dell’Outlet, in attesa della fatidica apertura delle 10.”

L’articolo sostiene che il grosso dell’affluenza fosse dovuta a stranieri, e non fatico a credere che ce ne fossero. Io e Marco siamo frequentatori semi-assidui di Serravalle, negli anni passati siamo stati spesso da quelle parti, tornando a casa carichi di sacchetti: “non mi serve ma è un affare”, in una parola.

Altro articolo: “È caos sulla A7, la Milano-Genova per l’inizio dei saldi, tanto che la società che gestisce l’autostrada è stata costretta addirittura a chiudere il tratto tra l’interconnessione con la A26 e Serravalle Scrivia. Le code sono lunghissime per chi vuole raggiungere l’Outlet. C’è gente che era arrivata già nel cuore della notte. Sono stati avvistati anche un centinaio di camper, di gente che ha dormito lì nelle vicinanze per essere pronta all’apertura dei negozi. Code impressionanti davanti ai negozi delle grandi firme.”

Vi posso dire due cose: la prima, che a Serravalle non vendono beni di prima necessità. La stragrande maggioranza dei negozi è di abbigliamento (molto) griffato. Il fatto che famiglie intere possano trascorrere la notte in un parcheggio per essere in pole all’apertura mi lascia basita: significa che i membri adulti della famiglia si sono presi almeno 1/2 giorni di ferie, che sono stati spesi soldi per pasti e benzina… e naturalmente per gli acquisti.
L’altra cosa è che ci saranno pure stati stranieri, ma scommetterei che il grosso (autostrada chiusa!) era costituito da italiani. Il paese reale. Quello che si lamenta di non arrivare a fine mese, ma vuole, fortissimamente vuole, l’abito griffato e la borsa firmata, ancora meglio se scontato, ovviamente (negli anni noi ci siamo formati la convinzione che, all’apertura dei saldi, a Serravalle la qualità del campionario cali verticalmente e spuntino le peggiori rimanenze… ma forse siamo noi). Sapete bene come la penso, meglio un capo bello e di qualità che tre poco validi (anche se, ne abbiamo già parlato, non è detto che “griffato” e “di qualità” si equivalgano). Ma penso anche che, quando a ogni piè sospinto ci riempiamo la bocca di paroloni come crisi e difficoltà e recessione e soglie di povertà, e poi ci appostiamo la sera prima di fronte all’ingresso di un outlet per essere i primi ad aggiudicarci una camicia di D&G, beh… allora c’è qualcosa che decisamente non torna.

Aspetto di sentire le vostre opinioni, anche sui saldi in generale. Avete intenzione di acquistare qualcosa o li fuggite come la peste?

minimo è anche su Facebook e su Twitter

45 thoughts on “Saldi

  1. Vade retro negozi affollati e frenesia dell’acquisto! Di certo se mi lancio nel marasma dei saldi comprerò qualcosa che non mi serve.. quindi niente acquisti 😉

    1. Altro elemento: andare per saldi significa a volte fare letteralmente a botte per accaparrarsi una camicia o una borsa. No grazie.

  2. Mai stata una affezionata dei saldi – se devo essere sincera mi affascinavano davvero solo i meno 70% di Accessorize che mi hanno permesso di acquistare borse e collane che pre-saldi sono di un rapporto qualità/prezzo sproporzionato. Quest’anno neanche Accessorize…forse qualcosa da Oviesse (io mi trovo molto bene) se mi serve e se ho i soldi…

    1. Oviesse ha delle cose MOLTO carine in termini di accessori… per i quali io ho un debole… mi vesto senza problemi nello stesso modo per una settimana, ma datemi un ciondolo diverso tutti i giorni 😉

  3. Si aggiunge agli obbrobriosi sprechi di cibo di natale e capodanno. Io di cibo, regali e imballaggi non ho sprecato nulla e con i saldi comprero’ solo due cose indispensabili: i seggiolini auto per i miei bambini. Ma temo di essere sola, molto sola….

    1. Io francamente non so, in questo periodo esco ancora meno del solito e non ho particolari esigenze, quindi credo che non comprerò nulla. Tanto meno a Serravalle 😉

  4. Famiglie che aspettano l’apertura dell’outlet su un camper…mamma mia come siamo messi !!! Dirò una cosa forse antipatica e ovvia ,ma la mia sensazione è che stiamo ancora troppo bene e la crisi se c’è è quella delle nostre priorità..Purtroppo la priorità della maggior parte della gente è quella di avere l’Iphon, i jeans firmati , la macchina di lusso e il televisore ultrapiatto e mandare i figli a scuola facendo a gara di chi ha di più perchè spiegare che le cose importanti della vita sono altre è troppo difficile e dispendioso in termini di tempo e “fatica mentale”….e poi ci si lamenta perchè non ci sono soldi per fare la spesa…Non so dove andremo a finire ma tutto questo mi mette grande tristezza…

    1. Ecco, devo dire che l’immagine dei camper nel parcheggio ha colpito anche me e anche a me ha messo addosso una certa tristezza. Perché non prendere il camper in questione e impiegare quel tempo (quelle ferie) per fare un giro in posti un filo più attraenti? Bah.

  5. Un paio di mesi fa qui a Roma hanno aperto l’ennesimo megastore di elettronica, naturalmente con improbabili sconti nel giorno dell’inaugurazione. Il quartiere è rimasto paralizzato diverse ore, al punto che il Comune ha chiesto un risarcimento al negozio. La spiegazione più plausibile e intelligente è che il giorno prima il passaggio di un asteroide abbia causato una tempesta magnetica che ha messo fuori uso tutti i loro telefonini, televisori, ipod e affini. Altra spiegazione, in questo periodo, NON PUO’ esserci, no?
    Ora vado, decluttering in corso.

    1. Avevo letto di questa cosa, aveva fatto parecchio notizia. Su Twitter c’era gente che si chiedeva stralunata cosa stesse succedendo.
      Propendo anche io per la tempesta magnetica 😉

    2. Sullo stesso filone: poco prima di Natale in diverse sedi (o tutte?) di Mediaworld hanno fatto pesanti offerte sottocosto. Ho visto foto di code alle sette del mattino, in attesa dell’apertura.
      Ovviamente aspettavano tutti di poter entrare per acquistare farmaci salvavita e generi di prima necessità.
      iltrev di recente ha scritto Juan Manuel

  6. Ma che tristezza! Invece di fare la fila – che ne so – per una mostra o un concerto, la fila per i saldi. Boh! Comunque questo dato va in contro-tendenza con quello che ho sentito al TG5: hanno mandato diversi servizi in cui sostenevano che i negozi sono vuoti (tranne per l’intimo) mentre gli outlet un po’ più pieni, ma senza esagerazioni (e soprattutto senza persone che si accampano la notte prima!).
    Io credo “approfitterò” solo per due capi d’abbigliamento:
    1) comprare un paio di jeans perché i miei jeans preferiti hanno deciso di morire proprio all’inizio del 2012, con un buco enorme sul sedere! Ok, erano vecchiotti quindi ci sta ma mi dispiace un sacco dirci addio;
    2) trovare magliette a maniche lunghe di cotone preferibilmente a tinta unita perché dopo il decluttering dell’armadio mi sono ritrovata con solo una manciata di magliettine! Quante maglie tenevo risalenti a parecchi anni addietro e che ormai mi arrivano all’ombelico XD
    Eleonora di recente ha scritto Zero rifiuti

    1. Per le magliette di cotone consiglio CALDAMENTE un salto da Decathlon. La loro linea di abbigliamento è ottima e costa davvero poco.

      1. Grazie della dritta, ne terrò conto. A me piacciono quelle basic della Benetton: pensa ne ho ancora alcune che porto tuttora e sono in perfette condizioni, risalenti alle superiori (si parla quindi di circa 10 anni fa ormai). Farò un giro magari da entrambi 😉
        Eleonora di recente ha scritto Zero rifiuti

          1. anche petit bateau!!! ha la linea per i “grandi” taglia 18 (L) e 20 (XL) ottima fattura e materiali, costicchiano ma ne vale la pena

          2. Grazie per tutti i suggerimenti! La sfiga mi perseguita ancora: mi sono appena rotti i miei amati stivali neri… aaargh!!!! Mi tocca cercare pure quelli!
            Eleonora di recente ha scritto Zero rifiuti

  7. No.
    Senza parole.
    Un conto è che passando di fronte ad un negozio entri per vedere se c’è qualcosa che ti piace, un conto è questo.
    Dovresti vedere poi dalle mie parti, negli outlet delle calzature, che scene apocalittiche si creano. Addirittura fanno i pullman da varie parti d’Italia per venire all’outlet della Hogan.
    Ok cercare l’offerta, ok risparmiare, ma, come dici tu, non è che ti stanno vendendo cose necessarie, tutt’altro.
    No, lasciamo perdere, potrei spendere righe e righe a fare esempi poco edificanti.
    Una Snob di recente ha scritto Ho la febbre ma ti porto fuori a bere.

    1. Ma certamente, sì, i pullman per comprare le Hogan.
      Preciso: io ho due paia di Hogan. Uno invernale e uno estivo. D’inverno sono quasi le uniche scarpe che porto: costano un botto e lo so, ma dopo aver visto la riuscita delle loro “antenate” (comprate 25 anni fa…), che erano ancora perfette dopo un uso ultra-intensivo e svariati lavaggi (in lavatrice!), ho fatto l’investimento. Non sono pentita (anche se dal punto di vista ergonomico secondo me lasciano un po’ a desiderare: insomma, camminarci a lungo non è il massimo, ma del resto non è per quello che sono fatte).
      Detto questo NO, il pullman NO. E in generale, chiamatemi snob, ma io NON FACCIO FILA per andare a dare soldi a un negoziante, mi spiace tanto. La fila la faccio per andare a un concerto o entrare in un museo, come diceva giustamente Eleonora.

  8. Io odio la folla, odio entrare nei camerini per provarmi le cose, odio fare shopping, figurati quanto possano piacermi i saldi! Pero’ negli ultimi 2 anni sono stato l’unico momento (gennaio e luglio) in cui abbiamo comprato qualche capo di vestiario che era necessario. Non di griffe famose, eh. Negozi sotto casa, che hanno cose di media qualita’ e che cosi’ abbiamo pagato meno. Stop.
    Non commento i camper appostati dalla sera prima….

    1. Tendenzialmente non amo nemmeno io tutto il processo, tranne le rarissime volte che posso condividerlo con un’amica e allora diventa un’altra cosa.

      Poco prima di Natale ho provato da Benetton un LBD (!) e, quando sono uscita dal camerino, la commessa ha proferito le parole più dolci che una donna possa sentirsi dire: “TI STA LARGO – IO PRENDEREI LA SMALL”. QUELLA esperienza mi è piaciuta 😉

    1. Io non faccio nemmeno le liste, lo confesso, sto diventando allergica allo shopping (a meno che, come dicevo, diventi un’occasione “sociale”). Sono sempre meno le occasioni in cui mi capita di guardare una vetrina e vedere qualcosa che comprerei, e nei miei sogni più selvaggi c’è l’idea di fare come Steve Jobs e adottare una “divisa”, riempiendomi l’armadio di una serie di capi tutti uguali. In parte, del resto, lo faccio già.

  9. Sono un paio di mesi che – può sembrare folle – mi diverto a passeggiare nei centri commerciali senza comprare assolutamente nulla: da quando per caso ho incontrato questo blog. Dopo essere stata contagiata ho tirato fuori da casa mia 12 bustoni condominiali di roba e adesso lo spazio guadagnato non lo regalo al primo negozio di monnezza che incontro. Se loro un oggetto lo mettono in saldo, cioè lo vogliono dare via per fare spazio, perchè dovrei prenderlo io, che me lo sono guadagnato il mio spazio? Volevo ringraziarti per aver scritto di decluttering. E’ una cosa, un concetto, che è stato sempre dentro di me, ma che per qualche motivo non era mai affiorato in superficie. Un’illuminazione. E adesso ti lascio perchè vado a farmi un giro al centro vicino casa!!

    1. Sono io che ringrazio te, mi fa un gran piacere che i miei piccoli deliri abbiano innescato qualcosa di positivo.
      In ogni caso non sei sola, anche a noi capita spesso di uscire, andare per negozi e rientrare senza aver comprato nulla; o, addirittura, rientriamo più leggeri perché siamo passati dal Libraccio e ci siamo liberati di qualche altro libro, CD o DVD, oppure abbiamo rimpinguato il cassonetto della Caritas…
      I centri commerciali meriterebbero secondo me tutto un discorso a parte, per fortuna qui in zona ce n’è solo uno e abbastanza fuori mano per noi, ci andiamo raramente. Trovo che in generale siano posti tristi, tutti uguali, con gli stessi negozi e le stesse cose in vendita a Milano, Alessandria, Torino o Roma, la stessa gente con le stesse espressioni tra l’annoiato, il rassegnato, l’ansioso…
      Anche da noi “andare a fare un giro al centro commerciale” sta diventando un passatempo come un altro, e una volta che si è dentro, qualcosa da compare si trova, no? Ma quando si riesce a prendere le distanze e a vedere questi posti per quello che sono, frequentarli come fai tu diventa una specie di esperimento sociologico 😉

  10. Premetto che:
    – odio i vestiti di marca (per questioni etiche, perché al 99% non mi piacciono, sono di qualità infima rispetto a prezzo/attesa e mi stanno male)
    – odio fare shopping nei negozi tradizionali (commesse maleducate, che ti saltano addosso o rispondono male, gente in giro, le taglie non ci sono)
    – odio sgomitare
    ne consegue che non sono MAI andata per saldi nella mia vita.
    Resta il fatto che c’è questo delirio collettivo sui beni di lusso: magari non tiro a fine mese ma devo avere il macchinone figo, il vestito figo e magari anche l’ipad di ultima generazione. Io però penso che sia un problema massiccio di perdita di identità individuale e di necessità di compensare. Del resto, se è vero che le relazioni personali sono andate un po’ a rotoli, che il mondo contemporaneo non offre molte sicurezze…
    Stella di recente ha scritto Mangia Prega Ama (Eat Pray Love)

  11. quest’anno mi servirebbe davvero la biancheria intima nuova, e vorrei comprarla… ma non ho i soldi e sono a dieta. Non avrebbe senso spendere 150 euro e più (lo sapete che l’intimo da donna costa, e con tanto seno non si può risparmiare nella qualità, ci vuole la gru di stoffa :P) Ho molte cose lise, ma ancora integre, le userò fino a sfinimento. mi sa che per i prossimi saldi prenderò qualcosa, rigorosamente gli ultimi giorni con sconti dal 50% in su. Se no non ne vale la pena.

    Diversamente da altri da sempre compro quasi solo nei saldi, a meno che per un’occasione particolare (es: un invito a un matrimonio) non avessi qualcosa di adeguato, oppure se sono in giro da qualche parte e vedo una cosa che mi piace tanto a volte la prendo come “souvenir” (ammetto che a volte aspetto i viaggi per comprare cose che mi servono, per me è più divertente rispondere a “carino! dove l’hai preso?” con “Parigi” “Bruxelles” “Lucca”).

    Detto questo,quest’anno ho fatto un giro con il mio ragazzo perché lui praticamente non aveva un solo capo di abbigliamento decente (si metteva i vestiti di suo padre, che gli stavano male e insomma… ha il doppio dei suoi anni oltre che essere di 4 taglie più grosso…). Si è praticamente fatto il guardaroba invernale: giubbotto, 5 camicie, 4 maglioncini, 2 cardigan pesanti, 1 polo a maniche lunghe, 3 jeans e 2 paia di scarpe. Lui si è divertito a vedersi bene coi vestiti (“ma sai che sembro magro vestito così?” “NO SEI MAGRO, prima sembravi grasso, è diverso”) io mi sono tolta la soddisfazione delle compere, lui si sente più felice, abbiamo passato un pomeriggio assieme e alla fine abbiamo risparmiato un bel po’.

  12. Mioddio.
    Sabato andando a vedere la mostra Pixar siamo passati a piedi dal Quadrilatero modaiolo milanese, ché Entropia credo non l’avesse mai fatto e io adoro curiosare nei portoni aperti delle case milanesi, spesso si vedono cortili favolosi. Le vecchie case snob della Milano bene sono troppo belle, e certe vie milanesi sono belle di loro, senza bisogno che ad abbellirle ci si mettano anche le boutique.
    (Poi vabbé, volevo entrare a vedere almeno la hall dell’hotel di GiorgioMinimalArmani, ma Entropia m’ha trascinata via…)
    Detto questo… siamo passati basiti davanti a Hogan (100 metri di coda all’ingresso) e Rolex (era PIENO. Alla faccia della crisi!)
    Noi siam passati oltre (previa foto di pargolo accanto a una Ferrari, ché altrimenti da lì non lo scollavo) però cavoli, a vedere la folla che faceva dentro e fuori da tutte queste boutique stracarissime non si sarebbe proprio detto, che c’è crisi.

    1. Appunto, lo vedi, crisi una fava. È che si sta allargando sempre più la forbice tra chi si può permettere tutto e chi non si può permettere nulla. E poi, naturalmente, c’è sempre una folla di gente che non se lo potrebbe permettere, ma…

  13. (Io spero che i jeans blu reggano ancora un po’, ché già i miei neri mi hanno abbandonata con un grosso crac sul dedrìo a inizio Dicembre e sostituirli entrambi non c’ho voglia)

  14. Odio le griffe, odio le folle e odio gli acquisti compulsivi. Aspetto con pazienza che arrivino al 70% di sconto (reale) e poi comincio a guardarmi intorno. Di solito compro per la stagione successiva, ma solo se mi serve davvero.
    In tempi come questi sarebbe saggia la modalità risparmio.

  15. ho di nuovo (un po’) di connessione adsl!!!! evviva la tecnologia….vabbè…comunque odio la folla e i saldi e fare a spinte ma questo è praticamente l’unico momento dell’anno per comprare i vestiti e per due motivi:
    1) il prezzo: secondo me sono gonfiatissimi durante l’anno, sotto i saldi diciamo che si avvicinano di più al valore reale del capo
    2) spesso ritirano fuori la roba degli anni passati, e dato che ultimamente sono tornati di moda gli anni 80 (che odio con tutta me stessa), ho la speranza di trovare qualcosa di “vecchio” che mi possa piacere…
    All’outlet invece evito proprio di andarci sotto i saldi: preferisco andare con calma in periodi tranquilli, al massimo una volta ogni due anni, a comprare cose “grosse” tipo il giaccone, le scarpe o i jeans, la roba “che dura” insomma 🙂
    yliharma di recente ha scritto Si ricomincia!

  16. Quest’anno il mio acquisto ai saldi è stato il lavello nuovo per la cucina. Invece che 309,00 come da listino l’abbiamo pagato 231,75(non poco), ma necessario. Quello che avevo ereditato dalla precedente padrona di casa aveva un vaschetta sfondata e comunque mi sono arrangiata per due anni. Per me saldi finiti!

  17. Difficile dire quanto la crisi sia grave. Di certo la crisi di priorità (ottima definizione) è massiccia e ora come ora più visibile che mai in contrapposizione agli scenari di vera crisi che vengano prospettati. Ma la crisi di priorità è da un pezzo parte integrante e colonna portante necessaria di un sistema economico che fa dei suoi cavalli di battaglia profitto e crescita infinita con risorse finite.

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