12 post per 12 mesi

Sono ancora in preda alla pigrizia natalizia (chiamiamola così), ma non volevo perdere l’occasione di postare qualcosa, principalmente per dire grazie a tutti voi che mi avete letto e commentato quest’anno, qui, su Facebook e su Twitter.
Il mio modo di augurarvi buon anno è leggermente autoreferenziale (!), ma dato che è tempo di bilanci per tutti, eccovi i 12 post più letti del 2011 su minimo. Se capitate qui per la prima volta, questa carrellata potrà darvi un’idea degli argomenti del blog; se siete “fedeli lettori” (mi sento molto King), spero sarà l’occasione per ritrovare qualcosa che avete apprezzato nel corso dell’anno. Buon Capodanno, e ci rivediamo nel 2012.
Un abbraccio e grazie davvero. 

Settembre, andiamo: è tempo di decluttering! – A settembre ho deciso di lanciare questa piccola iniziativa: un mese all’insegna del decluttering, con tre mini-sfide per liberarsi dal superfluo. Avevo qualche dubbio sul riscontro che avrei avuto, ma l’idea è piaciuta e ne sono scaturite tante azioni, micro e non.

È difficile – post nato da un momento di sconforto. Non volevo e non voglio convincere nessuno, e non ho bisogno di auto-convincermi, ma è stato ugualmente bello leggere le vostre reazioni.

Inbox Zero – come andare a dormire più leggeri sapendo che la propria casella di posta è vuota. Ma proprio vuota!

Consigli per il post-decluttering (I) – decluttering va bene, ma come fare materialmente per liberarsi dei vari oggetti? Rispetto agli inizi del blog, alcune cose sono cambiate e ora qualche alternativa c’è.

Nessun rimpianto – post in traduzione, da Miss Minimalist. Come evitare i rimpianti da decluttering (anche se difficilmente ce ne saranno!).

Consigli di lettura – tra downshifting, decluttering e smaller living, ce n’è per tutti i gusti

Design minimo – La scrivania – ho pensato a questa serie di post per parlare di minimalismo nella sua accezione originale, ovvero quella di corrente artistica, e come scusa per rifarci un po’ gli occhi. Mi fa piacere vedere che avete apprezzato!

Basta scuse – poco dopo aver iniziato il C25K mi sono imbattuta in questo bellissimo video e non ho resistito alla tentazione di tradurne il testo. Anche per il 2012, basta scuse e prendiamoci cura di noi.

Confessioni di un’ex-lettrice – ho scritto questo post per divertimento, di getto, in un pomeriggio d’estate. Per chi ha già abbandonato da tempo il libro cartaceo e per chi invece ancora non riesce a staccarsi dal profumo della carta.

Rinunciare al controllo – post in traduzione, da Minimalist Woman. Un concetto che cerco di fare sempre più mio, anche se con grande fatica.

Xmas (I) – Natale, consumismo e minimalismo sono sempre argomenti molto caldi. Ho voluto provare a darvi qualche suggerimento (non particolarmente originale, lo ammetto).

Design minimo – Little Black Dress – un classico della moda (incidentalmente, per Natale me ne sono regalata ben due, uno dei quali trovato in un negozio di usato firmato; era nuovo, con tanto di cartellino attaccato, e a un prezzaccio. Goduria) e anche del minimalismo. Leggetevi anche i commenti 🙂

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8 thoughts on “12 post per 12 mesi

    1. Qualcosa mi dice che stasera sarò minimal ma poco chic, leggi serata in casa a (ri)guardare Ratatouille… ma l’eleganza noi ce l’abbiamo dentro, no? Auguroni! 🙂

  1. io penso spesso al tuo post sulle pulizie
    http://www.minimoblog.it/2010/12/31/cosmetici/
    perché sono ancora in fase sperimentale. Colgo l’occasione per renderti partecipe delle mie scelte in materia, così mi dici il tuo parere:
    1- pulizie quando ho tempo. Il tuo suggerimento è stato un’illuminazione. Tanto sono metodica al lavoro, quanto non mi sento metodica a casa, per cui il fatto di attaccare alla risistemazione della cucina, la sera, un pezzo di pulizie di casa, dove c’è più bisogno, è stata LA soluzione ideale: non uso aspirapolvere ma la scopa e poi mocio con soluzione acqua+alcool sui pavimenti.
    Per il bagno mi trovo bene con pezze ricavate da vecchie lenzuola felpate (dei suoceri 😉 ) e i prodotti ekos anticalcare e wc. Chissà se alcool e questi prodotti siano una buona scelta dal punto di vista della sostenibilità..
    Dalle pulizie ottengo molto, a parte tutto: dopo tanto parlare, ascoltare e pensare mi fa più che bene chinare la testa e spazzare casa mia, la sera.
    Vogliounamelablu di recente ha scritto Volo via col Pulce

    1. Le pulizie “a pezzi” sono una grandissima invenzione, anche se (forse l’avevo scritto) per metterla in pratica devo un po’ vincermi perché io sarei sempre per le grandi manovre. Soprattutto i pavimenti mi danno problemi, nel senso che passare l’aspirapolvere è effettivamente una palla, ma se uso la scopa non ottengo risultati apprezzabili. Insomma, la sensazione di averli puliti dura circa 30 minuti… 🙁
      Per i prodotti da usare dipende anche da cosa devi pulire, a dirti la verità non me intendo poi tantissimo ma credo che comunque acqua e alcool vada bene pressoché per tutto eccetto che per il legno. Io uso acqua e pochissimo aceto, oppure sapone di marsiglia, oppure un detersivo per pavimenti delicato (un residuo…) quando mi sembra che ci sia bisogno di qualcosa di più forte.
      Il bagno è un bel problema: dopo aver usato acqua e aceto per un po’ sono tornata al detersivo “tradizionale” (purtroppo non ho trovato qualcosa di papabile nella linea Eco-logici della Coop, di cui dicono molto bene; quando finisco quello che ho comprato provo con l’equivalente dell’Esselunga). Aceto caldo e bicarbonato, ad esempio, dovrebbero funzionare in modo eccellente per il wc (e per gli scarichi), ma tendo a farmi prendere dalla pigrizia.

      Anche io trovo terapeutiche le pulizie, mi alzo dal PC e faccio finalmente qualcosa di manuale e di cui tocco con mano i risultati, nel frattempo ascolto musica e penso, a volte mi vengono pure delle buone idee… il problema è che a volte tocca stare al PC quando andrebbero fatte le pulizie e viceversa 😉

  2. ciao ti leggo da un pò – cercando fonti sul decluttering sono incappata in minimo. non sono mai intervenuta ma adesso il primo di gennaio mi sembrava bello dirti che adoro il tuo lavoro e che per me il downshifting è stato una tappa obbligata. a marzo del 2011 ho aperto insieme ad un ex collega un posto un pò speciale ispirato alla School of life di Alain De Botton. siamo una start up e pure un pò particolare per cui ti puoi immaginare non è facilissimo però abbiamo debellato per sempre la famosa malinconia della domenica pomeriggio quando sai che il giorno dopo andrai a lavorare e non ne hai voglia…a noi capita il contrario l’ufficio ci manca…insomma ne è valsa la pena

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